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L’APPORTO DETERMINANTE DEI MASSONI DEL LIMOSINO ALLA LIBERAZIONE DELLA FRANCIA

5 Décembre 2015 , Rédigé par Laura Fassone Publié dans #Resistenza francese

L’APPORTO DETERMINANTE DEI MASSONI DEL LIMOSINO ALLA LIBERAZIONE DELLA FRANCIA

Limoges non é la sola città ad avere fornito eroi e martiri della Resistenza alla Francia. Tutta la regione ha pagato un tributo immenso alla causa della liberazione della Francia dal giogo nazista. Ecco perché non dobbiamo mai dimenticare tutti gli uomini di buona volontà che hanno creduto nei valori di Libertà, Fratellanza e Uguaglianza indipendentemente dalle loro appartenenze filosofiche, politiche o spirtuali. Erano comunisti, socialisti, liberali ed erano anche massoni. Ed erano soprattutto resistenti e partigiani. E tutti sono stati massacrati dalla barbarie nazifascista per garantire alle generazioni future un mondo migliore.

E’ noto il grande numero di massoni che hanno partecipato in tutta Europa ai movimenti di resistenza contro il nazifascismo. Ed in Francia, i grandi nomi della resistenza sono spesso legati ad una appartenenza iniziatica o a circoli filantropici di ispirazione massonica.

Comunisti, socialisti o liberali, appartenenti a classi sociali completamente diverse, industriali, medici, intellettuali, artigiani e operai, ma sempre animati dalla stessa volontà di Giustizia, Progresso e Libertà, i massoni di Limoges e della sua regione si sono distinti per i numerosi atti di eroismo di cui sono stati protagonisti nella lotta contro l’occupante nazista ed i complici collaboratori di Vichy.

Dal punto di vista linguistico la doppia appartenenza alla Massoneria ed ai movimenti della Resistenza appare flagrante. Il nome comune «compagnon» indica in lingua francese un grado specifico in massoneria ed indica nello stesso tempo un appartenente alle brigate partigiane del «maquis». Il campo semantico unisce quindi in modo indissolubile la figura del massone a quella del partigiano.

Durante la III Repubblica la Massoneria é accusata dai nazionalisti, fascisti e clericali di volere «decristianizzare» la Francia e di volerla «vendere» al «capitale internazionale» o al «comunismo».

Queste forme deliranti di odio sfociano in una serie di leggi repressive che si inaspriscono quando la Francia viene occupata al nord dai nazisti con la benedizione del governo di Vichy.

Non dimentichiamo soprattutto che la Massoneria costituisce il nemico numero uno di Pétain, esattamente come per Franco in Spagna, ovviamente con gli altri due nemici storici del fascismo, gli ebrei ed i comunisti.

Il 13 Agosto 1940 una legge di Pétain ordina la dissoluzione delle sociétà filosofiche definite come «società segrete». Tutti i membri della massoneria francese vengono accuratamente schedati esattamente come vengono schedati tutti gli ebrei di Francia, Pétain non esita ad affermare che «la massoneria é la causa di tutti i mali di Francia».

Inizia così una campagna sistematica di denigrazione contro i tre nemici storici che si concretizza mediaticamente in tre grandi mostre.

A Parigi fra l’autunno del 1940 e l’estate del 1942 avranno luogo la mostra sulla Massoneria al Petit Palais seguita dalla mostra «L’Ebreo e la Francia» al palazzo Berlitz e dalla mostra «Il bolscevismo contro l’Europa» alla sala Wagram (vedere foto a fine articolo).

L’odio e la follia nazifascista alimentati da una selvaggia paranoia antimassone, antisemita e anticomunista non hanno piu’ limiti. Non ci sono parole per descrivere l’indecenza delle caricature esposte al pubblico, disegni umoristici particolarmente violenti e pseudoosceni che rappresentano i tre «nemici storici» della «patria». Il tutto condito di innumerevoli calunnie e menzogne al riguardo di ipotetici complotti senza contare le accuse di satanismo e di messe nere. Questo indegno materiale frutto dell’esaltazione collaborazionista francese nutre il programma demente delle tre esposizioni finanziate dal governo di Vichy.

A partire dal 1940 tutte le logge massoniche francesi vengono sequestrate, poste sotto amministrazione giudiziaria e liquidate, gli archivi confiscati, i beni mobiliari venduti all’asta e tutte le informazioni relative ai massoni iscritti vengono accuratamente registrate negli infami schedari di Vichy. La prima loggia massonica saccheggiata dalla milizia di Vichy é la sede della Società Teosofica a Parigi nello square Rapp, a pochi metri dalla Tour Eiffel. Intervento particolarmente emblematico in quanto la Società Teosofica é il ramo meno impegnato socialmente in massoneria completamente dedicato alla speculazione spirituale ed esoterica e allo studio delle filosofie orientali.

Una seconda legge di Pétain viene promulgata il 13 Agosto 1941 destituendo dalla funzione pubblica tutti coloro che appartengono ad una loggia massonica. Una lista di nomi viene pubblicata sul «Journal Officiel» e diffusa.

Di fronte a questa persecuzione organizzata, i massoni già animati dal loro impegno morale e dal loro giuramente fraterno di obbedienza alla Giustizia e alla Verità reagiscono attivamente e costituiscono rapidamente delle brigate partigiane.

Particolarmente attiva nella resistenza del Limosino é la Loggia «Les Artistes Réunis» che già nel 1939 aveva dato appoggio ai repubblicani spagnoli perseguitati da Franco. Il 22 Giugno 1940 gli archivi della loggia «Les Artistes Réunis» vengono distrutti dai suoi aderenti per non permettere alla polizia di Vichy il sequestro della documentazione. Durante il mese di Agosto del 1940 numerosi atti di vandalismo vengono effettuati contro il tempio massonico della rue de la Fonderie a Limoges, la attuale rue des Coopérateurs. Nell’ottobre del 1940 la polizia di Vichy mette il tempio sotto sequestro e vende all’asta il mobilio.

Le prime riunioni dei massoni resistenti si tengono nell’agosto del 1940 e nel 1942 un vero e proprio gruppo organizzato di massoni partigiani si organizza in tre brigate. La brigata «Combat», la brigata «Libération» e la brigata «Franc-Tireur» sotto la direzione di François Perrin.

Nel corso delle lotte per la conquista della libertà numerosi saranno i martiri che la massoneria piangerà, tutti massacrati dalla milizia di Vichy o dai nazisti. Ricordiamo fra tanti e tanti nomi che non potrebbero tutti essere interamente riportati solamente per ragioni di spazio François Perrin, torturato alla caserma Marceau di Limoges dalla Gestapo e fucilato con le altre 47 vittime della barbarie nazista al Mont Valérien con altri due massoni, Armand Dutreix e Martial Brigouleix.

Il 17 Aprile 1943 la milizia di Vichy arresta sessanta partigiani massoni di Limoges fra cui Valentin Lemoine che viene torturato a Limoges e morirà in deportazione nel campo di sterminio di Dora Mittelbau in Germania.

Georges Ledot, un altro massone di Limoges, eroe della Prima Guerra Mondiale si arruola nelle brigate partigiane nel gennaio 1941. Nel 1942 Ledot organizza i M.U.R. (Mouvements unis de résistance) Arrestato dalla milizia di Vichy nel 1944 sarà torturato a Clermont-Ferrand e deportato a Mauthausen dove prima di morire riuscirà ancora ad organizzare un movimento di resistenza all’interno del campo.

Arsène Bonneau, massone di Limoges e socialista, nel 1942 dirige il gruppo delle brigate partigiane Franc Tireur. Arrestato nel 1942 sarà deportato a Buchenwald dove morirà.

Il leggendario eroe della liberazione di Francia, l’insegnante comunista Georges Guingouin, grande figura della resistenza francese, sarà iniziato in massoneria solamente nel 1969 nella stessa loggia del martire della resistenza Pierre Brossolette, le cui spoglie sono state trasportate nel Pantheon a Parigi. Simbolo dell’eroismo e dell’abnegazione partigiana, Pierre Brossolette per non parlare sotto la tortura della Gestapo morì suicida gettandosi dalla finestra della sua cellula.

Ma Limoges non é la sola città ad avere fornito eroi e martiri della Resistenza alla Francia. Tutta la regione ha pagato un tributo immenso alla causa della liberazione della Francia dal giogo nazista. Ricordiamo ancora altre fulgide figure della resistenza limosina massonica come

Georges Dumas aspirante massone che non vedrà mai il giorno della sua iniziazione. Sarà infatti fucilato dai nazisti a Brantôme nel 1944. La massoneria lo ricorda fra i suoi figli anche se morto in qualità di profano.

A Brive, numerosi massoni partigiani hanno subito il martirio per la causa della libertà come il giornalista Jean Chastre deportato e morto a Dachau e Raoul Desvignes fucilato dai nazisti a Limoges nel settembre 1943. La loggia «La Fraternité» di Brive perderà nella lotta della resistenza ventuno dei suoi membri.

A Guéret tutta la loggia «Les Préjugés Vaincus» si impegna attivamente nella lotta contro l’occupante nazista e molti ne periranno nei campi di Mauthausen , Neuengamme o fucilati in Francia.

Martial Brigouleix socialista e sindacalista di Tulle, insegnante di storia e geografia fu sospeso dall’insegnamento a causa delle leggi antimassoniche di Pétain. Partigiano, fu arrestato dalla Gestapo nell’aprile del 1943 e torturato nella sede della Gestapo a Limoges prima di essere fucilato nell’ottobre del 1943. Le ultime parole scritte da Brigouleix alla famiglia ricordano le parole di Antonio Gramsci nelle lettere al figlio Delio. Ecco come il partigiano francese si esprime nella sua ultima lettera «Siate forti come noi sappiamo essere forti. E vedrete, quando tutto ciò sarà finito, la vita sarà ancora più bella». Sentiamo in questa lettera del partigiano francese tutto lo spirito positivo e l’esortazione ad un futuro migliore.

Il 16 Maggio 1925 Mussolini si pronunciava in questo modo alla Camera dei Deputati sul problema massonico: «I fascisti hanno bruciato le logge dei massoni prima di fare la legge contro la massoneria». Un’affermazione che non smentisce ma integra alla potenza massima la violenza fascista e l’odio antimassonica e anti-internazionalista.

Ecco perché non dobbiamo mai dimenticare tutti gli uomini di buona volontà che hanno creduto nei valori di Libertà, Fratellanza e Uguaglianza indipendentemente dalle loro appartenenze filosofiche, politiche o spirtuali. Erano comunisti, socialisti, liberali ed erano anche massoni. Ed erano soprattutto resistenti e partigiani.

E tutti sono stati massacrati dalla barbarie nazifascista per garantire alle generazioni future un mondo migliore.

mostre a Parigi fra l’autunno del 1940 e l’estate del 1942mostre a Parigi fra l’autunno del 1940 e l’estate del 1942mostre a Parigi fra l’autunno del 1940 e l’estate del 1942

mostre a Parigi fra l’autunno del 1940 e l’estate del 1942

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