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Sito dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Sezione "Emilio Diligenti"
Art. 3. della Costituzione Italiana
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Non dimenticate
Vi chiedo una sola cosa: se sopravvivete a questa epoca non dimenticate. Non dimenticate né i buoni né i cattivi. Raccogliete con
pazienza le testimonianze di quanti sono caduti per loro e per voi. Un bel giorno oggi sarà il passato e si parlerà di una grande epoca e degli
eroi anonimi che hanno creato la storia. Vorrei che tutti sapessero che non esistono eroi anonimi. Erano persone, con un nome, un volto, desideri e speranze, e il dolore dell 'ultimo fra gli
ultimi non era meno grande di quello del primo il cui nome resterà. Vorrei che tutti costoro vi fossero sempre vicini come persone che abbiate conosciuto, come membri
della vostra famiglia, come voi stessi. Julius Fucik eroe
e dirigente della Resistenza cecoslovacca, impiccato a Berlino
l’8
settembre 1943
A.N.P.I. MONZA e BRIANZA
Festa provinciale
26 – 30 giugno 2013
BESANA BRIANZA -
via De Gasperi
15 Lissonesi morti per la libertà
Che cosa ci offri, o Storia,
dalle tue gialle pagine?
Noi eravamo gente oscura,
uomini delle fabbriche e degli uffici.
Eravamo contadini con addosso
puzza di cipolla e di sudore
e sotto i baffi spioventi
imprecavamo contro la vita.
Ci sarà almeno riconosciuto
d’averti saziata d’eventi
e abbeverata con abbondanza
nel sangue di migliaia di morti?
Non vogliamo un premio per i nostri tormenti,
le nostre immagini mai giungeranno
sino ai tuoi massicci volumi
accumulati nei secoli.
Ma tu almeno racconta con parole semplici
alle genti di domani,
destinate a darci il cambio,
che valorosamente abbiamo lottato.
Nicola Vapzarov
(poeta bulgaro, membro della Resistenza contro l’occupazione nazista del suo
Paese, fucilato all’età di 33 anni il 23 luglio del 1942)
vissuto sui banchi di una scuola elementare di Lissone.
Il 16 ottobre 1939, quando inizia l’anno scolastico è già scoppiata da più di un mese la seconda guerra mondiale. Dopo l’invasione della Polonia da parte della Germania,

Francia ed Inghilterra sono entrate in guerra.


L’Italia rimane per il momento neutrale, neutralità
chiamata pomposamente dal regime fascista "non belligeranza".
A Lissone, l’anno scolastico, come è tradizione, viene inaugurato con una messa in chiesa e con una sfilata degli scolari per le vie del paese.

Un maestro, vedendo che tutte le classi hanno sfilato in buon ordine, scrive sul "Giornale della classe" che ciò è «segno evidente che una salda direttiva ha saputo, con l’aiuto degli insegnanti,
inculcare un senso di disciplina e di ordine». Nota altresì nella classe la presenza di «molti elementi che hanno perso l’abitudine
alla scuola» forse perché durante le vacanze
estive «hanno avuto
eccessiva libertà o perché hanno aiutato i genitori a lavorare, in questo paese di bravi artigiani».
In paese è stata costruita la nuova Casa del Fascio,

dove «nell’ampio
salone» si svolge, il 22 ottobre 1939, alla
presenza di quasi tutti i balilla e le giovani italiane, la XIII leva fascista, alla presenza di tutte le autorità politiche del paese, quelle scolastiche, oltre ad un numeroso pubblico.
Il 28 ottobre 1939, ricorrenza della Marcia su Roma così scrive il maestro:
Circa l’andamento scolastico degli alunni, sottolinea «l’impreparazione in lingua di quasi tutta la massa dei miei scolari, che non sanno scrivere in italiano» in quanto hanno «il brutto vizio di parlare dovunque il dialetto».
Il 4 novembre il maestro scrive sul “Giornale della classe”: «Ho esaltato il nostro esercito, il grande esercito della Vittoria, il soldato italiano che non conosce soste e che non ha rivali nel mondo. I miei scolari sono orgogliosi di essere figli di quei soldati».
7 dicembre 1939:
aria di guerra in vista. A seguito di una direttiva dell’Unione Nazionale Protezione Antiaerea (U.N.P.A.), il maestro ricorda agli alunni «la
grande necessità della maschera antigas. Agisce con previdenza colui che acquista la maschera fin dal tempo di pace».
Conclude la lezione ricordando «l’azione
terribile di alcuni gas come i lacrimogeni, i vescicatori, i starnutatori, l’iprite, etc.
».
Con la benedizione della classe da parte del prevosto Don Angelo Gaffuri, iniziano le vacanze natalizie che terminano il 9 gennaio 1940. Dopo 18 giorni di vacanza «ben
pochi sono tornati a scuola volontieri».
L’inverno è molto rigido; il 22 gennaio 1940 il maestro annota: «il
freddo è intenso e nell’aula il termometro segna a fatica i 7,5 gradi».
Una vacanza inaspettata il 26 febbraio 1940 in tutte le scuole del Regno, per ordine del Ministero dell’Educazione Nazionale: è nata, a Napoli, la «la nuova principessina Maria Gabriella che rallegra la beneamata Casa Savoia».
Marzo 1940: la mattina dell’11, in seguito al passaggio di un potente trimotore, «ho ritenuto opportuno svolgere una lezione sulla potenza dell’Arma Aerea».
15 marzo 1940. Prendendo spunto dalla celebrazione in tutta Italia della “Giornata
delle due Croci”, «nello sforzo del Regime per
assicurare la salute fisica del suo popolo» il maestro scrive:
«ho elencato le provvidenze create dal Fascismo:
l’enorme sviluppo dato all’educazione fisica della gioventù, l’opera di bonifica agraria, la costruzione di case popolari, le colonie marine e montane, elioterapiche».



Arriva il 9 maggio 1940: è la ricorrenza della celebrazione dell’Impero e l’ispettore scolastico di zona si presenta in pubblico vestito nientemeno che da “legionario di Spagna” ...
Il 15 maggio non si fa il doposcuola: «per ordine della direttrice del doposcuola, tutti si è partiti per il vicino santuario della Misericordia. Lo scopo era di pregare perché torni la pace nel mondo e sia preservata l’umanità dal flagello della guerra».
Mancano ormai pochi giorni al 10 giugno,

quando dal balcone di Palazzo Venezia Mussolini annuncia l’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania nazista.
Un decreto ministeriale stabilisce la chiusura anticipata dell’anno scolastico al 31 maggio.