Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

La costituzione del Comitato di Liberazione Nazionale

9 Septembre 2009 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #Resistenza italiana


La giornata del 9 settembre 1943, mentre la divisione Granatieri era impegnata nella difesa ad oltranza del ponte della Magliana, nella città, abbandonata a se stessa, in mezzo alla ridda delle voci contrastanti, i gruppi politici antifascisti cercavano faticosamente d'orientarsi sulla situazione e di prendere contatto con gli organi del governo Badoglio. Il Comitato delle opposizioni delega a questo scopo nelle prime ore del mattino Bonomi e Ruini, i quali si recano al Viminale e vi apprendono la notizia della fuga del re. Li ha preceduti una missione dell' Associazione combattenti richiedendo la distribuzione di armi per potersi battere a fianco dell'esercito. La richiesta, benché appoggiata dagli emissari del Comitato delle opposizioni è «respinta con un no freddo. Anzi qualcuno aggiunge che non bisogna esasperare gli invasori».

Posto di fronte alla più drammatica delle situazioni, con la sensazione di avere dinnanzi a sé il vuoto più assoluto d'ogni «autorità costituita» il Comitato delle opposizioni reagisce immediatamente; constatando la frattura decisiva determinata dall'8 settembre e traendo da questa constatazione l'indicazione delle sue nuove responsabilità, alle ore 14,30 esso approva la seguente mozione:

“Nel momento in cui il nazismo tenta restaurare in Roma e in Italia il suo alleato fascista, i partiti antifascisti si costituiscono in Comitato di liberazione nazionale, per chiamare gli italiani alla lotta e alla resistenza per riconquistare all'Italia il posto che le compete nel consesso delle libere nazioni.”

 

L’esordio del CLN

12 settembre 1943, il CLN approva il seguente ordine del giorno:

“Il Comitato di liberazione nazionale constata dolorosamente che l'abbandono del loro posto da parte del sovrano e del capo del governo ha intaccato e distrutto la possibilità di resistenza e di lotta da parte dell'esercito e del popolo, e decide per la riscossa e per l'onore italiano”.

 

Dopo la nuova situazione creata dalla costituzione del governo fantoccio fascista e dalla dichiarazione di guerra alla Germania da parte del governo Badoglio, la prima discussione che si svolge nell'ambito del CLN è necessariamente quella dei rapporti da stabilirsi col regno del Sud, e verte, né può essere altrimenti, sul problema istituzionale.

 

16 ottobre 1943, il CLN prende una posizione autonoma:

“Il Comitato di liberazione nazionale, di fronte all'estremo tentativo mussoliniano di suscitare dietro la maschera di un sedicente stato repubblicano, gli orrori di una guerra civile, non ha che da riconfermare la sua più recisa e attiva o pposizione ... Di fronte alla situazione creata dal re e da Badoglio, con la formazione del nuovo governo, con gli accordi da esso conclusi con le Nazioni Unite e i propositi da esso manifestati, afferma che la guerra di liberazione – primo compito e necessità suprema della riscossa nazionale - richiede la realizzazione d'una sincera e operante unità spirituale del paese e che questa non può farsi che sotto l'egida dell'attuale governo costituito dal re e da Badoglio; che deve essere promossa la costituzione di un governo straordinario che sia l'espressione di quelle forze politiche le quali hanno costantemente lottato contro la dittatura fascista e fino dal settembre 1939 si sono schierate contro la guerra nazista.

Il C.LN. dichiara che questo governo dovrà:

1)    assumere tutti i poteri costituzionali dello Stato, evitando pero .ogni atteggiamento che possa compromettere la concordia della nazione e pregiudicare la futura decisione popolare;

2)    condurre la guerra di liberazione a fianco delle Nazioni Unite;

3)    convocare il popolo, al cessare delle ostilità, per decidere sulla forma istituzionale dello Stato.”

 

In questa fase il CLN centrale è costituito da un gruppo ristretto di dirigenti politici ed è più un organo di collegamento fra i singoli partiti antifascisti che un vero organo collettivo, strettamente legato al movimento che viene dal basso, alla lotta popolare armata (come s'avvia invece a divenire, sia pure in condizioni ambientali diverse, il CLN di Milano).

 

Elaborazione da “Storia della Resistenza italiana” di Roberto Battaglia  Einaudi 1964

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