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Lissone, anno scolastico 1935-1936

10 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

Alla metà degli anni trenta del novecento, tre regimi totalitari sono al potere rispettivamente in URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche), in Germania e in Italia.

Nell’Unione Sovietica, Stalin, da circa dieci anni alla guida del Paese, dopo aver attuato la collettivizzazione forzata nelle campagne e fatto spostare manodopera dalla campagna all’industria, stava procedendo alla repressione dei suoi oppositori all’interno del partito comunista, mediante le “purghe” (processi senza garanzie processuali che vedevano come imputati dirigenti di partito).

In Germania Hitler, diventato cancelliere del Reich nel 1933, reprimeva il dissenso; venivano emanate le “leggi di Norimberga” (1935), con funzione soprattutto antisemita, che prevedevano la privazione dei diritti civili e politici.

In Italia il regime fascista di Mussolini era al culmine della sua potenza, tanto che desiderava provare all’estero che l’Italia era pacificata e che gli ultimi oppositori si erano arresi (con insidiose proposte, il Ministero della Giustizia faceva sapere di essere disposto a concedere ai detenuti politici la libertà condizionale in cambio dell’impegno di non occuparsi più di politica). In politica estera, la guerra d’Etiopia, svolta fondamentale nell’evoluzione della dittatura fascista, provoca il riavvicinamento tra l’Italia e la Germania. Il gioco delle alleanze europee risulta così suggellato per parecchio tempo.

 

Attraverso la cronaca dei giorni di scuola, scritta dal maestro sul “Giornale di Classe” di una quinta elementare, possiamo seguire gli avvenimenti riguardanti non solo Lissone, nell’anno scolastico 1935-1936, ma anche quelli dell’Italia nel contesto internazionale.

 

trascrizione del "Giornale della classe"

25 settembre 1935:
La mia classe è composta da 48 iscritti di cui 13 ripetenti. I primi giorni di scuola li spesi per un indispensabile riepilogo delle norme di pulizia, ordine, disciplina. Parlai inoltre dell’importanza dello studio e del rispetto che si deve all’Autorità. Cercai la forma più chiara e convincente, ma chissà quante volte dovrò ripetermi. Non mancai di aggiungere che la migliore preparazione al nuovo anno scolastico era quella di assecondare la lodevole iniziativa di assistere a una apposita S. Messa, chiamata dello scolaro.


2 ottobre 1935:
Oggi la scuola è terminata alle 3 per la memorabile adunata voluta dal Duce. Tutto il popolo italiano è con lui.

5 ottobre: Inaugurazione dell’anno scolastico e S. Messa.

12 ottobre: da lunedì l’orario è stabilito come segue:

8,30 – 8,45 ingresso                   

8,45 – 12 lezione

13,30 – 13,45 ingresso

13,45 – 15,30 lezione


26 ottobre:
fu ascoltata la radiotrasmissione ordinata dal segretario del P.N.F. agli scolari d’Italia. “Saluto al Re, saluto al Duce” “Visita a un campo di camice nere in partenza per l’Africa Orientale.


28 ottobre:
Anniversario della Marcia su Roma. Ho parlato in proposito ai miei scolari facendo rilevare tutto il bene che Mussolini ha fatto e continua a fare per la grandezza della nostra Italia.

Tutte le scolaresche, accompagnate dai rispettivi insegnanti, sono sfilate in corteo per le vie del paese indi si recarono in chiesa per assistere la Messa ai Caduti della Rivoluzione, poi il corteo si recò al Parco delle Rimembranze indi in Piazza Vittorio Emanuele III ove parlò il segretario politico. Dopo il saluto al Re e al Duce il corteo si sciolse.


4 novembre:
Anniversario della Vittoria. Corteo dei Balilla e delle Piccole Italiane al cimitero per la traslazione della salma di un glorioso caduto decorato di medaglia d’argento. Messa da campo e discorso analogo. Il corteo ha poi sostato al Monumento ai caduti per la lettura del Bollettino della Vittoria e furono deposte le solite corone.


8 novembre:
solenne ingresso a Macallè del generale De Bono

11 novembre: genetliaco del Re


originale del "Giornale della classe" del 18 novembre 1935

18 novembre:
Tutti i tricolori d’Italia sventolano, non per un lieto evento o per commemorare una data gloriosa, ma per protesta contro le sanzioni. Faccio scrivere le parole del Duce: Davanti alla minaccia di un assedio economico che la storia bollerà come un crimine assurdo, tutti gli italiani degni di questo nome, lotteranno organizzandosi nella più accanita delle difese.  – Spiego che siano le sanzioni e quale dovrà essere la nostra lotta per vincerle.

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5 dicembre:
Commemorazione di Balilla; narrazione e conseguenza storica.


18 dicembre:
Giornata della fede; colla donazione dell’anello nuziale da parte delle donne d’Italia,
Il-ruolo-della-donna.jpg

fu entusiastica quella dei rottami di metallo fatta anche dai miei scolari. 
Inaugurazione di Pontinia, terzo comune dell’Agro Pontino.


23 dicembre: dal 24 al 2 gennaio vacanze natalizie


21 gennaio 1936:
abbiamo sentito la trasmissione della radio sull’argomento: disfatta di Macallè 1896 – Macallè italiana 1936. Presa di Neghelli. Ritornata in classe, dopo la spiegazione data in merito alla radiotrasmissione, ho assegnato per casa il riassunto delle cose udite.


11 febbraio:
sesto anniversario della firma del Trattato del Laterano e del Concordato dell’Italia e la Santa Sede. Per l’annuale solennità civile, le scuole hanno fatto vacanza.


12 febbraio:
causa l’influenza ho segnato in questo periodo il maggior numero di assenze dei miei alunni.

16 febbraio: morte di Augusta Mussolini, moglie del compianto Arnaldo, donna di elette virtù.


originale del "Giornale della classe" del 19 febbraio 1936

19 febbraio: oggi la Nazione è imbandierata per celebrare la vittoria di Ambra Aradam. Illustro alla scolaresca la grande battaglia, leggo il comunicato, si partecipa al giubilo di tutti gli Italiani per la magnifica vittoria delle nostre armi. Il nostro pensiero si rivolge con gratitudine al Duce al Re a S.E.  Badoglio a tutti i capi e combattenti morti in terra d’Africa.


28 febbraio:
la bandiera italiana sventola sul nuovo bastione conquistato: l’Amba Alagi. Faccio partecipare gli scolari al giubilo del popolo italiano scrivendo un pensiero riconoscente al Duce ed ai nostri eroici soldati.

29 febbraio: sabato, ultimo di carnevale si fece vacanza.


3 marzo:
Commemorazione del quarantesimo anno della battaglia di Adua. Parlo alla scolaresca della Messa al campo fatta a Roma sull’Altare della Patria il 1° marzo con la partecipazione del Re, del Duce e di tutte le autorità militari e politiche, assumendo così carattere nazionale per la commemorazione suddetta.  I morti di Adua sono finalmente vendicati.

23 marzo:
Commemorazione del 17° anniversario della fondazione dei primi Fasci di combattimento per opera di Benito Mussolini in Piazza San Sepolcro a Milano. Quest’anno la celebrazione è più vibrante perché fatta sotto l’ala della vittoria africana.


26 marzo:
Il popolo italiano porge il suo commosso saluto e augurio a Maria di Piemonte, l’augusta crocerossina che parte domani per l’Africa Orientale e si appresta a dare l’opera personale di volontario sacrificio sulla nave ospedale Cesarea. Ancora una volta la Casa Reale dà l’esempio più alto e magnifico e porta laggiù la voce amorosa della Patria. Tutte unite nel sentimento e nel valore.


28 marzo:
consegno £ 10 per l’iscrizione della mia classe alla Croce Rossa Italiana.


2  aprile:
Dopo aver distribuito ai miei scolari il medaglione con l’effige del Duce, li ho fatti marciare inquadrati al Campo Sportivo, dove hanno compiuto qualche esercizio di ginnastica e cantato gli inni della Patria. La cerimonia è finita con il saluto al Re l Duce e all’on. Ricci. Era presente il Segretario Politico.

3 aprile: Celebrazione del decennale dell’Opera Nazionale Balilla.

La scolaresca, accompagnata dai rispettivi maestri, si radunarono in cortile; erano presenti le autorità religiose e civili. Balilla e Piccole Italiane e insegnanti erano in divisa, ascoltarono attentamente le parole pronunciate prima dal comandante la coorte Balilla poi dal nostro esimio Sig. Ispettore.

4 aprile: Domani giornata della doppia croce: parlo dei benefici apportati dalla lotta contro la tubercolosi.
 



dal 9 al 14 aprile: vacanze pasquali

28 aprile: Celebrazione del Natale di Roma e festa del lavoro. Continuo ad impartire notizie sul censimento.


5 maggio 1936:
Badoglio è entrato in Addis Abeba. Annuncio del Duce a tutto il mondo.Leggo il discorso del Duce (si commenta) e faccio cantare un inno alla Patria. Alle 10 e mezzo tutte le scolaresche accompagnate dai rispettivi insegnanti si recarono al Parco delle Rimembranze.


9 maggio 1936:
Proclamazione per radio dell’Impero italiano d’Etiopia. Illustro alla scolaresca la fondazione dell’Impero. Solenne Te Deum di ringraziamento, coll’intervento delle Autorità, Balilla, Piccole Italiane e Combattenti

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24 maggio 1936: Commemorazione dell’entrata in guerra e della leva Fascista. Tutte le scolaresche, accompagnate dai rispettivi insegnanti, parteciparono al corteo che si recò al Parco delle Rimembranze e poi in piazza dove il Segretario Politico celebrò la data memorabile e lesse il discorso del Duce pronunziato in occasione della fondazione dell’Impero.


26 maggio:
Siamo andati in cortile ad ascoltare l’ultima trasmissione dell’Ente Radio Rurale. Abbiamo sentito il saggio di canto corale eseguito da lacune scolaresche di Roma.


2 giugno: Quest’oggi la mia scolaresca ebbe la visita del Sig. Prevosto per la prova annuale di Religione. Tutti gli interrogati risposero molto bene. Il Sig. Prevosto ne fu molto contento

12 giugno 1936: Saggio ginnico al Campo Sportivo eseguito dalle classi 3a 4a e 5a . Furono eseguiti gli esercizi obbligatori dell’Opera Nazionale Balilla ed alcuni canti patriottici. Erano presenti le Autorità locali, il Segretario Politico e il Capo Zona di Lissone.


22 giugno 1936: termine delle lezioni

23-24-26-27 giugno: Si svolgono le operazioni di esame. Risultato: presenti 45 – approvati 34 – non approvati 5 – rimandati a settembre 6

materiale didattico
 

   

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Lissone: un secolo tra i banchi di scuola

10 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

Ricercando negli archivi comunali, Renato Pellizzoni, appassionato studioso della storia del XX secolo, e Maurizio Parma, profondo conoscitore di storia locale, hanno visionato documenti riguardanti la scuola pubblica a Lissone, dai più antichi risalenti alla seconda metà del XIX secolo (1860 – 1900) fino a quelli del ventennio fascista (1922 - 1945).

Di particolare interesse, negli anni dal 1930 al 1945, sono le notizie contenute nel “Giornale della classe" (così era chiamato il registro), dove gli insegnanti riportavano la cronaca e le osservazioni sulla vita scolastica. Analizzando questi giornali classe, soprattutto delle quarte e quinte classi delle elementari, si constata come “la rivoluzione nasceva non sulle piazze, ma nelle aule delle scuole elementari, quando ai giovani veniva tolto il senso della libertà individuale e la prospettiva del loro futuro obbligatoriamente si allineava a quella del cittadino-soldato. Il fascismo coltivò la propria dottrina in modo massiccio tra i ragazzi tentando di creare una generazione di ‘italiani nuovi’ .

Il ventennio ha prodotto un proprio sistema pedagogico che ricalca e continua quello comune a tutti i regimi totalitari, in cui la scuola costituisce un mezzo importante per inculcare nei giovani gli ideali del regime.

L’istituzione scolastica diventò ben presto un potente veicolo di propaganda del fascismo, il più efficace strumento per l’organizzazione del consenso di massa.

È proprio la scuola elementare, infatti, il primo e più importante gradino del lungo processo di irreggimentazione e indottrinamento, il cui obiettivo primario era quello di costruire futuri soldati, uomini ciecamente pronti a “credere, obbedire e combattere(1)”.   


 

“Fondamentale nello sviluppo di questa operazione di ingabbiamento della gioventù fu l'adesione supina e consapevole dei maestri e delle maestre che non fecero mai opposizione. Il fascismo li blandì ed onorò la loro opera (2)”.



   

In un articolo sono pubblicate immagini di documenti della scuola pubblica di Lissone negli anni successivi all’Unità d’Italia fino alla fine dell’ottocento.

Per gli anni del fascismo, invece, sono state trascritte alcune pagine del “Giornale della classe”: la loro lettura consente di avere uno spaccato della vita non solo degli studenti e della scuola ma anche del paese e della nazione.

 

(1) Elena D'Ambrosio ricercatrice Istituto di Storia Contemporanea "P. A. Perretta" autrice di “A scuola col duce – l’istruzione primaria nel ventennio fascista”

(2) Ricciotti Lazzero nell’introduzione al libro di Elena D'Ambrosio “A scuola col duce – l’istruzione primaria nel ventennio fascista”

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Il Testo unico di Stato

10 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #il fascismo

(continuazione de "La scuola sotto il Fascismo) 

Il libro di testo unico
Un posto di primo piano è naturalmente riservato all’apologia del fascismo. Mussolini, il creatore dell’ "Italia nuova", occupava il vertice. Il culto della sua persona raggiungeva livelli davvero impensabili di fanatismo, assumendo forme di vera e propria idolatria (la sua figura metteva in ombra anche quella, istituzionalmente più importante, del Re), accanto al culto della Patria e delle sue insegne (la bandiera), l’esaltazione della Grande Guerra e dei suoi martiri, il mito di Roma.

Il tema della guerra - come momento di formazione per la nuova nazione fascista, strumento di difesa della patria e strumento di espansione e affermazione dell’Italia fascista - e immagini belliche sono disseminate un po’ dappertutto.

Non mancava la celebrazione della famiglia, nucleo sociale basilare, dove il ruolo della donna non poteva essere che quello di moglie forte e madre prolifica, massaia sobria e attenta, dotata di un enorme spirito di sacrificio.

L’obbedienza era la prima, fondamentale e forse l’unica qualità che il fascismo chiedeva ai bimbi d’Italia.

Con la Legge del 31 dicembre 1934 si introducevano la pratica e la cultura militare nella scuola (obbligatorie per i ragazzi dagli 8 ai 21 anni) realizzando pienamente la formula fascista "Libro e moschetto fascista perfetto". 
A-noi--.jpg libro-e-moschetto.jpg 

Nel motto dato ai giovani, libro e moschetto, il libro si riduceva ogni anno più a un corpo chiuso di poche cognizioni ufficialmente accettate, a un catechismo, a un decalogo; e il moschetto legittimava l'ignoranza, il disprezzo di ogni ulteriore aspirazione alla cultura, la prepotenza, una tracotanza spavalda che, come si vide poi, era tutto il contrario del coraggio. Riluttanza ad apprendere, riluttanza a pensare; visto che l'articolo primo del decalogo del perfetto fascista assegnava il pensare e il decidere per tutti al solo capo, con quel lemma: «Il duce ha sempre ragione». (Qualcuno, ricordando che Mussolini era stato maestro di scuola, disse fin dal 1930 che egli voleva fare dell'Italia una scolaresca modello come è descritta in una strofetta infantile: Silenzio perfetto, / chi tace un confetto, / chi dice parola / va fuori di scuola).

 

Nella seconda metà degli anni Trenta, con la conquista d’Etiopia e la fondazione dell’Impero,illustrazione-serie-guerra-d-Etiopia.jpg il tema bellico assumerà un’importanza sempre maggiore.

 (Illustrazione di A. Bertiglia: serie guerra d’Etiopia e Impero)

Con la guerra d’Etiopia, e poi nel 1938 con la promulgazione delle leggi razziali contro gli ebrei, il fascismo mise in campo le teorie che proclamavano la superiorità della razza ariana nei confronti, in particolare, delle popolazioni dell’Africa Orientale e degli ebrei, cui, dal 1938, fu vietato l’accesso a tutte le scuole.

La paziente, quotidiana, intensiva opera di propaganda nelle scuole e nella vita pubblica diede i suoi frutti. I ragazzi espressero i loro sentimenti di adesione nei compiti in classe, nei temi, nei diari.

In particolare, dall’analisi del Testo unico di Stato risulta che:

-        Fin dalla prima pagina, dedicata all'inizio della scuola, erano subito evidenti i temi ricorrenti del libro di testo: la religione, il Re Imperatore, il Duce; quest'ultimo con il suo sguardo "magnetico" era paragonato ad "un'aquila che apre le ali e sale nello spazio ... è una fiamma che cerca il vostro cuore per accendere di fuoco vermiglio". Gli argomenti erano improntati alla retorica di regime ed erano resi con un linguaggio magniloquente ed artificioso, tipico dello stile di comunicazione fascista.

-        Nelle letture, su 219 pagine ben 64 (29,2%) erano dedicate all'apologia del fascismo. Mussolini occupava il primo posto, il culto della sua persona raggiungeva livelli di fanatismo, tanto che l'autore scriveva: "Anche noi possiamo rivelarvi tutta la nostra legge e tutta la nostra fede di fascisti, in un istante. Basta una parola sola: Duce!" Seguivano poi la cronaca, le storie, le cerimonie ed i riti, le organizzazioni giovanili, le realizzazioni e le opere pubbliche, insomma tutto lo stile di vita del fascista perfetto.

-        Un'altra importante parte del libro era riservata ad argomenti religiosi, che con 37 pagine (16,8%) tenevano il secondo posto: si trattava di una religione sempre in sintonia con lo Stato e con il partito, conforme allo spirito ed al dettato del Concordato tra Chiesa e Stato fascista.

-        C'erano quindi i 26 fogli (11,8%) riservati all'esaltazione della grande guerra, che proponevano, attraverso gli eroi ardimentosi, quell'interpretazione mitico-risorgimentale del conflitto.

-        Un altro settore considerevole (22 pagine, il 10%) era dedicato all'impresa d'Etiopia, alle "gloriose gesta" dei nostri soldati contro "le orde del Negus", anche questo argomento serviva per magnificare "il grande valore degli italiani", guidati alla vittoria dal Duce. Leggermente distanziati (7 pagine, il 3%), ma sempre presenti anche nei racconti non espressamente dedicati a loro, erano i membri di casa Savoia, fra i quali risaltava ... "il più bell'ufficiale dell'esercito italiano".

-        Concludendo, l'analisi quantitativa delle pagine del libro risulta che ben 156 fogli su 219 erano dedicati alla propaganda, diretta o indiretta, di regime con una percentuale del 71%. I restanti 63 fogli (28,7%) trattavano, in modo consueto, argomenti come le stagioni, poesiole (risparmio, frugalità, coraggio e tenacia nel sacrificio) e storie di animali. 

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Dal “Breviario del maestro”:

 

Aritmetica

Prodotti di più fattori

Quanti balilla sono 8 colonne di balilla, ciascuna di 30 sestiglie? (6 x 30 x 8)

Problemi

Diciotto Balilla partecipano ad una gita: se tutti pagassero, la quota di ciascuno sareb­be di L. 17.50. Siccome pagano soltanto 15 balilla, quanto paga ciascuno di essi?

S.: L. (17,5 x 18) = L. 315 (spesa totale)

L. (315 : 15) = L. 21 (spesa unitaria)

R.  Ciascuno di essi paga L. 21

 

Quattro balilla stanno giocando con le biglie. Il primo di essi ne ha 28; il secondo il doppio del primo; il terzo quanto il primo ed il secondo insieme; il quarto la metà terzo. Quante biglie hanno insieme?

S.:

I balilla biglie                         28

II balilla biglie                        28 x 2       56

III balilla biglie                       28 + 56     84

IV balilla biglie                        84: 2        42

                         biglie            (28+ 56+84+42) = biglie 210

R. Quei quattro balilla hanno insieme 210 biglie. 

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da pagina 318 del libro di III elementare: "... per la santa impresa di sgominare i senzapatria era necessario un capo ... il salvatore ..."
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Gioco dell’Oca guerra d’Etiopia

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Storia: da pagina 327 del libro di III elementare

"Gli eroi …. della Rivoluzione Fascista hanno fatto la Patria libera, unita, prospera e forte. Spetta ora a voi crescere sani di mente e di corpo per continuarne l'opera, in modo che l'Italia sia, ancora una volta, splen­dido faro di civiltà; pronti, come i vostri padri ed i vostri avi, se la Patria chiamasse, a balzare alle armi, ed a cadere serenamente, se la sua salvezza e la sua grandezza esigesse da voi il sacrificio supremo."

Nonostante tutto, quell’imponente complesso creato per preparare i ragazzi al futuro combattimento si sfasciò. La scuola fascista fallì. L’educazione guerriera - con i manuali "manipolati", le adunate, le marce, gli inni, i canti rivoluzionari - non lasciò traccia sulla crescita morale di buona parte della gioventù di allora.

Purtroppo ci fu chi, con la guerra, finì in Russia, in Albania, in Cireneaica, in Somalia, in Tunisia. Molti non fecero più ritorno. E sotto quella "cappa nera" che aveva soffocato il libero pensiero si formarono gli uomini che alla fine del ventennio avrebbero guidato la democrazia.

 "Esaminando ciò che il fascismo ha fatto sui banchi di scuola – ha scritto Ricciotti Lazzero nell’introduzione al libro "A scuola col duce", - si possono trarre gli elementi per capire e giudicare qualunque ideologia totalitaria nata o che nasca intorno a noi."


a Lissone una mostra sulla scuola primaria durante il regime fascista

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i primi documenti sulla scuola a Lissone

10 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

Da una ricerca sulla scuola pubblica, effettuata negli archivi comunali di Lissone, da Renato Pellizzoni, appassionato studioso di storia del XX secolo, e Maurizio Parma, profondo conoscitore di storia locale.

  
Risalgono al 1861 (anno dell'Unità d'Italia) i primi documenti rinvenuti negli archivi comunali. Anno scolastico 1861-1862

Regnava Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia.

E’ il registro di due classi : prima e seconda superiore maschile.

Vi erano due esami: a metà anno scolastico e alla fine.

Il maestro si chiamava Giovanni Mussi.

Le due classi erano composte da 51 alunni (iscritti al 15 ottobre 1861)

Presenti all’esame di metà anno 43 e a quello di fine anno 44

Approvati a metà anno 30; non approvati 13

Presenti all’esame di fine anno 44

Promossi 40; non promossi 4

 

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L’organizzazione scolastica si basava su una legge del 1859, la legge Casati, che regolava l’insieme delle norme, fino all’università, stabilendo il principio di una scuola elementare unica, gratuita e obbligatoria per i ragazzi e le ragazze, e dipendente finanziariamente dai Comuni, mentre le scuole superiori e le università dipendevano dallo Stato.

 


anno scolastico 1864 - 1865
 

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Nel 1870 le principali attività degli abitanti erano l’agricoltura, la tessitura casalinga con i telai a mano, pochi erano ancora i falegnami. Gran parte della popolazione aveva qualche pezzo di terreno che in parte coltivava a granoturco, frumento, patate, piccolo orto. Su molti terreni si piantavano e coltivavano i gelsi necessari per produrre col loro fogliame il cibo per i bachi da seta.
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Molti lissonesi si dedicavano a questo lavoro che durava circa due mesi, dalla metà di maggio alla fine di giugno, senza perdere il normale lavoro. Raccolti i bozzoli, si portavano alla filanda.


Nel 1870 nacque anche la Sociètà di Mutuo Soccorso fra operai e contadini. La Società oltre allo scopo della mutualità aveva anche quello dell’elevamento morale e intellettuale dei lavoratori ed era un punto principale e speciale quello della cultura e istruzione.

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La prima sede della Società di Mutuo Soccorso

 

anno scolastico 1873 - 1874

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il documento è firmato dal sindaco di allora, Angelo Meroni  

 

1873 74 relazione finale 1873 74 relazione finale pag2 1873 74 relazione finale pag3

 

Nella sua relazione annuale il maestro segnala al Sindaco del Comune le numerose assenze degli scolari:

«L’insegnante non può tacere che tali assenze vennero occasionate per la massima parte dalla indulgenza dei genitori  e dalla costumanza combattuta sempre dal sottoscritto, ma non del tutto ancor vinta, di tenere lontano i figli dalla scuola ogni volta giovi servirsi dell’opera di essi nelle officine e nelle casalinghe occupazioni ed è per questo che si ebbero a lamentare anche le solite assenze nelle singole ..... nei mesi di maggio, giugno e parte di luglio in occasione dell’allevamento dei bachi da seta e dei lavori campestri».

 

scuola comunale mista maschile di Santa Margherita, frazione di Lissone, anno scolastico 1876 - 1877

La maestra è tenuta, in base al regolamento scolastico, a informare il Sindaco sull'andamento della classe:

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relazione della maestra Agostoni Marietta (6 settembre 1878) 

 

Illustrissimo Signor Sindaco

In omaggio all’articolo 95 del vigente regolamento scolastico, la scrivente si fa premuroso dovere di trasmettere a V. S. I. la relazione sull’andamento della classe prima sezione inferiore di questa scuola maschile communale da lei diretta e condotta nell’ora spirato anno scolastico 1877-78.

Apertura della scuola 6 novembre

Alunni inscritti 138

Presenti all’esame della prima metà dell’anno 130

Presenti all’esame della seconda metà dell’anno 90

Promossi 43

Frequenza media nella prima metà dell’anno 120 nella seconda metà 100

Orario delle lezioni dalle 2 alle 5 pomeridiane diviso come sègue :

Dalle 2 alle 3 ½ per la prima metà degli alunni e dalle 3 ½ alle 5 dalla seconda metà.

Profitto sodisfacente, non ostante la poca durata dell’orario.

Disciplina degli alunni lodevole, sicome fu costatato da Onorevole Soprintendenza scolastico e dall’Illustrissimo SiG. Sindaco che presenziò l’esame

Col massimo ossequio si rassegna

Maestra Agostoni Marietta

Lissone li 6 settembre 1878



Nel 1878 si inaugurava la Scuola di Disegno e Intaglio

Lissone nel 1878 non aveva ancora la stazione ferroviaria, benchè già passasse nel suo territorio la linea Milano-Como.   (classe III maschile e II femminile)

La stazione «Lissone-Muggiò» venne costruita, infatti, tra il settembre 1881 e il maggio del 1882.

La linea ferroviaria Milano-Monza di 13 Km, la prima strada ferrata dell'Italia settentrionale, era stata realizzata nel 1840. Nel 1861 la linea ferroviaria venne prolungata sino a Como, ponendo il borgo di.Lissone direttamente sulla tratto ferroviario, compreso tra le due stazioni di Monza e Desio.
1882 stazione di Lissone


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Anno scolastico 1898 -1899 alla scuola elementare di Via Aliprandi


E nel 1899 arriva l'energia elettrica: il Comune di Lissone stipulò un contratto con la Società monzese di elettricità affinché fosse impiantata la conduttura dell' energia elettrica e le relative lampade, garantendo così l'illuminazione del centro abitato, fino a quel momento ancora affidata a lampade a petrolio.
Tuttavia l'arrivo dell'energia elettrica interessò solo il centro, lasciando le frazioni Aliprandi e Bareggia per lungo tempo ancora soggette alla scarsa illuminazione di qualche lampada a petrolio.

 


1903 04 registro

Anno scolastico 1903 -1904 scuola elementare di Via Aliprandi 

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Anno scolastico 1934 - 1935

10 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

vissuto sui banchi di una scuola elementare di Lissone.

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Dalla lettura del “Giornale della classe” di alcune quarte e quinte scaturiscono alcune osservazioni (le parti in corsivo sono tratte fedelmente dalle pagine scritte di proprio pugno dal maestro o dalla maestra):

all’insegnante viene affidato il compito di fare della propaganda al regime fascista. Nel messaggio radiotrasmesso, il 17 novembre 1934, il ministro dell’Educazione Nazionale Ercole ricorda «la delicatissima missione che il regime ha affidato agli insegnanti» e «quanto si aspetti dalla loro opera». Dal 18 novembre 1934 per gli insegnanti vige l’obbligo di indossare la divisa durante le ore di lezione.


Durante le ore di lezione è un continuo richiedere con insistenza da parte degli insegnanti, sia di soldi per il regime e per le sue opere (per l’acquisto delle tessere di Piccole Italiane,nelle sezioni femminili, per quelle dell’Opera Nazionale Balilla, per «l’Albo di cultura fascista, in vendita in classe per ordine superiore», per il pagamento delle pagelle, per la Mutualità scolastica, per i francobolli pro refezione scolastica e per la campagna antitubercolare, per l’iscrizione alla Dante Alighieri, per la biblioteca scolastica), sia di materiale, come, ad esempio, indumenti a beneficio dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia.
A questo proposito scrive una maestra «consegno il pacco di indumenti raccolti nella mia classe e confesso che sono stata assai contenta del modo come hanno risposto le mie alunne. Benché povere hanno offerto 31 capi di indumenti completamente nuovi». Un altro maestro segnala: «la mia classe è composta di elementi molto poveri» tante che pagano la tessera di iscrizione all’Opera Nazionale Balilla «a rate di 10 centesimi alla settimana».
In un pagina del “Giornale della classe”, per ogni alunno, erano indicate le condizioni economiche della famiglia! Ed una maestra «conscia del compito che incombe all’Insegnante fascista, farò del mio meglio affinché la totalità delle mie alunne sia iscritta sia all’O.N.B. sia alla Mutualità scolastica».

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cos'era l’Opera Nazionale Balilla?

La scuola, pur ricoprendo un ruolo insostituibile nell'istruzione ed educazione dei giovani, non era sufficiente a formare quell' "italiano nuovo" voluto dal fascismo. Ad integrare e completare l'azione della scuola fu creata l'Opera Nazionale Balilla con il compito di curare l'assistenza e l'educazione fisica e morale della gioventù italiana.

Realizzando una serie di attività a carattere culturale, politico, paramilitare, sportivo e ricreativo, accrebbe il suo ruolo dentro la scuola, richiedendo la collaborazione e il contributo degli insegnanti per il tesseramento dei ragazzi e il loro inquadramento nelle file dell'organizzazione.

L'Opera Nazionale Balilla, introdotta con la legge 3 aprile 1926, prese nome dal leggendario ragazzo genovese Giovanni Battista Perasso, detto il "Balilla", - ogni anno ricordato con solenni celebrazioni - che nel 1746 aveva dato inizio all'insurrezione di Genova, scagliando un sasso contro gli occupanti austriaci.

 

e la Mutualità scolastica?

La Mutualità scolastica ebbe origine a Milano, nel marzo del 1907, quando alcuni socialisti, insegnanti ed ex alunni della scuola elementare di via Giulio Romano, fondarono la società di ginnastica "Sempre Uniti" e strinsero "vincoli di fraternità" istituendo un Mutuo Soccorso scolastico. L'iniziativa fu presa ad esempio da molte altre scuole, in breve tempo ebbe carattere nazionale e tre anni dopo il Parlamento promulgò la legge sulla Mutualità Scolastica.

Nel 1929 la Mutualità scolastica entrò a far parte del programma fascista sull'assistenza: la legge n.17 del 3 gennaio istituì l'Ente Nazionale per la Mutualità scolastica che inglobò tutte le società locali e regolamentò il versamento dei contributi per il sussidio di malattia agli allievi.

Con il versamento di 10 lire annue corrisposte a rate, 25 centesimi ogni marchetta settimanale che veniva appiccicata sull'apposita tessera, i soci che cadevano malati ricevevano il sussidio per tutte le malattie acute e croniche insorte dopo l'iscrizione alla Mutualità.

L'Ente Nazionale per la Mutualità scolastica fu sciolto nel 1938.

Per la propaganda e di conseguenza la diffusione della mutualità scolastica le autorità facevano affidamento sull'azione dei maestri elementari, per i quali il servizio era obbligatorio. Essi avrebbero per questo ricevuto "un segno di approvazione e di riconoscimento".

 

la “Dante Alighieri” per gli Italiani all'estero

Particolare attenzione veniva riservata alla propaganda nelle scuole della Società "Dante Alighieri", sorta nel 1889 per la diffusione della lingua e della cultura italiana all'estero, attiva soprattutto nei Paesi dove si era indirizzata l'emigrazione italiana. La tessera di iscrizione all'associazione veniva rilasciata dietro il contributo di una lira all'anno. Ancora nel 1934 il ministro Ercole esortava i responsabili scolastici a continuare la loro opera di propaganda a favore di tale società.

Il 25 settembre 1934 inizia la scuola; scrive un maestro di quinta «la mia classe è composta di soli 48 alunni. Alcuni ragazzi quest’anno non frequentano più perché vanno a bottega».

In una sezione femminile invece: «mi viene affidata una terza di 60 alunne di cui 20 ripetenti. Numero forte ma ormai legale per Lissone». Quasi tutte le alunne indossano il grembiule bianco «che dà alla classe un aspetto di ordine e pulizia mai ottenuto con il grembiule nero».

 

5 ottobre: «Domani vacanza per l’arrivo del Duce a Monza. Riesce più che naturale che la giornata si passi tratteggiando la figura e le opere di questo grande Uomo che sa dimostrare al mondo intero che cosa è il Fascismo».

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27 ottobre: «Domani anniversario della marcia su Roma. Illustro le ragioni che condussero a tale data ed i vantaggi non solo nazionali ma mondiali che portò il fascismo con l’avvento al potere».
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28 ottobre: «tutta la scolaresca in divisa in Piazza Vittorio Emanuele II».

 

Il 31 ottobre, in occasione della “Giornata del Risparmio”, alla fine delle lezioni pomeridiane, nel cortile della scuola, alla presenza di tutte le autorità politiche, civili e religiose locali, vengono premiati 50 alunni più poveri e meritevoli con un libretto della “Cassa di Risparmio delle Province Lombarde”.

 

Tessere di Piccole Italiane
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Dal 18 novembre 1934 per gli insegnanti vige l’obbligo di indossare la divisa durante le ore di lezione.
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19 novembre: nessuno si presenta a scuola
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26 novembre: l’insegnante insiste per  far iscrivere gli alunni alla Mutualità Scolastica, ma ...
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27 novembre 1934: si deve vendere per ordine superiore!!!
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poi l’insegnante cerca di farsi promotrice delle assicurazioni i.N.A.
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e per la “Giornata della Madre e del Fanciullo”
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L'Opera Nazionale per la Protezione della Maternità e dell'Infanzia

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La speciale attenzione rivolta al problema demografico e alla sanità fisica e morale dell'infanzia fu una delle ragioni che spinse il fascismo alla istituzione, con la Legge 10 dicembre 1925, dell'Opera Nazionale per la protezione della Maternità ed Infanzia (O.N.M.I.).

Ogni 23 dicembre veniva celebrata la Giornata della Madre e del Bambino dedicata alla "esaltazione della maternità e dell'infanzia". In questo giorno venivano distribuiti in tutta Italia, a cura dell'Opera, vestiario e corredini per le gestanti in difficoltà, premi di nuzialità e natalità.


continua

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Inizio dell'occupazione alleata in Italia

10 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #II guerra mondiale

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A fine settembre 1943 in Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia l'occupazione tedesca era ormai terminata. In Sardegna, le forze naziste, sulla base di un accordo con il generale Antonio Basso, si erano ritirate in Corsica e avevano raggiunto rapidamente la Toscana. Anche gran parte del territorio campano era libero, a eccezione della provincia di Caserta, e in particolare della sua area nord. L'Abruzzo, invece, avrebbe subito, ancora per molti mesi, l'occupazione nazista.

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L'esercito anglo-americano, dopo aver raggiunto Napoli, avanzava lentamente incalzando i tedeschi. A metà ottobre infuriò la battaglia sul Volturno cui seguì, in dicembre, la battaglia per la conquista di monte Camino e l'assalto a Monte Lungo.

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A metà gennaio 1944, la 5a armata si attestò lungo la linea Gustav. Poi vi fu il lungo stallo di Montecassino.

Per entrambi gli eserciti, le esigenze militari avevano priorità assoluta.

Nel caso dei tedeschi ciò implicava il controllo totale del territorio, al cui interno si collocava la strategia del terrore contro i civili. Per gli anglo-americani - nemici durante la campagna di Sicilia e poi alleati in quella d'Italia - il discorso era più complesso. Essi infatti dovevano contemporaneamente procedere nelle operazioni militari e garantire il governo dei territori liberati, confrontandosi con i bisogni urgenti di una popolazione civile che aveva vissuto tre lunghi anni di guerra. Ma c'era dell'altro. In Italia inglesi e americani giocavano una partita importante anche sul piano degli equilibri interni alla coalizione antifascista in relazione sia all'Unione Sovietica sia al confronto-scontro tra Stati Uniti e Gran Bretagna. L'armistizio dell'8 settembre 1943, la formazione del Regno del Sud e la successiva dichiarazione di guerra alla Germania, la definizione del cosiddetto "armistizio lungo", il riconoscimento da parte sovietica del piccolo staterello italiano sono tutti elementi di un processo complesso, attraverso cui prende corpo, tra conflitti e incertezze, la strategia alleata per l'Italia postfascista.

La campagna d'Italia era stata decisa, dopo molte esitazioni, sulla scia della conferenza di Casablanca del gennaio 1943, in cui venne definito, come obiettivo conclusivo del conflitto, la "resa incondizionata" di tutte le potenze dell'Asse. Tuttavia, tra inglesi e americani c'era una diversità di opinioni circa l'opportunità di aprire un fronte di guerra in Italia, una diversità che può essere intesa nel contesto delle dinamiche militari in Nord Africa, dove la posta in gioco era il controllo del Mediterraneo. In maggio, l'8a armata guidata da Montgomery conquistò Tunisi, occupata nel novembre 1942 dalle truppe di Rommel. L'esercito inglese si ricongiunse con la 1a armata americana che avanzava dopo lo sbarco in Marocco e Algeria. Il 12 maggio 1943 vi fu la resa tedesca: con tutta l'Africa settentrionale libera si riapriva la possibilità di controllare la navigazione nel Mediterraneo".

Nella strategia inglese era necessario che l'avanzata alleata continuasse in Sicilia e, poi, in Italia. Churchill sosteneva con convinzione questa opzione, considerandola una tappa indispensabile in vista di un successivo impegno anglo-americano nei Balcani. Roosevelt era invece un sostenitore assai più tiepido dell'impresa, che peraltro, per molti mesi, costituì l'unico scenario di guerra statunitense in Europa. In ogni caso, una volta intrapresa la campagna d'Italia, il Quartiere generale delle forze armate alleate (AFHQ), dislocato ad Algeri, acquisì un peso determinante anche sul piano politico. Centrale divenne il ruolo del comandante supremo Dwight Eisenhower e gli stessi Affari civili dei territori occupati divennero di competenza militare.

 

L'operazione Husky iniziò il 10 luglio 1943 e, in oltre un mese, portò alla conquista dell'isola. Subito dopo la proclamazione dell'armistizio, vi fu lo sbarco di Salerno, l'operazione Avalanche. Dalle trattative del cosiddetto "armistizio corto" era stata esclusa l'Unione Sovietica, che rimase fuori anche dalla gestione di quello "lungo", concluso il 29 settembre 1943.

Fin dall'inizio dell'invasione siciliana operò l'AMGOT, il Governo militare alleato, presieduto dal generale inglese Harold Rupert Alexander, comandante delle forze d'occupazione in Italia. L'AMGOT si articolava in sei Divisions (Legal, Finance, Civilian Supply, Public Health, Public Safety, Enemy Property), ma ben presto ne sorsero altre. I territori sotto il controllo dell'AMGOT furono suddivisi in Regions. La Sicilia costituì la Region I e poi, con l'avvio della campagna d'Italia, il Mezzogiorno venne incluso nella Region II (Calabria, Basilicata e Puglia), nella Region III (Campania) e nella Region VI (Sardegna).

Ben presto si pose il problema di scegliere tra un governo d'occupazione militare, di cui erano sostenitori gli americani, e una forma d'occupazione indiretta - l'Indirect Rule proposto dagli inglesi - con compiti di supervisione del rinato Stato italiano. Il 10 novembre 1943 fu istituita l'ACC, la Commissione alleata di controllo prevista dall'articolo 37 dell'”armistizio lungo"; si trattava di una struttura militare che dipendeva dall'AFHQ. A metà dicembre nacque l'ACI, un organismo con funzioni consultive, in cui erano rappresentate anche Unione Sovietica, Francia e, in seguito, Grecia e Jugoslavia.

La scelta del governo indiretto si rivelava una strategia abile e duttile perché favoriva la ricostituzione di uno Stato italiano molto debole, quale, appunto, il Regno del Sud, che di fatto era subordinato agli anglo-americani attraverso il ferreo controllo dell' ACC - che peraltro il 10 gennaio 1944 si fuse con l'AMGOT.

Nel febbraio 1944 e, poi, nel luglio, furono restituiti al governo italiano i territori liberati. Così entrarono nel Regno del Sud Sardegna, Sicilia, Basilicata, Calabria, parte della Campania e poi, ancora, Avellino, Benevento, Campobasso, Foggia. Restavano fuori i territori a ridosso del fronte e alcune zone di particolare interesse logistico, come l'area comunale di Napoli, il cui porto aveva un'enorme importanza per i collegamenti e i rifornimenti militari. Il 20 luglio 1944 l'AFHQ si trasferì a Caserta.

Il governo alleato aveva come obiettivo prioritario garantire la sicurezza e l'ordine pubblico nelle retrovie del fronte. Invece la popolazione civile, che aveva accolto i militari alleati come liberatori, si attendeva che, con la fine del conflitto e dell' occupazione tedesca, si aprisse una nuova fase in cui, oltre ad aver garantita la sopravvivenza fisica, fosse possibile ritornare a una dimensione di normalità nella vita quotidiana. In realtà gli Alleati non avevano intenzione né di farsi carico degli enormi problemi di una popolazione stremata dalla guerra, né di avviare la ricostruzione. Erano costretti però a fronteggiare le urgenze più drammatiche, dalla permanente sotto alimentazione dei civili alle epidemie, alla mancanza di servizi essenziali come l'acqua e la luce, alla paralisi totale dei trasporti e delle attività produttive. Si trattava di interventi di emergenza utili anche a una maggiore efficienza delle operazioni militari, come, per esempio, il ripristino della rete viaria e ferroviaria.

Il sistema amministrativo periferico italiano si era dissolto con il crollo del regime fascista e i Quarantacinque giorni avevano accelerato, anche nel Mezzogiorno, il degrado del governo locale. Mentre nel Centro-Nord, durante i mesi della Resistenza, si sarebbe costruito un nuovo ceto politico e amministrativo, ciò non avvenne nel Sud. Gli "alleati-nemici" si trovarono quindi in grande difficoltà, alle prese con un ceto di amministratori privo di una qualche credibilità. Diventava perciò urgente trovare degli interlocutori e gli anglo-americani attinsero, soprattutto nella prima fase dell'occupazione, al personale politico prefascista, che si andava collocando nei partiti liberale e demoliberale.

Nei mesi del Regno del Sud, in particolare gli inglesi resero esplicita l'esigenza di una transizione postfascista non traumatica individuando come interlocutori la monarchia e il governo Badoglio. Da parte americana, invece, si propendeva per un ricambio del personale politico attraverso misure di defascistizzazione. In rapporto a ciò maturarono elementi di discontinuità come l'ampio ricambio attuato a livello dei prefetti. Fu inoltre avviata l'esperienza di alcune giunte comunali, sulla cui composizione, pur venendo consultati i CLN che andavano moltiplicandosi nel Sud, in realtà decidevano prefetti e Alleati.

In definitiva lo Stato periferico si strutturò sulla base di equilibri che restituirono autorevolezza e legittimità a figure consolidate nella tradizione politica italiana come quella del prefetto, il quale operava in sintonia con le autorità ecclesiastiche e con le forze dell' ordine, in primo luogo i carabinieri.

Con la formazione del governo di coalizione antifascista presieduto da Ivanoe Bonomi, nel rapporto tra Alleati, partiti antifascisti e monarchia si aprì una nuova fase per cui, sul piano del governo locale meridionale, le forze antifasciste e i CLN poterono fruire di maggiori spazi. Al loro interno gli Alleati privilegiarono l'interlocuzione con un blocco moderato di cui, lentamente, la DC andava configurandosi come elemento trainante.

 

Se lo sguardo si sposta dal piano politico-istituzionale a quello della società, va osservato che, poiché le condizioni di vita miglioravano molto lentamente, nella popolazione si creò uno stato d'animo di profonda delusione che ben presto contribuì a offuscare l'immagine degli Alleati come "liberatori". In una situazione di povertà generalizzata vi erano comunque gruppi sociali che si arricchivano, inserendosi nelle pieghe dell'enorme flusso di merci generato dalla presenza di centinaia di migliaia di soldati che dovevano nutrirsi, vestirsi, curarsi se ammalati o feriti nelle operazioni militari, e anche in qualche modo divertirsi. Fu la stagione d'oro del contrabbando, ma non solo: intorno alle forze alleate si creò una fitta rete di occupazioni saltuarie che consentivano a donne e uomini di sopravvivere. Ripartirono alcuni segmenti produttivi, come l'industria alimentare in Campania e le miniere di carbone in Sardegna, e, soprattutto nei porti, decine di migliaia di lavoratori vennero impiegate nelle operazioni di carico e scarico delle merci. Si trattava tuttavia di una ripresa di attività economiche effimera, totalmente legata alla presenza delle truppe anglo-americane e che si sarebbe bruscamente arrestata con la loro partenza.

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Bibliografia:

Gloria Chianese - Quando uscimmo dai rifugi. Il Mezzogiorno tra guerra e dopoguerra (1943-46) -  Ed. Carocci sett. 2004

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anno scolastico 1937 – 1938

10 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

vissuto sui banchi di una scuola elementare di Lissone


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Nell’articolo si è preferito, approfittando anche della scrittura chiara del maestro, dare ampio spazio alla cronaca e alle osservazioni sulla vita della scuola da lui riportate sul “Giornale della classe”.

 

16 ottobre: inaugurazione solenne dell’anno scolastico
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18 ottobre: è vacanza per l’inaugurazione della seconda edizione della “Settimana lissonese”
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e il 28 ottobre:
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4 novembre:
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5 novembre:
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L’episodio a cui si fa riferimento è IL CONVEGNO DELL'8 NOVEMBRE 1917 a Peschiera in cui il re Vittorio Emanuele III lanciò un proclama che incitò la resistenza sul Piave.

dal sito del Museo della palazzina storica

 

Era una mattina di pioggia sottile e gelida, e la nebbia evaporava dal fiume Mincio coprendo le strade. Ormai da giorni il cielo era coperto da nuvole, che scendevano come lacrime su Peschiera del Garda, in un tempo di guerra e distruzione, dopo la disfatta di Caporetto. E’ l’8 novembre 1917.

Davanti al Palazzo del Comandante inizia pian piano a formarsi una folla di gente, che attende intrepida l’arrivo del Re Vittorio Emanuele III e delle forze alleate di Francia e Inghilterra. La situazione politica è molto tesa e delicata, basta un passo falso per perdere la partita. Il Re Soldato lo sa, ma nonostante tutto scende dalla sua auto, a testa alta, e con passo sicuro entra nel Palazzo del Comandante, oggi conosciuto come Palazzina Storica, seguito dagli altri partecipanti al Convegno. A fianco a lui ci sono i rappresentanti politici dell’Italia Giorgio Sidney Sonnino ministro degli esteri e Vittorio E. Orlando Presidente del consiglio e primo ministro.Per la Gran Bretagna partecipa David Lloyd Gorge e il suo braccio destro Smuts accompagnati dai loro generali Gen. William Robertson e il Gen. Woodrow Wilson. Per la Francia il primo ministro Paul Pailevé e Franklin Bouillon accompagnati dai loro generali Gen. Ferdinand Foch e dal Gen. Camille Barrére. Vittorio Emanuele III voleva fortemente questo incontro, dopo il convegno fallimentare di Rapallo dove Armando Diaz non era riuscito a convincere gli alleati. Il re soldato dirige l'incontro in modo deciso e sicuro, pronunciando il famoso proclama che incitò la resistenza sul Piave, e che avrebbe portato alla vittoria della Guerra:

“Italiani, Cittadini e Soldati ! Siate un esercito solo. Ogni viltà è tradimento, ogni discordia è tradimento, ogni recriminazione è tradimento. Questo mio grido di fede incrollabile nei destini d’Italia suoni così nelle trincee come in ogni remoto lembo della Patria, e sia il grido del Popolo, che combatte, del Popolo che lavora. Al nemico che, ancor più che sulla vittoria militare, conta sul dissolvimento dei nostri spiriti e della nostra compagine, si risponda con una sola coscienza, con una voce sola: Tutti siam pronti a dar tutto, per la Vittoria, per l’onore d’Italia.”

 

9 novembre: tesseramento all’Opera Nazionale Balilla


cos'era l’Opera Nazionale Balilla?

La scuola, pur ricoprendo un ruolo insostituibile nell'istruzione ed educazione dei giovani, non era sufficiente a formare quell' "italiano nuovo" voluto dal fascismo. Ad integrare e completare l'azione della scuola fu creata l'Opera Nazionale Balilla con il compito di curare l'assistenza e l'educazione fisica e morale della gioventù italiana.

Realizzando una serie di attività a carattere culturale, politico, paramilitare, sportivo e ricreativo, accrebbe il suo ruolo dentro la scuola, richiedendo la collaborazione e il contributo degli insegnanti per il tesseramento dei ragazzi e il loro inquadramento nelle file dell'organizzazione.

L'Opera Nazionale Balilla, introdotta con la legge 3 aprile 1926, prese nome dal leggendario ragazzo genovese Giovanni Battista Perasso, detto il "Balilla", - ogni anno ricordato con solenni celebrazioni - che nel 1746 aveva dato inizio all'insurrezione di Genova, scagliando un sasso contro gli occupanti austriaci.



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15 novembre: «vacanza … insperata»
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18 novembre: le sanzioni
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Augusto fondatore dell’impero romano
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libri usati
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il Balilla alla radio
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18 dicembre 1937: secondo anniversario della giornata della fede
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21 dicembre: si ricorda il fratello del dittatore
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dal 22 dicembre al 9 gennaio 1938 vacanze natalizie
 
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refezione scolastica
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trasvolata Italia Brasile
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la Milizia
1 feb 1938

 

prima radiotrasmissione dell’ente Radio Rurale
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seconda trasmissione: «la Sicilia, centro geografico dell’Impero»
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la Conciliazione
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la guerra di Spagna
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28 febbraio 1938: «tenuti ad intervenire alle funzioni religiose»
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muore Gabriele d’Annunzio
2 marzo 1938


le assicurazioni popolari
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offesa aerea
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«la guerra di Spagna e le orde bolsceviche»
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23 marzo 1938: i Fasci
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Ritrovo Giovanile e Doposcuola
4 apr 1938 

propaganda antitubercolare
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Natale di Roma e Festa del Lavoro
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Guglielmo Marconi
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24 aprile 1938: fondazione di Pomezia
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3 maggio: arriva in Italia Hitler ed è festa nazionale!
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Roma e l’Impero
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il lissonese Giovanni Dorigo, legionario caduto in Spagna
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anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915
24 mag 1938
 

saggio ginnico della G.I.L.
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15 giugno 1938: fine degli scrutini e della scuola
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Lissone, anno scolastico 1938-1939

10 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

Principali avvenimenti nell’anno scolastico 1938-1939

1938

1 settembre

Prima legge razziale italiana contro gli ebrei: divieto "agli stranieri di razza ebraica di dimorare in Italia, in Libia e nei possedimenti dell'Egeo"; revocate le concessioni di cittadinanza italiana rilasciate ad ebrei posteriormente al 1919.

2 settembre

Esclusione degli ebrei dall'insegnamento e divieto di iscrizione a scuole statali. Espulsi gli ebrei da accademie, istituti scientifici, ecc..

28 settembre

Esortato dal premier britannico Chamberlain, Mussolini propone un incontro a Monaco con Hitler e il primo ministro francese Daladier, per risolvere la vertenza sulla Cecoslovacchia.

30 settembre

L'incontro di Monaco si conclude con l'accettazione delle pretese hitleriane sulla Cecoslovacchia. Si apre la strada alla seconda guerra mondiale.

9 novembre

"Notte dei cristalli" in Germania: violenti pogroms contro gli ebrei, migliaia di negozi di ebrei distrutti.

1939

15 marzo

I nazisti entrano senza colpo ferire a Praga e occupano l'intera Boemia.

28 marzo

Cade Madrid assediata da Franco. Grandi manifestazioni fasciste in Italia.

1° aprile

Franco annuncia la fine della guerra di Spagna, iniziata nel luglio 1936

7 aprile

Truppe italiane sbarcano in Albania.

8 aprile

Occupazione di Tirana.

6 maggio

A Milano, incontro Ciano-Ribbentrop. Mussolini e Hitler, consultati per telefono dai due ministri degli Esteri, decidono di annunciare ufficialmente la conclusione del "Patto d'acciaio", l'alleanza politico militare che lega l'Italia fascista alla Germania nazista.

22 maggio

Ciano e Ribbentrop firmano a Berlino il Patto d'acciaio.



Nel documento viene trascritto il contenuto del "Giornale della classe" della quinta maschile, sezione A, della scuola elementare "Vittorio Veneto" di Lissone nell’anno scolastico 1938-1939.

Nelle pagine del "Giornale della classe" si alternano le osservazioni del maestro sul comportamento degli alunni e gli argomenti trattati, soprattutto quelli legati agli avvenimenti del Paese.

In queste pagine si può notare come la scuola, attraverso le parole dell’insegnante, costituisca un mezzo importante per inculcare nei giovani l'ideologia del regime; é altresì un potente veicolo di propaganda del fascismo, il più efficace strumento per l’organizzazione del consenso di massa. A questo proposito si vedano, in particolare, le osservazioni del maestro del 27 ottobre, 4 novembre e del 22 marzo.

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"La classe è composta da 52 alunni.

27 ottobre 1938: ricordo alla scolaresca la data fatidica che ha iniziato l’Era nuova, cercando di instillare nei loro animi, pieni di vita, la persuasione che la Marcia su Roma non deve segnare un punto fermo, ma la base per altre conquiste : ciò dovrà essere compito delle nuove generazioni.

4 novembre: Anche questa data fu ampiamente ricordata avendo sempre di mira la formazione della coscienza militare.

15 novembre: noto nei miei alunni,alla fine delle quattro ore di lezione, specie verso il sabato, un senso di stanchezza.

18 novembre: dopo aver brevemente ricordato la dolorosa giornata del 18 novembre 1935 (n.d.r. : entrano in vigore le sanzioni economiche che fanno seguito alla condanna dell'Italia da parte della Società delle Nazioni per l'invasione dell'Etiopia), invito gli alunni a svolgere un tema per esprimere le loro impressioni in merito.

5 dicembre: Benché fosse stato ricordato già ieri, da parte del Sig. Segretario Politico, pure non tralascio di rinnovare, anche nella scuola, il ricordo dell’eroico gesto del Balilla.

2 gennaio 1939: ritorniamo a scuola dopo 18 giorni di vacanza. Interrogando i miei scolari mi accorgo che hanno dimenticato gran parte delle cose studiate precedentemente, quindi sono costretto a ripassare la materia già svolta. Questo, secondo me, è il solo frutto delle troppe vacanze.

24 gennaio: colgo l’occasione delle nozze di Maria di Savoia per instillare sempre più nel cuore degli scolari l’amore per la Casa Savoia.

2­6 gennaio: illustro ampiamente ai miei scolari la splendida vittoria di Barcellona dovuta all’eroismo dei Nazionali spagnoli e specialmente dei legionari italiani. Dopo aver dimostrato loro lo scopo nobilissimo di questa guerra spagnola, insisto soprattutto nel porre in risalto il valore dei nostri legionari perché nei piccoli cuori degli scolari cresca sempre più l’amore per la Patria e il desiderio di incitarli. Il popolo italiano é in giubilo. Stamane l’Egr. Sig. Direttore ha parlato agli scolari sulla redenzione della città; voglia il destino prepararci presto l’annuncio della redenzione di Madrid.

6 febbraio: noto nei miei alunni un senso di stanchezza e di rilassamento nello studio. Questo fatto credo che sia dovuto alla stagione buona che invita i ragazzi ai giochi all’aperto; ne sentono un gran bisogno, dopo il freddo intenso che li ha obbligati a stare rinchiusi nelle case!

12 febbraio: la morte di Papa Pio XI ha causato grande dolore nell’animo di tutti i cattolici e specialmente degli Italiani. Io rievoco, in breve, ai miei scolari, la vita e le opere del grande Pontefice, soffermandomi soprattutto sulla Conciliazione tra lo Stato e la Chiesa.

22 marzo: la fatidica data del 23 marzo 1919, che ha segnato per l’Italia un”Era nuova di prosperità e dibenessere; la commemoro ampiamente illustrando, con una vasta lezione, il disorientamento dell’Italia di allora e il fermo proposito dei Fascisti, con a capo Benito Mussolini, di rifare l’Italia, abbattendo tutte le forze sovversive che volevano gettare la nostra Patria nel caos della rovina completa. Dopo essere stati così preparati, feci udire ai miei scolari la radiotrasmissione del discorso di S. Ecc. Il Ministro Bottai che ha commemorato appunto il Ventennale della Fondazione dei Fasci.

27 marzo: il discorso che il Duce tenne ieri allo stadio Mussolini di Roma, fu questa mattina largamente commentato suscitando nell’animo degli scolari un senso di viva sentita comprensione dell’ora attuale.

29 marzo 1939: Madrid è liberata, è tornata a Dio, all’ordine, alla luce del bene. Commemoro la liberazione della capitale spagnola suscitando amor di patria;

1 aprile 1939: la guerra spagnola è finita. L’ha dichiarato il Caudillo Franco in un suo proclama al popolo. Ritorni il popolo spagnolo alla vera grande verità! Dio e giustizia

11 aprile: commemoro l’entrata delle nostre truppe in Albania, terra nostra redenta dal sacrificio di tanti soldati.

20 aprile: con una breve lezione illustro, ai miei alunni, il Natale di Roma e la Festa del Lavoro. Soprattutto insisto nel dimostrare loro che la fusione delle due feste non fu fatta a caso ma con grande logica; Roma che nasce dal lavoro e che per mezzo di esso diventa grande, ci insegna che la forza delle nazioni e la fiaccola del progresso umano è il lavoro.

26 aprile: ricordo pure la vita e le opere del grande scienziato Guglielmo Marconi che, con le sue scoperte, seppe rendersi molto utile all’umanità.

8 maggio: la proclazmazione dell’Impero mi ha dato modo di esaltare lo spirito guerriero ed eroico dei nostri soldati e la tenace volontà del Duce.

22 maggio: la giornata della Doppia Croce è stata ampiamente illustrata. Cercai di far comprendere ai miei scolari tutta la gravità della malattia della tubercolosi e ne colsi l’occasione per far loro comprendere l’importanza grande che ha l’igiene per la conservazione della nostra salute.

27 maggio 1939: noto con grande soddisfazione che ora i miei scolari si applicano allo studio con maggiore assiduità. Secondo me credo che questo mutamento sia soprattutto dovuto ai buoni consigli che, di tanto in tanto, loro davo”.

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materie e argomenti trattati in classe nel mese di Aprile 1939
  

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anno scolastico 1939 – 1940

10 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

vissuto sui banchi di una scuola elementare di Lissone.


Il 16 ottobre 1939, quando inizia l’anno scolastico è già scoppiata da più di un mese la seconda guerra mondiale. Dopo l’invasione della Polonia da parte della Germania,
Germans invade Poland

Francia ed Inghilterra sono entrate in guerra.
 Francia e inghilterra in guerra Britain at war
Britain at war 3

L’Italia rimane per il momento neutrale, neutralità chiamata pomposamente dal regime fascista "non belligeranza".


A Lissone, l’anno scolastico, come è tradizione, viene inaugurato con una messa in chiesa e con una sfilata degli scolari per le vie del paese.
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Un maestro, vedendo che tutte le classi hanno sfilato in buon ordine, scrive sul "Giornale della classe" che ciò è «
segno evidente che una salda direttiva ha saputo, con l’aiuto degli insegnanti, inculcare un senso di disciplina e di ordine». Nota altresì nella classe la presenza di «molti elementi che hanno perso l’abitudine alla scuola» forse perché durante le vacanze estive «hanno avuto eccessiva libertà o perché hanno aiutato i genitori a lavorare, in questo paese di bravi artigiani».

In paese è stata costruita la nuova Casa del Fascio,
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dove «
nell’ampio salone» si svolge, il 22 ottobre 1939, alla presenza di quasi tutti i balilla e le giovani italiane, la XIII leva fascista, alla presenza di tutte le autorità politiche del paese, quelle scolastiche, oltre ad un numeroso pubblico.
Il 28 ottobre 1939, ricorrenza della Marcia su Roma così scrive il maestro:
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Circa l’andamento scolastico degli alunni, sottolinea «l’impreparazione in lingua di quasi tutta la massa dei miei scolari, che non sanno scrivere in italiano» in quanto hanno «il brutto vizio di parlare dovunque il dialetto».

Il 4 novembre il maestro scrive sul “Giornale della classe”: «Ho esaltato il nostro esercito, il grande esercito della Vittoria, il soldato italiano che non conosce soste e che non ha rivali nel mondo. I miei scolari sono orgogliosi di essere figli di quei soldati».

scolari-con-maschere-antigas.jpg7 dicembre 1939: aria di guerra in vista. A seguito di una direttiva dell’Unione Nazionale Protezione Antiaerea (U.N.P.A.), il maestro ricorda agli alunni «la grande necessità della maschera antigas. Agisce con previdenza colui che acquista la maschera fin dal tempo di pace». Conclude la lezione ricordando «l’azione terribile di alcuni gas come i lacrimogeni, i vescicatori, i starnutatori, l’iprite, etc. ».
Con la benedizione della classe da parte del prevosto Don Angelo Gaffuri, iniziano le vacanze natalizie che terminano il 9 gennaio 1940. Dopo 18 giorni di vacanza «ben pochi sono tornati  a scuola volontieri». L’inverno è molto rigido; il 22 gennaio 1940 il maestro annota: «il freddo è intenso e nell’aula il termometro segna a fatica i 7,5 gradi».

Una vacanza inaspettata il 26 febbraio 1940 in tutte le scuole del Regno, per ordine del Ministero dell’Educazione Nazionale: è nata, a Napoli, la «la nuova principessina Maria Gabriella che rallegra la beneamata Casa Savoia».

Marzo 1940: la mattina dell’11, in seguito al passaggio di un potente trimotore, «ho ritenuto opportuno svolgere una lezione sulla potenza dell’Arma Aerea».

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15 marzo 1940. Prendendo spunto dalla celebrazione in tutta Italia della “Giornata delle due Croci”, «nello sforzo del Regime per assicurare la salute fisica del suo popolo» il maestro scrive: «ho elencato le provvidenze create dal Fascismo: l’enorme sviluppo dato all’educazione fisica della gioventù, l’opera di bonifica agraria, la costruzione di case popolari, le colonie marine e montane, elioterapiche».
francobollo-antitubercolare-2.jpgfrancobollo antitubercolare 2 retrofrancobollo antitubercolare 3francobollo antitubercolare retro
 

Arriva il 9 maggio 1940: è la ricorrenza della celebrazione dell’Impero e l’ispettore scolastico di zona si presenta in pubblico vestito nientemeno che da “legionario di Spagna” ...
1940 g 9 maggio ispettore divisa legionario
 

Il 15 maggio non si fa il doposcuola: «per ordine della direttrice del doposcuola, tutti si è partiti per il vicino santuario della Misericordia. Lo scopo era di pregare perché torni la pace nel mondo e sia preservata l’umanità dal flagello della guerra».

Mancano ormai pochi giorni al 10 giugno,
il popolo d italia giornale
quando dal balcone di Palazzo Venezia Mussolini annuncia l’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania nazista.

Un decreto ministeriale stabilisce la chiusura anticipata dell’anno scolastico al 31 maggio.

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anno scolastico 1941-1942

9 Octobre 2011 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #pagine di storia locale

vissuto sui banchi di una scuola elementare di Lissone.



L’anno scolastico inizia il 5 ottobre 1941. Come negli altri anni, tutti gli scolari si recano alle scuole Vittorio Veneto per l’assegnazione delle classi ; poi ogni classe va ad occupare la propria aula nella rispettiva sede scolastica.

In un "Giornale della Classe" di una quinta elementare il maestro scrive: «La mia aula si trova ancora nel caseggiato di Via Aliprandi : è l’aula più infelice che tra le brutte del caseggiato ci siano, umida all’eccesso tanto che io penso essere più adatta a stalla che a ricevere i teneri alunni delle elementari. Ad ogni modo bisogna fare di necessità virtù ed adattarci come si può».

 

operazione BarbarossaSono ormai due anni che l’Italia è in guerra: da più di tre mesi è in corso l’operazione "Barbarossa", così Hitler ha chiamato l’attacco alla U.R.S.S. Anche Mussolini ha inviato un corpo di spedizione in Russia, CSIR, Corpo di Spedizione Italiano in Russia.


















Un maestro ritiene opportuno fare delle relazioni settimanali circa gli avvenimenti della guerra, notando che «tra gli alunni vi è un grande entusiasmo guerriero che cercherò di aumentare perché questi piccoli lo trasportino anche alle loro famiglie». «Farò uso il più possibile dell’apparecchio radio, poiché è un mezzo molto adatto per completare la mia opera di educatore».

Il 28 ottobre, pur facendo lezione, viene commemorato l’anniversario della "Marcia su Roma". Tutti in divisa assistono alla Messa per i caduti della Rivoluzione Fascista. La cerimonia si conclude davanti al Sacrario dei Caduti alla Casa del Fascio. Un maestro scrive: «Quest’anno tale data è ancora di più festeggiata nei nostri cuori perché ci ricorda la lotta contro il Bolscevismo, che ora si combatte con accanimento sui campi di Russia dai nostri valorosi soldati».

Arriva il 4 novembre, ed essendo in tempo di guerra, «non si interrompe il lavoro neppure in questo giorno che ci ricorda la vittoria». Dopo la cerimonia «ho dimostrato ai miei scolari come la guerra attuale sia una conseguenza della ingiusta pace firmata dopo la guerra 1915-18 e la necessità quindi che ognuno sopporti, con spirito di fede nella vittoria, ogni sacrificio che la guerra ci impone».
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Un altro maestro scrive: «il giorno della commemorazione dei defunti mi ha dato l’occasione di invitare i miei scolari a pregare per tutti i morti ma in modo speciale per gli eroi che sacrificano la loro giovinezza per il raggiungimento della vittoria che porterà alla nostra Patria numerosi benefici».
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Pearl Harbour, 7 dicembre 1941: attacco giapponese alla flotta degli Stati Uniti d’America.

Pearl Harbor 

In classe, il 9 dicembre, il maestro parla ai suoi alunni dell’inizio della guerra fra il Giappone e gli Stati Uniti d’America.

L’11 dicembre Mussolini, da Palazzo Venezia, annuncia che l’Italia scende in campo "a lato dell’eroico Giappone, contro gli Stati Uniti d’America".

E il 12 dicembre «trasmetto ai miei alunni la notizia che l’Italia è entrata in guerra con gli Stati Uniti d’America».

Una circolare del Ministro dell’Educazione Bottai informa che le vacanze natalizie saranno di un mese: le scuole riapriranno il 19 gennaio per "economizzare un po’ di carbone".

Un maestro riceve la cartolina precetto che lo richiama alle armi. Scrive sul "Giornale della Classe": «Sono molto addolorato perché, dovendo partire il giorno 13 gennaio prossimo, non potrò nemmeno rivedere i miei scolari che amavo di un amore paterno e porgere loro il moi saluto. Ma la Patria chiama e qualunque sacrificio deve essere sopportato virilmente».

Alla riapertura delle scuole il 19 gennaio 1942 giungono nuove disposizioni ministeriali circa l’insegnamento del lavoro nelle classi quarte e quinte. In una quinta femminile la maestra annota: «Sabato ho iniziato la prima lezione di taglio. Dati i momenti attuali ho pensato di far eseguire un corredino per neonato così le alunne potranno utilizzare ritagli che possono avere in casa senza dover fare spese o sacrifici. Le alunne hanno appreso con molta gioia la notizia che ogni sabato sarà dedicato al lavoro».

Ogni classe partecipa alla raccolta di materiale vario: «nella mia classe ho raccolto Kg 0,889 di lana, Kg 14 di rottami», inoltre «ho raccolto il denaro per 38 tessere e per le pagelle dell’anno XX, 13 quote per l’iscrizione alla Dante Alighieri e 34 quote per l’iscrizione al Doposcuola».
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fronte e retro della tessera della "Dante Alighieri"

Ed un altro maestro: «
oggi ho consegnato kg 0,589 di lana suddivisi in Kg 0,164 di filato e Kg 0,425 di fiocco. Gli scolari, tenuto conto della loro indigenza, hanno corrisposto abbastanza con entusiasmo».


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fronte e retro della pagella del 1942: le pagelle erano prodotte dall’Opera Nazionale Balilla, poi incorporata nella Gioventù Italiana del Littorio, e dovevano essere acquistate dagli scolari.

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Quando la guerra inizia a mettersi male per le truppe dell’Asse, compare sulle pagelle, sulla tessera della "Dante Alighieri", sulla corrispondenza la scritta "Vincere" o "Vinceremo".

 

Cartolina postale del 1942

Vinceremo
 

Il 3 marzo 1942 muore in prigionia degli Inglesi (verificare) il Duca d’Aosta. Il maestro scrive sul "Giornale della Classe" : «Illustro la grande figura del "… soldato, suscitatore di soldati …" compianto e ammirato dal mondo intero».

Nel frattempo il Federale chiama a rapporto gli insegnanti di Milano e provincia.
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Dopo l’incontro un maestro scrive: «
intensificherò la mia opera presso i miei scolari, perché portino nelle loro famiglie la convinzione che non vi può essere libertà morale per un popolo senza libertà economica che Noi (è sottolineato nella pagina) raggiungeremo con la sicura Vittoria (è scritta in maiuscolo) sugli Anglo-Americani».
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A Lissone, durante la notte del 21 marzo 1942 c’è un allarme aereo. L’indomani il maestro tiene una lezione sulla Protezione Aerea.

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Il 2 maggio è la "Giornata della Lana": una classe ha offerto Kg 1,700: è una nuova richiesta della lana nonostante  «
l’indigenza della massa».

L’anno scolastico sta per terminare. La Banca Popolare di Milano indice un concorso per gli alunni delle classi quinte elementari; titolo del tema: "Anche senza combattere si può contribuire alla vittoria (sacrifici personali, lotta contro gli sprechi, economie, corrispondenze con i combattenti".

31 maggio: saggio ginnico e cori

8 giugno: scrutini

13 giugno: fine degli scrutini e della scuola.

 

Dall’analisi di diversi "Giornali della Classe" dell’anno scolastico 1941-1942, si può notare che, a differenza di precedenti anni, nelle pagine riservate alle osservazioni sulla classe, alcuni maestri preferiscono dedicare più spazio ad argomenti inerenti il programma scolastico delle varie materie anzichè agli avvenimenti extrascolastici.

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