Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

Attività della Sezione ANPI "Emilio Diligenti" di Lissone nel 2008

30 Juin 2007 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

in ricordo di Arturo Arosio

Domenica 6 aprile 2008 una folta delegazione di cittadini lissonesi ha partecipato, rispondendo alla proposta della Sezione locale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, alla cerimonia di commemorazione dei partigiani uccisi durante la lotta di Liberazione nell’entroterra di Sestri Levante, tra i quali il diciannovenne lissonese Arturo Arosio, fucilato dai nazifascisti il 18 marzo 1945.

Dopo la celebrazione di una messa in suffragio, i partecipanti si sono raccolti davanti al cippo commemorativo in località Santa Margherita di Fossa Lupara, frazione di Sestri Levante. Tra gli altri erano presenti alcuni parenti del giovane partigiano lissonese, che rimase vittima di una feroce rappresaglia e seppe affrontare il suo tragico destino con grande dignità, come testimoniano alcune lettere inviate alla famiglia nell’imminenza dell’esecuzione, lette dal Presidente dell’ANPI di Lissone Renato Pellizzoni.

Ha presieduto la cerimonia l’ex partigiano Daniele Massa, nome di battaglia Lucifero, attuale Presidente dell’ANPI di Sestri Levante, che conobbe personalmente Arturo Arosio.

Sono intervenuti il Sindaco di Genova ed il Sindaco di Sestri Levante.

Tutti hanno reso omaggio al valore di quanti seppero scegliere, in un’ora difficile della nostra storia, tra civiltà e barbarie, testimoniando con la stessa vita la loro fede nei valori di democrazia, giustizia e libertà.

 

 

Su un dosso tra gli ulivi, a poca distanza dal mare, in un paesaggio che suscita sentimenti di pace e di tranquillità in chi oggi raggiunge il luogo, avvenne la tragedia.

 

 

Nel silenzio della natura, siamo stati anche noi oggi, muti, sul posto dove un cippo ricorda i sei partigiani fucilati: Arturo è il primo della lista.

 


Abbiamo trovato dei fiori freschi che gli amici dell’ANPI di Sestri Levante avevano appena deposto.

Poi abbiamo scambiato delle parole con gli attuali proprietari del terreno su cui avvenne la fucilazione: a noi, nati con la Costituzione repubblicana, in un Paese libero, hanno raccomandato di far conoscere ai giovani ciò che è stato. E' un impegno che ci proponiamo di mantenere.

chi era Arturo Arosio



per il "Giorno della Memoria"



Storie di 5 operai brianzoli:

 

 

Mario Bettega, operaio della Breda, lissonese, deportato, muore a Mauthausen

 

Umberto Viganò, operaio specializzato alla Pirelli, lissonese, deportato a Beesem, ritorna in Italia gravemente ammalato

 

Angelo Signorelli,operaio alla Falck, monzese, deportato a Gusen, ritorna in Italia; vive a Monza

 

Enrico Bracesco, caposquadra attrezzeria alla Breda, monzese, deportato, muore a Mauthausen

 

Michele Robecchi, elettricista alla Breda, muggiorese, muore a Dachau






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  LISSONE   

“GIORNO DELLA MEMORIA”

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Marzo 1943. Nelle fabbriche dell’Italia settentrionale gli operai incrociano le braccia

 

Sabato 26 gennaio 2008 ore 14.45

sala Polifunzionale della Biblioteca civica

Lissone,  P.za IV Novembre

 

“QUEI RAGAZZI DEL 1943 – 44”

Proiezione di documenti e testimonianze di alcuni operai della Brianza protagonisti degli scioperi del 1943 e del 1944, deportati in Germania.

Introduzione di Renato Pellizzoni, presidente dell’A.N.P.I. di Lissone

 

“Mai dimenticherò quella notte, la prima notte al campo, che trasformò la mia vita in una unica lunga notte … “

“Se qualcosa potrà salvare l’umanità, sarà il ricordo: il ricordo del male servirà da difesa contro il male …”  Elie Wiesel (premio Nobel per la Pace)

Legge 20 luglio 2000, n. 211: "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"

 

Nell’introduzione alla proiezione del filmato "Quei ragazzi del 1943 - 44" sulla deportazione in Germania di lavoratori italiani coinvolti negli scioperi del 1943 e 1944, che vennero impiegati nelle industrie belliche del Reich e costretti al lavoro coatto, si partirà da un’analisi degli scioperi nelle industrie delle città del “triangolo industriale” (Torino, Milano, Genova), per arrivare a quelli avvenuti nei nostri territori della Brianza, che videro coinvolti anche cittadini lissonesi.



altre attività per il 60° della Costituzione Italiana

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