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27 gennaio: “Giorno della Memoria”

27 Janvier 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

Anche a Lissone le leggi razziali del fascismo hanno avuto le loro vittime.

 

Le leggi razziali del Fascismo del 1938 si ispiravano alle leggi di Norimberga (Decreti antisemiti emessi a Norimberga nel settembre 1935, in occasione di un raduno nazionale del partito nazista). Le Leggi di Norimberga costituirono le basi della persecuzione antisemita, che condusse progressivamente all'esclusione degli ebrei dalla vita economica, politica e civile della Germania nazista, fino allo sterminio di massa.

 

In applicazione delle leggi razziali anche a Lissone periodicamente veniva svolto il censimento degli ebrei. Così nell'agosto del 1942 la Regia Prefettura di Milano ordina la revisione del censimento degli Ebrei.

In una lettera alla Questura di Milano, il Commissario Prefettizio di Lissone, Aldo Varenna, comunica che nel Comune di Lissone "non ven mai censito alcun ebreo".

 

Nel 1944 in paese vi sono molti sfollati a causa dei bombardamenti degli Alleati: tra questi Michele Cassin, fu Aronne e fu Levi Giulia, nato a Caraglio (Cuneo) il 15/4/1886 e residente a Milano in Viale Bianca Maria 24, sposato con Emma Ratto. Il Cassin, che svolge una attività di commercio di compensati e tranciati con sede a Lissone in Via San Martino, viene identificato come non appartenente alla razza ariana.  

Il 14 gennaio 1944 il Commissario Prefettizio Varenna segnala alla Prefettura di Milano (ormai della Repubblica Sociale Italiana) che "il locale Comando dei Carabinieri, in seguito ad ordine della Tenenza di Desio, ha proceduto al sequestro dell'azienda e dei beni" di Cassin Michele, dopo aver effettuato l'inventario.

Non si conosce quale fu la sorte dello sventurato Michele Cassin e della sua famiglia.

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Un’altra sfollata a Lissone, Elisa Ancona, nata a Ferrara il 10 ottobre 1863, viene arrestata il 30 giugno 1944 perché di origini ebree; nonostante la sua età (81 anni), dal carcere di Milano viene mandata ad Auschwitz, dove muore subito dopo il suo arrivo il 6 agosto 1944.

 

(fonte Archivi Comunali)

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