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La scomparsa di Giannantonio Brugola, presidente della OEB

23 Février 2015 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

L’avevo incontrato otto anni fa, in occasione dell’installazione, in piazza IV Novembre a Lissone, della stampatrice anni ’50 della sua azienda: ricorreva allora l’80° anniversario della fondazione della OEB.

Mi aveva poi condotto nello stabilimento di via Dante per mostrarmi la targa e il monumento in acciaio che ricordavano i tre operai della OEB, Pierino Erba, Remo Chiusi e Mario Somaschini, fucilati dai nazifascisti nel giugno 1944. Mi aveva anche parlato di alcuni momenti di quelle tragiche giornate, ricostruiti in base alla testimonianza di sua madre.

Nel 2014, per Giannantonio Brugola ricorreva il cinquantesimo anniversario di dirigenza della OEB.

Sulla storia di questa industria lissonese leader mondiale nel suo settore, nel mese di luglio 2014 avevo scritto il seguente articolo frutto di mie ricerche storiche.

Renato Pellizzoni

Un numero uno del made in Italy

Giannantonio Brugola, da cinquant’anni alla guida dell’OEB

Un’iperbole ascendente è la curva che meglio può rappresentare l’andamento della crescita e dello sviluppo nel tempo dell’attività dell’azienda lissonese OEB (Officine Egidio Brugola).

Egidio Brugola, nato a Lissone il 31 agosto 1901, già direttore di un’azienda meccanica, nel 1926 decide di mettersi in proprio. Il venticinquenne lissonese fonda così la OEB che è oggi un’industria leader a livello mondiale nella produzione di viti speciali di metallo ad altissimo contenuto tecnologico impiegate da diverse case automobilistiche per le esigenze specifiche dei loro motori.

Nella sua prima sede in via Cesare Battisti a Lissone, l’azienda produce rondelle, anelli speciali per motori ed affini. Alla fine degli anni Venti, Egidio amplia la produzione al settore della viteria: con un’intuizione geniale inizia a fabbricare su scala industriale una vite, già esistente all’inizio del Novecento, che, per un singolare processo di identificazione tra il prodotto e il suo ideatore, si chiama ormai comunemente vite brugola. Questo tipo di vite, a testa con incavo esagonale, viene brevettata da Egidio Brugola nel 1945.

In seguito alla morte prematura di Egidio, avvenuta a Portoferraio il 29 giugno 1959, la direzione dell’azienda, essendo il figlio Giannantonio sedicenne, passa alla moglie Emmy (Emmy Spezia era di nobile famiglia torinese). Cinque anni più tardi, nel 1964, sarà proprio Giannantonio ad occuparsi direttamente della OEB, che ancora dirige.

Dalle viti standard brugola degli anni Sessanta, la OEB passa negli anni Ottanta alle produzione di viti speciali. Giannantonio Brugola, conia il motto “Spirit of excellence”, che riassume la spinta innovativa dell’OEB. Nel 1993 brevetta in campo europeo una nuova vite, la “polydrive”, forma evoluta di vite, con un profilo a geometria complessa, che consente un maggior serraggio con un minor sforzo e sulla quale, in caso di necessità, si può agire anche con una chiave brugola esagonale standard. «È un’invenzione – afferma Giannantonio – che ha segnato una seconda tappa fondamentale nell’apporto della famiglia Brugola allo sviluppo della bulloneria mondiale».

Attualmente la sede della Direzione della OEB è in via Dante a Lissone. Quattro i siti produttivi in città, con 300 dipendenti: in Via Dante, in Via Pacinotti e due in via Majorana: uno di questi ultimi due, realizzato nel 2003, è «una delle fabbriche più robotizzate al mondo nel campo della logistica interna». Grazie alla qualità ed affidabilità del prodotto, conseguite mediante un’elevata automazione e alla continua ricerca (circa il 15% del fatturato è investito in questo settore in cui operano 20 ingegneri), è la prima industria al mondo nella produzione di viti di fissaggio testata cilindro.

In un motore d’auto si impiegano circa 70 tipi di viti speciali dette “fastener” (che costituiscono il sistema di serraggio dei motori) 7 dei quali sono definiti ‘critici” cioè cruciali per il raggiungimento delle prestazioni del motore. Si tratta di quelle che assicurano il serraggio della testata, della bancata, del volano, della biella, della puleggia, dell’ingranaggio dell’albero a camme e del cappello dell’albero a camme. Sono queste le viti della OEB di oggi, progettate e sviluppate in stretta collaborazione con le case automobilistiche. In ogni auto ne occorrono circa 300, che in totale fanno dai 4 ai 5 kg di metallo ad altissimo contenuto tecnologico.

Dieci milioni di motori al mondo vengono assemblati con viti brugola. Dai 6 ai 7 milioni di pezzi è la produzione giornaliera della OEB. La quota di mercato è attorno al 20%, vale a dire che c’è un po’ di OEB in una ogni cinque auto vendute nel mondo. Il fatturato nel 2013 ha sfiorato i 123 milioni di Euro.

Da Lissone le viti vengono spedite ai centri di distribuzione logistica OEB in USA, Messico, UK, Germania, Spagna e Ungheria. L’industria lissonese lavora per i diversi marchi dei gruppi Ford, Volkswagen, General Motors, Renault, Jaguar. Attualmente, sulle linee di montaggio di ben 42 fabbriche di motori nei più diversi angoli del mondo si fa ricorso ai “fastener” della OEB.

Detroit, è la capitale americana dei motori. Ed è in Michigan, dove ha già un centro di distribuzione, che la OEB ha in progetto di aprire una fabbrica alla fine del 2015, dove saranno impiegati una quarantina di persone, senza intaccare i livelli produttivi e occupazionali a Lissone. «Il nostro è un lavoro “capital intensive” e l’incidenza della manodopera è solo del 12%» afferma il presidente Giannantonio Brugola.

Attuale vicepresidente della OEB è Egidio Brugola, classe 1979, figlio di Giannantonio. Come non accade spesso nel mondo dell’industria, e a differenza di altre fabbriche storiche di Lissone che hanno addirittura cessato la loro attività, tre generazioni di continuità familiare sono un giusto motivo di soddisfazione per Giannantonio (parla cinque lingue, è un appassionato studioso della cultura tedesca), «un umanista prestato al mondo dell’industria» ama definirsi.

La storia della OEB è intrecciata con la storia non solo industriale, ma anche sociale e civile di Lissone.

Tre operai della OEB sono martiri della Resistenza lissonese, fucilati nel giugno 1944.

Nel 2006, in occasione dell’ottantesimo anniversario di fondazione della OEB, Giannantonio Brugola ha donato al Comune di Lissone una macchina storica della sua azienda: una stampatrice del 1950 che fa bella mostra in piazza IV Novembre di fronte al municipio. Inoltre, diverse associazioni hanno usufruito di contributi della OEB: tra loro la Croce Verde lissonese, per l’acquisto di mezzi di soccorso.

Nel 2008, con una cerimonia svoltasi nel Sala dei Corazzieri al Quirinale, Giannantonio Brugola è stato insignito dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell'Ordine al "Merito del Lavoro" titolo che viene attribuito a quegli imprenditori che si sono “distinti nei diversi settori dell'economia, contribuendo allo sviluppo sociale, occupazionale e tecnologico e alla crescita del prestigio del made in Italy”.

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