Sabato 29 gennaio 2011 presso la sala Polifunzionale della
Biblioteca Civica di Lissone, in
Piazza IV Novembre, ricordo di tre personaggi dell’antifascismo monzese: Giovanni Battista Stucchi, Gianni Citterio e Antonio Gambacorti
Passerini.
Le loro storie attraverso la lettura di alcune
pagine del libro “Tornim a baita. Dalla campagna di
Russia alla Repubblica dell'Ossola” di Giovanni Battista Stucchi.
E' intervenuta Rosella Stucchi,
figlia di Giovanni Battista Stucchi.
150°
anniversario Unità d’Italia
Giovedì 17 marzo 2011 ore 18.00
sala Polifunzionale della Biblioteca Civica
Lissone, Piazza IV Novembre
«Fratelli d'Italia?
L'idea di nazione a 150 anni dall'Unità d'Italia»
conferenza del prof. Giovanni Missaglia
docente di Storia e Filosofia
Domenica 10 aprile, una delegazione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Lissone ha
partecipato ad una cerimonia, organizzata dall’ANPI di Sestri Levante, a ricordo di tutti coloro che, combattendo per la libertà durante la guerra di Liberazione, sono caduti vittime del
nazifascismo nell’entroterra della Riviera ligure di Levante.
La cerimonia si è svolta in località S. Margherita di Fossa Lupara dove, il 18 marzo 1945, venne
fucilato anche il diciannovenne partigiano lissonese Arturo Arosio, al quale è stata recentemente intitolata una via di Lissone.
Alla celebrazione di una messa in suffragio dei caduti nella chiesetta locale, , è seguito un corteo che
ha raggiunto il luogo in cui sorge il cippo commemorativo, dove sono state deposte corone di fiori.
Dopo i saluti delle autorità locali, l’intervento di uno storico ha inquadrato l’episodio di quei giorni
della primavera del 1945 nel contesto degli avvenimenti della Resistenza italiana, nella quale tanti giovani, in un’ora difficile della nostra storia, seppero scegliere tra civiltà e barbarie,
testimoniando con la stessa vita la loro fede nei valori di democrazia, giustizia e libertà, principi che sono alla base della nostra Costituzione repubblicana.
La cerimonia è stata presieduta dall’ex partigiano Daniele Massa, nome di battaglia Lucifero, attuale
Presidente dell’ANPI di Sestri Levante, che conobbe personalmente il nostro concittadino Arturo Arosio. Arturo rimase vittima di una feroce rappresaglia ma, sorretto dalla fede,
seppe affrontare il suo tragico destino con grande dignità, come testimoniano alcune lettere inviate
alla famiglia nell’imminenza della sua esecuzione.
Alcune di queste sono pubblicate nel libro “Lissone
1939-1945. Storie di guerra e Resistenza” di Renato Pellizzoni e nel sito dell’ANPI di Lissone (http://anpi-lissone.over-blog.com/) nelle pagine di storia locale dedicate ai caduti lissonesi
nella guerra di Liberazione.
A Daniele Massa (nella foto a sinistra) è stata consegnata la tessera di membro onorario della nostra
Sezione ed una pergamena.
dal libro “Come fosse ieri ...” di Ornella Visca, segeretaria dell’ANPI di Sestri Levante:
«Mi chiamo DANIELE MASSA e sono nato a Velva, nel comune di Castiglione Chiavarese, il 10 aprile 1924.
All'età di nemmeno 6 anni sono rimasto orfano di padre e mia mamma è rimasta vedova a quarant'anni con otto figli, il più grande dei quali aveva 21 anni.
Si viveva da contadini a mezzadria, perciò la vita era di stenti. Con mio padre si viveva meglio perché
lui, oltre che il mezzadro, faceva anche il muratore e si andava avanti discretamente. Dopo la sua morte mia mamma ha mandato le mie sorelle a fare le donne di servizio, mentre noi più piccoli
stavamo in casa con lei. Io facevo il chierichetto e dicevano che ero molto bravo. Il parroco del paese si interessò, d'accordo con mia madre, per trovarmi un posto in seminario a Chiavari, in
poche parole per farmi diventare prete; ma, alla sera della vigilia della mia partenza per il seminario, mentre mi trovavo con mia mamma in casa di un mio zio; questo mio zio, per scherzo, mi
disse: "Vai a farti prete e così non potrai nemmeno prendere moglie, sei proprio un belinun!" lo mi sono messo a piangere e non sono più voluto
partire. Ho poi passato alcuni anni a lavorare con questo mio zio, naturalmente quando ero libero dalla scuola.
Finita la quinta elementare, mia mamma, io, mio fratello del '22 e una mia sorella del '26 ci trasferimmo a
Sestri Levante ed io andai a fare il garzone in un negozio di alimentari nell'attuale Piazza della Repubblica, dove rimasi fino a 15 anni. Nel novembre del '39 entrai nella FIT, Fabbrica Italiana
Tubi, di Sestri Levante e andai avanti fino a che iniziò la guerra. Si lavorava da bestie, 12 ore al giorno e il mangiare era sempre meno, era stato razionato con la tessera annonaria.
Il 1° dicembre del '43 ci fu il primo bombardamento a Sestri, dove rimasi ferito. Dopo la mia guarigione,
io e mio fratello del '22 scegliemmo di andare in montagna con i partigiani. Fu una lotta molto dura, di stenti, privazioni, freddo e fame, ma finalmente arrivò la Liberazione il 25 aprile '45.
Dopo la Liberazione mi fermai per parecchi mesi al Comando della Divisione "Coduri", dove facevo il segretario del comandante "Virgola". Quando nacque l' ANPI, divenni il primo presidente della
sezione di Sestri Levante. Quando eravamo ancora in montagna, nel dicembre del '44, io e mio fratello aderimmo al PCI. Rientrai in FIT, ma non smisi mai la mia attività sia nell'ANPI sia nel
partito. Nel 1956 fui candidato per la prima volta alle elezioni amministrative e divenni assessore alla Pubblica Istruzione, carica che mantenni fino al 1964, mentre rimasi consigliere comunale
fino al 1969, quando mi ritirai dall'attività politica. Non smisi mai invece di dedicarmi al rafforzamento dell' ANPI, cosa che faccio ancora oggi con grande piacere e con molta
soddisfazione.
Nel 1979 - '80 cominciai a dare attività anche nella cooperazione e proprio in quegli anni fui eletto
presidente della Sezione Soci della Coop di Sestri Levante, carica che detengo ancora oggi».
25 aprile a Lissone
Esposizione dell'opera di Giacomo Nicola Manenti, "Anelito di libertà"
nel cortile della nostra sede di Piazza Cavour.
8 maggio 2011:
quaranta lissonesi in Val di Susa per ricordare Ercole Galimberti.
“VIAGGIO DELLA MEMORIA” a Coldimosso, frazione di Susa (TO), in ricordo del diciottenne lissonese Ercole Galimberti, fucilato per rappresaglia a
Coldimosso, dai nazifascisti, il 9 marzo 1945, con altri quattro partigiani che combattevano per la libertà in Val di Susa.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’ANPI di Bussoleno.
Domenica 8 maggio, una delegazione della sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Lissone ha partecipato, insieme ad un nutrito gruppo di cittadini lissonesi, alle celebrazioni,
organizzate dall’ANPI di Bussoleno, in memoria di cinque partigiani uccisi dai nazisti a Coldimosso, frazione di Susa, il 9 marzo 1945, tra cui il nostro concittadino Ercole Galimberti, che
all’epoca aveva solo diciotto anni. Erano presenti anche le figlie della sorella di Galimberti. Sul luogo dell’eccidio, dove sorge un cippo a perenne ricordo, sono stati deposti fiori e sono
stati pronunciati discorsi commemorativi. Hanno parlato i sindaci dei quattro comuni della Val di Susa, situati nelle vicinanze di Coldimosso, e il presidente dell’ANPI di Lissone, Renato
Pellizzoni. Molto toccante l’intervento di un vecchio partigiano, nome di battaglia Angelo, che ha rievocato i mesi trascorsi nelle fila della Resistenza e non ha mancato di richiamare
l’importanza di difendere e preservare i valori e gli ideali che furono alla base dell’impegno e del sacrificio di tanti giovani per la conquista della libertà e della democrazia per il nostro
Paese.
GIOVEDÌ 2 giugno, dalle ore 9 alle 13 in Piazza Libertà, , presentazione delle attività dell’Associazione Nazionale
Partigiani d’Italia Sezione “Emilio Diligenti” di Lissone.
Verranno distribuite copie della Costituzione
italiana.
17 giugno: in piazza Libertà cerimonia a ricordo dei partigiani lissonesi fucilati
FESTA del TESSERAMENTO

SABATO 3 dicembre dalle ore 15 alle 18
Lissone, Piazza Libertà