Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

Anno scolastico 1934 - 1935

10 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

vissuto sui banchi di una scuola elementare di Lissone.

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Dalla lettura del “Giornale della classe” di alcune quarte e quinte scaturiscono alcune osservazioni (le parti in corsivo sono tratte fedelmente dalle pagine scritte di proprio pugno dal maestro o dalla maestra):

all’insegnante viene affidato il compito di fare della propaganda al regime fascista. Nel messaggio radiotrasmesso, il 17 novembre 1934, il ministro dell’Educazione Nazionale Ercole ricorda «la delicatissima missione che il regime ha affidato agli insegnanti» e «quanto si aspetti dalla loro opera». Dal 18 novembre 1934 per gli insegnanti vige l’obbligo di indossare la divisa durante le ore di lezione.


Durante le ore di lezione è un continuo richiedere con insistenza da parte degli insegnanti, sia di soldi per il regime e per le sue opere (per l’acquisto delle tessere di Piccole Italiane,nelle sezioni femminili, per quelle dell’Opera Nazionale Balilla, per «l’Albo di cultura fascista, in vendita in classe per ordine superiore», per il pagamento delle pagelle, per la Mutualità scolastica, per i francobolli pro refezione scolastica e per la campagna antitubercolare, per l’iscrizione alla Dante Alighieri, per la biblioteca scolastica), sia di materiale, come, ad esempio, indumenti a beneficio dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia.
A questo proposito scrive una maestra «consegno il pacco di indumenti raccolti nella mia classe e confesso che sono stata assai contenta del modo come hanno risposto le mie alunne. Benché povere hanno offerto 31 capi di indumenti completamente nuovi». Un altro maestro segnala: «la mia classe è composta di elementi molto poveri» tante che pagano la tessera di iscrizione all’Opera Nazionale Balilla «a rate di 10 centesimi alla settimana».
In un pagina del “Giornale della classe”, per ogni alunno, erano indicate le condizioni economiche della famiglia! Ed una maestra «conscia del compito che incombe all’Insegnante fascista, farò del mio meglio affinché la totalità delle mie alunne sia iscritta sia all’O.N.B. sia alla Mutualità scolastica».

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cos'era l’Opera Nazionale Balilla?

La scuola, pur ricoprendo un ruolo insostituibile nell'istruzione ed educazione dei giovani, non era sufficiente a formare quell' "italiano nuovo" voluto dal fascismo. Ad integrare e completare l'azione della scuola fu creata l'Opera Nazionale Balilla con il compito di curare l'assistenza e l'educazione fisica e morale della gioventù italiana.

Realizzando una serie di attività a carattere culturale, politico, paramilitare, sportivo e ricreativo, accrebbe il suo ruolo dentro la scuola, richiedendo la collaborazione e il contributo degli insegnanti per il tesseramento dei ragazzi e il loro inquadramento nelle file dell'organizzazione.

L'Opera Nazionale Balilla, introdotta con la legge 3 aprile 1926, prese nome dal leggendario ragazzo genovese Giovanni Battista Perasso, detto il "Balilla", - ogni anno ricordato con solenni celebrazioni - che nel 1746 aveva dato inizio all'insurrezione di Genova, scagliando un sasso contro gli occupanti austriaci.

 

e la Mutualità scolastica?

La Mutualità scolastica ebbe origine a Milano, nel marzo del 1907, quando alcuni socialisti, insegnanti ed ex alunni della scuola elementare di via Giulio Romano, fondarono la società di ginnastica "Sempre Uniti" e strinsero "vincoli di fraternità" istituendo un Mutuo Soccorso scolastico. L'iniziativa fu presa ad esempio da molte altre scuole, in breve tempo ebbe carattere nazionale e tre anni dopo il Parlamento promulgò la legge sulla Mutualità Scolastica.

Nel 1929 la Mutualità scolastica entrò a far parte del programma fascista sull'assistenza: la legge n.17 del 3 gennaio istituì l'Ente Nazionale per la Mutualità scolastica che inglobò tutte le società locali e regolamentò il versamento dei contributi per il sussidio di malattia agli allievi.

Con il versamento di 10 lire annue corrisposte a rate, 25 centesimi ogni marchetta settimanale che veniva appiccicata sull'apposita tessera, i soci che cadevano malati ricevevano il sussidio per tutte le malattie acute e croniche insorte dopo l'iscrizione alla Mutualità.

L'Ente Nazionale per la Mutualità scolastica fu sciolto nel 1938.

Per la propaganda e di conseguenza la diffusione della mutualità scolastica le autorità facevano affidamento sull'azione dei maestri elementari, per i quali il servizio era obbligatorio. Essi avrebbero per questo ricevuto "un segno di approvazione e di riconoscimento".

 

la “Dante Alighieri” per gli Italiani all'estero

Particolare attenzione veniva riservata alla propaganda nelle scuole della Società "Dante Alighieri", sorta nel 1889 per la diffusione della lingua e della cultura italiana all'estero, attiva soprattutto nei Paesi dove si era indirizzata l'emigrazione italiana. La tessera di iscrizione all'associazione veniva rilasciata dietro il contributo di una lira all'anno. Ancora nel 1934 il ministro Ercole esortava i responsabili scolastici a continuare la loro opera di propaganda a favore di tale società.

Il 25 settembre 1934 inizia la scuola; scrive un maestro di quinta «la mia classe è composta di soli 48 alunni. Alcuni ragazzi quest’anno non frequentano più perché vanno a bottega».

In una sezione femminile invece: «mi viene affidata una terza di 60 alunne di cui 20 ripetenti. Numero forte ma ormai legale per Lissone». Quasi tutte le alunne indossano il grembiule bianco «che dà alla classe un aspetto di ordine e pulizia mai ottenuto con il grembiule nero».

 

5 ottobre: «Domani vacanza per l’arrivo del Duce a Monza. Riesce più che naturale che la giornata si passi tratteggiando la figura e le opere di questo grande Uomo che sa dimostrare al mondo intero che cosa è il Fascismo».

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27 ottobre: «Domani anniversario della marcia su Roma. Illustro le ragioni che condussero a tale data ed i vantaggi non solo nazionali ma mondiali che portò il fascismo con l’avvento al potere».
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28 ottobre: «tutta la scolaresca in divisa in Piazza Vittorio Emanuele II».

 

Il 31 ottobre, in occasione della “Giornata del Risparmio”, alla fine delle lezioni pomeridiane, nel cortile della scuola, alla presenza di tutte le autorità politiche, civili e religiose locali, vengono premiati 50 alunni più poveri e meritevoli con un libretto della “Cassa di Risparmio delle Province Lombarde”.

 

Tessere di Piccole Italiane
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Dal 18 novembre 1934 per gli insegnanti vige l’obbligo di indossare la divisa durante le ore di lezione.
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19 novembre: nessuno si presenta a scuola
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26 novembre: l’insegnante insiste per  far iscrivere gli alunni alla Mutualità Scolastica, ma ...
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27 novembre 1934: si deve vendere per ordine superiore!!!
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poi l’insegnante cerca di farsi promotrice delle assicurazioni i.N.A.
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e per la “Giornata della Madre e del Fanciullo”
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L'Opera Nazionale per la Protezione della Maternità e dell'Infanzia

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La speciale attenzione rivolta al problema demografico e alla sanità fisica e morale dell'infanzia fu una delle ragioni che spinse il fascismo alla istituzione, con la Legge 10 dicembre 1925, dell'Opera Nazionale per la protezione della Maternità ed Infanzia (O.N.M.I.).

Ogni 23 dicembre veniva celebrata la Giornata della Madre e del Bambino dedicata alla "esaltazione della maternità e dell'infanzia". In questo giorno venivano distribuiti in tutta Italia, a cura dell'Opera, vestiario e corredini per le gestanti in difficoltà, premi di nuzialità e natalità.


continua

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