Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

anno scolastico 1943 - 1944

9 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

vissuto sui banchi di una scuola elementare di Lissone.

 

Dal 10 giugno 1940 l’Italia fascista è in guerra al fianco della Germania nazista.

L’11 giugno 1943 gli Alleati (Stati Uniti, Inghilterra) sbarcano in Sicilia.

Il 25 luglio 1943 Mussolini è destituito e arrestato per ordine del Re che nomina Badoglio a Capo del Governo.

 

L’inizio dell’anno scolastico per gli insegnanti è fissato per il 1 settembre.

 

Nell’articolo viene dato ampio risalto a quanto i maestri o le maestre delle classi quinte elementari di Lissone hanno annotato nelle pagine dei “Giornale della classe” riservate alla “Cronaca ed osservazioni sulla vita della scuola”.

intestazione pagina 

Sono perciò riportate in corsivo alcune parti significative che sono state trascritte: in alcuni casi é stata aggiunta un’immagine che riproduce la pagina del “Giornale della classe” redatta di proprio pugno dall’insegnante.

 

Una maestra scrive sul “Giornale della classe” «La Patria versa in tristissime condizioni: pure gli insegnanti prendono il loro posto di lavoro che è anche di combattimento».

 

1 settembre 1943 

 

Nell’immagine il Frontespizio di un “Giornale della classe” dell’anno scolastico 1943-1944

frontespizio giornale classe 43 44 

 

Si nota che lo stemma sabaudo di Casa Savoia è stato sbarrato

stemma savoia  particolare frontespizio

e così pure la R che indicava Regio. Inoltre scorrendo le pagine di alcuni “Giornali della classe” si ritrovano espressioni del tipo: «circostanze paricolarmente gravi e dolorose per il nostro Paese», «condizioni eccezionali del momento», «in questi durissi momenti», «tormentosa situazione in cui la Patria si trova», «nuovo rinascente esercito».

Durante l’estate 1943 e nei primi giorni di settembre in Italia erano successi degli eventi eccezionali.

L’8 settembre l’Italia firma l'armistizio con gli Alleati.

I nazisti disarmano le truppe italiane e il 10 settembre Roma viene occupata dai tedeschi. Lo stesso succede per le principali città d’Italia.

Il Re Vittorio Emanuele III, con la famiglia e il seguito, fugge a Brindisi.

Il 12 settembre Mussolini, prigioniero sul Gran Sasso, viene liberato da un commando tedesco e viene portato Monaco.

Iniziano le prime forme di resistenza armata contro il regime fascista e l’occupazione nazista.

Il 23 settembre, ridotto a un fantoccio nelle mani di Hitler, Mussolini proclama la “Repubblica Sociale Italiana” formando un nuovo governo fascista la cui autorità si estende sul territorio dell’Italia settentrionale, occupata dai tedeschi.

 

A Lissone per tutto il mese di settembre procedono le iscrizioni alla scuola elementare. Nella prima settimana di ottobre hanno luogo gli esami di riparazione. Terminati gli esami continuano le iscrizioni soprattutto per i «ritardatari che, dato l’allontanamento di parecchie famiglie dal paese, causa gli allarmi aerei, non furono pochi».

 

13 ottobre 1943 il governo del Sud, con a capo il Maresciallo Pietro Badoglio, dichiara guerra alla Germania.

 

A Lissone il 12 novembre la Direttrice scolastica convoca il «corpo magistrale». Tra le varie raccomandazioni fatte agli insegnanti, un invito a «non far sciupare pagine in decorazioni di quaderni o per disegni inutili come quelli ornamentali che alcuni facevano fare sui quaderni di aritmetica per dividere un esercizio dall’altro».

 

La scuola inizia solamente il 17 novembre «in circostanze particolarmente gravi e dolorose per il nostro Paese. In parecchie province del Piemonte, del Veneto e della stessa Lombardia, le scuole hanno potuto aprire i battenti fin dal 15 ottobre. A Lissone parecchie famiglie di sfollati da Milano e di sinistrati furono ricoverati anche nelle scuole. Per forza maggiore dunque si dovette attendere fino ad oggi per poter iniziare l’anno scolastico».

 

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La direttrice informa che si faranno dei turni il mattino e il pomeriggio, dato l’esiguo numero di aule disponibili. Solo per le classi quinte le lezioni sono di tre ore giornaliere. Le scuole di Via Aliprandi sono «occupate interamente dai sinistrati» e le scuole Vittorio Veneto «in massima parte».

 

18 novembre: «non è possibile lasciar passare, senza soffermare il nostro orgoglio su questa data, che ha segnato per il nostro popolo l’apogeo della gloria: la vittoria dell’Italia imperiale contro 52 stati ingiustamente sanzionisti».

L’insegnante si riferisce al 18 novembre 1935 quando, per l’Italia, entrarono in vigore le sanzioni economiche, in seguito alla condanna da parte della Società delle Nazioni per l'invasione dell'Etiopia.

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Il 4 dicembre alle ore 16, terminata la scuola, la direttrice convoca in direzione tutti gli insegnanti per impartire e chiarire le norme che regolano la discesa nei rifugi durante gli allarmi aerei «a cui purtroppo abbiamo dovuto fare una certa abitudine». Viene fatto divieto ai genitori, per nessun motivo, di ritirare i propri figli dalla scuola durante l’allarme.

Una circolare della direttrice invita gli insegnanti a commemorare, il 5 dicembre, il gesto del Balilla, che «nelle condizioni attuali attraversate dalla nostra Patria diventa sommamente significativa». Scrive allora una maestra: «il gesto eroico di Balilla ha sempre fatto gioire d’entusiasmo e di orgoglio i giovanissimi d’Italia che vorrebbero in massa sostituirsi al fortunato compagno. In quinta poi la comprensione è, si può dire, completa: anche i visetti delle bambine irradiano l’orgoglio d’avere tra i ragazzi della loro età un sì grande Eroe».

7 dicembre: «inizio una fervida propaganda, perché tutti offrano per la “Giornata della Madre e del Fanciullo».

17 dicembre: «gli indumenti per O.N.M.I. sono affluiti con una generosità commovente».

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Il 20 dicembre tutti gli insegnanti delle classi quarte e quinte del Circolo didattico di Lissone si riuniscono, convocati dalla Direttrice, che «parla della finalità educativa del lavoro entrato nella scuola come materia fondamentale». La Direttrice illustra l’importanza del “lavoro” nella scuola elementare e raccomanda di sviluppare nel corso delle lezioni l’insegnamento di elementi inerenti la vita pratica quali la compilazione di lettere, vaglia e conti correnti postali.

L’anno scolastico viene diviso in due periodi: il primo dall’inizio al 15 marzo, il secondo dal 1° marzo alla fine.

Con la benedizione del Prevosto iniziano le vacanze natalizie.

Il ritorno a scuola avviene, dopo 20 giorni di vacanza, il 10 gennaio.

Una maestra annota «trovo una nuova scolara: non ha più la casa, gliassassini dell’aria gliela hanno distrutta con le loro bombe micidiali a Milano. È ricoverata con la sua famiglia nelle nostre scuole».

La circolare n° 153 del Ministero dell’Educazione Nazionale del 17 gennaio, “date le condizioni eccezionali del momento”, fissa una diversa ripartizione delle materie di insegnamento nelle scuole elementari oltre a ridurre all’essenziale i programmi.

20 gennaio: «tutti gli scolari hanno pagato la pagella scolastica». Il costo di ogni pagella era di una lira.

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Il 25 gennaio inizia la refezione scolastica a cura dell’O.N.B. (Opera Nazionale Balilla). «L’attività assistenziale continua anche in questi durissimi momenti».

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Con il 1° febbraio comincia anche il Doposcuola con orario dalle ore 16 alle 17,30. In una sezione speciale sono riuniti gli alunni che si preparano per l’esame di ammissione alla scuola Media.

14 febbraio: «alle ore 13 suona l’allarme. Si scese subito in rifugio ove rimanemmo per un’ora e mezzo. Così il tempo di lezione già breve fu dimezzato ... Ed è certamente il minore male, purtroppo, causato dai cosidetti “Liberatori”! ... ».

22 febbraio: alla Casa del Balilla di Monza, il Provveditore agli Studi “chiama a rapporto” tutti gli insegnanti elementari e della Scuola materna della Circoscrizione: sono 528 insegnanti che “inquadrano” circa 30.000 alunni. Scrive una maestra per questa occasione: «agli insegnanti furono rivolte calde espressioni riguardanti il lavoro svolto nella scuola, umile e silenzioso, compiuto qualche volta, anche in aule quasi fredde senza che si verificasse assenza, grande lavoro di Fede nell’immancabile destino della Patria ... Il Sig. Provveditore, nel suo breve ma incisivo discorso ha denudato l’anima sua di Italiano fervente, erigendosi, nella sua modestia, quale faro luminoso da cui ognuno può, senza tema di fallare, prendere esempio sia nella vita di educatore del popolo, sia nella vita di cittadino e soldato. Egli ha richiamato ognuno alla responsabilità dell’ora presente interrogando la propria coscienza ed a prendere, onestamente ma decisamente posizione perché il vero insegnamento non può essere ombrato da dubbi ... E disse che al di sopra di tutto il maestro deve sentirsi Italiano, e dei suoi scolari deve fare degli Italiani».

25 febb 1944 pagina 

 

In sintesi gli insegnanti vengono richiamati a schierarsi; si devono cioè allineare alla nuova situazione sotto la Repubblica Sociale Italiana!

 

26 febbraio: «le alunne portano a scuola le illustrazioni di Montecassino. Tutte siamo addolorate dall’infame distruzione. La furia dell’invidia cieca dei barbari anglo-americani che bestialmente come invanamente ridussero ad un cumulo di macerie ... Montecassino: rivivi intatto nel tuo spirito ammonitore, perchè intatto è il vero spirito italiano! ».

 

1 marzo 1944: la vigilatrice sanitaria visita gli scolari e prende nota di tutti gli alunni gracili.

 

Intanto in tutto il Nord Italia, dall'1 all'8 marzo 1944, si svolge uno sciopero generale caratterizzato da una precisa matrice di natura politica.

La notizia degli avvenimenti italiani ebbe ampia risonanza e suscitò stupore e ammirazione in tutto il mondo libero.

Il 9 marzo 1944 il "New York Times" pubblicava:

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«In fatto di dimostrazione di massa non è avvenuto niente nell'Europa occupata che si possa paragonare alla rivolta degli operai italiani. È il punto culminante di una campagna di sabotaggi, di scioperi locali e di guerriglia ... è una prova impressionante del fatto che gli italiani, disarmati come sono, e sottoposti a una doppia schiavitù, lottano con coraggio e audacia quando hanno una causa per la quale combattere».

10 marzo: «ho commemorato Giuseppe Mazzini, rievocando nell’anniversario della sua morte, la figura del grande Italiano, inquadrandola, soprattutto, negli eventi storici che l’Italia attraversa».
Nell’Italia settentrionale non c’è più la monarchia, ma la Repubblica Sociale Italiana … e la scuola si adegua!


Il 15 marzo, secondo le direttive del Ministero, si chiude il primo periodo dell’anno scolastico: «hanno luogo le prove di chiusura del primo periodo. In generale le mie alunne sono scolare attive, laboriose, cercano di fare del loro meglio per seguirmi nello svolgimento del programma che cerco di far elaborare con quella sollecitudine maggiormente possibile, per timore di essere sorpresa da una chiusura repentina, dato i momenti …».

23 marzo: «ho commemorato la data della fondazione dei Fasci avvenuta a Milano in Piazza S. Sepolcro nel 1919, illustrando lo sforzo che si è compiuto e che si compie dal Partito Fascista, prima per dare incremento alle varie bonifiche ed alle istituzioni del Regime e portare così la Patria alla grandezza voluta, ed ora per condurre a buon esito la guerra che si sta combattendo».

23 marzo 1944 

 

Il 25 marzo la Direttrice comunica alcuni cambiamenti di aula in quanto si sono rese vacanti alcune di quelle finora occupate dai sinistrati. Loda gli insegnanti che hanno raggiunto un buon tesseramento all’O.N.B. «Deve ritenere che le insegnanti che non hanno ancora alcun iscritto a tale associazione, se non hanno svolto opera contraria al Partito Sociale Repubblicano, non hanno però svolto opera di persuasione o almeno che tale opera è stata fatta male. Ha detto poi che il tesseramento è ancora aperto e che le insegnanti si devono mettere di buona volontà a svolgere il loro compito di persuasione voluto dal sentimento patriottico che ognuno deve nutrire».

Insomma gli insegnanti devono svolgere opera di propaganda per la Repubblica Sociale Italiana e convincere gli scolari a tesserarsi all’O.N.B.!

 

28 marzo, scrive un insegnante sul “Giornale della Classe”: «con dispiacere ho lasciato l’aula più bella del caseggiato, che avevo finora occupato, per passare in un’altra che, oltre ad essere poco pulita e mal arredata, è infestata dai topi».

28 marzo 

 

3 aprile: «alle ore 11,30 la Sig. Direttrice ha dato inizio alla trasmissione antecedentemente annunziata. Dopo aver trasmesso l’inno del Balilla, ha parlato alle scolaresche commemorando l’anniversario della fondazione dell’O.N.B. illustrando l’opera benefica che essa svolge nelle isttuzioni miranti alla scuola ed invitando tutti gli alunni a prendere parte ad una sottoscrizione indetta dal Provveditore di Milano per l’offerta di un aereo da caccia che le scuole della provincia intendono donare al rinascente esercito italiano. Ha terminato la trasmissione con altri inni patriottici».

Un insegnante scrive: «un aereo da caccia alla nostra gloriosissima aviazione. È stata scelta molto bene l’arma, che ognuno di noi vorremmo donare a decine al nuovo Esercito per la difesa del nostro cielo dagli assassini che non sanno fare che la guerra contro gli inermi … Se quel caccia potesse sprigionare nelle sue azioni l’entusiasmo di tutti i giovani cuori che concorsero alla sua formazione, chissà che azioni eroiche e vittoriose compirebbe! …».

20 aprile: «consegno £ 40 quale importo di 40 tesserine della Dante Alighieri, la benemerita associazione … che è inesauribile focolare di pretta Italianità nel mondo. Si chiude la sottoscrizione pro aereo da caccia alla Patria con esito favorevole: la cifra ottenuta è di £ 1976 per le scolaresche, di circa £ 2000 offerte dagli insegnanti e £ 800 dalla scuola materna».

Il 24 aprile ha luogo la cerimonia della semina del granoturco nell’orto di guerra che era stato precedentemente dissodato e vangato dai maschietti della Scuola del Lavoro.

«Le mie alunne hanno proceduto alla semina dell’insalata in un’aiuola riservata alla nostra classe».

L’8 maggio hanno inizio a Monza gli esami di ammissione alla scuola Media.

9 maggio: «Giornata dedicata all’Esercito: al nuovo Esercito a cui spetta il non facile compito di riscattare l’onore della       Patria. Un senso di grande riconoscenza ci invade e vorremmo che la “Vittoria” fosse prossima ad arriderci perché proprio in questo giorno il nostro pensiero ricongiunge a noi il Mediterraneo, la Libia e si spinge oltre, in Africa Orientale da cui il grido: “Ritorneremo!” si eleva additandoci il nostro dovere! ».

9 maggio 1944 

9 maggio 1944 cont  

24 maggio: «in due turni, mattina e pomeriggio, senza perdere le ore di lezione, le scolaresche inquadrate raggiungono il teatro Impero per la visione cinematografica de “I trecento della Settima” raffigurante un episodio della guerra in Grecia ed illustrante lo spirito di sacrificio, di abnegazione e l’eroismo dei soldati italiani».

26 maggio 1944: «cerimonia di chiusura dell’anno scolastico:

1)     Messa di ringraziamento a Dio che permise, nella tormentosa situazione in cui la Patria si trova, di svolgere completamente il programma e in un’atmosfera di relativa serenità

2)    Saluto alla bandiera e l’appassionato triplice grido Italia, Italia, Italia! ».

Firma dell’insegnante

 

 

 

Bibliografia:

- Documenti conservati negli Archivi Comunali e negli Archivi scolastici di Lissone 

- alcune delle immagini sono della mostra “A scuola col duce – l’istruzione primaria nel ventennio fascista” dell’Istituto di Storia Contemporanea "P. A. Perretta" di Como

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