Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

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ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA - FESTA DEL TESSERAMENTO 2017

4 Février 2017 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

tessera ANPI 2017

tessera ANPI 2017

ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA - FESTA DEL TESSERAMENTO 2017

Sabato 11 febbraio presso la sala Missaglia di Palazzo Terragni  si terrà l'assemblea organizzativa della Sezione dell'ANPI di Lissone e la festa del tesseramento. Durante la manifestazione, Maurizio Parma si esibirà con il suo violino.

 

ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA - FESTA DEL TESSERAMENTO 2017
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Le attività svolte dalla Sezione ANPI di Lissone nell'anno 2016

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per conoscere l'ANPI e le attività dell'Associazione

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10 dicembre 2016 inaugurazione di Piazza Sandro Pertini a Lissone

10 Décembre 2016 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Lissone, 10 dicembre 2016

É stata inaugurata questa mattina la piazza che l’Amministrazione comunale di Lissone ha deciso di dedicare al nostro ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Piazzale Pertini è l’area antistante Villa Magatti, antica sede del Municipio, adiacente a Piazza Libertà.

Alla presenza di molte associazioni della città, la cerimonia è iniziata con l’inno nazionale. Nel suo intervento il Sindaco Concettina Monguzzi ha ricordato i momenti salienti della vita del nostro ex Presidente della Repubblica e del suo settennato al Quirinale.

I presenti hanno letto la seguente frase di Pertini: «I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo»

La cerimonia di inaugurazione si é conclusa al canto di “Bella Ciao”.

fotografie di Gianni Radaelli
fotografie di Gianni Radaelli
fotografie di Gianni Radaelli
fotografie di Gianni Radaelli
fotografie di Gianni Radaelli
fotografie di Gianni Radaelli
fotografie di Gianni Radaelli

fotografie di Gianni Radaelli

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Un luogo della città dedicato a Sandro Pertini

3 Décembre 2016 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Lissone, 3 dicembre 2016

Anche la nostra città avrà una piazza dedicata all’ex Presidente della Repubblica, “il più amato dagli Italiani”.

La cerimonia ufficiale di intitolazione avverrà Sabato 10 dicembre alle ore 10,30. Piazzale Pertini sarà l’area antistante Villa Magatti, antica sede del Municipio, simbolo della città, edificio che richiama alla mente tanti momenti della storia di Lissone.

Nelle immagini la piazza che sarà dedicata a Sandro Pertini, com'era negli anni '60 e attualmente:

Un luogo della città dedicato a Sandro PertiniUn luogo della città dedicato a Sandro PertiniUn luogo della città dedicato a Sandro Pertini

In attesa della cerimonia , ieri sera a Palazzo Terragni, la compagnia teatrale “Utòpia” ha presentato lo spettacolo “Gli uomini per essere liberi Sandro Pertini il Presidente”, con musiche dal vivo e proiezioni di immagini, che ha ripercorso i momenti salienti della vita del nostro ex Presidente della Repubblica.

L’ANPI di Lissone esprime la sua grande soddisfazione per la decisione dell’Ammministrazione Comunale e parteciperà con suoi rappresentanti alla cerimonia.

Fu proprio Sandro Pertini che, durante il suo settennato al Quirinale, con Decreto del Presidente della Repubblica del 27 novembre 1982, conferì a Lissone il titolo di città.

Diversi sono gli articoli dedicati a Sandro Pertini pubblicati nel nostro sito, e precisamente:

25 gennaio 1944: la fuga di Pertini e Saragat dal carcere di Regina Coeli

27 aprile 1945: Pertini da Radio Milano

Intervista a Sandro Pertini

25 settembre: anniversario della nascita di Sandro Pertini

Una bella notizia

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Il referendum del 4 dicembre 2016

18 Novembre 2016 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Ecco come sarà la scheda elettorale per il referendum:

Il referendum del 4 dicembre 2016

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Disposizioni per il Superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016"?».

lettera del Presidente del Consiglio Matteo Renzi agli italiani all'estero

lettera del Presidente del Consiglio Matteo Renzi agli italiani all'estero

lettera del Presidente del Consiglio Matteo Renzi agli italiani all'estero

Le modalità del voto per corrispondenza degli italiani all’estero

Dopo il ricevimento del plico:

 

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Presentazione del libro "BELLA CIAO"

15 Novembre 2016 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016

ORE 15 – CASA DELLA MEMORIA

Via Federico Confalonieri 14, Milano

domenica 20 novembre in occasione di Bookcity verrà presentato il libro "BELLA CIAO" di Carlo Pestelli.

La Sezione ANPI di Lissone sostiene l’iniziativa della casa editrice Add, curatrice dell'evento.

L’appuntamento e il sostegno della nostra Sezione Anpi di Lissone è segnalato nel calendario degli appuntamenti

La recensione del libro BELLA CIAO di Carlo Pestelli

 

 

Come arrivare alla CASA DELLA MEMORIA di Via Federico Confalonieri 14

dalla Stazione Centrale:

metrò 2 (verde) direzione Abbiategrasso o Assago Forum (è indifferente) fino a GIOIA (1 fermata), poi a piedi per via Sassetti e via De Castillia;

oppure

linea 60 direzione Zara fino a VIA POLA (3 fermate), poi a piedi per via Rossellini e via Sassetti.

Dalla Stazione Garibaldi:

metrò 5 (lilla) fino a ISOLA (1 fermata), poi a piedi per via Volturno,

oppure

a piedi diritto in piazza (soprelevata) Gae Aulenti, poi discesa con ponte pedonale verso via De Castillia.

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La consegna delle medaglie della LIBERAZIONE

17 Mai 2016 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

medaglia 70° della Liberazione
medaglia 70° della Liberazione

Monza, 20 maggio 2016

alle ore 11 presso il teatro Manzoni di Monza ha avuto luogo la cerimonia della consegna delle medaglie della LIBERAZIONE a 44 ex partigiani e patrioti della Brianza. Per Lissone le medaglie sono state attribuite a Gabriele Cavenago, Salvatore Lambrughi, Carlotta Molgora.

La cerimonia è stata organizzata dalla Prefettura per conto del Ministero della Difesa, con la collaborazione dell'ANPI e dell'ANED.

Il sindaco di Lissone Monguzzi ha consegnato lo speciale riconoscimento. Dal sito del Comune di Lissone:

Per Gabriele Cavenago, da poco deceduto, la medaglia è stata consegnata al figlio Giuseppe.

Le loro storie:

Carlotta Molgora

Salvatore Lambrughi

Gabriele Cavenago

allegata la lettera del Ministero della Difesa che conferisce le Medaglie della Liberazione a Gabriele Cavenago, a Salvatore Lambrughi e a Carlotta Molgora

La consegna delle medaglie della LIBERAZIONE
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Riforma della Costituzione

9 Mai 2016 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

locandina dell'incontro pubblico
locandina dell'incontro pubblico

Per decidere in modo consapevole é necessario che i cittadini siano informati

Incontro pubblico su:

RIFORMA DELLA COSTITUZIONE e NUOVA LEGGE ELETTORALE

LUNEDI’ 16 MAGGIO 2016 ore 20.30 - URBAN CENTER (sala E) Via Turati 7 - Monza

Interverranno:

Avv. Felice BESOSTRI promotore del ricorso contro la legge elettorale

Prof. Giovanni MISSAGLIA vicepresidente ANPI di Lissone

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L’ANPI di Lissone a Sestri Levante

10 Avril 2016 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

L’ANPI di Lissone a Sestri Levante

Sabato 9 aprile 2016, una delegazione dell’ANPI di Lissone ha partecipato a Sestri Levante alle cerimonie per ricordare coloro che persero la vita in combattimento o vennero uccisi dai nazifascisti nell’entroterra ligure, tra cui il lissonese Arturo Arosio.

L’ANPI di Lissone a Sestri Levante

L’intervento di Renato Pellizzoni, presidente dell’ANPI di Lissone

l’assenza che ci unisce” così sta inciso sulla piasta di pietra di Lavagna che l’ANPI di Sestri ha donato a noi, Sezione dell’ANPI di Lissone, lo scorso anno quando una delegazione dell’ANPI di Sestri è venuta a Lissone per l’inaugurazione di una piazza dedicata al partigiano Arturo Arosio.

É anche grazie a voi che siamo riusciti a far dedicare un luogo della nostra città ad Arturo Arosio, uno dei giovani fucilati a Fossa Lupara. E, in occasione del 70° anniversario della Liberazione, l’Amministrazione comunale della nostra città ha intitolato uno spazio verde “Parco della Resistenza” vicino al Largo Arturo Arosio.

Ed oggi c’é un’altra “assenza che ci unisce”: quella di Lucifero, Daniele Massa.

Purtroppo abbiamo appreso della sua scomparsa, solamente dopo i suoi funerali. Per questo, a nome di tutti i cittadini lissonesi iscritti all’ANPI, porgiamo le nostre più sentite condoglianze ai suoi familiari.

Risale all’autunno del 2007, la mia conoscenza con Lucifero. Per la prima volta ci eravamo parlati per telefono quando avevo iniziato delle ricerche sui cittadini lissonesi caduti durante la guerra di Liberazione. Quindici furono i nostri concittadini che persero la vita per mano dei nazifascisti: otto vennero fucilati e sette non tornarono dai lager nazisti.

Fu allora che Lucifero mi invitò a partecipare alle cerimonie per ricordare coloro che persero la vita in combattimento o vennero uccisi dai nazifascisti nell’entroterra ligure. E così dalla primavera del 2008, ogni anno, membri dell’ANPI di Lissone sono stati presenti qui a Santa Margherita di Fossa Lupara.

E nel 2011, in occasione del suo compleanno, avevamo nominato Daniele Massa membro onorario della nostra Sezione.

Con la scomparsa di Lucifero viene a mancare un altro testimone diretto e un protagonista di quei giorni in cui uomini e donne, con il loro impegno e con il loro sacrificio, hanno riscattato la dignità del nostro Paese, contribuendo alla sua liberazione dal fascismo, un regime che lo aveva oppresso per più di vent’anni.

Ha scritto. il partigiano Enzo Biagi, nome di battaglia “il Giornalista”, nel suo libro “I quattordici mesi”:

«Il 25 aprile 1945 l’Italia era finalmente libera dall’occupazione nazista e dal fascismo: Quando ripenso a quel periodo, provo l'orgoglio di chi si sente di essere stato dalla parte giusta».

Ricordando Daniele Massa, desideriamo essere riconoscenti a tutti coloro che in vari modi hanno partecipato alla Resistenza.

Io sono nato quando è entrata in vigore la Costituzione della Repubblica italiana, in un Paese libero e democratico: libertà e democrazia che i miei genitori, la cosiddetta "generazione del Littorio", avevano dovuto conquistare faticosamente.

Non ho vissuto gli orrori della seconda guerra mondiale, una guerra inutile e sciagurata in cui l’Italia era stata trascinata dal regime dittatoriale fascista, che aveva fatto della guerra un dato fondamentale della propria azione politica e dell'educazione dei giovani.

Come viene anche affermato nel documento del prossimo congresso nazionale della nostra associazione, “la memoria” non può che restare ed essere il primo compito dell’ANPI, quello più tradizionale e consono alle sue stesse finalità.

É questo il compito che tocca a noi ed è per questo che oggi siamo venuti qui a Sestri, è questo il significato della nostra presenza.

Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016
Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016

Sestri Levante alcuni momenti della cerimonia 9 04 2016

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Un secolo tra i banchi di scuola. Lissone dall’Unità d’Italia agli anni Sessanta

31 Mars 2016 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

locandina della presentazione
locandina della presentazione

Sabato 2 aprile alle ore 14,45 nella sala polifunzionale della Biblioteca civica di Lissone in piazza IV Novembre, é stato presentato il libro di Renato Pellizzoni “Un secolo tra i banchi di scuola. Lissone dall’Unità d’Italia agli anni Sessanta”.

Il libro è un viaggio nel mondo della Scuola primaria nel contesto delle trasformazioni sociali, economiche e politiche dell’ Italia e della città di Lissone.

«L’istruzione è una condizione sine qua non della libertà, dell’uguaglianza e della democrazia».

Nicolas de Condorcet (1743–1794)

immagini del libro
immagini del libro
immagini del libro
immagini del libro
immagini del libro
immagini del libro

immagini del libro

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La scomparsa di Daniele Massa presidente dell’ANPI di Sestri Levante

30 Mars 2016 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Daniele Massa a Lissone, marzo 2015
Daniele Massa a Lissone, marzo 2015

Daniele Massa, Lucifero ci ha lasciati.

Esattamente un anno fa, Lucifero era venuto nella nostra città di Lissone per l’inaugurazione di una bella piazza dedicata ad Arturo Arosio, partigiano lissonese fucilato nel marzo 1945 a Sestri Levante.

Nell’autunno del 2007, per la prima volta ci eravamo parlati per telefono quando avevo iniziato delle ricerche sui cittadini lissonesi caduti durante la guerra di Liberazione. Fu allora che mi invitò a partecipare alle cerimonie per ricordare coloro che persero la vita in combattimento o vennero uccisi dai nazifascisti nell’entroterra ligure. E così dalla primavera del 2008, ogni anno, membri dell’ANPI di Lissone sono stati presenti a Santa Margherita di Fossa Lupara.

Ricordiamo Daniele Massa per la sua instancabile attività nell’ANPI e anche la sua partecipazione al 15° congresso nazionale della nostra associazione svoltosi nel 2011. E proprio in quell’anno lo avevamo nominato membro onorario della nostra Sezione.

Lucifero a Lissone 22 marzo 2015
Lucifero a Lissone 22 marzo 2015
Lucifero a Lissone 22 marzo 2015
Lucifero a Lissone 22 marzo 2015
Lucifero a Lissone 22 marzo 2015

Lucifero a Lissone 22 marzo 2015

Abbiamo potuto conoscere il suo impegno, prima come giovane partigiano, e poi, dopo la guerra, come amministratore comunale, attraverso una sua testimonianza, pubblicata nel libro “Come fosse ieri ...” di Ornella Visca, che riportiamo:

«Mi chiamo DANIELE MASSA e sono nato a Velva, nel comune di Castiglione Chiavarese, il 10 aprile 1924. All'età di nemmeno 6 anni sono rimasto orfano di padre e mia mamma è rimasta vedova a quarant'anni con otto figli, il più grande dei quali aveva 21 anni.

Si viveva da contadini a mezzadria, perciò la vita era di stenti. Con mio padre si viveva meglio perché lui, oltre che il mezzadro, faceva anche il muratore e si andava avanti discretamente. Dopo la sua morte mia mamma ha mandato le mie sorelle a fare le donne di servizio, mentre noi più piccoli stavamo in casa con lei. Io facevo il chierichetto e dicevano che ero molto bravo. Il parroco del paese si interessò, d'accordo con mia madre, per trovarmi un posto in seminario a Chiavari, in poche parole per farmi diventare prete; ma, alla sera della vigilia della mia partenza per il seminario, mentre mi trovavo con mia mamma in casa di un mio zio; questo mio zio, per scherzo, mi disse: "Vai a farti prete e così non potrai nemmeno prendere moglie, sei proprio un belinun!" lo mi sono messo a piangere e non sono più voluto partire. Ho poi passato alcuni anni a lavorare con questo mio zio, naturalmente quando ero libero dalla scuola.

Finita la quinta elementare, mia mamma, io, mio fratello del '22 e una mia sorella del '26 ci trasferimmo a Sestri Levante ed io andai a fare il garzone in un negozio di alimentari nell'attuale Piazza della Repubblica, dove rimasi fino a 15 anni. Nel novembre del '39 entrai nella FIT, Fabbrica Italiana Tubi, di Sestri Levante e andai avanti fino a che iniziò la guerra. Si lavorava da bestie, 12 ore al giorno e il mangiare era sempre meno, era stato razionato con la tessera annonaria.

Il 1° dicembre del '43 ci fu il primo bombardamento a Sestri, dove rimasi ferito. Dopo la mia guarigione, io e mio fratello del '22 scegliemmo di andare in montagna con i partigiani. Fu una lotta molto dura, di stenti, privazioni, freddo e fame, ma finalmente arrivò la Liberazione il 25 aprile '45. Dopo la Liberazione mi fermai per parecchi mesi al Comando della Divisione "Coduri", dove facevo il segretario del comandante "Virgola". Quando nacque l' ANPI, divenni il primo presidente della sezione di Sestri Levante. Quando eravamo ancora in montagna, nel dicembre del '44, io e mio fratello aderimmo al PCI. Rientrai in FIT, ma non smisi mai la mia attività sia nell'ANPI sia nel partito. Nel 1956 fui candidato per la prima volta alle elezioni amministrative e divenni assessore alla Pubblica Istruzione, carica che mantenni fino al 1964, mentre rimasi consigliere comunale fino al 1969, quando mi ritirai dall'attività politica. Non smisi mai invece di dedicarmi al rafforzamento dell' ANPI, cosa che faccio ancora oggi con grande piacere e con molta soddisfazione.

Nel 1979 - '80 cominciai a dare attività anche nella cooperazione e proprio in quegli anni fui eletto presidente della Sezione Soci della Coop di Sestri Levante, carica che detengo ancora oggi».

Abbiamo potuto conoscere anche uno dei momenti critici sia di Lucifero, ventenne partigiano della Divisione garibaldina “Coduri”, che dell’intero movimento di Resistenza italiana, nell’inverno 1944.

Dal libro “Scarpe rotte e pur bisogna andar ...” di Daniele Massa “Lucifero”:

«La grande delusione del novembre 1944.

In questo mese noi tutti eravamo convinti che entro Natale l'Italia sarebbe stata liberata dai nazi-fascisti e che non avremmo dovuto passare un altro intero inverno in montagna. Invece arrivò la doccia fredda del proclama di Alexander, nel quale ci si invitava ad andare a casa, in attesa che gli alleati si potessero organizzare per la primavera del '45, per sferrare l'attacco finale.

Ora, ragionando ci un po' sopra e attentamente, quasi quasi verrebbe da dire che fu una specie di tradimento che ci fecero: come potevamo noi abbandonare la lotta e tornare a casa, come se fossimo un esercito regolare e potessimo trasferirei regolarmente da una zona all'altra o addirittura tornare a casa? Tornare a casa voleva dire consegnarci nelle mani dei fascisti e dei nazisti e lascio immaginare quali sarebbero state le conseguenze alle quali saremmo andati incontro. E' pur vero che gli alleati nel proclama facevano presente la difficoltà di poter continuare l'offensiva, senza rifornimenti di armi e munizioni e col tempo che si presentava, e loro non avrebbero potuto venire avanti, considerando anche che c'era da sfondare la linea gotica, ma invitarci ad andare a casa era come avviarci al suicidio. Come reagimmo a tutto questo? Pur essendo consapevoli a cosa si andava incontro, le formazioni partigiane decisero che si doveva continuare a combattere e si può dire che questa decisione venne presa all'unanimità.

Quanto ai tedeschi e ai fascisti, a questo proclama non gli parve nemmeno vero di poter togliere delle truppe dal fronte e preparare un grande rastrellamento, che infatti avvenne nel gennaio '45: i nostri nemici erano convinti di annientare una volta per sempre le bande di ribelli che erano in montagna.

Quello che noi imputavamo agli alleati fu proprio il modo in cui si propagandò questo messaggio; ci parve che si sarebbero potuti usare altri sistemi perché i partigiani fossero informati di questo momentaneo arresto dell'offensiva alleata. Invece il proclama venne diffuso via radio e, come lo ascoltammo noi, altrettanto fecero i nostri nemici i quali, rassicurati che non ci sarebbe stata per il momento nessuna offensiva, ebbero tutto il tempo di preparare loro la propria offensiva.

Quale fu la strategia partigiana quando tedeschi, fascisti, mongoli vennero su in montagna? Tanti partigiani di quelle montagne seppero preparare dei nascondigli perfetti e riuscirono a salvarsi, ma il grosso della nostra formazione scese giù nelle vallate, vicino alle città; per noi, per esempio, la vallata di S. Vittoria, una vallata nella quale, come ho già detto, quasi in ogni famiglia vi era un partigiano, fu un rifugio perfetto, con l'aiuto dei nostri collaboratori; ed erano in molti ad aiutarci: dalle gallerie della miniera di Libiola a tutti gli anfratti della boscaglia, si crearono dei nascondigli che ci permisero di salvare il grosso della nostra formazione. Appena passata la bufera del mese di gennaio, ai primi di febbraio si ritornò sui nostri monti.

Si può dire che questa fu come una presa in giro dei nostri nemici, anche se parecchi dei nostri furono presi, anche a causa di qualche spiata e di qualcuno che si era infiltrato nelle nostre file facendo il doppio gioco».

Ricordando Daniele Massa, desideriamo essere riconoscenti a quegli uomini e a quelle donne che, con il loro impegno e a volte con il loro sacrificio, durante la Resistenza hanno riscattato la dignità del nostro Paese. E, come viene anche affermato nel documento del prossimo congresso nazionale della nostra associazione, “la memoria” non può che restare ed essere il primo compito dell’ANPI, quello più tradizionale e consono alle sue stesse finalità.

Renato Pellizzoni

presidente della Sezione ANPI di Lissone

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