Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

7 luglio 1944: sogno d’Europa

10 Mai 2009 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #Resistenza europea

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Nell’agosto 1943, gli antifascisti italiani, Ernesto Rossi ed Altiero Spinelli, fondarono, dopo la caduta di Mussolini, il Movimento federalista europeo. Il Movimento si servì della Svizzera per divenire, nel 1944, un efficace promotore della causa federalista all’interno della comunità degli esuli. Così nacque la “Dichiarazione dei movimenti della Resistenza europea”, pubblicata a Ginevra il 7 luglio 1944, primo manifesto veramente europeo durante la guerra.

L’idea fu ripresa allorquando la guerra finì con una profonda crisi in tutti i paesi d’Europa, che rese obsoleti i vecchi partiti politici, sia essi compromessi, sia incapaci di affrontare la nuova realtà europea.

In effetti fu in Svizzera, in piena guerra, che si organizzarono le prime riunioni europee degli uomini della Resistenza, intorno ad uno zoccolo duro di esuli federalisti.

A Ginevra si svolsero clandestinamente più di cinque incontri, che riunirono Italiani, Francesi, Danesi, Olandesi, Cechi, Norvegesi, Yugoslavi e qualche tedesco antinazista.

Gli autori della Dichiarazione ritenevano che la fonte dei mali risiedeva essenzialmente nella frammentazione dell’Europa in 30 entità politiche. Questo problema non poteva essere risolto che con il superamento del “dogma della sovranità assoluta” degli Stati. Il mezzo di questo superamento doveva essere una “Unione federale” dotata di un governo responsabile verso i popoli e da loro eletto, di un esercito comune e di un tribunale supremo con il compito di deliberare sulle questioni relative all’interpretazione della Costituzione federale. Questa Unione avrebbe consentito la realizzazione di una politica capace di impedire i nazionalismi e il rischio di guerre.

“Solo un’Unione federale consentirà la partecipazione del popolo tedesco alla vita europea senza che sia un pericolo per gli altri popoli.

Solo un’Unione federale consentirà di risolvere problemi di confine nelle zone con popolazioni miste, che cesseranno così di essere l’oggetto di folli bramosie nazionaliste e diventeranno delle semplici questioni di delimitazioni territoriali di pura competenza amministrativa.

Solo un’Unione federale consentirà la salvaguardia delle istituzioni democratiche in modo tale da impedire che i paesi, che non abbiano una sufficiente maturità politica, possano mettere in pericolo l’ordine generale.

Solo un’Unione federale consentirà la soluzione logica e naturale dei problemi di accesso al mare dei paesi situati all’interno del continente, dell’utilizzazione razionale dei fiumi, che attraversano più Stati, del controllo degli stretti e, in generale, della maggior parte dei problemi che hanno turbato le relazioni internazionali nel corso di questi ultimi anni".

Tratto dalla “Dichiarazione dei movimenti della Resistenza europea”, redatta a Ginevra.

    

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