Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

settembre 1943: la formazione Italia Libera

12 Septembre 2009 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #Resistenza italiana

Fin dal 12 settembre 1943 si era costituita e già stanziata a Madonna del Colletto, fra Valle Gesso e Valle Stura, la formazione Italia Libera, «l'unica formazione che si sia veramente costituita in città, attraverso una selezione e che dalla città si sia trasferita a costituzione avvenuta, in montagna».

È
composta da una dozzina di civili del Partito d'Azione capeggiati da Duccio Galimberti: non soldati sbandati, non giovani minacciati dal lavoro obbligatorio o dalla deportazione in Germania, ma elementi borghesi anche agiati, il cui antifascismo risale e si ricollega all'insegnamento di Piero Gobetti. Il suo esempio ha infatti resistito tenacemente nell'ambiente intellettuale torinese per vincoli diremmo quasi familiari: la moglie di Gobetti, Ada Marchesini, è rimasta sul luogo a ricordare il sacrificio del compagno e la sua casa è divenuta uno dei maggiori centri della cospirazione cittadina. Del tutto inesperti d'arte militare, i componenti dell'Italia Libera si sono rivolti in un primo momento a ufficiali effettivi che hanno rifiutato di porsi a capo di quella piccola spedizione. Debbono quindi fare da sé, felici di poter passare finalmente - com'essi dicono - «dalla teoria all'azione». Ma non c'è tuttavia in loro quella smania di agire subito e ad ogni costo che contrassegnerà altri settori del movimento partigiano. C'è piuttosto l'idea di organizzarsi solidamente, di addestrarsi alla nuova vita con cognizione di causa: li anima un rigoroso spirito egualitario per cui tutti i servizi, anche i più faticosi della vita collettiva in montagna, vengono eseguiti a turno e al tempo stesso una profonda avversione per qualsiasi forma disciplinare che ricordi il vecchio esercito: fino al punto di rifiutare l'uso di indumenti militari! È questa la formazione politica che avrà poi un più costante e regolare sviluppo, aggregandosi gruppi di ufficiali alpini, estendendo continuamente il suo raggio d'azione fino a trasformarsi nelle divisioni Giustizia e Libertà del Cuneese.


da “Storia della Resistenza italiana” di Roberto Battaglia Einaudi 1964

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