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 15 Lissonesi morti per la libertà

 

Che cosa ci offri, o Storia,

dalle tue gialle pagine?

Noi eravamo gente oscura,

uomini delle fabbriche e degli uffici.

Eravamo contadini con addosso

puzza di cipolla e di sudore

e sotto i baffi spioventi

imprecavamo contro la vita.

Ci sarà almeno riconosciuto

d’averti saziata d’eventi

e abbeverata con abbondanza

nel sangue di migliaia di morti?

Non vogliamo un premio per i nostri tormenti,

le nostre immagini mai giungeranno

sino ai tuoi massicci volumi

accumulati nei secoli.

Ma tu almeno racconta con parole semplici

alle genti di domani,

destinate a darci il cambio,

che valorosamente abbiamo lottato. 

Nicola Vapzarov  (poeta bulgaro, membro della Resistenza contro l’occupazione nazista del suo Paese,  fucilato all’età di 33 anni  il 23 luglio del 1942)

 

viaggio della memoria

scriveva Primo Levi

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti».

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Lissone, borgo della Brianza

veduta-grigne.jpg grigne-e-resegone.jpg

Così Cesare Cantù descriveva, nel 1858, il distretto di Monza, uno dei quattordici in cui l'Austria aveva suddiviso il territorio milanese.

«Il territorio, parte in piano, parte sulle estreme falde dei colli di Brianza, è ubertosissimo di vino, bozzoli, legumi e frutta. Poche campagne sono innaffiate dal Lambro settentrionale, che da nord a sud traversa il distretto, e da sorgenti artificiali. Saluberrima ne è l'aria; ad ogni passo t'incontri in deliziose ville, giardini, serre: gaie brigate vi scorrono le belle stagioni, attratte dalla comodità della ferrovia. Degli abitanti, quali si danno all'agricoltura, quali lavorano su telai, o nelle grandi manifatture di Monza. L'artigiano per lo più è macilento, essendo costretto a lavorare molte e molte ore al giorno per tenue mercede, mentre s'impinguano i già ricchi intraprendenti».

Per quanto concerne la condizione sociale, occorre notare che i ceti contadini più diffusi erano i piccoli proprietari e i coloni. Parte della terra, frazionata in piccoli appezzamenti, era di proprietà dei contadini che la lavoravano e che da essa traevano un reddito tanto scarso da spingerli ad altre attività; ma la maggior parte dei terreni era di proprietà di patrizi locali e di famiglie nobiliari milanesi, che venivano a trascorrere la villeggiatura nelle amene ville» e nei «deliziosi giardini».

 

La popolazione di Lissone nel 1861

1856 pianta di Lissone

La popolazione lissonese presente alla data del primo censimento del regno d'Italia (1861) era di 3.707 abitanti (il censimento fu eseguito sulla popolazione presente di fatto il 31 dicembre 1861).

Secondo la legge n. 3702 del 1859 del regno di Sardegna, divenuta legge nazionale il 17 marzo 1861 per l'avvenuta proclamazione del regno d'Italia, il territorio del regno si divideva in province, circondari, mandamenti e comuni. Lissone faceva parte del circondario di Monza  del quale era il sesto comune più popoloso dopo Monza (24.662 ab.), Seregno (5.765 ab.), Desio (5.431 ab.), Sesto San Giovanni (4.189 ab.), Vimercate (4.106 ab.). Il circondario di Monza era a sua volta composto da 93 comuni per una popolazione di 156.885 abitanti. D'altra parte, la provincia di Milano risultava essere tra le più popolose del giovane regno d'Italia, con 948.320 abitanti.

Lissone, che si caratterizzava come centro agricolo dedito all'attività artigianale, non aveva riportato un aumento notevole di popolazione rispetto ai primi anni del secolo, quando gli abitanti erano circa 2.000.

 

Nel 1869 il comune di Cassine Aliprandi (Santa Margherita) si unisce a Lissone

La situazione cominciò a mutare nei decenni seguenti. Già nel censimento del 1871, il paese arrivò a contare una popolazione di 4.598 abitanti, registrando così un aumento netto di 891 persone. Va però detto che tale crescita si deve principalmente all'unione con l'antico comune di Cassina Aliprandi (Santa Margherita), risalente al 1869.

1870-Cassina-Aliprandi.JPG

L'ex comune di Cassine Aliprandi, nel 1861 contava una popolazione di 483 abitanti, pari circa al 13% della popolazione lissonese, La fusione dei due comuni confinanti provocò anche un ampliamento del 20% della superficie comunale.

Mardi 25 novembre 2014 2 25 /11 /Nov /2014 12:00
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