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 15 Lissonesi morti per la libertà

 

Che cosa ci offri, o Storia,

dalle tue gialle pagine?

Noi eravamo gente oscura,

uomini delle fabbriche e degli uffici.

Eravamo contadini con addosso

puzza di cipolla e di sudore

e sotto i baffi spioventi

imprecavamo contro la vita.

Ci sarà almeno riconosciuto

d’averti saziata d’eventi

e abbeverata con abbondanza

nel sangue di migliaia di morti?

Non vogliamo un premio per i nostri tormenti,

le nostre immagini mai giungeranno

sino ai tuoi massicci volumi

accumulati nei secoli.

Ma tu almeno racconta con parole semplici

alle genti di domani,

destinate a darci il cambio,

che valorosamente abbiamo lottato. 

Nicola Vapzarov  (poeta bulgaro, membro della Resistenza contro l’occupazione nazista del suo Paese,  fucilato all’età di 33 anni  il 23 luglio del 1942)

 

viaggio della memoria

scriveva Primo Levi

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti».

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vissuto sui banchi di una scuola elementare di Lissone

44 45 giorn clas II ciclo lavoro

A differenza dei precedenti anni scolastici, le annotazioni sul "Giornale della Classe" sono ridotte all’essenziale.

26 ottobre 1944: «Cerimonia scolastica associata alla funzione funebre delle vittime della barbara incursione aerea del 20 u.s. ».

 

dal sito: http://www.piccolimartiri.it/index2.htm
scuola di Gorla bombardatascuola di Gorla bombardata aula

"Il 20 ottobre, alle 11,14, nella scuola di Gorla quando suonò il piccolo allarme, le maestre cominciarono a preparare gli alunni per scendere nel rifugio, altre cercarono prima di informarsi in direzione se si trattasse del grande allarme e magari, il piccolo non l'avevano sentito. Quando alle 11,24 suonò veramente il grande, la testa del corteo formato dai bambini era già arrivata nel rifugio, altri si trovavano ancora sulle scale; in quegli attimi i bombardieri erano ormai visibili a tutti: nel cielo azzurro tanti piccoli punti argentei dai quali si staccavano altri punti ancora più piccoli. Le bombe avevano iniziato a cadere sul quartiere. A questo punti alcuni bambini scapparono da scuola cercando di raggiungere la propria casa, con il rischio di essere colpiti per strada (come in alcuni casi avvenne). Trovandosi al piano terreno, la quinta del maestro Modena non dovette percorrere le scale, fu quindi l'unica classe che ebbe la possibilità di salvarsi al completo. Per tutti gli altri il destino fu più tragico: una delle 170 bombe lanciate dagli Alleati su Gorla si infilò nella tromba delle scale ed esplodendo causò il crollo dell'ala dello stabile e delle scale stesse sulla soletta in muratura che sovrastava il rifugio, trascinando con sè tutti i bambini ed i loro insegnanti nel cumulo di macerie. Anche numerosi genitori che al suono del piccolo allarme erano corsi a scuola per riprendere i propri figli, morirono nel crollo”.


Continua il maestro: «
La partecipazione a questo lutto segni la riconferma della fede e della certezza che è in tutti che dal sacrificio purissimo di tanti innocenti crudelmente stroncati, risorgerà con l’aiuto di Dio più onorata, più grande, più splendente la Patria».
b 26ott44 incursione aerea 20


L’orario scolastico è di sole tre ore e mezzo giornaliere: «
cercheremo di trarre il massimo rendimento perché ci verrà ridotto per penuria di aule».

La scuola elementare di Via Aliprandi è in parte adibita ad alloggio per gli sfollati arrivati in paese. Altri 550 sfollati era alloggiati in 185 case private.
elenco sfollati
 elenco sfollati foglio 2 elenco sfollati foglio 3 elenco sfollati foglio 4 elenco sfollati foglio 5 elenco sfollati foglio 6
La quantità di rifugiati che il comune poteva ospitare, secondo la disponibilità di alloggi registrata nel 1938 era di 1.500 unità, per cui, sin dal dicembre 1942, le autorità si preoccuparono di rendere obbligatoria la denuncia degli alloggi e dei locali non usufruiti e adattabili ad abitazione.

Con il 1° dicembre, per ordine del Provveditore agli Studi, l’orario viene ulteriormente ridotto a tre ore settimanali in due giorni, il martedì ed il venerdì, per mancanza di riscaldamento.
e 1dic44 mancanza riscaldamento rid orar

 

La riduzione dell’orario e i frequenti allarmi aerei rendono problematico lo svolgimento del programma didattico. Scrive una maestra: «la frequenza è buona, ma gli allarmi aerei si susseguono in modo esasperante, da togliere la volontà di affrontare i rigori della stagione per venire a scuola».

 

«La mancanza completa di riscaldamento rende impossibile una buona lezione, ogni tanto qua e là, sussulta qualcuno con brividi, e quest’oggi per ben due volte si sospende la lezione per gli allarmi, un terzo allarme mi coglie negli ultimi momenti delle lezioni».

«Dalle scuole di Via Aliprandi vengo trasferita in un salone della Casa del Fascio. Si è molto disturbate in tempo di lezione per l’andirivieni di molte e molte persone chè tutte passano davanti alla mia aula. Il freddo è intenso, le bambine hanno quasi tutte la tosse. Da dieci giorni siamo in questa nuova sede, manca inchiostro, coi banchi strettissimi che le bambine ci stanno a mala pena. Nessuna minima comodità ci circonda, così anche le lezioni rimangono frequentemente infruttuose».
c 17nov44 situazione classe nuova sede

 

Arrivano così le vacanze di Natale. Il numero degli sfollati a Lissone ammonta a 1.738 persone.

I bombardamenti ferivano le principali città dell'Italia settentrionale, ma non colpirono mai Lissone, fatta eccezione per un mitragliamento avvenuto nei pressi della stazione (novembre 1944), senza gravi conseguenze, al di là del comprensibile spavento dei presenti. Le condizioni della popolazione destavano sicuramente apprensioni maggiori, considerato che tra il 1944 e la primavera del 1945 nelle relazioni mensili sull'attività amministrativa e politica del Comune, le preoccupazioni del Commissario prefettizio erano più di natura sociale che politica. L'inquietudine delle locali autorità era generata specialmente dalla penuria di alimenti, particolarmente aggravate dall'insufficienza o totale mancanza dei mezzi di trasporto necessari per ritirare i generi dalle località lontane. La distribuzione alimentare per la popolazione era garantita dai grossisti e dai dettaglianti posti sotto il controllo del Comune che gestiva l’ufficio tesseramento ma non impediva alla borsa nera di prosperare. Tra il novembre del '44 e il marzo del '45 la situazione si aggravò, in quanto vennero a mancare rispettivamente la farina gialla, il riso, i generi da minestra e il sapone, mentre tutti gli altri prodotti arrivavano con sensibile ritardo. Alla fame si aggiunse presto il freddo causato dalla mancata distribuzione della legna da ardere. 


8 gennaio: riprendono le lezioni ma sempre a turni bisettimanali.


30 gennaio 1945: l’Ispettore scolastico e il direttore chiamano tutti gli insegnanti per una riunione che si svolge nel salone municipale. Oggetto la lettura di una Circolare Ministeriale circa “il compito ed il costume morale dell’insegnante”. L’Ispettore lamenta la scarsa attività invernale. Raccomanda di “dimostrare alle famiglie come la scuola e l’insegnante siano al loro posto in questi tenebrosi momenti”.

Assicura che farà funzionare la mensa degli insegnanti.
30gen45 mensa insegnanti


«Per ordine del sig. Direttore ho fatto seminare dai miei scolari, in un piccolo appezzamento nel cortile della scuola, i fagioli. In seguito ho fatto pure seminare il granoturco ma questo fu distrutto dai monelli».
1945 fagioli mais disagi

 

aprile 1945

26 aprile: «chiusura della scuola per movimento insurrezionale e liberazione dell’Italia settentrionale».
I maggio 1945 b
I maggio 1945 f

 

La Direzione del Circolo didattico di Lissone viene affidata provvisoriamente al Direttore didattico del Circolo di Desio, in sostituzione della Direttrice, sospesa dal Comitato di Liberazione Nazionale.


Scrive un maestro sul “Giornale della classe” di una quinta elementare, nei giorni seguenti la Liberazione: «il 25 aprile 1945 l’Italia settentrionale veniva liberata dal terrore nazifascista … Da quel giorno, finalmente la Scuola ha ripreso il suo carattere di seria educatrice della gioventù …». 

 



liberazione dal terrore nazifascista

Bibliografia

- Documenti conservati negli Archivi Comunali e negli Archivi scolastici

- S. Missaglia, Lissone racconta

- Appunti di Samuele Tieghi

Lundi 10 octobre 2011 1 10 /10 /Oct /2011 00:30
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