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 15 Lissonesi morti per la libertà

 

Che cosa ci offri, o Storia,

dalle tue gialle pagine?

Noi eravamo gente oscura,

uomini delle fabbriche e degli uffici.

Eravamo contadini con addosso

puzza di cipolla e di sudore

e sotto i baffi spioventi

imprecavamo contro la vita.

Ci sarà almeno riconosciuto

d’averti saziata d’eventi

e abbeverata con abbondanza

nel sangue di migliaia di morti?

Non vogliamo un premio per i nostri tormenti,

le nostre immagini mai giungeranno

sino ai tuoi massicci volumi

accumulati nei secoli.

Ma tu almeno racconta con parole semplici

alle genti di domani,

destinate a darci il cambio,

che valorosamente abbiamo lottato. 

Nicola Vapzarov  (poeta bulgaro, membro della Resistenza contro l’occupazione nazista del suo Paese,  fucilato all’età di 33 anni  il 23 luglio del 1942)

 

viaggio della memoria

scriveva Primo Levi

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti».

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società mutuo soccorso fronte

Il 10 gennaio 1873, venne fondata a Lissone una Società di mutuo soccorso fra operai e agricoltori.

Il comitato promotore della Società, che si era formato nel 1872 e aveva studiato e preparato lo statuto, era composto da Francesco Mussi, Amadeo Meroni, Carlo Mariani, Luigi Mussi, Rodolfo Fossati e Felice Mariani.

1873 soc mutuo soccorso

Il Consiglio di Amministrazione era composto quasi per intero dai medesimi membri del comitato costitutivo. Primo presidente fu l'ingegner Carlo Rocca, sindaco di Lissone. Alla sua morte, nel 1879, gli succedette il cognato, conte Carlo San Martino di Strambino (che sarà, inoltre, sindaco dal 1881 al 1885).

La prima sede della Società era in Via Baldironi n. 3 nella casa del sig. Mariani Gioachino, gentilmente offerta, poi in Via Assunta e poco tempo dopo nella Casa Paleari angolo Via SS. Pietro e Paolo e Via Aliprandi, che era anche la sede del Comune.

Secondo lo spirito dei fondatori tale società non si prefiggeva il solo scopo della mutualità, ma anche «l'elevamento materiale e morale dei lavoratori»; lo statuto prevedeva, infatti, norme per l'organizzazione di iniziative culturali e la diffusione dell'istruzione tra le famiglie. Sin dal 1874 la società diede vita a una scuola festiva per i soci (nel 1876 la Scuola festiva contava 34 allievi) e ad una società corale - che divenne poi l'autonoma Corale Verdi, nel 1878 istituì una Scuola di disegno e intaglio (questa istituzione rappresenta il primo concreto tentativo di un’azione collettiva rivolta al mondo dell’artigianato del mobile); nel 1879 la fanfara e ancora, nel 1898, fondò un Corpo filarmonico.

Mardi 25 novembre 2014 2 25 /11 /Nov /2014 09:00
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