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Francia: verso la “soluzione finale”

22 Janvier 2012 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #la persecuzione degli ebrei

principali campi francesi 1942 stella gialla ebrei

Alla conferenza di Wannsee, nel gennaio 1942, i nazisti decidono di applicare la “soluzione finale della questione ebrea” a tutti gli ebrei d’Europa: 40.000 ebrei di Francia saranno deportati entro tre mesi. Il 27 marzo 1942, il primo convoglio di deportati esce dalla stazione di Drancy-le Bourget trasportando 1146 (tra cui dei francesi) detenuti di Drancy e Compiègne verso Auschwitz. Il 5 giugno, il secondo convoglio, composto da ebrei francesi (79) e stranieri (un migliaio) di Drancy, Compiègne, Baune-le-Rolande e Pithiviers, parte per Auschwitz.

Parigi rastrellamento ebrei stranieri partenza ebrei francesi

Il 16 gennaio 1942, i tedeschi informano il governo francese che hanno deciso di deportare 100.000 ebrei, senza distinzione di nazionalità, tra ebrei francesi, stranieri o apolidi. Vichy non vuole avere degli complicazioni per il fatto che i tedeschi deportino ebrei stranieri o apolidi. Per contro per gli ebrei francesi, un governo sovrano non può lasciare i suoi cittadini nelle mani del nemico. René Bousquet, segretario generale della Polizia, si impegna a far arrestare nella zona Sud 10.000 ebrei stranieri per consegnarli ai nazisti. Il 22 giugno, dalla stazione di Drancy, 965 ebrei, di cui 435 francesi vengono deportati: per la prima volta delle donne (66) fanno parte del convoglio.

Drancy campo di transito deportazione 

Tra il 1942 e il 1944, 62 convogli di deportati ebrei sono partiti da Drancy (stazione di Drancy-le Bourget e Bobigny), 6 da Pithiviers, 2 da Baune-le-Rolande, 2 da Compiègne, 1 da ciascuna delle stazioni di Lione, Tolosa, Angers e Clermont Ferrand. Gli ebrei arrestati al Nord e nel Pas-de-Calais sono internati in una caserma a Malines in Belgio, da dove sono deportati in Germania.

1944 campo di Compiègne campo di Compiègne registrazione ebrei baracca campo di Pithiviers

 

Accordi Oberg-Bousquet

A Vichy, Pétain, Laval e Bousquet sono dello stesso avviso: rifiuto di vedere dei poliziotti o gendarmi francesi procedere all’arresto di ebrei (francesi o stranieri) nella zona Nord; nella zona Sud, il governo si impegna a consegnare 10.000 ebrei unicamente stranieri. I responsabili nazisti sono in difficoltà: nella zona Nord, le forze di polizia tedesche sono insufficienti per procedere alle migliaia di arresti e le reazioni della popolazione francese sono imprevedibili. La partecipazione della polizia francese è necessaria. Il 2 luglio 1942, Bousquet e il generale delle SS Oberg, incaricato di mantenere l’ordine, si mettono d’accordo. Di sua propria iniziativa, Bousquet consente che la polizia francese partecipi all’arresto degli ebrei che i tedeschi stabiliranno, sia nella zona Nord che in quella Sud, a condizione che gli ebrei siano stranieri. Grazie a Bousquet, i nazisti vogliono realizzare i loro programmi: deportare “per una destinazione orientale” 40.000 ebrei di Francia prima della fine del 1942.

 

Il rastrellamento di Vel’ d’Hiv’

Il 17 luglio 1942, a Parigi, ha luogo il rastrellamento detto di Vel’ d’Hiv’, durante il quale 12.884 tra uomini, donne e bambini (in maggioranza stranieri) sono arrestati dalla polizia francese, portati al Vélodrome d'Hiver, poi internati a Drancy o nei campi del Loiret (Baune-le-Rolande e Pithiviers) prima di essere deportati. Il 7 agosto, Vichy consegna il primo contingente di ebrei della zona Sud, 1003 internati tedeschi del campo di Gurs. I campi della zona Sud e i raggruppamenti di lavoratori stranieri costituiscono per la polizia di Vichy una “riserva” dalla quale attingere. Il 26 agosto ha luogo il primo grande rastrellamento di ebrei stranieri nella zona Sud: 6.584 ebrei sono internati in campi prima di raggiungere Drancy: il 1942 è l’anno dei grandi rastrellamenti: dei 76.000 ebrei di Francia deportati, 42.000 sono di quest’anno.

Aincourt-campo-di-concentramento.jpg Gurs-baracche-campo-di-concentramento.jpg Gurs-campo-di-concentramento.jpg  Pithiviers-campo-di-concentramento.jpg 

Una logica di esclusione

La protezione degli ebrei francesi da parte di Vichy è un’illusione. In effetti, Laval e Pétain non vogliono che la polizia francese partecipi ai rastrellamenti degli ebrei francesi, ma, dopo il dicembre 1941, i tedeschi arrestano, internano e deportano degli ebrei francesi, senza proteste da parte di Vichy, e, in base a quanto stabilito da Laval, i bambini di ebrei stranieri nati in Francia, dunque francesi, sono deportati con i loro genitori. Certamente, nell’agosto del 1943, Laval rifiuta di promulgare la legge (che lui ha firmato) che toglie la nazionalità francese agli ebrei naturalizzati dopo il 1927, ma, dopo l’ottobre 1940, gli ebrei francesi non sono più considerati interamente come dei cittadini. Vichy tenterà di evitare agli ebrei di nazionalità francese quello che ha accuratamente preparato: una esclusione sociale sancita da una espulsione territoriale? Promulgando, di sua spontanea iniziativa, un vero arsenale legislativo antisemita, La Francia di Vichy autorizza implicitamente i tedeschi ad impadronirsi di coloro che, d’ora in avanti, anche se ex combattenti così cari al Maresciallo, non appartengono più alla comunità nazionale.

Per assicurare la deportazione al ritmo di tre convogli di 1.000 persone alla settimana, i rastrellamenti si moltiplicano in tutta la Francia. Ma la popolazione vede di mal occhio questi arresti di massa che toccano francesi e stranieri, vecchi e bambini. La Chiesa protesta. Laval e Bousquet sono riluttanti (siamo nel 1943) e anche i poliziotti sono sempre più reticenti. Nonostante ciò, i nazisti, aiutati dalla polizia francese e dai membri della milizia, agli ordini di Joseph Darnand, segretario di Stato al Mantenimento dell’ordine, continuano la caccia agli ebrei fino all’ultimo: L’ultimo convoglio di 39 deportati ebrei parte da Clermont-Ferrand il 22 agosto 1944.

 

Il terribile bilancio

Nel 1940, circa 730.000 ebrei vivevano in Francia, di cui 400.000 in Africa del Nord. La legislazione di Vichy li rese un gruppo a se stante. Gli arresti effettuati dai poliziotti di Vichy, poi i trasporti e l’internamento nei campi francesi sono operazioni di tale ampiezza che i tedeschi non avrebbero potuto realizzarli da soli:. Per il raggruppamento degli ebrei nei campi, per la schedatura, per i rastrellamenti eseguiti dalla polizia, Vichy ha facilitato il lavoro dei tedeschi per la deportazione di 76.000 ebrei di cui 24.000 francesi; il 3% (2.500) sono sopravvissuti ai campi di sterminio; 4.000 ebrei sono morti nei campi in Francia. Malgrado i nazisti e Vichy, alcuni francesi hanno salvato degli ebrei. Così a Chambon-sur-Lignon, piccolo paese dell’Haute-Loire, gli abitanti accolsero e nascosero numerosi bambini fino alla Liberazione. Migliaia di ebrei devono la vita all’atto di coraggio e di compassione di cui sono stati protagonisti dei cittadini francesi.

 

 

Bibliografia:

Nicolas Jagora et Franck Segrétain – La victoire malgré tout – Edition LBM Paris 2005

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