Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

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Milano, 10 agosto 1944 - 10 agosto 2019

8 Août 2019 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Milano, 10 agosto 1944 - 10 agosto 2019

75° anniversario dell'eccidio di Piazzale Loreto

Ai martiri di Piazzale Loreto
«Ed era l'alba e dove fu lavoro/ ove il piazzale era la gioia accesa/ della città migrante alle sue luci/ da sera a sera, ove lo stesso strido/ dei tram era saluto al giorno, al fresco/ viso dei vivi, vollero il massacro/ perché Milano avesse alla sua soglia/ confusi tutti in uno stesso sangue/ i suoi figli promessi e il vecchio cuore/ forte e ridesto, stretto come un pugno./ Ebbi il mio cuore ed anche il vostro cuore/ il cuore di mia madre e dei miei figli/ di tutti i vivi uccisi in un istante/ per quei morti mostrati lungo il giorno/ alla luce d'estate, a un temporale/ di nuvole roventi. Attesi il male/ come un fuoco fulmineo, come l'acqua/ scrosciante di vittoria, udii il tuono/ d'un popolo ridesto dalle tombe./ lo vidi il nuovo giorno che a Loreto/ sovra la rossa barricata i morti/ saliranno per primi, ancora in tuta/ e col petto discinto, ancora vivi/ di sangue e di ragione. Ed ogni giorno,/ ogni ora eterna brucia questo fuoco,/ ogni alba ha il petto offeso da quel piombo/ degli innocenti fulminati al muro.
»                (Alfonso Gatto)

Aligi Sassu I martiri di Piazzale Loreto  Olio su tela, 1944

Aligi Sassu I martiri di Piazzale Loreto Olio su tela, 1944

La mattina del 10 agosto 1944, a Milano, quindici tra partigiani e antifascisti vennero prelevati dal carcere di San Vittore e portati in Piazzale Loreto,

Milano, 10 agosto 1944 - 10 agosto 2019

dove furono fucilati da un plotone di esecuzione composto da militi della legione «Ettore Muti» agli ordini del capitano delle SS Theodor Saevecke, noto in seguito come boia di Piazzale Loreto.

Erano: 

Milano, 10 agosto 1944 - 10 agosto 2019
Milano, 10 agosto 1944 - 10 agosto 2019

Umberto Fogagnolo, classe 1911, era un accanito avversario del regime fascista. La sua attività clandestina fu intensa e svolta attraverso numerosi discorsi e scritti. Fu tra i primi a dare l’assalto, il 25 luglio 1943, al "covo" di via Paolo da Cannobio. L’8 settembre formò bande di patrioti, organizzò rifornimenti di armi, aiutò ed inquadrò i compagni di fede. Nell’ottobre del 1943, in pieno giorno, venne arrestato a Milano nel corso Vittorio Emanuele perché affrontò coraggiosamente il comandante della " Muti", Colombo, mentre pestava un operaio. Domenico Fiorani, classe 1913. Nel settembre del 1943 fu licenziato dallo stabilimento nel quale lavorava, aveva poco denaro e la moglie da curare, fu così che si dedicò intensamente all’attività politica. Fondò una nuova sezione socialista a Sesto San Giovanni e diede la sua opera come propagandista e collaboratore di giornali clandestini. Il 25 giugno 1944 mentre si recava a trovare la moglie in ospedale fu arrestato dalle SS e trasferito a San Vittore. Vitale Vertemati, aveva 26 anni quando fu arrestato il 1° maggio del 44’ a causa del suo lavoro di collegamento tra i vari gruppi partigiani. Giulio Casiraghi,classe 1899, militante nel partito comunista da lunga data. Fu arrestato: nel 1931 per reati politici e per aver svolto attiva propaganda sui fogli clandestini, venne liberato dal confino di polizia nel 1936, nel 1943 perché organizzatore degli scioperi verificatisi alla ditta " Marelli" e infine il 12 luglio dello stesso anno in quanto addetto alla ricezione dei messaggi da Londra per gli aviolanci. Tullio Galimberti, classe 1922. Chiamato alle armi, anziché militare nelle file fasciste, preferì dedicarsi al movimento clandestino. Ebbe attivi e frequenti contatti con i G.A.P e svolse numerose missioni importanti. Fu catturato in pieno giorno in una via centrale di Milano. Eraldo Soncini, classe 1901. Fin da giovane partecipò ai movimenti proletari. Attivissimo militante nelle file del partito socialista, subì un primo arresto nel 1924 e in tale occasione fu violentemente bastonato. Dopo l’8 settembre fu attivamente ricercato, ma ciò non gli impedì di partecipare alla lotta clandestina sino al giorno in cui fu catturato dalle SS. Andrea Esposito, 46 anni, iscritto al partito comunista collaborò attivamente con i partigiani della 113° brigata "Garibaldi". Fu arrestato il 31 luglio in casa insieme al figlio Eugenio, che era sfuggito ai nazifascisti per non andare a combattere sotto le insegne della Repubblica Sociale e che verrà deportato a Dachau. Andrea Ragni, 23 anni. Dopo l’8 settembre, mentre partecipava ad un’azione per tentare di impossessarsi di armi, fu ferito e ricoverato a Niguarda da dove riuscì a scappare. Arrestato una seconda volta, riuscì a fuggire nuovamente, ma venne ripreso e rinchiuso a San Vittore sino al giorno della fucilazione. Libero Temolo , classe 1906, frequentò sin dalla gioventù i circoli comunisti del proprio paese e soffrì il carcere e le persecuzioni. Giunse a Milano nel 1925 e divenne un attivo organizzatore delle S.A..P. Fu catturato al posto di lavoro nell’aprile del 1944. Emidio Mastrodomenico, classe 1922, si trasferì a Milano nel 1940 dove operò presso il commissariato di Lambrate. Fu arrestato in quanto capo delle GAP. Salvatore Principato, classe 1892, militò sin da giovane nel partito socialista. Nel 1933 fu una prima volta arrestato perché apparteneva al movimento " Giustizia e Libertà". Rilasciato tornò a svolgere attività antifascista e dopo l’8 settembre lavorò intensamente per la libertà d’Italia fino al giorno del suo arresto. Renzo Del Riccio, classe 1923, socialista , era soldato di fanteria quando l’8 settembre con il suo reggimento partecipò ad accaniti scontri contro i tedeschi in Monfalcone. Tornato al suo paese, lavorò sino al marzo del 1944, epoca in cui, essendo stata chiamata la sua classe, riparò in montagna nei dintorni di Como. Organizzò un audace tentativo di sabotaggio con la collaborazione dei partigiani. Arrestato, fu inviato dai tedeschi in Germania, ma a Peschiera riuscì a fuggire e a nascondersi poi a Milano in casa di parenti. Fu arrestato in seguito ad un falso appuntamento nel 1944. Angelo Poletti, svolgeva un ‘attiva propaganda partigiana tra i lavoratori dell’Isotta Fraschini presso cui lavorava. Fu arrestato mentre andava a prelevare armi per i compagni. Rimase per molto tempo a San Vittore dove subì sevizie. Vittorio Gasparini , dopo l’invasione tedesca, messosi in aspettativa collaborò con i partigiani raccogliendo fondi e curando il funzionamento di una radio trasmittente clandestina. Fu arrestato nel novembre del 1943 vicino Brescia. Rimase a San Vittore sino al giorno della sua fucilazione. Gian Antonio Bravin , classe 1908, dopo l’armistizio iniziò la sua attività politica. Fece parte del III Gruppo GAP di cui divenne il capo organizzando vari colpi. Venne arrestato nel 1944.

Ultimo messaggio di Libero Temolo dal carcere

Ultimo messaggio di Libero Temolo dal carcere

La strage fu perpetrata come rappresaglia per un attentato consumato il 7 agosto 1944 contro un camion tedesco (targato WM 111092) parcheggiato in viale Abruzzi a Milano. Nell'evento, in cui non rimase ucciso alcun soldato tedesco (l'autista Heinz Kuhn, che era addormentato nel mezzo parcheggiato, riportò solo lievi ferite) provocò la morte di sei cittadini milanesi e il ferimento di altri cinque. Il comandante dei Gap, Giovanni Pesce, negò sempre che quell'attentato potesse essere stato compiuto da qualche unità partigiana. Certi elementi anomali hanno fatto definire ad alcuni l'attentato come controverso: il caporal maggiore Kuhn aveva parcheggiato il mezzo a poca distanza da un'autorimessa in via Natale Battaglia e dall'albergo Titanus, entrambi requisiti dalla Wehrmacht.

Sulle motivazioni della rappresaglia è utile notare come il bando di Kesselring prevedesse la fucilazione di dieci italiani solo in caso di vittime tedesche.

Theodor Saevecke, che faceva base presso l'Hotel Regina in via Silvio Pellico, sede delle SS e noto luogo di tortura, pretese ed ottenne, ciò nonostante, la fucilazione sommaria di quindici antifascisti, e compilò egli stesso la lista, come testimoniato da Elena Morgante, impiegata nell'ufficio delle SS, cui fu ordinato di batterla a macchina.

Dopo la fucilazione eseguita da membri della Muti - avvenuta alle 06:10 - i cadaveri scomposti furono lasciati esposti sotto il sole, per tutta la giornata calda giornata estiva e coperti di mosche, a scopo intimidatorio. Un cartello li qualificava come "assassini". I corpi rimasero circondati da membri della Muti che impedirono persino ai parenti di rendere omaggio ai propri defunti. Secondo numerose testimonianze, i militi insultarono ripetutamente gli uccisi (definendoli, tra l'altro, un "mucchio d'immondizia") e i loro congiunti accorsi sul luogo.

Il poeta Franco Loi, testimone della tragedia e probabilmente allora abitante nella vicina Via Casoretto, ricorda:

« C'erano molti corpi gettati sul marciapiede, contro lo steccato, qualche manifesto di teatro, la Gazzetta del Sorriso, cartelli , banditi! Banditi catturati con le armi in pugno! Attorno la gente muta, il sole caldo. Quando arrivai a vederli fu come una vertigine: scarpe, mani, braccia, calze sporche.(....) ai miei occhi di bambino era una cosa inaudita: uomini gettati sul marciapiede come spazzatura e altri uomini, giovani vestiti di nero, che sembravano fare la guardia armati! »  (Franco Loi)

 

Alle fronde dei salici

E come potevamo noi cantare

con il piede straniero sopra il cuore,

fra i morti abbandonati nelle piazze

sull'erba dura di ghiaccio, al lamento

d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero

della madre che andava incontro al figlio

crocifisso sul palo del telegrafo?

Alle fronde dei salici, per voto,

anche le nostre cetre erano appese,

oscillavano lievi al triste vento

 

                               Salvatore Quasimodo

Monumento ai Martiri di Piazzale Loreto

Alla fine della guerra, sul luogo della strage ed in memoria dei Martiri ivi caduti fu eretto un cippo commemorativo. Tale cippo fu sostituito da un monumento eretto nell'agosto 1960, opera dello scultore Giannino Castiglioni (1884-1971), sito all'angolo del piazzale e viale Andrea Doria. Il monumento, sul fronte, reca un bassorilievo che rappresenta un martire sottoposto ad esecuzione sull'iconografia di San Sebastiano, sul retro reca la dicitura «ALTA /L'ILLUMINATA FRONTE/CADDERO NEL NOME/DELLA LIBERTA`» cui segue l'elenco dei 15 caduti, la data dell'eccidio, 10 agosto 1944 ed i simboli della Repubblica Italiana e del Comune di Milano.

 

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26 - 30 giugno Besana Brianza: FESTA PROVINCIALE 2019 - "Prima le Persone"

18 Juin 2019 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

manifesto della Festa provinciale 2019

manifesto della Festa provinciale 2019

vedi il programma completo della Festa:

http://www.anpimonzabrianza.it/progetti-festa2019.html

 

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2 giugno: festa della Repubblica

2 Juin 2019 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

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2 giugno 1946: il primo referendum che ha cambiato l´Italia. Monarchia o Repubblica?

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Di fronte al quesito secco, due opzioni antitetiche, oltre 12 milioni di italiani scelsero di cambiare. E con un margine di due milioni di voti sui monarchici nacque la Repubblica Italiana.

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Voti

 

 

 

%

 

 

 

MONARCHIA

 

 

 

10 718 502

 

 

 

45,70%

 

 

 

REPUBBLICA

 

 

 

12 718 641

 

 

 

54,30%

 

 

 

bianche/nulle

 

 

 

1 509 735

 

 

 

 

 

 

 

Totale voti validi

 

 

 

23 437 143

 

 

 

100%

 

 

 

 

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Dona il 5x1000 all'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

4 Mai 2019 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Dona il 5x1000 all'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

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25 aprile 2019

26 Avril 2019 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Il 25 aprile è Festa nazionale. La Festa della Liberazione dell’Italia dal giogo nazi-fascista. Essa vedrà migliaia e migliaia di persone nelle piazze e nelle vie di tantissime città e paesi. Nessuno riuscirà a cancellarla. Ci riferiamo, in particolare, a chi cerca di negarla, paragonandola ad uno scontro tra "fascisti e comunisti", mentre essa fu lotta vincitrice del popolo italiano contro il nazi-fascismo; a chi continua a gettare fango e fuoco sulla memoria delle partigiane e dei partigiani; a chi tenta con il solito argomentare razzista e ignorante di riportare l'orologio della storia al ventennio del criminale Benito Mussolini.

Il 25 aprile ricorda la vittoria degli ideali di libertà e democrazia che hanno spazzato via la dittatura. È il canto corale delle origini autentiche della nostra Repubblica. La maggioranza delle cittadine e dei cittadini italiani si riconosce con coscienza, fedeltà, entusiasmo e passione civile nella Festa della Liberazione. Saremo in piazza, in tantissimi, per ricordare che l’onore della Patria fu difeso dal suo popolo e per portare avanti ancora una volta gli ideali per cui lottarono i partigiani: un Mondo di Pace, più giusto e libero.

Viva la Resistenza, viva la Costituzione, viva l’Italia.

Presidenza e Segreteria nazionali ANPI

Roma, 23 aprile 2019

La Festa della Liberazione, che si è svolta ieri in tutta Italia con una straordinaria partecipazione di popolo, ha ribadito che l'Italia respinge il fascismo e chiede, a gran voce, lo scioglimento delle organizzazioni che si richiamano a quell'epoca criminale. Ho visto sfilare a Milano, ma è accaduto in tantissimi altri luoghi, tutte le generazioni, ho visto i giovanissimi accanto alle partigiane e ai partigiani, ho sentito, era percepibilissima, la voglia di stare insieme per ricostruire la possibilità di un avvenire di diritti, di democrazia pienamente realizzata, di una imprescindibile unità attorno ai valori fondanti la Repubblica e la nostra convivenza civile. Il sogno dei combattenti per la libertà, che confluì nella Costituzione, il patrimonio più bello, esaltante e prezioso della Resistenza. E voglio qui ringraziare, davvero col cuore in mano, tutti quei volontari che hanno letteralmente costruito le migliaia di iniziative realizzate, le nostre Sezioni ANPI, i nostri Comitati Provinciali, i Sindacati, le associazioni, che si sono impegnati fortemente con antica, e riconfermata brillantemente, passione “partigiana”. Voglio ringraziare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per le sue parole e i suoi atti preziosi di stimolo alla memoria attiva, e i tanti Comuni che hanno svolto con profondo e vivo senso di responsabilità il loro dovere istituzionale nella partecipazione e nella promozione delle celebrazioni. Ora dobbiamo proseguire nel nostro impegno, affinché il 25 aprile non venga dimenticato dal giorno dopo. Affinché la vigilanza sulla Costituzione, sulla sua piena attuazione, in particolare del dettato antifascista, resti attiva nelle menti e nei cuori di tutte e tutti. C'è un Paese che vuole rimettersi in cammino e non ha più intenzione di accettare arroganze, prevaricazioni, atteggiamenti lesivi della civiltà democratica e dell'umanità.

L'ANPI c'è e ci sarà, sempre. Non perdiamoci di vista.

Carla Nespolo - Presidente nazionale ANPI

alcuni momenti della celebrazione a Lissone
alcuni momenti della celebrazione a Lissone
alcuni momenti della celebrazione a Lissone
alcuni momenti della celebrazione a Lissone
alcuni momenti della celebrazione a Lissone
alcuni momenti della celebrazione a Lissone
alcuni momenti della celebrazione a Lissone
alcuni momenti della celebrazione a Lissone

alcuni momenti della celebrazione a Lissone

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Viaggio della Memoria a Sestri Levante 31 marzo 2019

3 Avril 2019 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Viaggio della Memoria a Sestri Levante 31 marzo 2019

Domenica 31 marzo una delegazione della nostra Sezione è stata presente a S. Margherita di Fossa Lupara (Sestri Levante) alla cerimonia di commemorazione dei caduti della vallata di S. Vittoria durante la guerra di Liberazione. Tra i partigiani fucilati in quella località, il nostro concittadino Arturo Arosio.

Ha partecipato alla cerimonia, in rappresentanza dell'Amministrazione comunale di Lissone, il vicesindaco Marino Nava, con fascia tricolore e gonfalone.

Viaggio della Memoria a Sestri Levante 31 marzo 2019
Viaggio della Memoria a Sestri Levante 31 marzo 2019
Viaggio della Memoria a Sestri Levante 31 marzo 2019
Viaggio della Memoria a Sestri Levante 31 marzo 2019
Viaggio della Memoria a Sestri Levante 31 marzo 2019
Viaggio della Memoria a Sestri Levante 31 marzo 2019
Viaggio della Memoria a Sestri Levante 31 marzo 2019
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23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE

22 Mars 2019 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Straordinaria giornata di mobilitazione delle associazioni e dei cittadini brianzoli contro ogni forma di discriminazione.

BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE MONZA 23 03 2019 - Piazza Trento e Trieste - ore 14:30

L'ANPI di Lissone c'era.

23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE
23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE
23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE
23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE
23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE

APPELLO

Le associazioni per una Brianza solidale, accogliente, umana. È ora di una straordinaria assunzione di responsabilità, e di dare vita ad una azione che sappia dare voce e organizzare una resistenza civile e culturale ampia, diffusa, unitaria. In questi anni difficili migliaia di donne e uomini sul nostro territorio si sono impegnate quotidianamente in un’opera straordinaria di solidarietà per rendere migliore la qualità della vita di tutte le persone che hanno deciso di fare della Brianza il proprio luogo di vita e di progetto.

Noi vogliamo unire e non dividere, vogliamo farcela tutti insieme.

Oggi si addensano nubi terribili sul futuro. Non passa giorno nel quale la più becera e retrograda propaganda non metta in discussione i principi fondamentali della convivenza civile.

Nella nostra provincia vivono oltre 70.000 persone di origine straniera, quotidianamente creano ricchezza economica e sociale, rappresentano anch’essi il presente che costruisce il futuro. Noi crediamo che le differenze siano un patrimonio per il futuro, una ricchezza da coltivare e non una pianta da estirpare.

Noi siamo per l’inclusione e non per l’esclusione, solo così si garantisce sicurezza e serenità. Invece, chi predica odio e divisione crea le condizioni per l’affermarsi della paura per il presente e per il futuro.

Noi siamo antifascisti e antirazzisti. Noi ci battiamo per il riscatto dei più deboli e per scelte radicalmente diverse in materia di immigrazione, di politiche di inclusione e di lotta alle diseguaglianze e alla povertà.

Noi ci mobilitiamo perché immaginiamo e vogliamo vivere in un territorio, un’Italia e un’Europa che siano più giuste, più aperte e più felici.

Il momento è ora, per incontrarci tutte e tutti in una giornata di lotta e di festa.

Chiamiamo tutti i cittadini ad una straordinaria giornata di mobilitazione.

23 marzo Monza 2019 BRIANZA ACCOGLIENTE E SOLIDALE
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Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle VITTIME DI MAFIA

21 Mars 2019 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle VITTIME DI MAFIA

Partecipazione alla celebrazione della XXIV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle Vittime di mafia, che si è tenuta Giovedì 21 marzo 2019 alle ore 11.00 presso la scuola Benedetto Croce in via Mariani.

Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle VITTIME DI MAFIA
Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle VITTIME DI MAFIA
Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle VITTIME DI MAFIA
Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle VITTIME DI MAFIA
Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle VITTIME DI MAFIA
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Giornata internazionale della donna 2019

6 Mars 2019 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Giornata internazionale della donna 2019

In occasione della Giornata internazionale della donna 2019, di seguito i link ad alcuni articoli del nostro sito riguardanti le donne:

L'emancipazione femminile: il lungo cammino verso il voto delle donne

http://anpi-lissone.over-blog.com/pages/Il_lungo_cammino_verso_il_voto_delle_donne-6682250.html

 

Le donne e le conquiste del dopoguerra

http://anpi-lissone.over-blog.com/article-28090896.html

 

La Resistenza delle donne 1943-1945

http://anpi-lissone.over-blog.com/article-la-resistenza-delle-donne-1943-1945-110136078.html

 

Le donne nella Resistenza

http://anpi-lissone.over-blog.com/article-le-donne-nella-resistenza-87968468.html

 

Le donne nella Resistenza in Lombardia

http://anpi-lissone.over-blog.com/article-le-donne-nella-resistenza-in-lombardia-99391342.html

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Prima le Persone Milano 2 marzo 2019

4 Mars 2019 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Prima le Persone Milano 2 marzo 2019

Manifestazione nazionale a Milano - People - Prima le Persone

L'ANPI c'era.

Manifestazione nazionale a Milano - People - Prima le Persone

A Milano città antifascista, multietnica e solidale, si è svolta, sabato 2 marzo, una grande manifestazione nazionale unitaria contro la deriva razzista, xenofoba e antisemita che sta investendo l'Europa e il nostro stesso Paese.

Viene pericolosamente alimentata la politica della paura e la cultura della discriminazione e dell'intolleranza.

Non a caso il titolo del nostro appello è "Prima le persone", l'esatto contrario dello slogan "Prima gli italiani".

La persona umana è centrale nella nostra Carta Costituzionale.

L'articolo 3 recita infatti: "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

La manifestazione, alla quale, oltre all'ANPI, hanno aderito più di duecento associazioni, non è stata soltanto contro la politica della discriminazione e dell'intolleranza, ma per rivendicare un'Italia e un'Europa più giuste, più aperte e più solidali.

Alla manifestazione ha partecipato Carla Nespolo, Presidente nazionale dell'ANPI.

Prima le Persone Milano 2 marzo 2019Prima le Persone Milano 2 marzo 2019Prima le Persone Milano 2 marzo 2019

Di seguito il commento della Presidente Carla Nespolo alla manifestazione nazionale del 2 marzo a Milano.

Il 2 marzo Milano era meravigliosamente affollata di passione democratica e antifascista, di voglia di far uscire l’Italia dal torpore dell’entusiasmo e della coscienza e ridarle finalmente un forte respiro civile. Ero lì tra le tante e i tanti protagonisti di quella bella giornata, era lì l’ANPI, da tutta Italia, per confermare il suo dovere di stimolo all’unità, alla responsabilità, al rendere concrete tutti i giorni, in ogni luogo, le radici migliori, i valori di libertà, partecipazione e democrazia. Ho visto tanta vitalità negli occhi, tanta gioia nell’incontrarsi, tanto bisogno di condividere ansie e sogni. Ebbene, questo patrimonio non deve essere perso. C’è un popolo pronto a darsi da fare, a sostenere un cammino serio di svolta. E’ il momento dell’ascolto autentico e di una presenza fattiva. E’ in gioco il futuro dei diritti sociali e civili. “Prima le persone” non è solo uno slogan ma un progetto di civiltà e di umanità concreta che ci indica la Costituzione nata dalla Resistenza.

Carla Nespolo

Presidente nazionale ANPI

 

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