dedicata ai

 15 Lissonesi morti per la libertà

 

Che cosa ci offri, o Storia,

dalle tue gialle pagine?

Noi eravamo gente oscura,

uomini delle fabbriche e degli uffici.

Eravamo contadini con addosso

puzza di cipolla e di sudore

e sotto i baffi spioventi

imprecavamo contro la vita.

Ci sarà almeno riconosciuto

d’averti saziata d’eventi

e abbeverata con abbondanza

nel sangue di migliaia di morti?

Non vogliamo un premio per i nostri tormenti,

le nostre immagini mai giungeranno

sino ai tuoi massicci volumi

accumulati nei secoli.

Ma tu almeno racconta con parole semplici

alle genti di domani,

destinate a darci il cambio,

che valorosamente abbiamo lottato. 

Nicola Vapzarov  (poeta bulgaro, membro della Resistenza contro l’occupazione nazista del suo Paese,  fucilato all’età di 33 anni  il 23 luglio del 1942)

 

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viaggio della memoria

scriveva Primo Levi

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti».

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Cosa e come studiavano i nostri nonni

immagini della mostra

A scuola col duce

L’istruzione primaria nel ventennio fascista

Cosa e come studiavano i nostri nonni

 

Mostra a cura dell’Istituto di Storia Contemporanea ”P. A.  Perretta” di Como

organizzata dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione di Lissone

con la collaborazione della Biblioteca Civica

 

10 novembre - 1 dicembre 2007 
(l'apertura della mostra è stata prolungata fino al 7 dicembre)

presso la Biblioteca Civica

Piazza IV Novembre, 2 – Lissone


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La mostra ripercorre le tappe e i momenti più significativi della scuola elementare fascista attraverso illustrazioni, fotografie e testi ripresi dai manuali scolastici e dai quaderni degli scolari di allora.

Saranno esposti anche oggetti, libri, quaderni, foto e giornali originali dell’epoca, recuperati grazie alla collaborazione dei cittadini.

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"Esaminando ciò che il fascismo ha fatto sui banchi di scuola – ha scritto Ricciotti Lazzero nell’introduzione al libro "A scuola col duce", che accompagna la mostra - si possono trarre gli elementi per capire e giudicare qualunque ideologia totalitaria nata o che nasca intorno a noi."

Questa Mostra vuole, in fondo, contribuire "ad esaltare quella libertà dell’uomo che comincia difendendo i diritti del fanciullo in formazione nelle aule. Perché la libertà nasce nelle aule delle scuole elementari, dove per la prima volta al bambino viene consegnato un libro. Quel libro deve essere corretto e leale, senza dottrine devianti e senza falsi scopi, aperto all’ottimismo, chiaro, semplice. Sarà poi la realtà della vita con tutte le sue asprezze a modulare il carattere d’ogni creatura a seconda di ciò che porta dentro, e non un uniforme o un canto di guerra".

 

Questa mostra, realizzata dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, è il risultato di un lungo e paziente lavoro di ricerca iniziato nel 1999 attraverso il recupero e l’analisi diretta dei testi scolastici e dei quaderni della scuola elementare del tempo, di cui l’Istituto possiede una vasta raccolta.

 

Il ventennio ha prodotto un proprio sistema pedagogico che ricalca e continua quello comune a tutti i regimi totalitari, in cui la scuola costituisce un mezzo importante per inculcare nei giovani gli ideali del regime.

L’istituzione scolastica diventò ben presto un potente veicolo di propaganda del fascismo, il più efficace strumento per l’organizzazione del consenso di massa.

È proprio la scuola elementare, infatti, il primo e più importante gradino del lungo processo di irreggimentazione e indottrinamento, il cui obiettivo primario era quello di costruire futuri soldati, uomini ciecamente pronti a “credere, obbedire e combattere”.

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Programma della manifestazione

 

  • Sabato 10 novembre - ore 14.30

            Sala polifunzionale della biblioteca:

Inaugurazione della mostra con l’intervento della ricercatrice Elena d’Ambrosio, autrice del libro “A scuola col duce – L’istruzione primaria nel ventennio fascista – Cosa e come studiavano i nostri nonni”.

 

  • Sabato 24 novembre - ore 14.30

     Sala polifunzionale della biblioteca

Conferenza sul tema “Scuola e Costituzione”. Relatore il prof. Giovanni Missaglia, autore del libro “Professione cittadino. Dalla Costituzione Italiana alla nascita della Costituzione Europea”

 

Durante il periodo di apertura della mostra sono previste visite guidate. Per prenotazioni ed informazioni rivolgersi a: anpilissone@libero.it

 

Orari di apertura della mostra:

da Martedì a Venerdì:

9.30 – 12.30    14.00 – 18.30

 

Sabato:

9.30 – 12.30    14.00 – 17.30

 

INGRESSO LIBERO

 

La mostra ha il patrocinio della Provincia di Milano, di Progetto Monza e Brianza e del Comune di Lissone.

 

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