Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"
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Le prime libere elezioni dopo la fine del regime fascista, la scelta tra monarchia e repubblica a Lissone

2 Juin 2018 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

Nel breve spazio di tempo che va dal marzo al giugno 1946, gli italiani furono chiamati alle urne due volte: la prima, per eleggere le amministrazioni comunali, la seconda, il 2 giugno 1946, per scegliere la forma istituzionale dello Stato, monarchia o repubblica, ed eleggere i componenti dell’Assemblea Costituente incaricata di redigere la nuova Costituzione.

 

Lissone 1946

 

A Lissone, il 3 maggio 1945, nella residenza comunale, il Comitato di Liberazione Nazionale insediò la nuova Giunta municipale, la cui composizione era stata decisa sin dalla riunione clandestina del 12 marzo. Per la scelta del sindaco i comunisti, superando la dura opposizione socialista, avevano comprensibilmente messo «il loro voto a disposizione dei democristiani, appellandosi alla situazione prefascista» e la scelta era caduta su Angelo Arosio, detto Genola. Vicesindaco fu nominato Giuseppe Crippa, comunista, e all'amministrazione andò Federico Costa, socialista. La Giunta fu completata da Mario Camnasio (Dc) all'annonaria, Emilio Colombo (Psi) ai lavori pubblici e Giulio Meroni (Pci) all'assistenza ai quali si aggiunse il ragionier Giulio Palma, rappresentante del Partito liberale, quale assessore supplente.

Giunta-di-Lissone-luglio-1945.jpg   

verbale-insediamento-amministrazione-comunale.jpg verbale-insediamento-amministrazione-comunale-pag2.jpg

Il Comitato di Liberazione Nazionale aprì una grande sottoscrizione per garantire l'assistenza ai più poveri; i fondi furono gestiti ed erogati da una speciale Commissione finanziaria che, oltre dell'assistenza si occupò anche di sostenere l'ospedale della Carità, il patronato scolastico, la scuola professionale di disegno, l'Associazione mutilati e invalidi di guerra e l'Associazione reduci e la Conferenza di San Vincenzo.

La guerra aveva avuto un costo umano ed economico di grandi proporzioni. Notevoli furono le spese sostenute dall'Amministrazione comunale lissonese durante il periodo dell’occupazione tedesca.

In campo internazionale, gli USA, una volta vinta la guerra, furono l'unica potenza in condizioni di prosperità di fronte ad un'Europa terribilmente impoverita e devastata. Perciò, con il preciso scopo di combattere l'influenza sovietica e mostrare agli europei il volto del loro possente capitalismo, gli americani programmarono notevoli aiuti ai paesi europei. Uno strumento importante sorto nel novembre 1943 a Washinghton con il fine di pianificare l'aiuto per la ricostruzione delle zone devastate dalla guerra, fu l'United Nation Relief and Rehabilitation Administration (UNRRA), formalmente sotto il controllo ONU, ma di fatto frutto dell'intervento economico degli USA. Furono messi a disposizione capitali, materiali e generi alimentari.

A Lissone il problema dell'assistenza aveva determinato la nascita nel dicembre del 1945 del Comitato comunale per l'assistenza post-bellica con lo scopo di favorire la distribuzione di vestiario e generi alimentari, mentre il 9 gennaio 1946 il comune fu incluso nel piano di distribuzione viveri e prodotti tessili del comitato provinciale UNRRA. A tal proposito nello stesso anno si formò il comitato comunale di assistenza UNRRA e nacquero contemporaneamente quattro centri di assistenza, ubicati presso la scuola materna comunale di via G. Marconi, l'asilo infantile Maria Bambina di via Origo, la mensa materna ONMI di via Fiume e lo spaccio comunale ECA di piazza Libertà.

aiuti-UNRRA.jpg

In definitiva nel luglio del 1946 erano assistiti tramite refezione gratuita e distribuzione di generi in natura circa 540 minori e 120 madri, anche se i bisognosi ammontavano in tutto a 900 persone. 

Le prime elezioni libere dopo la fine del regime fascista furono quelle amministrative che furono fissate per il 7 aprile 1946; 5.700 furono i Comuni italiani interessati dal voto.

Alla vigilia delle prime elezioni in cui anche le donne vennero chiamate ad esprimere il proprio parere, nessuna forza politica poté ignorare quale enorme importanza avrebbe assunto l’elettorato femminile, che, con 14.610.845 persone che acquisirono il diritto a recarsi per la prima volta in una cabina elettorale, costituiva circa il 53% del totale.

De Gasperi e Togliatti erano fondamentalmente concordi sull’estensione del suffragio, ma dovettero scontrarsi con la diffidenza che il provvedimento suscitò, per motivi diversi, all’interno dei loro partiti.

De Gasperi Nenni Togliatti

Nel PCI i dubbi circa i risultati delle urne erano legati al timore che le donne si lasciassero troppo influenzare dai loro parroci e dalla Chiesa.

Le perplessità democristiane erano invece legate alla possibilità che, con la nuova partecipazione alla vita politica, esse si allontanassero progressivamente dai valori tradizionali, incrinando così l’unità della famiglia.

Per Nenni e per i socialisti il voto femminile era sicuramente un fatto positivo, ma potenzialmente pericoloso. Il Partito Liberale, il Partito Repubblicano e il Partito d'Azione si mostrarono a volte indifferenti, a volte diffidenti verso il voto alle donne, per timore che risultasse un vantaggio per i partiti di massa.

In Brianza si affermò la Democrazia cristiana, che vinse in tutti i paesi ad eccezione di Albiate e Nova.

Nonostante le preoccupazioni della Questura di Milano, che temendo incidenti, inviò una circolare contenente le direttive per mantenere l'ordine pubblico, anche a Lissone la giornata elettorale trascorse «da parte della cittadinanza in una atmosfera di disciplina e compostezza e di esemplare senso civico».

torre Casa del popolo dopoguerra-comizio.jpg 1948 Comizio

A Lissone, i seggi elettorali erano insediati in piazza IV Novembre, alle scuole di via Aliprandi, alla cascina Santa Margherita. Verso sera, alle 18, l'altoparlante della casa del popolo comunicò i dati riassuntivi: la Dc prese il 58,45% (e 24 seggi), l'Unione dei partiti di sinistra il 36,7% (6 seggi), e infine gli indipendenti con soli 411 voti presero il 4% e nessun seggio in Consiglio comunale. Ma il dato più significativo fu l'affluenza alle urne, che raggiunse il 92% degli iscritti (gli aventi diritto al voto erano oltre 11.000).

Il 17 aprile 1946 si insediò quindi il nuovo Consiglio comunale, e dopo il doveroso ricordo dei caduti della liberazione in un clima di grande rispetto reciproco e di consapevolezza delle difficoltà del momento, la maggioranza, per voce di Bruno Muschiato (che lo presiedeva nella sua qualità di consigliere capolista), chiese «ai colleghi della minoranza [...] la loro collaborazione e specific[ò] che [era] intenzione di riserbare un posto di assessore effettivo al consigliere Federico Costa nella sua qualità di capo riconosciuto dalla minoranza stessa». Dopo il rifiuto del Costa, motivato dalla necessità «di poter svolgere liberamente il compito di controllo e di critica costruttiva che in regime veramente democratico sono indispensabili», Mario Camnasio fu eletto sindaco. 

1949 Lissone Amministrazione comunale 1  1949 Lissone Amministrazione comunale 2

 

Angelo-Arosio-Genola.jpg

«Il lavoro da compiere - sostenne il sindaco uscente Angelo Arosio - è oltremodo difficoltoso e non si può certamente sperare che una bacchetta magica lo possa immediatamente risolvere; il pareggio di bilancio, ad esempio, appariva ben distante da raggiungere. E nonostante si dovesse operare, secondo la Giunta, «più con la riduzione delle spese che con eccessivi inasprimenti di tributi locali o con l'assunzione di mutui, furono applicate dall'amministrazione comunale «la sovraimposta al 3° limite [e] tutte le altre imposte e tasse comunali [...] con le aliquote e nelle misure massime stabilite dalle vigenti disposizioni di legge in materia, e [...] pure sono state applicate le addizionali sulla imposta di famiglia e sulla imposta industria, arti, commercio e professioni». Malgrado gli sforzi e le nuove imposizioni il risultato fu tuttavia sconsolante, poiché «benché applicate al massimo le imposte non hanno seguito il vertiginoso aumento dei prezzi. Infatti [...] le entrate non potranno pareggiare le uscite».

In questa situazione la Giunta affrontò il problema degli alloggi nominando una apposita Commissione comunale, con «mansioni principalmente conciliative per la disciplina dell'importante servizio» e programmando sistemazioni anche precarie per le famiglie degli sfrattati. Inoltre, «constatata la necessità da parte della popolazione e particolarmente dei ceti meno abbienti, di disporre di generi alimentari non razionati di più largo consumo e prezzi equi», fu istituito l'Ente comunale di consumo e programmato un piano organico di opere pubbliche a «sollievo della disoccupazione, sempre più preoccupante in ogni categoria operaia», con il contributo dello Stato. 

2 giugno 1946 file ai seggi manifesto PCI per la repubblica

Il 2 giugno 1946 il corpo elettorale venne nuovamente chiamato alle urne. Gli elettori dovevano scegliere con un referendum tra la monarchia e la repubblica ed eleggere i loro rappresentanti all'assemblea costituente. Vittorio Emanuele III, in un ultimo disperato tentativo di salvare la monarchia aveva meno di un mese prima abdicato in favore di suo figlio, Umberto.

1946-9-maggio-abdicazione-Re-V-E-III.JPG 1946-2-giugno-Umberto-II-vota.JPG

1946-manifestanti-pro-Repubblica.JPG

Ma fu vana impresa e con 12.717.923 (il 54,2%) contro 10.719.284 (il 45,8%) l’Italia divenne una repubblica. Ufficializzata la votazione Umberto inizialmente chiese tempo, affermando che le preferenze per la Repubblica costituivano la maggioranza dei voti validi, ma non la maggioranza della totalità degli aventi diritto al voto.

1946-giugno-Corriere-Repubblica-a.JPG 1946-risultati-Referendum-per-regione.JPG

Furono giorni carichi di tensione, e circolarono voci di un possibile colpo di stato dell' esercito in appoggio al re. Tuttavia De Gasperi e gli altri ministri rimasero fermi al loro posto e infine il 13 giugno il «re di maggio», come venne poi soprannominato, prese la via dell'esilio.

1946-Torino-W-la-Repubblica.JPG 1946 re Umberto II lascia Quirinale

Enrico De Nicola, l'ultimo presidente della Camera prefascista, fu, quindici giorni più tardi, eletto capo provvisorio dello Stato.

Enrico De Nicola I presidente

A Lissone le elezioni si svolsero «in un clima di concordia e di consapevolezza dell'importanza e della gravità» del momento.

scheda elettorale monarchia repubblica Lissone-referendum-2-giugno-1946.jpg

Anche il corpo elettorale cittadino votò in grande maggioranza per la Repubblica (76,2% contro il 23,8% per la Monarchia) e Federico Costa, il 17 giugno, alla prima adunanza del Consiglio comunale dopo il referendum, sottolineò con forza che «la superata crisi dei giorni scorsi per merito dei nostri dirigenti democratici e per la maturità politica di tutto il popolo dimostra quanto fosse retrograda e reazionaria la dinastia che resse i destini del nostro paese per tanti anni».

manifesto per Costituente giugno 1946 lavori Costituente

L'elezione per l'Assemblea Costituente dette inoltre per la prima volta una indicazione precisa della forza dei partiti. A livello nazionale la Dc emerse come primo partito con il 35,2%, seguito dai socialisti con il 20,7% e dal Pci con il 19%. I tre grandi partiti ebbero da soli quasi il 75 per cento dei voti, presentandosi come i dominatori della Costituente. A Lissone la percentuale ottenuta dai tre partiti fu addirittura maggiore, il 94,13%, e lo scrutinio non presentò particolari stravolgimenti rispetto a due mesi prima. La Dc tuttavia perse quattro punti percentuali, e con 5.577 voti ottenne il 54,2%; i socialisti con 3.086 voti ottennero il 29,99%, il Pci con 1.023 voti ebbe il 9,94%. Gli altri partiti si spartirono il 6% rimanente (Democrazia repubblicana ebbe 84 voti; i repubblicani 93; i comunisti internazionalisti 9; il Blocco libertà 41; l'Unione democratico liberale 199 e lo Schieramento nazionale 8. Da notare che nettamente inferiore al dato nazionale fu il risultato raggiunto a Lissone dal Fronte dell'Uomo qualunque, che con 169 voti ottennero un misero 1,64%).

l Unità W la Repubblica ministro Romita vittoria repubblica 

Ricominciava quindi definitivamente la vita democratica, era nata la Repubblica, e la classe dirigente lissonese si rendeva conto che anche dalla rappresentanza comunale «dipende[va] che questa istituzione di liberi cittadini prosperi e si rafforzi in un clima di democrazia, di giustizia, di moralità e di progresso sociale». La minoranza socialista, attraverso Federico Costa, offrì «all'uopo un sincero appoggio» alla Giunta democristiana «in tutte quelle deliberazioni che devono tradursi in un miglioramento delle condizioni del popolo», consci che in città «i problemi da risolvere [erano] numerosi e difficili» e che necessario era soprattutto un riordinamento della materia tributaria, in cui «occorre oculatezza e massima rigidezza, [e] bisogna gravare senza tema di ostilità quelle persone che molto hanno e che nulla vogliono dare per il bene comune».

1946-via-simboli-monarchici.JPG 2 giugno 1946

 

Bibliografia:

Archivi comunali di Lissone

Antonio Maria Orecchia in “La seconda guerra mondiale, la Resistenza, la Liberazione”

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Bologna 2 giugno 2018 manifestazione nazionale

1 Juin 2018 , Rédigé par anpi-lissone

300.000 le firme raccolte per l'appello "Mai più fascismi".

Il 2 giugno a Bologna un grande giorno di unità e democrazia

2 giugno 2018: una Repubblica antifascista e antirazzista

Manifestazione nazionale a Bologna promossa dal Coordinamento "Mai più fascismi". 

Prenderanno la parola, coordinati dal giornalista de la Repubblica, Paolo Berizzi:

Renato Balduzzi - Costituzionalista

Carmelo Barbagallo – Segretario generale della UIL

Francesca Chiavacci – Presidente nazionale ARCI

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

Conclusione musicale del cantautore Mirco Menna

 

 

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inaugurazione della mostra LIBERE E SOVRANE

26 Mai 2018 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #La COSTITUZIONE italiana

inaugurazione della mostra LIBERE E SOVRANE
associazioni promotrici della mostra

associazioni promotrici della mostra

Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture
Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture
Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture
Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture
Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture
Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture
Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture
Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture
Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture
Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture

Lissone 26 maggio 2018: inaugurazione della mostra presso Villa Magatti - Casa delle Culture

introduzione alla mostra a cura di Giovanni Missaglia

Dal sito internet di ANPI MonzaeBrianza:

Le schede

Adele Bei   |    Bianca Bianchi   |    Laura Bianchini 
Elisabetta Conci   |    Filomena Delli Castelli   |    Maria De Unterrichter Jervolino 
Maria Federici Agamben   |    Nadia Gallico Spano   |    Angela Gotelli 
Angela Guidi Cingolani   |    Nilde Iotti   |    Teresa Mattei 
Angelina Merlin   |    Angiola Minella Molinari   |    Rita Montagnana 
Maria Nicotra Verzotto   |    Teresa Noce   |    Ottavia Penna Buscemi 
Elettra Pollastrini   |    Maria Maddalena Rossi   |    Vittoria Titomanlio

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prime iniziative per il 70mo anniversario della COSTITUZIONE

25 Mai 2018 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #La COSTITUZIONE italiana

prime iniziative per il 70mo anniversario della COSTITUZIONE

dal sito internet del Comune di Lissone:

LIBERE E SOVRANE

 

prime iniziative per il 70mo anniversario della COSTITUZIONE
programma 26 maggio 2018

programma 26 maggio 2018

programma 2 e 3 giugno 2018

programma 2 e 3 giugno 2018

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Lissone calendario iniziative 70° COSTITUZIONE

21 Mai 2018 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #La COSTITUZIONE italiana

Lissone calendario iniziative 70° COSTITUZIONE
Lissone calendario iniziative 70° COSTITUZIONE
Lissone calendario iniziative 70° COSTITUZIONE

tutte le iniziative in programma a LISSONE dal 26 maggio al 18 novembre 2018 per il 70° anniversario della COSTITUZIONE ITALIANA

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Comunicato stampa 70 anni di Costituzione Italiana

21 Mai 2018 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #La COSTITUZIONE italiana

dal sito del Comune di Lissone

Lissone, 19 maggio 2018

Comunicato stampa 

70 anni di Costituzione Italiana: ricca rassegna di eventi a Lissone grazie alla partecipazione attiva di associazioni e scuole del territorio

Prenderanno il via sabato 26 maggio e proseguiranno sino al 18 novembre le iniziative programmate per riscoprire italiana i principi ed i diritti fondamentali della vita civile e democratica in occasione del 70° anniversario della Costituzione. Una manifestazione promossa dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con numerose associazioni e vari istituti scolastici del territorio, articolata in una serie di incontri, mostre, conferenze, dibattiti ed eventi a tema.

"La Costituzione Italiana | 1948-2018 - Celebrazioni Lissonesi nel 70° anniversario" sarà il contenitore trasversale che si soffermerà su un pilastro fondamentale della Repubblica Italiana, firmata il 27 dicembre del 1947, dopo 18 mesi di lavoro dell'Assemblea Costituente, dall'allora Capo Provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, ed entrata in vigore il primo gennaio 1948. 

Volti, parole, temi dei protagonisti e spirito dell'epoca saranno riproposti alla cittadinanza con eventi che avranno una durata complessiva di sei mesi, proprio per coinvolgere la cittadinanza ed offrire un ampio ventaglio di iniziative che avranno tutte come legame la fondamentale importanza della Costituzione italiana nello sviluppo della democrazia.

Le associazioni coinvolte saranno 15, ciascuna delle quali porrà l'accento su un diverso aspetto della Costituzione italiana. Parte attiva del progetto saranno - in ordine alfabetico - le seguenti: A.MUS.LI - Associazione Musicale Lissonum, A.N.P.I. - Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Athena, Circolo Don Bernasconi, Club Natalia Ginzburg, Compagnia Teatro Instabile, Consonanza Musicale, Corpo Bandistico Santa Cecilia, F.A.L. - Famiglia Artistica Lissonese, Il Soffio di Artemisia, MeC - Musica e Canto, Musicarte, Pro Loco Città di Lissone, qDonna e Teatro dell'Elica. In un evento, parte attiva sarà il Liceo Scientifico Enriques di Lissone.

A riprova della bontà e della qualità dei contenuti delle iniziative in programma è stato richiesta al Ministero l'autorizzazione ad utilizzare il logo ufficiale che accompagna gli eventi celebrativi, concessa ufficialmente pochi giorni fa.

L'iniziativa sarà caratterizzata inoltre dalla presenza di un logo identificativo selezionato fra i 60 proposti dall'Istituto Giuseppe Meroni, cui è stato chiesto di rappresentare graficamente l'anniversario della Costituzione italiana.

L'adesione all'iniziativa è stata rilevante: i ragazzi delle classi coinvolte hanno mostrato le loro abilità grafico-creative nel pensare al logo che comparirà su tutti i supporti di comunicazione che veicoleranno il progetto culturale, caratterizzandosi come progetto di rete per il mondo associativo del territorio.

È risultato vincitore il logo ideato da Francesca Brivio: un logotipo dove spicca il numero zero composto da pallini, colorati come la bandiera italiana, che rappresentano l'Assemblea Costituente.

Al secondo posto la grafica realizzata da Aurora La Fauci: ispirato al fiore della libertà, il numero 7 rappresenta il gambo del fiore e il numero 0 rappresenta la foglia in un connubio di colori che richiamano alla bandiera nazionale. Al terzo posto, ex aequo, Gaia Motta, nel cui logo spiccano due mani che racchiudono in modo affettuoso i primi 70 anni della Costituzione, e Edoardo Pergher, che ha utilizzato i colori della bandiera italiana per caratterizzare l'incrocio fra i due numeri che rappresentano il settantesimo.

Agli studenti primi 3 classificati, l'Amministrazione Comunale ha consegnato un riconoscimento nel corso di un momento di premiazione ospitato nella mattinata di sabato 19 maggio nella Biblioteca Bermani dell'Istituto Meroni. Presenti all'evento il sindaco Concettina Monguzzi, l'assessore alla Cultura Alessia Tremolada, il vice-preside Lucio Casciaro, gli studenti delle classi coinvolte e i loro insegnanti, che hanno avuto parte attiva nel progetto.

Gli studenti dell'Istituto Meroni sono anche stati coinvolti nella realizzazione grafica degli stendardi che verranno collocati dopo l'estate sulle colonne di Piazza Libertà, e che accompagneranno lo svolgersi dei vari eventi con la presentazione di un estratto degli articoli principali della Costituzione.

"La Costituzione italiana ha 70 anni e l'Amministrazione Comunale celebra la ricorrenza con un insieme di eventi dedicato alla Carta fondamentale - dichiara Alessia Tremolada, assessore alla Cultura - Il lavoro dei costituenti è partito da sentimenti di pace, libertà e democrazia necessari per dare un futuro al nostro Paese ed ancora attuali. La Costituzione è il simbolo della coesione del nostro popolo e dei suoi valori e così deve restare. Con questa iniziativa rinnoviamo l'impegno al rispetto di questi alti valori che ci uniscono. In quest'ottica l'Amministrazione ha voluto coinvolgere nel progetto associazioni e scuole lissonesi, per condividere con loro il filo narrativo di un percorso che valorizzi i diversi volti della Carta fondamentale, per regalare ai cittadini differenti ed interessanti spunti di riflessione sui diritti inviolabili ed i doveri inderogabili contenuti nella Costituzione"

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Le donne della Costituente

11 Mai 2018 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #La COSTITUZIONE italiana

da La Domenica del Corriere : supplemento illustrato al Corriere della sera (4 agosto 1946, pag. 3) Milano

da La Domenica del Corriere : supplemento illustrato al Corriere della sera (4 agosto 1946, pag. 3) Milano

articolo tratto dalla Biblioteca del Senato Emeroteca Le donne della Costituente

Il 2 giugno 1946 il suffragio universale e l’esercizio dell’elettorato passivo portarono per la prima volta in Parlamento anche le donne. Si votò per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica e per eleggere l’Assemblea costituente che si riunì in prima seduta il 25 giugno 1946 nel palazzo Montecitorio.

Su un totale di 556 deputati furono elette 21 donne: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista, 2 del Partito socialista e 1 dell’Uomo qualunque.

Alcune di loro divennero grandi personaggi, altre rimasero a lungo nelle aule parlamentari, altre ancora, in seguito, tornarono alle loro occupazioni. Tutte, però, con il loro impegno e le loro capacità, segnarono l’ingresso delle donne nel più alto livello delle istituzioni rappresentative.

Donne fiere di poter partecipare alle scelte politiche del Paese nel momento della fondazione di una nuova società democratica.

Per la maggior parte di loro fu determinante la partecipazione alla Resistenza. Con gradi diversi di impegno e tenendo presenti le posizioni dei rispettivi partiti, spesso fecero causa comune sui temi dell’emancipazione femminile, ai quali fu dedicata, in prevalenza, la loro attenzione.

La loro intensa passione politica le porterà a superare i tanti ostacoli che all’epoca resero difficile la partecipazione delle donne alla vita politica.

“Le 21 donne alla Costituente”

Adele Bei

Bianca Bianchi

Laura Bianchini

Elisabetta Conci

Maria De Unterrichter Jervolino

Filomena Delli Castelli

Maria Federici

Nadia Gallico Spano

Angela Gotelli

Angela M. Guidi Cingolani

Leonilde Iotti

Teresa Mattei

Angelina Livia Merlin

Angiola Minella

Rita Montagnana Togliatti

Maria Nicotra Fiorini

Teresa Noce Longo

Ottavia Penna Buscemi

Elettra Pollastrini

M. Maddalena Rossi

Vittoria Titomanlio

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Lissone 25 aprile 2018

26 Avril 2018 , Rédigé par anpi-lissone

Alcune immagini della celebrazione della Festa della Liberazione

Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018
Lissone 25 aprile 2018

testo del discorso del prof. Giovanni Missaglia

Oratore ufficiale dell’ANPI è stato il prof. Giovanni Missaglia, vicepresidente della Sezione lissonese.

Al termine della cerimonia è stato inaugurato il nuovo monumento dedicato ai “Caduti della Resistenza e per La libertà”, collocato tra l’ingresso di Palazzo Terragni e la Torre. Un evento tanto atteso dall’ANPI lissonese. Finalmente anche la nostra città ha un monumento dedicato ai caduti della Resistenza.

Ricordiamo che quindici furono i lissonesi che persero la vita perché anche la nostra città diventasse libera e democratica.

Otto furono fucilati dai nazifascisti tra l’8 settembre 1943 e l’aprile 1945: Arturo Arosio, Pierino Erba, Carlo Parravicini, Remo Chiusi, Mario Somaschini, Ercole Galimberti, Davide Guarenti, Attilio Meroni.

I più giovani avevano diciotto anni, Attilio Meroni ed Ercole Galimberti, il più anziano, Davide Guarenti, trentasei.

Sette lissonesi finirono i loro giorni nei lager nazisti: Ambrogio Avvoi, Mario Bettega, Ferdinando Cassanmagnago, Giulio Colzani, Gianfranco De Capitani Da Vimercate, Aldo Fumagalli e Attilio Mazzi.

Flossenburg, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Ebensee, Salza-Dora, Gusen le loro destinazioni: sulle loro giubbe di internati politici avevano cucito un distintivo di pezza, un triangolo rosso, con la sigla I (per indicare la loro nazionalità) e il numero di matricola.

 

Il nuovo monumento

Significato storico e artistico

L’idea primaria, empirica, di rappresentare il concetto di libertà era di Ermes Meloni artista, scultore, direttore artistico della Famiglia Artistica Lissonese; la verifica geometrica con definizione di misure e volumi adeguati è un’elaborazione, attuale, di Natalino Longoni, artista, disegnatore e scultore che opera all’interno dell’associazione culturale da molti anni, primo collaboratore di Ermes, coadiuvato da altri artisti e soci della FAL.

Secondo l’interpretazione dell’artista, il monumento dovrebbe essere un cenotafio, una tomba vuota, ma ricca di significato: un inno allo spirito di libertà, non retorica, ma lealtà dignità e giustizia: “qui vive lo spirito di tutti coloro che morirono per la libertà fucilati, torturati, discriminati, condannati, deportati, vilipesi” dice Longoni.

Il monumento è composto da::

- un sacello o recinto sacro che costituisce la base dell’opera, coperto con lastre di granito, ha la possibilità di incisioni e dedicazioni a memoria;

- sul sacello si impostano due elementi verticali contrapposti: gli steli possono essere intesi come compressori e oppositori alla crescita dell’albero, elemento focale della composizione che sale, si espande nello spazio come simbolo di libertà; in virtù del razionalismo di Terragni possono anche essere intesi come carri aurei o carri di luce;

- tra i due elementi verticali, alla base, si inseriscono gradini di pietra grezza lavorata, espressione scultorea di depositi di ceneri stratificate da cui emerge, nasce, l’albero, idealmente un percorso che, dal livello del suolo, dalla base, porta alla libertà;

- l’albero sinonimo di vita, spirito di libertà realizzato in tondini in ferro, emerge tra i due elementi verticali, si innalza, cerca la luce, cerca la libertà al di fuori delle compressioni degli steli verticali, superandoli in altezza.

Tratto da:

“Progetto esecutivo: relazione descrittiva d’intervento” a cura di Natalino Longoni, Brunella Bonfanti e Antonio Gerosa della Famiglia Artistica Lissonese.

Descrizione dell’opera

L’opera si compone di una struttura portante in acciaio corten, costituita da due piedritti, saldati in opera su una piastra avente funzione di basamento dell’intera scultura, anch’essa in acciaio corten.

Il basamento visibile del monumento è una lastra in granito rosa, che si sovrappone alla struttura in corten.

Dal basamento in granito si ergono dei gradini in pietra scura.

I due piedritti si configurano come elementi slanciati che contengono al loro interno il vero e proprio elemento scultoreo, l’albero. Quest’ultimo, realizzato in tondini in ferro, uniti e saldati tra loro inizialmente in un fascio unico che costituisce il tronco dell’albero, sono modellati come oggetto scultoreo, fino a suddividersi per rappresentare i singoli rami dell’albero.

Dalla “Relazione tecnica” del progettista Architetto Lara Valtorta e di Giuseppe Valtorta, Presidente della FAMIGLIA ARTISTICA LISSONESE.

COMUNICATO STAMPA del Comune di Lissone 25 Aprile 2018: inaugurazione del nuovo Monumento ai Caduti nel giorno del 73° Anniversario della Liberazione

VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE Approvazione progetto esecutivo del monumento ai Caduti della Resistenza e per la libertà

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25 aprile 2018 a Lissone

23 Avril 2018 , Rédigé par anpi-lissone

dal sito del Comune di Lissone

dal sito del Comune di Lissone

programma della manifestazione

 

programma dettagliato del 25 aprile 2018 a Lissone

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presentazione del libro “La Resistenza nonviolenta 1943-1945”

10 Avril 2018 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Per comprendere e valorizzare la grande partecipazione della popolazione a quella rivolta morale e politica che fu la Resistenza, in occasione del 73° anniversario della Liberazione, sabato 21 aprile 2018 alle ore 16.00 presso la Biblioteca civica di Lissone, ERCOLE ONGARO ha presentato il suo libro “La Resistenza nonviolenta 1943-1945”.

La presentazione è stata in forma di “reading”, con la partecipazione di ERCOLE ONGARO, autore e di NICOLETTA LISSONI, lettrice.

L’iniziativa dell’ANPI di Lissone ha avuto il patrocinio e il contributo dell’Amministrazione Comunale.

presentazione del libro “La Resistenza nonviolenta 1943-1945”

locandina della presentazione del libro

alcune forme di resistenza senz'armi attuate a Lissone nella guerra di Liberazione dal nazifascismo

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