Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

La Resistenza a Lissone (IV parte)

15 Juillet 2008 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

A Lissone la sera di venerdì 16 giugno, nell'ora di' uscita degli operai del lavoro, gli altoparlanti chiamarono a raccolta la popolazione in piazza per assistere ad uno spettacolo: la gente, ignara di quanto stava per accadere, si fermava e s'infittiva in una sospettosa attesa.

Improvvisamente si presentarono sulla scalinata della casa del fascio, agli occhi esterefatti della moltitudine, due corpi incapaci di reggersi, afflosciati dalle torture, che furono sospinti brutalmente presso la fontana.


  Pierino_Erba.jpg             Carlo-Parravicini-copie-1.jpg

Un attimo dopo Pierino Erba e Carlo Parravicini crollarono cancellati alla vita da una raffica. La piazza si svuotò per il panico, fu un fuggi fuggi nelle vie adiacenti, un gridare di donne ed un piangere di ragazzi mentre altre raffiche di mitra solcarono l'aria per incutere maggior paura. La giustizia fascista si credette soddisfatta mentre suo malgrado accese quattro fiaccole destinate a rischiarare per l'avvenire la lotta contro la dittatura.


monumento-originale-in-Piazza-Libert-.jp

La stessa Radio Londra nelle trasmissioni della «Voce della Libertà» annunciò il tragico episodio di Lissone esaltando il martirio dei quattro patrioti. In quell'occasione fu pure arrestato il commissario politico Giuseppe Parravicini, sindacalista comunista, che, incarcerato a San Vittore e processato, fu deportato al famigerato campo di sterminio di Auschwitz da dove tornerà vivo ma debilitato per sempre nel fisico.

La paura invase l'animo di molti e per ridare coraggio a vecchi e nuovi aderenti, per stringere le fila occorse la fede nell'ideale, la disperata volontà di recupero. Il Comitato lasciò placare la reazione fascista, che pur essendosi violentemente scatenata non aveva coinvolto nessuno dei suoi responsabili civili, quindi riprese a tessere la trama della cospirazione.

Mentre la popolazione doveva soffrire e tacere, loschi individui si arricchivano con la compiacente tolleranza fascista. Il Comitato stilò un elenco di borsaneristi, si interessò di chi teneva scorte e collaborava con i nazifascisti in altri modi.

                                                                                                                                                                                        (continua)

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