Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

La Resistenza a Lissone (VI parte)

15 Juillet 2008 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

Un'azione che ebbe una vasta risonanza propagandistica, senza considerarne il suo alto valore morale di ricordo e di riconoscenza, fu effettuata nella ricorrenza dei defunti il 2 novembre '44. Per onorare la memoria degli eroici giovani fucilati in giugno, di notte corone di fiori vennero deposte sulle loro tombe e poco prima della chiusura di mezzogiorno sulle stesse venne collocato un cartoncino tricolore con scritto in evidenza «Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia». Nel pomeriggio attorno alle due tombe fu un accalcarsi di gente nonostante la pioggia battente.

 

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l'attuale tomba presso il cimitero


L'assistenza alle famiglie bisognose, sia pure nei ristretti limiti delle disponibilità finanziarie del CLN si svolse con regolarità e scrupolosità: un membro del Comitato aiutato da una compagna ora locale ora dei paesi vicini distribuiva le somme a disposizione.

Per il Natale del ‘44 il Comitato volle elargire un contributo più sostanzioso dei precedenti alle famiglie bisognose colpite dai provvedimenti fascisti; furono così distribuite una cinquantina di buste contenenti denaro, raccolto fra simpatizzanti, e inviti alla lotta.

Si utilizzò inoltre l'opera di due sorelle patriote quali informatrici, essendo impiegate presso la casa del fascio una ed al centralino telefonico tedesco l'altra. Le informazioni avute risultarono utili in relazione a decisioni locali, a spostamento di brigate nere ed alla sicurezza del Comitato stesso. Questi assicurò loro l'incolumità dopo l'insurrezione quando il popolo ignaro della loro delicata posizione avrebbe potuto trattarle da collaboratrici con il nemico.

In quei giorni quattro prigionieri di guerra russi, fuggiti ai tedeschi, furono nascosti in un cascinale da un partigiano, che con un altro li assisté e li alimentò per una decina di giorni fino al momento in cui il C.L.N. organizzò la loro fuga fra le fila dei partigiani combattenti sui monti.

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