dedicata ai

 15 Lissonesi morti per la libertà

 

Che cosa ci offri, o Storia,

dalle tue gialle pagine?

Noi eravamo gente oscura,

uomini delle fabbriche e degli uffici.

Eravamo contadini con addosso

puzza di cipolla e di sudore

e sotto i baffi spioventi

imprecavamo contro la vita.

Ci sarà almeno riconosciuto

d’averti saziata d’eventi

e abbeverata con abbondanza

nel sangue di migliaia di morti?

Non vogliamo un premio per i nostri tormenti,

le nostre immagini mai giungeranno

sino ai tuoi massicci volumi

accumulati nei secoli.

Ma tu almeno racconta con parole semplici

alle genti di domani,

destinate a darci il cambio,

che valorosamente abbiamo lottato. 

Nicola Vapzarov  (poeta bulgaro, membro della Resistenza contro l’occupazione nazista del suo Paese,  fucilato all’età di 33 anni  il 23 luglio del 1942)

 

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viaggio della memoria

scriveva Primo Levi

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti».

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vissuto sui banchi di una scuola elementare di Lissone


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Nell’articolo si è preferito, approfittando anche della scrittura chiara del maestro, dare ampio spazio alla cronaca e alle osservazioni sulla vita della scuola da lui riportate sul “Giornale della classe”.

 

16 ottobre: inaugurazione solenne dell’anno scolastico
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18 ottobre: è vacanza per l’inaugurazione della seconda edizione della “Settimana lissonese”
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e il 28 ottobre:
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4 novembre:
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5 novembre:
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L’episodio a cui si fa riferimento è IL CONVEGNO DELL'8 NOVEMBRE 1917 a Peschiera in cui il re Vittorio Emanuele III lanciò un proclama che incitò la resistenza sul Piave.

dal sito del Museo della palazzina storica

 

Era una mattina di pioggia sottile e gelida, e la nebbia evaporava dal fiume Mincio coprendo le strade. Ormai da giorni il cielo era coperto da nuvole, che scendevano come lacrime su Peschiera del Garda, in un tempo di guerra e distruzione, dopo la disfatta di Caporetto. E’ l’8 novembre 1917.

Davanti al Palazzo del Comandante inizia pian piano a formarsi una folla di gente, che attende intrepida l’arrivo del Re Vittorio Emanuele III e delle forze alleate di Francia e Inghilterra. La situazione politica è molto tesa e delicata, basta un passo falso per perdere la partita. Il Re Soldato lo sa, ma nonostante tutto scende dalla sua auto, a testa alta, e con passo sicuro entra nel Palazzo del Comandante, oggi conosciuto come Palazzina Storica, seguito dagli altri partecipanti al Convegno. A fianco a lui ci sono i rappresentanti politici dell’Italia Giorgio Sidney Sonnino ministro degli esteri e Vittorio E. Orlando Presidente del consiglio e primo ministro.Per la Gran Bretagna partecipa David Lloyd Gorge e il suo braccio destro Smuts accompagnati dai loro generali Gen. William Robertson e il Gen. Woodrow Wilson. Per la Francia il primo ministro Paul Pailevé e Franklin Bouillon accompagnati dai loro generali Gen. Ferdinand Foch e dal Gen. Camille Barrére. Vittorio Emanuele III voleva fortemente questo incontro, dopo il convegno fallimentare di Rapallo dove Armando Diaz non era riuscito a convincere gli alleati. Il re soldato dirige l'incontro in modo deciso e sicuro, pronunciando il famoso proclama che incitò la resistenza sul Piave, e che avrebbe portato alla vittoria della Guerra:

“Italiani, Cittadini e Soldati ! Siate un esercito solo. Ogni viltà è tradimento, ogni discordia è tradimento, ogni recriminazione è tradimento. Questo mio grido di fede incrollabile nei destini d’Italia suoni così nelle trincee come in ogni remoto lembo della Patria, e sia il grido del Popolo, che combatte, del Popolo che lavora. Al nemico che, ancor più che sulla vittoria militare, conta sul dissolvimento dei nostri spiriti e della nostra compagine, si risponda con una sola coscienza, con una voce sola: Tutti siam pronti a dar tutto, per la Vittoria, per l’onore d’Italia.”

 

9 novembre: tesseramento all’Opera Nazionale Balilla


cos'era l’Opera Nazionale Balilla?

La scuola, pur ricoprendo un ruolo insostituibile nell'istruzione ed educazione dei giovani, non era sufficiente a formare quell' "italiano nuovo" voluto dal fascismo. Ad integrare e completare l'azione della scuola fu creata l'Opera Nazionale Balilla con il compito di curare l'assistenza e l'educazione fisica e morale della gioventù italiana.

Realizzando una serie di attività a carattere culturale, politico, paramilitare, sportivo e ricreativo, accrebbe il suo ruolo dentro la scuola, richiedendo la collaborazione e il contributo degli insegnanti per il tesseramento dei ragazzi e il loro inquadramento nelle file dell'organizzazione.

L'Opera Nazionale Balilla, introdotta con la legge 3 aprile 1926, prese nome dal leggendario ragazzo genovese Giovanni Battista Perasso, detto il "Balilla", - ogni anno ricordato con solenni celebrazioni - che nel 1746 aveva dato inizio all'insurrezione di Genova, scagliando un sasso contro gli occupanti austriaci.



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15 novembre: «vacanza … insperata»
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18 novembre: le sanzioni
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Augusto fondatore dell’impero romano
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libri usati
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il Balilla alla radio
4 dic 1937
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18 dicembre 1937: secondo anniversario della giornata della fede
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21 dicembre: si ricorda il fratello del dittatore
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dal 22 dicembre al 9 gennaio 1938 vacanze natalizie
 
propaganda antiblasfema

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refezione scolastica
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trasvolata Italia Brasile
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la Milizia
1 feb 1938

 

prima radiotrasmissione dell’ente Radio Rurale
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seconda trasmissione: «la Sicilia, centro geografico dell’Impero»
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la Conciliazione
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la guerra di Spagna
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28 febbraio 1938: «tenuti ad intervenire alle funzioni religiose»
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muore Gabriele d’Annunzio
2 marzo 1938


le assicurazioni popolari
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offesa aerea
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«la guerra di Spagna e le orde bolsceviche»
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23 marzo 1938: i Fasci
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Ritrovo Giovanile e Doposcuola
4 apr 1938 

propaganda antitubercolare
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Natale di Roma e Festa del Lavoro
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Guglielmo Marconi
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24 aprile 1938: fondazione di Pomezia
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3 maggio: arriva in Italia Hitler ed è festa nazionale!
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Roma e l’Impero
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il lissonese Giovanni Dorigo, legionario caduto in Spagna
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anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915
24 mag 1938
 

saggio ginnico della G.I.L.
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15 giugno 1938: fine degli scrutini e della scuola
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Vendredi 10 octobre 2014 5 10 /10 /Oct /2014 06:00
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