Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

Di quanta terra ha bisogno un uomo?

13 Mars 2008 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #II guerra mondiale

Quando si esaminano le ambizioni iperottimistiche di Hitler nella fase iniziale della campagna di Russia (estate 1941), risulta chiaro che non aveva mai letto, o non aveva assimilato, il racconto di Lev Tolstoj, «Di quanta terra ha bisogno un uomo?», scritto nel 1886.

Vi si narra di un contadino benestante di nome Pahom che viene a sapere di una ricca terra nel paese dei BakSir, al di là del Volga. Sono gente semplice e lui potrebbe avere tutta la terra che vuole senza tanti problemi. Quando giunge nel territorio dei Baksir, gli dicono che per mille rubli potrà avere tutta la terra che riuscirà a percorrere nel corso di una giornata. Disprezzandoli per la loro mancanza di furbizia, Pahom è tutto contento. È sicuro di poter coprire una lunga distanza. Ma appena si mette in viaggio vede tante cose belle e decide di includerle nel suo percorso: uno stagno laggiù, una distesa di terra adatta alla coltivazione del lino ecc. Poi si accorge che il sole comincia a calare. Comprendendo che rischia di perdere tutto, corre sempre più in fretta per tornare in tempo. «Ne ho presa troppa», dice tra sé, «e ho rovinato tutto.» Lo sforzo lo uccide. Muore proprio sul traguardo ed è lì che viene sepolto. «Un metro e ottanta dalla testa ai piedi era tutta la terra di cui aveva bisogno», conclude Tolstoj. A distanza di meno di sessant'anni, l'unica differenza era che nella steppa non era sepolto un uomo solo, ma centinaia di migliaia di soldati.

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