Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

Lissone: correva l'anno 1939

20 Mars 2009 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

Così Lissone veniva descritta in un articolo contenuto nella monografia stampata in occasione dell’inaugurazione della “Casa del Fascio”, l’attuale Palazzo Terragni.

Si noti lo stile roboante e ampolloso, tipico del regime fascista.

 

undefined «In quest'ultimo decennio, Lissone ha mutato volto. Sono bastati due lustri di vita fascista perché un soffio di nuova vita percorresse l'industre cittadina e nuove opere sorgessero ad attestare l'operosità ormai indiscussa dei Lissonesi, lavoratori appassionati devoti alla loro terra.

Ma mentre le parole volano, sono le Opere espresse nel marmo e nella pietra che rimangono ad attestare la Civiltà, il lavoro fecondo e produttivo, l'amore vivissimo al Paese. È indiscutibile il fatto che Lissone, pure avendo un complesso di una ventina di migliaia di abitanti, ha onorato concisamente con il suo lavoro, la Patria.

È questo anzitutto, un merito delle gerarchie locali che han voluto e saputo dare un volto nuovo alla industre Cittadina. In queste pagine dimostrative della Rinnovata Lissone ci accingiamo ad illustrare le Opere migliori, che danno lustro alla Città, la quale nel suo aspetto nuovo e ridente, è certo da annoverarsi tra le più graziose e interessanti della Lombardia. 

Molte sono le Opere di carattere pubblico condotte a termine in questi ultimi tempi, è fra queste la Casa del Fascio, di cui più avanti parliamo ampiamente; opera di moderna architettura, ariosa, lineare, tutta luce che irrompe attraverso le grandi finestre dai tersi cristalli, costruzione modernissima che il valente architetto Terragni di Como ha saputo erigere, affermandola come una delle più moderne e maestose Case del Fascio che siano state sino ad oggi costruite.


 

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Il nuovo Asilo Infantile testé realizzato è un'Opera di grande rilievo.


Questo magnifico Edificio, eretto per volere ed a totale spesa del Comm. Cagnola, da otto anni degno Podestà del comune, per solennizzare la fatidica data della fondazione dell'Impero, costituisce un'altra fra le tante altruistiche Opere di bene.

Ossequiente al Motto Mussoliniano «Andare verso il Popolo» con simpatico gesto veramente fascista il Cagnola volle offrirlo alla popolazione per i suoi figli, gemme della nuova vita di questa operosa Cittadina. Ed è con tale donazione che si è iniziato l'effettuazione della Scuola Materna, che giusta la Carta della Scuola, disciplina ed educa le prime manifestazioni dell'intelligenza e del carattere.

Un'altra opera analoga e pur di grande rilievo è la «Casa di Riposo» costruita a spese del Cav. Oreste Agostoni, industriale Lissonese, ed essa pure donata con nobilissimo slancio, onorando con tale munifico atto, la venerata memoria dei propri genitori, ai quali s'intitola l'ospizio.

 

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Questo accogliente Edificio è una sontuosa costruzione costituita da un fabbricato di 3 piani, (di cui uno seminterrato) con 35 vani, tutti disimpegnati da corridoi, collegata all'Ospedale della Carità, situata nel centro di un parco stupendamente alberato, invitante al riposo e in essa possono essere ospitati un centinaio di persone.

Una deliziosa chiesetta di puro stile 900, armoniosa, invitante al raccoglimento e alla preghiera, in un'oasi di penombre suggestive ispiranti alla meditazione si trova nell'interno dell'edificio stesso. Essa viene a completarlo perché i vecchi e i minorati amano rivolgersi a Dio, nella pace solenne del Tempio.

Quest'ultima è dovuta agli Industriali Fratelli Malberti, con gesto altamente significativo, venne poi donata all'Ospizio stesso, del quale come abbiamo detto fa ormai parte integrante.

Lissone conta anche un magnifico Ospedale così detto della Carità; ha una capienza di 70 letti, praticamente disposti in camere ariose e igieniche.

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In tale occasione, ci piace ricordare un encomiabile gesto del defunto dotto Riva Mauro, che nel proprio testamento elargì una cospicua somma all'Ospedale.

Alla Presidenza di questa Istituzione di Carità è il Cav. Uff. E. Paleari, classico nome della vita lissonese.

Il Campo sportivo misura ben 20.000 metri quadrati e possiede tribune in cemento armato tutte coperte.
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La sistemazione della Piazza Vittorio Emanuele III e di Via Assunta, la sistemazione e l'adattamento e l’impianto con riscaldamento dei locali adibiti al consultorio dell'O.N.M.l.; l’acquisto del terreno per allargamento della strada vicinale corrente lungo la via Ferroviaria. La sistemazione di tronchi stradali Monza-Lissone e Lissone-Muggiò; sono essi pure opere necessarie effettuale dal Comune.

Ma non sono qui tutte, chè un grande fervore si è impadronito della nostra cittadina. Noi vedemmo l’ampliamento della illuminazione pubblica, un perfetto impianto di distribuzione del gas, la sistemazione della via Milano, e oltre a questo, come se non bastasse, ecco il Comune profondere contributi per la costruzione del canale di Bonifica alto Lambro principale e secondario, e assumersi la spesa per lavori aggiuntivi di canalizzazione interna (fognatura) e quella per la demolizione della vecchia chiesa parrocchiale, per la conseguente sistemazione della Piazza Vittorio Emanuele III, ecc.

Ma non basta. V’ha la sistemazione delle principali vie interne con pavimentazione permanente (Via Sant'Antonio e Loreto, Via SS. Pietro e Paolo, Via Como, Via Madonna e Via Paradiso e Garibaldi), un acquisto di area per la costruzione di un edificio scolastico previa approvazione di un progetto di costruzione di un edificio da adibire al nobile scopo dell’Educazione dei figli del Popolo: opera che è in via di attuazione e la cui spesa in bilancio preventivata sorpasserà 2.500.000 lire. Oltre a questo, ecco il Comune concedere un contributo per l’estensione dell’impianto di acqua potabile alle frazioni Bini Aliprandi e Santa Margherita; affinché l’acqua venisse distribuita in tutta la Città e nelle frazioni limitrofe.

Recentemente richieste dalle continue esigenze di carattere igienico morale dell’industria cittadina, vi sono altre opere interessanti. Importante fra queste un acquisto di terreno per l’ampliamento del cimitero Comunale, doveroso omaggio alle spoglie mortali dei Cittadini che nell’eterno riposo, sotto le ricordevoli marmoree stele, trovano un giusto premio alla loro vita operosa, spesa a pro’ della Comunità Lissonese, intenta solo alla perfezione, alle opere industri, e di bene.

Questa è Lissone moderna: esempio a tante altre piccole e grandi Città; poiché il sentimento animatore degli Italiani d’oggi è l’amore alla propria terra e il desiderio di renderla sempre più grande, più bella, più rispettata nel mondo». (Federico Lubrano)

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