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 15 Lissonesi morti per la libertà

 

Che cosa ci offri, o Storia,

dalle tue gialle pagine?

Noi eravamo gente oscura,

uomini delle fabbriche e degli uffici.

Eravamo contadini con addosso

puzza di cipolla e di sudore

e sotto i baffi spioventi

imprecavamo contro la vita.

Ci sarà almeno riconosciuto

d’averti saziata d’eventi

e abbeverata con abbondanza

nel sangue di migliaia di morti?

Non vogliamo un premio per i nostri tormenti,

le nostre immagini mai giungeranno

sino ai tuoi massicci volumi

accumulati nei secoli.

Ma tu almeno racconta con parole semplici

alle genti di domani,

destinate a darci il cambio,

che valorosamente abbiamo lottato. 

Nicola Vapzarov  (poeta bulgaro, membro della Resistenza contro l’occupazione nazista del suo Paese,  fucilato all’età di 33 anni  il 23 luglio del 1942)

 

viaggio della memoria

scriveva Primo Levi

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti».

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vissuto sui banchi di una scuola elementare di Lissone.



Giornale della Classe

Con l’inizio dell’anno scolastico, una maestra annota sul “Giornale della classe”: «dobbiamo lavorare intensamente con tanta serietà: solo così saremo degne dei soldati che valorosamente combattono per la Patria cara».

Cambia il direttore scolastico: con i soldi raccolti per ricordare l a sua permanenza a Lissone viene acquistato un letto per l’ospedale del paese.

28 ottobre 1942.
c 28ott42 data cara Patria lavorando bolscevismo

«È tempo di guerra: le date care alla Patria si commemorano senza interruzioni di lavoro. Ho rievocato oggi il grande avvenimento della Marcia su Roma ed abbiamo rivolto il nostro pensiero riconoscente ai valorosi soldati che, sui lontani fronti, continuano la lotta contro il bolscevismo iniziata dal Fascismo in Patria».
Intanto in Africa l'VIII Armata britannica, al comando di Montgomery, sferra un decisivo attacco, sfondando il fronte all'altezza di El Alamein.

In occasione della festa del Risparmio vengono distribuiti numerosi libretti di risparmio, offerti dalla locale Cassa di Risparmio. La cerimonia ha luogo alla Casa del Fascio, alla presenza di tutte le autorità, con recite di poesie e canti di inni patriottici.

casa-del-fascio.jpg

E nel novembre 1942:
14nov42 lissone risparm bomb aerei

 

«Continuano le incursioni nemiche sulle nostre città. Sovente, durante le lezioni, il segnale di allarme ci costringe a sospenderle per trovare rifugio nel ricovero della scuola. Quei mascalzoni si accaniscono crudelmente contro la popolazione civile. Che Iddio li punisca come meritano».

Lissone fino ad ora è stata risparmiata. Una postazione antiaerea era in funzione a Lissone, al confine con Monza, nei pressi della frazione Cazzaniga.

Dicembre 1942, una maestra scrive sul “Giornale della classe”: «sarebbe lodevole che si provvedesse almeno saltuariamente al riscaldamento della classe».

Il sabato a scuola è giorno di lavoro e in una classe quinta femminile: «le alunne stanno preparando scarpine, cuffiette, sciarpe con i rimasugli di lana passatici dal locale Fascio Femminile, che verranno distribuite nella festa della Madre e del Fanciullo. Inoltre, a gruppi di sei, le alunne scendono in cucina a dare un po’ di aiuto al personale incaricato della refezione scolastica».
Giornata-della-Madre-e-del-Fanciullo.jpg

 

Si avvicina il Natale: le scuole vengono chiuse il 21 dicembre e non riapriranno che il 16 febbraio (quasi due mesi di chiusura per risparmio di combustibile).

 

3 marzo 1943: «ho commemorato oggi Amedeo di Savoia Aosta, Vicerè d’Europa, nel I annoversario della morte. Egli dopo una vita veramente eroica, è rimasto laggiù nella terra africana ad attendere il ritorno delle nostre truppe vittoriose. E là sicuramente ritorneremo!».
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Anche il lissonese Luigi Gelosa, carrista, rimane in terra d’Africa; catturato dagli Inglesi fu portato prigioniero in Sud Africa.

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Lo attendeva, dopo molti giorni di navigazione e di trasferimenti forzati, il campo di concentramento di Zonderwater, località presso Pretoria.

A Zonderwater  dal 1941 cominciarono ad affluire i prigionieri di guerra italiani provenienti dal Nordafrica, gli arrivi si intensificarono dopo la sconfitta di El Alamein. In quel campo circa  100.000 soldati italiani vennero internati. I prigionieri non ebbero certo una vita agiata, ma tutti sono concordi nel riconoscere che furono trattati con umanità e che il comandante inglese fece di tutto per alleviarne le sofferenze. Durante la prigionia a Zonderwater Luigi era impiegato presso una fattoria all’esterno del campo, e probabilmente lì contrasse una grave forma di tubercolosi. Fu ricoverato presso l’Ospedale Civile di Vereeninging (50 km. a sud di Johannesburg) il 27 febbraio del 1943 ove morì il giorno 8 marzo 1943 a causa di “peritonite tubercolare”.

Fu sepolto nel Cimitero Militare Italiano di Zonderwater – IV Fila, Tomba 89 – e lì riposa.

Intanto a Lissone, con l’aumento del numero degli sfollati provenienti soprattutto dalle città che hanno subito bombardamenti, anche le classi già numerose vedono l’arrivo di nuovi scolari.

 

Nonostante la situazione economica precaria di molte famiglie lissonesi, la scuola continua a chiedere soldi per i motivi più vari. Scrive una maestra: «anche quest’anno ho ottenuto nella mia classe il tesseramento totalitario alla Dante Alighieri. Anche il tesseramento alla Gioventù Italiana del Littorio è stato completato ed iscrivo una nuova alunna proveniente dalle scuole di Milano».
tessera-Dante-Alighieri.jpgLa-gioventu-italiana-del-littorio.jpg

 

Il 10 aprile 1943 un maestro annota sul "Giornale della Classe": «Stasera verso le 16 mediante il concorso dei miei alunni abbiamo finito di vangare l’appezzamento di terreno prospiciente la nostra scuola. A dire il vero è stato un lavoro ben arduo poiché il terreno era pieno di sassi e calpestato dai passanti».

12 aprile: inaugurazione e semina dell’orto di guerra alla presenza di tutte le autorità politiche e religiose del paese. «La cerimonia è stata quanto mai suggestiva. Speriamo che le nostre fatiche siano benedette e che il nostro orto dia un buon raccolto».

Nello stesso giorno «Alla presenza delle autorità, verso le ore 10, con una cerimonia semplice, ma tanto significativa, ebbe luogo la semina del granoturco al campo scolastico. Il Rev. Sig. Prevosto benedice i semi; che speriamo diano un abbondante raccolto».
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9 maggio 1943: «in questi duri momenti, ci sono ineffabilmente vicini i nostri cari fratelli d’oltremare e d’oltre Alpe. Più sono lontani dalla Patria, più sono vicini al nostro cuore. Ritorneremo, Italiani nel mondo, dove fummo ed oltre. L’Italia riavrà il “suo posto al sole” che è il vostro posto al sole. L’Esercito è sicura speranza dei destini della patria. La nostra fede nei Capi e nei Soldati è incrollabile».
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Una maestra scrive il 12 maggio 1943: «la campagna di Tunisia si è chiusa dopo una resistenza veramente leggendaria da parte dei nostri valorosissimi soldati. Le mie alunne che hanno seguito con grande interesse le vicende della guerra in Africa, sentono il dovere di diventare migliori per essere degne degli eroici giovani che hanno, col loro sangue, resa sacra quella terra dove sicuramente torneremo! La vittoria non ci può mancare!».
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Ma la realtà è ben diversa: sul fronte orientale le truppe sovietiche, dopo aver resistito nell'assedio di Stalingrado, continuano la loro controffensiva.

Dopo la Russia dove, nel marzo del 1943, i resti di quello che era l’ARMIR erano stati rimpatriati, lasciando in quelle terre circa 100.000 soldati italiani, ora tocca all’Africa: circa 250.000 uomini, tra tedeschi ed italiani, hanno deposto le armi. Gli Alleati avanzano.

Il generale Alexander invia a Churchill il seguente messaggio: “È mio dovere informarla che la campagna di Tunisi è terminata. Ogni forma di resistenza nemica è cessata. Noi controlliamo le spiagge del Nordafrica ...”

 

Nelle famiglie e a scuola manca di tutto, tanto che una maestra scrive nella relazione finale dell’anno scolastico: «Il materiale didattico, tranne le carte geografiche, il globo e pochi strumenti di fisica, fu tutto costruito dalle alunne medesime: solidi geometrici e relativi sviluppi, telefono rudimentale, camera oscura, ecc. La radio scolastica quest’anno non ha organizzato le belle trasmissioni degli anni di tranquillità, servì quasi solo alla Direzione per ordini e qualche trasmissione di poesie o preghiere da parte degli alunni ... La gran parte delle alunne vennero a scuola coi libri di Stato comperati dalle compagne dell’anno precedente. I libri della biblioteca, pochi e quasi tutti inadatti, non hanno affatto appassionato alla loro lettura. Più simpatia ha goduto il Corriere dei Piccoli».

Vendredi 10 octobre 2014 5 10 /10 /Oct /2014 01:30
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