Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

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No a una "Via Giorgio Almirante" a Roma

5 Juin 2008 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Una netta presa di posizione contraria all'idea di intitolare una via della Capitale a Giorgio Almirante è stata sottoscritta unitariamente a Roma il 27 maggio 2008 dalle organizzazioni che si rifanno alla Resistenza. Analoga presa di posizione è stata espressa lo stesso giorno dal rappresentante della Comunità ebraica romana. Pubblichiamo il testo della lettera aperta inviata al Sindaco Gianni Alemanno.

Al Sindaco di Roma On. Gianni Alemanno

L’intitolazione di una strada o di una piazza è un momento importante, indica anche alle future generazioni un esempio, un modello di vita e di cittadinanza. La scelta dei nomi da dare ai luoghi pubblici è dunque occasione per una riflessione sulla storia e sulla identità di una nazione, sul suo passato e sul suo futuro. Non ci appassiona un confronto toponomastico sulla storia del paese e su possibili equiparazioni o giudizi tra protagonisti di vicende del passato.

Per queste ragioni, ci sembra del tutto improponibile intitolare una via della capitale a un uomo politico come Giorgio Almirante che ha partecipato come protagonista alla rivista del nascente razzismo fascista (La difesa della razza, di cui è stato segretario di redazione). Ha quindi contribuito in prima persona a quella persecuzione antiebraica che è stato “il male assoluto”, come ha riconosciuto anche il Presidente della Camera Gianfranco Fini.

Ha poi svolto un ruolo importante nella Repubblica di Salò, in cui è stato capo di gabinetto del Ministro Mezzasoma. Firmò allora anche il bando di fucilazione dei giovani italiani che rifiutavano di arruolarsi nell’esercito della Rsi per combattere assieme ai nazisti. Nel dopoguerra ha fondato il Movimento sociale italiano - che si richiamava sin dal nome alla Repubblica sociale. Non sono questi gli esempi, ci sembra, da dare ai giovani e ai futuri cittadini, invitiamo quindi il sindaco Alemanno a mantenere il suo impegno a essere sindaco di tutti, attento garante del tessuto democratico della città.

ANED (Associazione nazionale ex deportati) sede provinciale di Roma

ANEI (Associazione nazionale ex internati)

ANPI (Associazione nazionale partigiani d’Italia) sede provinciale di Roma

ANPPIA (Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti) sede provinciale di Roma

FIAP (Federazione italiana associazioni partigiane)IRSIFAR (Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza)

Circolo “Gianni Bosio

Roma. 27 maggio 2008 ma

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LA CRISI E L’ATTUALITA’ DELL’ANTIFASCISMO

25 Avril 2008 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Un contributo di Giovanni Missaglia per il 25 aprile 2008

A  dispetto del ruolo che mi compete in questa giornata di festa e di commemorazione, vorrei iniziare il mio intervento con una nota amara sulla crisi di quello che è stato chiamato il “paradigma antifascista”. Un paradigma che negli ultimi anni ha subito molti attacchi espliciti o, nella migliore delle ipotesi, è caduto nell’oblio, è invecchiato – così si dice – secondo le inesorabili leggi del tempo.

Un giovane storico di idee politiche moderate, Sergio Luzzato, nel 2004 ha scritto un bellissimo libro intitolato La crisi dell’antifascismo. Proprio nelle prime pagine afferma: “Inutile negarlo: l’antifascismo sta attraversando una crisi profonda; eventualmente una crisi irreversibile. E non soltanto a causa della legge generale per cui l’impatto di ogni fenomeno storico è destinato comunque a diminuire nel tempo […]. Penso che alla mia generazione competa una responsabilità retrospettiva ben precisa: non consentire che la storia del Novecento anneghi nel mare dell’indistinzione”.

E invece è proprio nel mare dell’indistinzione che rischiano di condurre, se non hanno già condotto, alcune esigenze di per sé legittime e persino irrinunciabili. Penso, in primo luogo, al tema della pietà per i morti, al rispetto che si deve anche a coloro che decisero di militare nell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. L’ingiunzione etica, che per qualcuno riveste anche un significato religioso, è fuori discussione: non compete agli uomini il giudizio morale. Che, però, non deve essere confuso col giudizio storico: quel che conta, dice ancora Luzzato, quando ci si collochi sul terreno della valutazione storica, non è l’uguaglianza nella morte, ma la disuguaglianza nella vita. “Il saloino era evidentemente disponibile ad immolarsi per l’Italia della Risiera di San Sabba e di Fossoli: per il mondo di cui Mussolini e Hitler andavano berciando da vent’anni, dove i più forti erano i migliori, i più deboli partivano dentro carri bestiame per una destinazione che soltanto gli ipocriti qualificavano ignota. Il garibaldino era pronto a morire per l’Italia di Montefiorino e della Val d’Ossola […], per un mondo che poteva sperare libero, egualitario, solidale”; Luzzato può così concludere che “le concrete circostanze della storia italiana e mondiale attestano oltre ogni margine di dubbio che il partigiano delle Garibaldi combatteva dalla parte giusta, il ragazzo di Salò dalla parte sbagliata”.

Un’altra istanza sacrosanta rischia di condurci “nel mare dell’indistinzione”. Penso al grande tema della pacificazione tra gli italiani che una festa come quella del 25 aprile, secondo i suoi detrattori, avrebbe il torto di impedire. Occorre intendersi. Il bisogno di voltare pagina dopo un conflitto tremendo, di non interpretare la memoria come eterna perpetuazione dei conflitti del passato, è giusto. Del resto, fu proprio il ministro Togliatti ad assumere nei confronti dei fascisti il provvedimento tanto discusso dell’amnistia. Ma deve essere chiaro, in primo luogo, che la pacificazione non può equivalere ad una parificazione tra fascisti e antifascisti. Sarebbe inaccettabile sul piano morale, ma sarebbe persino insensato sul piano storico; sarebbe, questo sì, un modo per togliere dignità e responsabilità a quegli italiani che scelsero di combattere al fianco del’alleato nazista per la costruzione di un’Italia fascista. Deve essere chiaro, in secondo luogo, che la vera pacificazione fu proprio quella operata dai partigiani e dai loro eredi politici. Essa non fu altro che quell’opera di democratizzazione della vita pubblica che è l’unica condizione di una pace duratura: la costruzione di un Paese dove il pluralismo politico e il riconoscimento delle libertà consentisse a tutti, pur nelle differenze sociali, politiche ed economiche, di sentirsi italiani e di vivere in pace con gli altri italiani e con gli altri popoli.

Non credo, tuttavia, che questi argomenti siano sufficienti a ridare vita a un antifascismo largo e partecipato, sentito, soprattutto, dalle nuove generazioni. Penso, invece, che l’antifascismo vivente sia oggi quello depositato nella Costituzione della Repubblica italiana. Anche per questo è una vera tragedia che troppo spesso, nella formazione dei giovani, la Costituzione non trovi posto. E’ proprio lì l’antifascismo da vivere tutti i giorni; e non come un impegno “contro” –come potrebbe suggerire il prefisso “anti” della parola antifascismo” – ma come un impegno “per”. Per l’uguaglianza, sancita dall’articolo 3, contro tutte le discriminazioni politiche, sociali, economiche e sessiste. Per la pace, che l’articolo 11 annovera tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, a segnare la rottura col bellicismo dell’Italia fascista. Per i diritti civili, ed in particolare per la libertà personale, la libertà di opinione e la libertà di associazione, che il Fascismo aveva pesantemente conculcato e che devono essere coltivate e protette anche dalle minacce odierne, comprese quelle “ad alta tecnologia”, se è vero che i proprietari dei nuovi e poderosi strumenti di comunicazione rischiano di ridurre noi, semplici cittadini, ad una massa di manovra conformista e acquiescente. E ancora: per difendere la centralità del Parlamento, visto che le giuste riforme che pure sono necessarie a renderlo più efficiente non devono mai svilirne il ruolo. Noi italiani sappiamo bene che Mussolini pensava al Parlamento come ad “un’aula sorda e grigia” e sappiamo ancora meglio quali pericoli siano insiti nel leaderismo esasperato, nella cieca fiducia nelle virtù taumaturgiche di un “Capo” che pensa di essere l’unico interprete dell’autentica volontà del popolo, a sua volta ridotto ad una massa indistinta priva di differenziazioni interne, ad un bambino che deve soltanto “credere, obbedire e combattere”. Antifascismo non significa lavorare contro qualcosa o contro qualcuno, ma per l’attuazione piena – e certo anche il miglioramento – della nostra Costituzione. E’ lì, l’antifascismo del XXI secolo.

Ma forse –e mi avvio a concludere- c’è anche un antifascismo eterno. Nel 1995, uno dei più importanti tra i nostri uomini di cultura, Umberto Eco, ha scritto un saggio intitolato Il fascismo eterno. Se c’è un fascismo eterno, ne devo dedurre che c’è anche un antifascismo eterno. Non vi annoierò ricordandovi tutti i quattordici elementi che secondo Umberto Eco caratterizzano il fascismo eterno, quello che non è solo del passato, ma potrebbe anche essere del futuro e, soprattutto del presente; quello che non è solo di un luogo ma potrebbe essere in ogni luogo, anche fra noi. Vorrei solo segnalarvi alcuni di questi elementi, quelli che mi sembrano più attuali e incombenti e rispetto a cui, perciò, più alta deve essere la vigilanza. Primo: l’esaltazione dell’azione per l’azione. Conta solo agire. I dibattiti e le discussioni sono chiacchiere inutili. Goebbels, il famigerato ministro della propaganda nazista, diceva: “quando sento parlare di cultura, metto mano alla pistola”. Il rifiuto della cultura, il fastidio per ogni  critica, conducono ad interpretare ogni disaccordo come un tradimento. Secondo: la paura della differenza. La nostra società è destinata a divenire sempre più multietnica e multireligiosa. E’ normale che questo susciti anche delle ansie e delle paure. Ma non dimentichiamoci mai che la vera e propria criminalizzazione della differenza è la via maestra che conduce alla xenofobia e al razzismo, l’essenza, il cuore di ogni fascismo. Terzo: il machismo, l’esaltazione della virilità e il disprezzo della donna. Mi piace, tra gli elementi del fascismo eterno richiamati da Eco, ricordare questo, che mi pare abbia una sua tragica attualità, ad ascoltare le cronache che ci parlano ogni giorno di donne offese, stuprate e svilite da maschi di ogni colore e di ogni ceto sociale, nei focolari delle famiglie e nei margini del degrado urbano. Quarto: il populismo. L’idea, come dicevo, che il popolo sia una massa compatta, priva di bisogni e di biografie diverse. L’idea che il popolo sia, a seconda delle circostanze, un bambino immaturo, da educare e proteggere con forme di paternalismo statalista, o un consumatore sciocco da sedurre con le sirene delle merci. Mai, in ogni caso, un soggetto politico plurale che ha il diritto di partecipare alla vita pubblica in tutte le forme che la Costituzione suggerisce, non solo quella del voto, certo sacrosanta ma sempre più interpretata e forse vissuta come una delega ad altri.

Questi, insomma, mi sembrano gli elementi di un antifascismo che potrebbe continuare a parlare anche alle nuove generazioni e aiutarci a mantenerci all’altezza della straordinaria testimonianza morale, civile e politica, della Resistenza italiana.

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Il manifesto unitario delle organizzazioni della Resistenza e dell'antifascismo

22 Avril 2008 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia






25 APRILE 1945 – 25 APRILE 2008

 

 

 

 

 

Difendiamo i valori

di libertà e giustizia, solidarietà e pace

che hanno animato la lotta di liberazione

e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica

 

Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la loro vita per affermare i principi stessi sui quali costruire la convivenza civile: la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la democrazia.

Il prezzo pagato fu altissimo: decine di migliaia di partigiani uccisi, feroci rappresaglie contro la popolazione civile che sosteneva il movimento di Liberazione, oltre 40 mila tra cittadini e lavoratori deportati nei campi di concentramento, eccidi, come a Cefalonia, di soldati che rifiutarono di consegnarsi ai tedeschi, 600 mila internati in Germania, 87 mila militari caduti nella guerra di Liberazione.

Da quella lotta che vide combattere fianco a fianco uomini e donne, operai e intellettuali, contadini e liberi professionisti di diversa fede politica e religiosa, nacque la nostra Costituzione.

Una Costituzione ancora attuale e vitale, fra le più avanzate tra quelle esistenti, non a caso difesa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani nel referendum del giugno 2006, quando si cercò di snaturarne la sostanza e i valori.

Ma a sessant’anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l’Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento.

Permangono, d’altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i “repubblichini”, sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati. Un modo per intaccare le ragioni fondanti della nostra Repubblica.

Per questi motivi, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il 25 APRILE anniversario della Liberazione assume il valore di una ricorrenza non formale.

Nel ricordo dei Caduti ci rivolgiamo ai giovani, ai democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese.

 

Il 25 aprile è oggi una data più viva che mai, in grado di unire

tutti gli italiani attorno ai valori della democrazia.

 

Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane

Fondazione Corpo Volontari della Libertà (CVL)

ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA-ANED-ANEI-ANFIM

PD-PRC-SDI-PdCI-Sd-Verdi-Italia dei Valori-MRE

CGIL-CISL-UIL-ARCI-ACLI-Centro Puecher

Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo

per la Difesa dell’Ordine Repubblicano




Fischia il vento
  

 

Fischia il vento, infuria la bufera,

scarpe rotte eppur bisogna andar,

a conquistare la rossa primavera

dove sorge il sol dell'avvenir.

Ogni contrada è patria del ribelle

ogni donna a lui dona un sospir,

nella notte lo guidano le stelle

forte il cuore e il braccio nel colpir.

Se ci coglie la crudele morte

dura vendetta verrà dal partigian;

ormai sicura è gia la dura sorte

contro il vile che noi ricerchiam.

Cessa il vento, calma è la bufera,

torna a casa fiero il partigian

Sventolando la rossa sua bandiera;

vittoriosi e alfin liberi siam.

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Attività della Sezione ANPI di Lissone nel 2014

5 Juillet 2007 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

22 marzo 2014
Partecipazione alla XIX giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia
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29 marzo 2014
Si è svolta l'assemblea annuale della Sezione ed è stata inaugurata la nuova sede.
Abbiamo distribuito a tutti i presenti una copia della Costituzione italiana.
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Domenica 6 aprile a SESTRI LEVANTE
manifesto Sestri 2014Domenica 6 aprile una delegazione della sezione lissonese dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha partecipato, rispondendo all’invito della Sezione locale dell’A.N.P.I., alla cerimonia di commemorazione dei partigiani uccisi durante la lotta di Liberazione nell’entroterra di Sestri Levante, tra i quali il diciannovenne lissonese  Arturo Arosio, fucilato dai nazifascisti il 18 marzo 1945.

I partecipanti hanno reso omaggio al valore di quanti seppero scegliere, in un’ora difficile della nostra storia, tra civiltà e barbarie, testimoniando con la stessa vita la loro fede nei valori di democrazia, giustizia e libertà.

Dopo la celebrazione di una messa in suffragio, i partecipanti si sono raccolti davanti al cippo commemorativo in località Santa Margherita di Fossa Lupara, frazione di Sestri Levante.

Erano presenti alcuni parenti del giovane partigiano lissonese, che rimase vittima di una feroce rappresaglia e seppe affrontare il suo tragico destino con grande dignità, come testimoniano alcune lettere inviate alla famiglia nell’imminenza dell’esecuzione.

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale lissonese, anch’essa invitata a partecipare, sono intervenuti la Sindaca Concettina Monguzzi, l’assessore Giovanni Angioletti e la consigliera comunale Monica Borgonovo.

    
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Attività della Sezione ANPI di Lissone nel 2012

3 Juillet 2007 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

 

In occasione del "Giorno della Memoria" 2012


locandina ANPI mostra Terezin 2012 

locandina ANPI giorno della memoria 2012

  25 marzo 2012: Viaggio a Sestri Levante in ricordo del partigiano lissonese Arturo Arosio fucilato nella frazione Santa Margherita di Fossa Lupara.

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immagini della cerimonia

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In occasione del 67° anniversario della liberazione dell’Italia dalla dominazione nazista e dal regime fascista, Venerdì 20 aprile 2012 alle ore 21, presso la Biblioteca civica di Lissone, piazza IV Novembre

Con la presenza di Pietro Arienti, autore del libro, presentazione di:

DALLA BRIANZA AI LAGER DEL TERZO REICH. La deportazione verso la Germania nazista di partigiani, oppositori politici, operai, ebrei. Il caso dei lavoratori coatti.

Il notevole contributo di sangue e di sofferenze della Brianza: 252 deportati nei lager nazisti, 40 ebrei arrestati, oltre 1200 uomini e donne trasferiti in Germania come manodopera. Tra di loro 48 lissonesi.

Ricostruire le vicissitudini dei deportati vuol dire non solo raccontare fatti: il dramma individuale si fa collettivo, la particolarità della singola esperienza diventa tassello di un racconto storico più ampio e generale.

locandina presentazione libro Arienti

presentazione-libro-Arienti.JPG   Pietro Arienti


manifesto 25 aprile rid

Lunedì 23  e martedì 24 aprile, il presidente dell'ANPI di Lissone, Renato Pellizzoni, incontra gli studenti delle III classi della scuole medie Farè e Croce per parlare di Resistenza e deportazione, in Italia e nella nostra città.

Giovedì 26 aprile, Egeo Mantovani, partigiano e attuale presidente onorario dell'ANPI di Monza e Brianza, incontra gli studenti dell'I.S. "Europa Unita"  di Lissone per parlare della "Guerra di Liberazione".

Verranno anche proiettati, rispettivamente, "IL VIAGGIO di ROBERTO", la storia di Roberto Camerani, deportato a Ebensee, e "UN POPOLO per la LIBERTÀ", la Resistenza in Italia.

 

Il 25 aprile , l'oratore ufficiale dell'ANPI, a Lissone,  è stato il prof. GIOVANNI MISSAGLIA

 


Di seguito il documento che l'ANPI di Lissone ha sottoposto all'attenzione pubblica e ai candidati a Sindaco per le prossime elezioni amministrative. Si tratta di cinque semplici proposte per arginare il razzismo e, perciò, per noi dell'ANPI, di un tema particolarmente scottante. Vorremmo che i candidati, si potessero pronunciare pubblicamente, nelle forme da essi preferite, sul loro eventuale impegno in merito.

 


CINQUE IMPEGNI CONTRO IL RAZZISMO E PER LA COESIONE SOCIALE

La crescita degli episodi di razzismo su tutto il territorio nazionale coinvolge e riguarda tutti, singoli cittadini, società civile e mondo politico. Ma attribuisce una particolare responsabilità ai soggetti istituzionali, che hanno il compito di governare una società complessa evitando che la diversità, comunque intesa, sia ingiustamente criminalizzata. L’uguaglianza di tutti i cittadini a prescindere dal genere e dagli orientamenti sessuali, dalle condizioni sociali, dalle convinzioni religiose e dal colore della pelle è un valore costituzionale irrinunciabile che non dovrebbe dipendere dalle diverse sensibilità politiche.

Per questo l’ANPI di Lissone chiede ai candidati a Sindaco delle prossime elezioni amministrative di assumere davanti alla cittadinanza l’impegno a promuovere politiche di integrazione che aiutino a prevenire episodi di intolleranza o di vero e proprio razzismo. In particolare, chiede di assumere i seguenti impegni:

  • 1)   Promuovere e sostenere in tutte le scuole del territorio iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’integrazione sociale e culturale;

  • 2)     Organizzare le celebrazioni del 25 aprile in modo che, accanto all’indispensabile momento della memoria della Resistenza e del ricordo della liberazione dal nazifascismo, siano collocate riflessioni e iniziative sulle forme attuali di discriminazione;

  • 3)     Impegnare il Consiglio comunale a sollecitare formalmente le forze politiche e il Parlamento all’approvazione di una nuova legge sulla cittadinanza che preveda, tra l’altro, il diritto di voto amministrativo per quei cittadini immigrati che da anni lavorano e risiedono regolarmente in Italia;

  • 4)     Istituire una sede permanente di consultazione con le comunità straniere presenti sul territorio di Lissone in modo da condividere l’analisi degli eventuali problemi di integrazione e l’individuazione delle possibili soluzioni;

  • 5)     Sostenere culturalmente e finanziariamente le tante associazioni territoriali che, a diverso titolo, lavorano sui temi dell’integrazione e della coesione sociale. 

 


13 maggio 2012: Viaggio della Memoria alla casa dei CERVI a Gattatico

viaggio 13 maggio 2012

alcune foto del viaggio


2 giugno 2012: festa della Repubblica

iniziativa ANPI Lissone per 2 giugno 2012

2 giugno 2012 01 2 giugno 2012 03 2 giugno 2012 04 2 giugno 2012 02 2 giugno 2012 2 giugno 2012 05


Sabato 16 giugno 2012, alle ore 11, in piazza Libertà, si è svolta una cerimonia a ricordo dei partigiani lissonesi fucilati nel giugno 1944. Aderenti all"ANPI di Lissone hanno depositato una corona di fiori sul monumento a loro dedicato. Hanno partecipato anche alcuni consiglieri in rappresentanza dell’Amministrazione comunale.  Il Sindaco, Concetta Monguzzi, che ha dato la sua adesione, non ha potuto partecipare per altri pressanti impegni.

16 giugno 2012 piazza Libertà 16 giugno 2012 piazza Libertà Carlotta e Germana

(foto di Gianni Radaelli)

Nel giugno 1944 piombo nazifascista stroncava le giovani vite di cinque lissonesi : Attilio Meroni, fucilato in Valdossola, di anni 19, Pierino Erba, di anni 28 e Carlo Parravicini, di anni 23, fucilati a Lissone nell’attuale Piazza Libertà, Remo Chiusi e Mario Somaschini, di anni 23, fucilati a Monza in Villa Reale.

Nel 68° anniversario del loro sacrificio per la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, l’ANPI lissonese li ricorda.


Nel trentesimo anniversario del suo assassinio, l’ANPI di Lissone ricorda il maresciallo Valerio Renzi, ucciso dalle Brigate Rosse.

Occorre far capire, insegnare a chi non c'era, cosa è stato il terrorismo, chi sono le sue vittime, perché dal 1967 a oggi in Italia sono morte circa duecento persone e più del doppio sono state ferite per mano dei terroristi.

Per i giovani la cerimonia potrebbe essere anche un momento di riflessione su quei tragici eventi che hanno insanguinato il nostro Paese per qualche decennio del secolo scorso.

L'ANPI di Lissone ha partecipato alla cerimonia organizzata dal Comune di Lissone per ricordare il maresciallo Valerio Renzi

Invito 15 luglio cerimonia Renzi

 


8 Settembre

 

mostra "BRIANZA PARTIGIANA 1943-1945"

 locandina mostra Brianza Partigiana


Partecipazione alla celebrazione della "Giorno dell'unità d'Italia e giornata delle Forze Armate" 4 novembre 2012

 



Domenica 18 ottobre: Giornata del tesseramento 

volantino Giornata tesseramento  ANPI tessera 2013

Oggi abbiamo raggiunto il numero di 90 iscritti all'ANPI di Lissone: nel 2005, quando abbiamo ricostituito la Sezione ANPI a Lissone, eravamo in 30. In questi sette anni abbiamo triplicato le adesioni!

Le nostre iniziative, in città, sono sempre più seguite. 

Per il "Giorno della Memoria" e per il "Giorno del Ricordo" 2013 organizzeremo due  mostre.

 


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Attività della Sezione ANPI di Lissone nel 2011

2 Juillet 2007 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

 
Sabato 29 gennaio 2011 presso la sala Polifunzionale della Biblioteca Civica di Lissone,  in Piazza IV Novembre, ricordo di tre personaggi dell’antifascismo monzese: Giovanni Battista Stucchi, Gianni Citterio e Antonio Gambacorti Passerini.
Le loro storie attraverso la lettura di alcune pagine del libro “Tornim a baita. Dalla campagna di Russia alla Repubblica dell'Ossola” di Giovanni Battista Stucchi.
E' intervenuta Rosella Stucchi, figlia di Giovanni Battista Stucchi.
 


150° anniversario Unità d’Italia
Giovedì 17 marzo 2011 ore 18.00
sala Polifunzionale della Biblioteca Civica
Lissone,  Piazza IV Novembre
 
«Fratelli d'Italia?
L'idea di nazione a 150 anni dall'Unità d'Italia»
 
 
 
conferenza del prof. Giovanni Missaglia
 
docente di Storia e Filosofia
 
 
 

 
 
Domenica 10 aprile, una delegazione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Lissone ha partecipato ad una cerimonia, organizzata dall’ANPI di Sestri Levante, a ricordo di tutti coloro che, combattendo per la libertà durante la guerra di Liberazione, sono caduti vittime del nazifascismo nell’entroterra della Riviera ligure di Levante.
 
La cerimonia si è svolta in località S. Margherita di Fossa Lupara dove, il 18 marzo 1945, venne fucilato anche il diciannovenne partigiano lissonese Arturo Arosio, al quale è stata recentemente intitolata una via di Lissone.
 
Alla celebrazione di una messa in suffragio dei caduti nella chiesetta locale, , è seguito un corteo che ha raggiunto il luogo in cui sorge il cippo commemorativo, dove sono state deposte corone di fiori.
 
Dopo i saluti delle autorità locali, l’intervento di uno storico ha inquadrato l’episodio di quei giorni della primavera del 1945 nel contesto degli avvenimenti della Resistenza italiana, nella quale tanti giovani, in un’ora difficile della nostra storia, seppero scegliere tra civiltà e barbarie, testimoniando con la stessa vita la loro fede nei valori di democrazia, giustizia e libertà, principi che sono alla base della nostra Costituzione repubblicana.
 
La cerimonia è stata presieduta dall’ex partigiano Daniele Massa, nome di battaglia Lucifero, attuale Presidente dell’ANPI di Sestri Levante, che conobbe personalmente il nostro concittadino Arturo Arosio. Arturo rimase vittima di una feroce rappresaglia ma, sorretto dalla fede, seppe affrontare il suo tragico destino con grande dignità, come testimoniano alcune lettere inviate alla famiglia nell’imminenza della sua esecuzione.
 
Alcune di queste sono pubblicate  nel libro “Lissone 1939-1945. Storie di guerra e Resistenza” di Renato Pellizzoni e nel sito dell’ANPI di Lissone (http://anpi-lissone.over-blog.com/) nelle pagine di storia locale dedicate ai caduti lissonesi nella guerra di Liberazione.
 
2011 a
 
 

 2011 b2011 c2011 d 2011 f 2011 g 
 
A Daniele Massa (nella foto a sinistra) è stata consegnata la tessera di membro onorario della nostra Sezione ed una pergamena.
2011 e  pergamena Lucifero
dal libro “Come fosse ieri ...” di Ornella Visca, segeretaria dell’ANPI di Sestri Levante:
«Mi chiamo DANIELE MASSA e sono nato a Velva, nel comune di Castiglione Chiavarese, il 10 aprile 1924. All'età di nemmeno 6 anni sono rimasto orfano di padre e mia mamma è rimasta vedova a quarant'anni con otto figli, il più grande dei quali aveva 21 anni.
Si viveva da contadini a mezzadria, perciò la vita era di stenti. Con mio padre si viveva meglio perché lui, oltre che il mezzadro, faceva anche il muratore e si andava avanti discretamente. Dopo la sua morte mia mamma ha mandato le mie sorelle a fare le donne di servizio, mentre noi più piccoli stavamo in casa con lei. Io facevo il chierichetto e dicevano che ero molto bravo. Il parroco del paese si interessò, d'accordo con mia madre, per trovarmi un posto in seminario a Chiavari, in poche parole per farmi diventare prete; ma, alla sera della vigilia della mia partenza per il seminario, mentre mi trovavo con mia mamma in casa di un mio zio; questo mio zio, per scherzo, mi disse: "Vai a farti prete e così non potrai nemmeno prendere moglie, sei proprio un belinun!" lo mi sono messo a piangere e non sono più voluto partire. Ho poi passato alcuni anni a lavorare con questo mio zio, naturalmente quando ero libero dalla scuola.
Finita la quinta elementare, mia mamma, io, mio fratello del '22 e una mia sorella del '26 ci trasferimmo a Sestri Levante ed io andai a fare il garzone in un negozio di alimentari nell'attuale Piazza della Repubblica, dove rimasi fino a 15 anni. Nel novembre del '39 entrai nella FIT, Fabbrica Italiana Tubi, di Sestri Levante e andai avanti fino a che iniziò la guerra. Si lavorava da bestie, 12 ore al giorno e il mangiare era sempre meno, era stato razionato con la tessera annonaria.
Il 1° dicembre del '43 ci fu il primo bombardamento a Sestri, dove rimasi ferito. Dopo la mia guarigione, io e mio fratello del '22 scegliemmo di andare in montagna con i partigiani. Fu una lotta molto dura, di stenti, privazioni, freddo e fame, ma finalmente arrivò la Liberazione il 25 aprile '45. Dopo la Liberazione mi fermai per parecchi mesi al Comando della Divisione "Coduri", dove facevo il segretario del comandante "Virgola". Quando nacque l' ANPI, divenni il primo presidente della sezione di Sestri Levante. Quando eravamo ancora in montagna, nel dicembre del '44, io e mio fratello aderimmo al PCI. Rientrai in FIT, ma non smisi mai la mia attività sia nell'ANPI sia nel partito. Nel 1956 fui candidato per la prima volta alle elezioni amministrative e divenni assessore alla Pubblica Istruzione, carica che mantenni fino al 1964, mentre rimasi consigliere comunale fino al 1969, quando mi ritirai dall'attività politica. Non smisi mai invece di dedicarmi al rafforzamento dell' ANPI, cosa che faccio ancora oggi con grande piacere e con molta soddisfazione.
Nel 1979 - '80 cominciai a dare attività anche nella cooperazione e proprio in quegli anni fui eletto presidente della Sezione Soci della Coop di Sestri Levante, carica che detengo ancora oggi».

 25 aprile a Lissone
 
25 aprile 11 10 25 aprile 11 10 25 aprile 11 15 presidente ANPI Lissone
 
Esposizione dell'opera di Giacomo Nicola Manenti, "Anelito di libertà" nel cortile della nostra sede di Piazza Cavour.
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8 maggio 2011: quaranta lissonesi in Val di Susa per ricordare Ercole Galimberti.
 
“VIAGGIO DELLA MEMORIA” a Coldimosso, frazione di Susa (TO), in ricordo del diciottenne lissonese Ercole Galimberti, fucilato per rappresaglia a Coldimosso, dai nazifascisti, il 9 marzo 1945, con altri quattro partigiani che combattevano per la libertà in Val di Susa.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’ANPI di Bussoleno.
 
Domenica 8 maggio, una delegazione della sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Lissone ha partecipato, insieme ad un nutrito gruppo di cittadini lissonesi, alle celebrazioni, organizzate dall’ANPI di Bussoleno, in memoria di cinque partigiani uccisi dai nazisti a Coldimosso, frazione di Susa, il 9 marzo 1945, tra cui il nostro concittadino Ercole Galimberti, che all’epoca aveva solo diciotto anni. Erano presenti anche le figlie della sorella di Galimberti. Sul luogo dell’eccidio, dove sorge un cippo a perenne ricordo, sono stati deposti fiori e sono stati pronunciati discorsi commemorativi. Hanno parlato i sindaci dei quattro comuni della Val di Susa, situati nelle vicinanze di Coldimosso, e il presidente dell’ANPI di Lissone, Renato Pellizzoni. Molto toccante l’intervento di un vecchio partigiano, nome di battaglia Angelo, che ha rievocato i mesi trascorsi nelle fila della Resistenza e non ha mancato di richiamare l’importanza di difendere e preservare i valori e gli ideali che furono alla base dell’impegno e del sacrificio di tanti giovani per la conquista della libertà e della democrazia per il nostro Paese.
 
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    GIOVEDÌ 2 giugno, dalle ore 9 alle 13 in Piazza Libertà, , presentazione delle attività dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Sezione “Emilio Diligenti” di Lissone.
Verranno distribuite copie della Costituzione italiana.
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17 giugno: in piazza Libertà cerimonia a ricordo dei partigiani lissonesi fucilati
Nel giugno 1944 piombo nazifascista stroncava le giovani vite di cinque lissonesi : Attilio Meroni, fucilato in Valdossola, di anni 19, Pierino Erba, di anni 28 e Carlo Parravicini, di anni 23, fucilati a Lissone nell’attuale Piazza Libertà, Remo Chiusi e Mario Somaschini, di anni 23, fucilati a Monza in Villa Reale.
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FESTA del TESSERAMENTO

tessera ANPI 2012

SABATO 3 dicembre dalle ore 15 alle 18

Lissone, Piazza Libertà

Mi iscrivo all ANPI

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attività della Sezione di Lissone nel 2010

1 Juillet 2007 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

In occasione del "Giorno della Memoria" Sabato 23 gennaio 2010 presso la sala Polifunzionale della Biblioteca Civica di Lissone è stato presentato, alla presenza del figlio PierLuigi, il libro  “DIARIO DI FOSSOLI” di Poldo Gasparotto, Medaglia d’oro al Valor Militare, Comandante delle Formazioni Giustizia e Libertà, fucilato nel campo di concentramento di Fossoli il 22 giugno 1944.

 

Domenica 21 Marzo 2010 una delegazione della Sez. ANPI di Lissone ha partecipato a Santa Margherita di Fossalupara alla commemorazione dei Caduti della Vallata di Santa Vittoria (Sestri Levante).

In quel luogo venne fucilato il 18/03/45 anche il nostro concittadino Arturo Arosio.

A questa Manifestazione, organizzata dall'ANPI di Sestri Levante, partecipano già da diversi anni delegazioni di vari comuni (Sindaci o loro delegati con gonfaloni ).

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Domenica 18 aprile 2010, in occasione del quinto anniversario della ricostituzione della nostra Sezione siamo stati in Piazza Libertà con un banchetto per far conoscere ai cittadini, oltre alle finalità della nostra associazione, le principali attività svolte in questi cinque anni e quelle in programma a cominciare dalle lezioni sulla Costituzione.

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Domenica 25 aprile 2010: partecipazione alle celebrazione organizzata dal Comune di Lissone

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attività della Sezione ANPI "Emilio Diligenti" di Lissone nel 2009

30 Juin 2007 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

Domenica 27 settembre 2009: viaggio della memoria sul lago di Como
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13 giugno 2009
Pubblicati nel sito documenti originali rinvenuti negli Archivi di Stato di Milano e negli archivi comunali di Lissone sulla fucilazione di quattro partigiani lissonesi.
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In occasione del 64° anniversario della Liberazione
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18 aprile 2009
Una giornata piena di emozioni per i partecipanti alle iniziative promosse dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia in occasione del 64° anniversario della Liberazione.
In mattinata, presso il cimitero urbano, l’ANPI Lissone ha commemorato Luciano Donghi. Marianella Cazzaniga e Mariuccia Brusa, ex Consigliere comunale, hanno ricordato la figura del nostro benemerito concittadino, quando Luciano Donghi si interessava e operava in favore delle persone portatrici di handicap e quando sedeva tra i banchi del Consiglio Comunale.
 
Il presidente Renato Pellizzoni ha poi raccontato ai presenti alcuni avvenimenti della vita di Luciano Donghi, dagli anni ’40 che lo videro impegnato, con altri giovani lissonesi nell’opposizione al regime fascista, fino al ritorno della vita democratica nella nostra città.
 
Nel pomeriggio, presso la Biblioteca civica, si è svolto l’altro appuntamento: erano presenti due partigiani, il lissonese Gabriele Cavenago ed Egeo Mantovani, attuale presidente onorario dell’ANPI di Monza e Brianza.
 
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Prima della proiezione del documentario sulla storia della Resistenza italiana, Nicoletta Lissoni ha letto, con un sottofondo di musiche di Johan Sebastian Bach, due lettere di condannati a morte durante la guerra di Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista.
A Gabriele Cavenago, che è anche presidente onorario dell’ANPI di Lissone, è stata consegnata una pergamena a ricordo del suo impegno di giovane partigiano, membro delle Squadre di Azione Patriottica.
Per questa occasione, Gabriele Cavenago ha donato all’ANPI di Lissone una bandiera storica del 1945, quando a Lissone si era costituita la sezione dell’ANPI.
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“GIORNO DELLA MEMORIA 2009”
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triangolo rosso che portavano i deportati politici italiani nei lager nazisti

Sabato 24 gennaio 2009 ore 14.45
“DEPORTATI NEI LAGER NAZISTI”
Interviene Giuseppe Valota, figlio di Guido, deportato politico caduto a Mauthausen, presidente dell’ANED, l’Associazione nazionale ex deportati politici, di Sesto San Giovanni, autore del libro “Streikertransport - La deportazione politica nell’area industriale di Sesto San Giovanni 1943-1945”
“Se qualcosa potrà salvare l’umanità, sarà il ricordo: il ricordo del male servirà da difesa contro il male …” Elie Wiesel (premio Nobel per la Pace)
 

Con i cittadini di domani oggi parliamo di …
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Lunedì 23 febbraio 2008, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Lissone ha iniziato una serie di incontri con gli studenti delle scuole medie superiori della nostra città. Il primo ha avuto luogo presso l’istituto Europa Unita. Argomento trattato: la Costituzione italiana.
Relatore è stato il prof. Giovanni Missaglia, docente di storia e filosofia e autore del libro di Educazione civica “Professione cittadino. Dalla Costituzione Italiana alla nascita della Costituzione Europea”.
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L’incontro con gli studenti è iniziato con un breve intervento di Renato Pellizzoni, presidente della locale sezione dell’ANPI, che ha ricordato il contributo di alcuni giovani lissonesi alla liberazione dell’Italia dalla occupazione nazista e dal regime fascista.
Il prof. Giovanni Missaglia, membro dell’ANPI, ha poi analizzato con gli studenti alcuni articoli della legge fondamentale della Repubblica italiana.
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Sono seguiti degli interventi che hanno messo in evidenza l’attualità dei valori contenuti nella nostra carta costituzionale, pur riconoscendo che alcuni articoli non sono ancora pienamente attuati. I temi e i problemi affrontati nella discussione hanno messo in evidenza il valore formativo dell’insegnamento dell’Educazione civica che va promosso e diffuso nelle nostre scuole.

Domenica 29 marzo 2009
“VIAGGIO DELLA MEMORIA” a Sestri Levante
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 in ricordo del nostro concittadino Arturo Arosio, fucilato per rappresaglia, e di tutti coloro che, combattendo per la libertà nell’entroterra ligure, sono caduti vittime del nazifascismo.


Il 18 marzo 1945 veniva fucilato

A lui nel 1963 era stata dedicata una via. Negli anni ’80, a seguito della costruzione di un nuovo insediamento abitativo, la via scompariva dalle mappe cartografiche di Lissone.

Durante le celebrazioni del 25 aprile dello scorso anno, l’ANPI di Lissone ha chiesto all’amministrazione comunale di provvedere affinché in città rimanga ancora viva la memoria di questo giovane lissonese. Recentemente abbiamo rinnovato la richiesta con una lettera al Sindaco.

Domenica 29 marzo 2009 una delegazione di cinquanta cittadini lissonesi ha partecipato, anche su invito dell’ANPI di Sestri, alla cerimonia di commemorazione dei partigiani uccisi durante la lotta di Liberazione nell’entroterra di Sestri Levante, tra i quali il diciannovenne lissonese Arturo Arosio.

I partecipanti hanno reso omaggio al valore di quanti seppero scegliere, in un’ora difficile della nostra storia, tra civiltà e barbarie, testimoniando con la stessa vita la loro fede nei valori di democrazia, giustizia e libertà.

Dopo la celebrazione di una messa in suffragio, i partecipanti si sono raccolti davanti al cippo commemorativo in località Santa Margherita di Fossa Lupara, frazione di Sestri Levante.

L’ANPI di Sestri Levante aveva invitato anche il Sindaco di Lissone con il gonfalone comunale: il Sindaco di Lissone ha comunicato, con una lettera, l’impossibilità di una sua partecipazione.

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Erano presenti il fratello di Arturo Arosio, Anselmo, ed alcuni parenti del giovane partigiano lissonese, che rimase vittima di una feroce rappresaglia e seppe affrontare il suo tragico destino con grande dignità, come testimoniano alcune lettere inviate alla famiglia nell’imminenza dell’esecuzione.

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Ha presieduto la cerimonia l’ex partigiano Daniele Massa, nome di battaglia Lucifero, attuale Presidente dell’ANPI di Sestri Levante, che conobbe personalmente Arturo Arosio.

Nel 65° anniversario della fucilazione di quattro partigiani lissonesi, per ricordare il tragico evento, Sabato 13 giugno alle ore 18, l’ANPI di Lissone, durante una breve cerimonia, ha deposto dei fiori in Piazza Libertà dove avvenne la fucilazione.           

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Attività della Sezione ANPI "Emilio Diligenti" di Lissone nel 2008

30 Juin 2007 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

in ricordo di Arturo Arosio

Domenica 6 aprile 2008 una folta delegazione di cittadini lissonesi ha partecipato, rispondendo alla proposta della Sezione locale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, alla cerimonia di commemorazione dei partigiani uccisi durante la lotta di Liberazione nell’entroterra di Sestri Levante, tra i quali il diciannovenne lissonese Arturo Arosio, fucilato dai nazifascisti il 18 marzo 1945.

Dopo la celebrazione di una messa in suffragio, i partecipanti si sono raccolti davanti al cippo commemorativo in località Santa Margherita di Fossa Lupara, frazione di Sestri Levante. Tra gli altri erano presenti alcuni parenti del giovane partigiano lissonese, che rimase vittima di una feroce rappresaglia e seppe affrontare il suo tragico destino con grande dignità, come testimoniano alcune lettere inviate alla famiglia nell’imminenza dell’esecuzione, lette dal Presidente dell’ANPI di Lissone Renato Pellizzoni.

Ha presieduto la cerimonia l’ex partigiano Daniele Massa, nome di battaglia Lucifero, attuale Presidente dell’ANPI di Sestri Levante, che conobbe personalmente Arturo Arosio.

Sono intervenuti il Sindaco di Genova ed il Sindaco di Sestri Levante.

Tutti hanno reso omaggio al valore di quanti seppero scegliere, in un’ora difficile della nostra storia, tra civiltà e barbarie, testimoniando con la stessa vita la loro fede nei valori di democrazia, giustizia e libertà.

 

 

Su un dosso tra gli ulivi, a poca distanza dal mare, in un paesaggio che suscita sentimenti di pace e di tranquillità in chi oggi raggiunge il luogo, avvenne la tragedia.

 

 

Nel silenzio della natura, siamo stati anche noi oggi, muti, sul posto dove un cippo ricorda i sei partigiani fucilati: Arturo è il primo della lista.

 


Abbiamo trovato dei fiori freschi che gli amici dell’ANPI di Sestri Levante avevano appena deposto.

Poi abbiamo scambiato delle parole con gli attuali proprietari del terreno su cui avvenne la fucilazione: a noi, nati con la Costituzione repubblicana, in un Paese libero, hanno raccomandato di far conoscere ai giovani ciò che è stato. E' un impegno che ci proponiamo di mantenere.

chi era Arturo Arosio



per il "Giorno della Memoria"



Storie di 5 operai brianzoli:

 

 

Mario Bettega, operaio della Breda, lissonese, deportato, muore a Mauthausen

 

Umberto Viganò, operaio specializzato alla Pirelli, lissonese, deportato a Beesem, ritorna in Italia gravemente ammalato

 

Angelo Signorelli,operaio alla Falck, monzese, deportato a Gusen, ritorna in Italia; vive a Monza

 

Enrico Bracesco, caposquadra attrezzeria alla Breda, monzese, deportato, muore a Mauthausen

 

Michele Robecchi, elettricista alla Breda, muggiorese, muore a Dachau






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  LISSONE   

“GIORNO DELLA MEMORIA”

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Marzo 1943. Nelle fabbriche dell’Italia settentrionale gli operai incrociano le braccia

 

Sabato 26 gennaio 2008 ore 14.45

sala Polifunzionale della Biblioteca civica

Lissone,  P.za IV Novembre

 

“QUEI RAGAZZI DEL 1943 – 44”

Proiezione di documenti e testimonianze di alcuni operai della Brianza protagonisti degli scioperi del 1943 e del 1944, deportati in Germania.

Introduzione di Renato Pellizzoni, presidente dell’A.N.P.I. di Lissone

 

“Mai dimenticherò quella notte, la prima notte al campo, che trasformò la mia vita in una unica lunga notte … “

“Se qualcosa potrà salvare l’umanità, sarà il ricordo: il ricordo del male servirà da difesa contro il male …”  Elie Wiesel (premio Nobel per la Pace)

Legge 20 luglio 2000, n. 211: "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"

 

Nell’introduzione alla proiezione del filmato "Quei ragazzi del 1943 - 44" sulla deportazione in Germania di lavoratori italiani coinvolti negli scioperi del 1943 e 1944, che vennero impiegati nelle industrie belliche del Reich e costretti al lavoro coatto, si partirà da un’analisi degli scioperi nelle industrie delle città del “triangolo industriale” (Torino, Milano, Genova), per arrivare a quelli avvenuti nei nostri territori della Brianza, che videro coinvolti anche cittadini lissonesi.



altre attività per il 60° della Costituzione Italiana

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Attività della Sezione ANPI di Lissone nel 2007

30 Juin 2007 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

gennaio: In occasione del “Giorno della Memoria”, che la legge della Repubblica Italiana riconosce il 27 Gennaio di ogni anno, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Sezione “Emilio Diligenti” di Lissone ha organizzato presso la Biblioteca civica di Lissone una mostra dal titolo ”Schiavi di Hitler – L’altra Resistenza”.

La mostra, che si è svolta da Sabato 13 Gennaio a Sabato 27 Gennaio 2007, illustrava, attraverso diari, fotografie, lettere e disegni, le drammatiche vicende dei 700.000 militari italiani internati nei lager nazisti, dopo l’8 settembre 1943, per aver rifiutato di arruolarsi nell’esercito della Repubblica di Salò o del Terzo Reich.

La prigionia degli Internati Militari Italiani, utilizzati come manodopera coatta presso le maggiori imprese tedesche al servizio della macchina bellica nazista, va considerata parte integrante della resistenza antifascista e si iscrive a pieno titolo nella Storia della Resistenza.

La mostra proveniva dal Centro di Ricerca “Schiavi di Hitler” dell’Istituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta” di Como, è stata inaugurata Sabato 13 Gennaio 2007 alla presenza drl prof. Valter Merazzi, responsabile del Centro Ricerca “Schiavi di Hitler”.

La mostra ”Schiavi di Hitler – L’altra Resistenza” ha avuto il patrocinio ed il contributo del Comune di Lissone.

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20 Gennaio: alle ore 15,30 presso la Sala Polifunzionale della Biblioteca Civica di Lissone il prof. Giovanni Missaglia, docente di Storia e Filosofia, ha tenuto una conferenza sulla “Assemblea Costituente” della Repubblica Italiana che diede vita alla Costituzione.

Durante la riunione sono state consegnate tessere “ad honorem” dell’A.N.P.I. a cinque cittadini lissonesi.

È stata anche l’occasione per rinnovare l’adesione, o aderire, alla nostra associazione per il 2007. È stato consegnato anche il nuovo Statuto dell'ANPI.

 

2 aprile: presso sala Polifunzionale della Biblioteca civica di Lissone, P.za IV Novembre, ore 21.00 è stato presentato il libro “LE RIBELLI STORIA DI DONNE CHE HANNO SFIDATO LA MAFIA PER AMORE" di NANDO DALLA CHIESA,professore di Sociologia economica all’Università degli studi di Milano, editorialista e narratore civile. L’autore, presente in sala, ha discusso col pubblico.

Donne ribelli. Ma soprattutto avanguardie civili. Sei storie esemplari e rappresentative di tante altre, che racchiudono e scandiscono la storia della mafia. Il racconto del più faticoso cammino di liberazione femminile nella storia del nostro paese. La vicenda di un durissimo conflitto sociale, in cui scopriamo con rinnovato stupore la forza rivoluzionaria dei sentimenti.


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21 aprile: alle ore 15.00 presso la sala polifunzionale della Biblioteca Civica di Lissone, è stata presentata la pubblicazione curata dall’ANPI di Lissone in occasione della realizzazione in Piazza Libertà del nuovo monumento ai quattro partigiani lissonesi fucilati dai nazifascisti il 16 e 17 giugno 1944.

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Alla manifestazione ha partecipato Roberta Cairoli, autrice del libro “Nessuno mi ha fermata”, che parlerà dell’antifascismo e della Resistenza nell’esperienza delle donne del Comasco (1922-1945).

Erano presenti anche due donne brianzole che durante la Resistenza furono staffette partigiane.

La stampa della pubblicazione e la manifestazione del 21 Aprile 2007 hanno avuto il patrocinio ed il contributo del Comune di Lissone e si inserivano nelle celebrazioni del 25 Aprile 2007, 62° anniversario della Liberazione.

La pubblicazione è stata distribuita gratuitamente ai presenti e copie sono state lasciate in biblioteca per i cittadini lissonesi

«La nostra storia di italiani ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati. E concimati attraverso l'assunzione di responsabilità di tutto un popolo. Ci potrebbe far riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni - quanto libere? - non è soltanto progresso economico - quale progresso e per chi? È giustizia. È rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. È tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. È pace.»

“TINA ANSELMI, staffetta partigiana con nome di battaglia GABRIELLA, poi nel 1976, prima donna ministro in Italia “

 

6 maggio: partecipazione al pellegrinaggio a Sant’Anna di Stazzema

 

2 giugno: Festa della Repubblica: lettera aperta al Sindaco di Lissone per la distribuzione gratuita di una copia della Costituzione ai neo maggiorenni lissonesi

 

16 giugno: deposizione di fiori presso il nuovo monumento in Piazza Libertà dedicato ai quattro partigiani lissonesi fucilati il 16 e 17 giugno 1944

17 giugno
: viaggio del ricordo a Fondotoce
 

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15 luglio: al poligono di tiro di Cibeno

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per ricordare i 67 antifascisti fucilati il 12 luglio 1944, tra cui Davide Guarenti, monzese, vissuto per alcuni anni a Lissone; visita al campo di concentramento di Fossoli, dove transito' Attilio Mazzi, nostro concittadino, prima di finire i suoi giorni nel lager di Gusen in Germania. 


10 agosto
: membri dell'ANPI di Lissone hanno partecipato alla cerimonia in ricordo dei 15 antifascisti fucilati il 10 agosto 1944 a Milano in Piazzale Loreto


2 settembre: alla conoscenza delle Repubbliche partigiane: Montefiorino (Mo) 
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altre immagini

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7 ottobre
: siamo andati a Marzabotto


4 novembre: partecipazione, a Lissone, alle cerimonie a ricordo dei caduti in guerra

10 novembre: inaugurazione della mostra  "A scuola col duce" con l'intervento di Elena D'Ambrosio, autrice del libro da cui è stata tratta la mostra

23 novembre: partecipazione al convegno sulla Repubblica Sociale Italiana
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24 novembre
: conferenza del prof. Giovanni Missaglia "Scuola e Costituzione - Dalla scuola fascista alla scuola repubblicana"

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