Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

La storia Simon Srebnik

13 Janvier 2012 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #la persecuzione degli ebrei

A ottanta chilometri a nord-ovest di Lódz, nel cuore di una regione un tempo a forte popolazione ebraica, Chelmno fu in Polonia la località del primo sterminio di ebrei con il gas. Ebbe inizio il 7 dicembre 1941. 400.000 ebrei furono assassinati a Chelmno in due periodi distinti: dicembre 1941-primavera 1943; giugno 1944-gennaio 1945. Il modo di somministrare la morte rimase fino alla fine identico: i camion a gas.

Dei 400.000 uomini, donne e bambini che giunsero in quel luogo, si contano due superstiti: Michael Podchlebnik e Simon Srebnik.

Simon Srebnik, sopravvissuto dell'ultimo periodo, era allora un ragazzino di tredici anni e mezzo. Suo padre era stato abbattuto sotto i suoi occhi, nel ghetto di Lodi, sua madre asfissiata nei camion di Chelmno. Le SS lo arruolarono in uno dei reparti di «ebrei del lavoro», che assicuravano la manutenzione dei campi di sterminio ed erano anch'essi destinati alla morte.

Catene alle caviglie, come tutti i suoi compagni, il ragazzo attraversava ogni giorno il villaggio di Chelmno. Dovette il fatto di essere risparmiato più a lungo degli altri alla sua estrema agilità, che gli faceva vincere le gare organizzate dai nazisti fra quegli incatenati, gare di salto o di corsa. E anche alla sua voce melodiosa: diverse volte alla settimana, quando si doveva dar da mangiare ai conigli dell'allevamento SS, Simon Srebnik, sorvegliato da un guardiano, risaliva il Ner su una imbarcazione a fondo piatto, fino ai limiti del villaggio, verso i campi di erba medica. Cantava arie del folklore polacco e il guardiano in cambio gli insegnava ritornelli militari prussiani. A Chelmno tutti lo conoscevano. I contadini polacchi, ma anche i civili tedeschi, poiché quella provincia della Polonia era stata annessa al Reich alla caduta di Varsavia, germanizzata e ribattezzata Wartheland. Così avevano cambiato Chelmno in Kulmhof, Lódz in Litzmannstadt, Kolo in Warthbrücken, ecc. Dei coloni tedeschi si erano stabiliti ovunque nel Wartheland, e a Chelmno esisteva anche una scuola elementare tedesca.

Nella notte del 18 gennaio 1945, due giorni prima dell'arrivo delle truppe sovietiche, i tedeschi uccisero con una pallottola nella nuca gli ultimi «ebrei del lavoro». Simon Srebnik fu anche lui abbattuto. La pallottola non lese i centri vitali. Tornato in sé, si trascinò fino a un porcile. Un contadino polacco lo raccolse. Un ufficiale medico dell' Armata Rossa lo curò, lo salvò. Qualche mese più tardi Simon partì per Tel Aviv con altri scampati.

E là in Israele l'ho scoperto.

Ho persuaso il ragazzino cantore a ritornare con me a Chelmno. Aveva 47 anni.

 

Una piccola casa bianca

mi resta nella memoria.

Di questa piccola casa bianca

sogno ogni notte.

 

Contadini di Chelmno

Aveva tredici anni e mezzo. Aveva una bella voce, cantava in modo molto bello, e lo ascoltavamo.

 

Una piccola casa bianca

mi resta nella memoria.

Di questa piccola casa bianca

sogno ogni notte.

 

Quando l'ho riudito cantare oggi, il mio cuore ha battuto molto più forte, perché quello che è successo qui è stato un delitto. Ho davvero rivissuto quello che è successo.

 

Simon Srebnik

Difficile da riconoscete, ma era qui. Qui bruciavano la gente.

Molta gente è stata bruciata qui. Si, è questo il luogo.

I camion a gas arrivavano là.

C'erano due immensi forni e dopo, gettavano i corpi in quei forni, e le fiamme salivano fino al cielo.

Fino al cielo?

Sì.

Era terribile.

Questo non si può raccontare. Nessuno può immaginare quello che è successo qui. Impossibile. E nessuno può capirlo.

E anch'io, oggi...

Non posso credere di essere qui. No, questo non posso crederlo.

Qui era sempre così tranquillo. Sempre.

Quando bruciavano ogni giorno 2000 persone, ebrei, era altrettanto tranquillo.

Nessuno gridava. Ognuno faceva il proprio lavoro.

Era silenzioso. Calmo. Come ora.

 

Tu, ragazza, non piangere,

non essere così triste,

ché la cara estate si avvicina ...

e allora tornerò.

Un fiaschetto di rosso, una fetta di arrosto,

è ciò che le ragazze ...

offrono ai loro soldati.

Quando i soldati sfilano

le ragazze aprono ...

le loro porte e finestre.

 

Contadini di Chelmno

Pensavano che i tedeschi facessero apposta a farlo cantare sul fiume.

Era per loro un oggetto di divertimento. Lo obbligavano a farlo.

Cantava, ma il suo cuore piangeva.

Quando la famiglia si riunisce ne parlano ancora, intorno alla tavola.

Perché la cosa era pubblica, vicino alla strada tutti lo sapevano.

Era davvero un'ironia da parte dei tedeschi, loro uccidevano la gente, ma lui era obbligato a cantare. È questo che pensavo.

Claude Lanzmann

 

 

Bibliografia:

Claude Lanzmann – Shoa – Einaudi Stile libero Dvd 2007

Partager cet article

Repost 0