Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

2026 22 e 23 marzo REFERENDUM Costituzione Giustizia

16 Février 2026 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #varia

L’ ANPI di Lissone è impegnata a sostegno del NO

 

Iniziativa del Partito Democratico 16 febbraio 2026

 

Inoltre a LISSONE;

Nel direttivo della Sezione ANPI di Lissone del 13 febbraio, si è discusso sulla possibilità di costituire il Comitato per il No a livello territoriale, come sollecitato dal Comitato provinciale di Monza e Brianza da poco formatosi per promuovere e sostenere il voto per il No nel Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Dopo un confronto tra i presenti e anche telefonicamente con Franchini, responsabile a livello provinciale, si decide di prendere contatti con associazioni e partiti lissonesi per procedere alla formazione di un Comitato Territoriale per il No a Lissone. Stucchi e Brusa contatteranno i responsabili dei vari gruppi per decidere un primo incontro organizzativo. Le indicazioni per la campagna referendaria sono di svolgere iniziative principalmente come Comitato per il No, non escludendo l’autonomia di programmazione per partiti e associazioni.

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Di seguito il testo del quesito referendario che troveremo sulla scheda di voto:

“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?'”.

Di seguito gli articoli della COSTITUZIONE che, in caso di vittoria del sì, saranno oggetto di revisione:

L'articolo 87, decimo comma, della Costituzione italiana stabilisce che il Presidente della Repubblica "presiede il Consiglio superiore della magistratura" (CSM). Questa funzione garantisce l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, collegando l'organo di autogoverno al capo dello Stato, rappresentante dell'unità nazionale.

Il primo comma dell'articolo 102 della Costituzione italiana stabilisce che "La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario". Questo principio garantisce l'indipendenza della magistratura da altri poteri dello Stato e sancisce che la giustizia è amministrata da giudici imparziali, preesistenti alle controversie. 

L'art. 104 della Costituzione italiana sancisce che la magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, garantendo l'indipendenza strutturale dei giudici. Istituisce il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) come organo di autogoverno, presieduto dal Presidente della Repubblica, composto per due terzi da magistrati eletti dai colleghi e per un terzo da membri laici (professori/avvocati) eletti dal Parlamento. 

L'art. 105 della Costituzione italiana conferisce al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) la competenza esclusiva in materia di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari dei magistrati ordinari. Questa norma garantisce l'autonomia e l'indipendenza della magistratura dal potere esecutivo (Ministero della Giustizia). 

L'art. 106, comma 3, della Costituzione italiana prevede la nomina di consiglieri di Cassazione per "meriti insigni", in deroga al concorso pubblico. Su designazione del Consiglio Superiore della Magistratura, possono essere nominati professori universitari ordinari in materie giuridiche e avvocati con 15 anni di esercizio iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.

L'art. 107, comma 1, della Costituzione italiana sancisce il principio dell'inamovibilità dei magistrati, stabilendo che non possono essere sospesi, dispensati dal servizio o destinati ad altre sedi/funzioni senza il loro consenso o una decisione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Tale norma tutela l'indipendenza dei giudici da pressioni esterne.

L'art. 110 della Costituzione italiana stabilisce che, fatte salve le competenze del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), spettano al Ministro della Giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. Questa norma separa la gestione amministrativa (potere esecutivo) dall'attività giurisdizionale (potere autonomo), garantendo l'indipendenza dei magistrati.    

 

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