Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

Lissone 27 gennaio 2026 Giorno della Memoria

23 Janvier 2026 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #Giorno della Memoria

Alcuni momenti della cerimonia (foto di Gianni Radaelli)

Lissone 27 gennaio 2026 Giorno della Memoria
Lissone 27 gennaio 2026 Giorno della Memoria
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Lissone 27 gennaio 2026 Giorno della Memoria

Martedì 27 gennaio alle ore 11 in via Mazzini 6

CERIMONIA DI POSA DELLA PIETRA D'INCIAMPO DEDICATA A

FERNANDO CASSAMAGNAGO 

CHI ERA FERNANDO CASSAMAGNAGO 02 GIUGNO 1924 - 09 MARZO 1945 Fernando Cassamagnago nasce a Lissone il 2 giugno 1924, da Carlo Cassamagnago, falegname, e Maria Rivolta, casalinga. La famiglia emigra a Sanremo l’8 ottobre 1925, città nella quale Fernando viene arrestato da truppe nazifasciste nel marzo 1944. Dopo un periodo trascorso in varie carceri italiane, Fernando Cassamagnago viene trasferito al campo di concentramento di Gries-Bolzano, gestito dalle SS. Riparte da lì il 5 ottobre 1944, con altri 490 prigionieri, per il lager di Dachau, vicino a Monaco, dove giunge il 9 ottobre 1944 e gli viene assegnata la matricola 113259. Il campo di concentramento di Dachau, dove Cassamagnago viene deportato per motivi di sicurezza, fu il primo istituito «ufficialmente» dal regime nazista dopo poche settimane dalla presa del potere in Germania e ospitava prevalentemente prigionieri politici, sui quali furono sperimentate tecniche di annientamento fisico e psichico. Gli americani liberano il campo il 29 aprile 1945, ma Fernando Cassamagnago muore poco prima, il 9 marzo 1945, a soli vent’anni e dopo cinque mesi dal suo arrivo a Dachau.

 

Mercoledì 28 gennaio alle ore 21.00 AUDITORIUM DI PALAZZO TERRAGNI

SPETTACOLO TEATRALE " QUI NON CI SONO BAMBINI "

Rappresentazione teatrale che rilegge la tragedia dell'olocausto attraverso gli occhi

di Thomas Geve, un ragazzino di 13 anni sopravvissuto ad Auschwitz e Buchenwald.

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"Soldati delle paludi", il canto del ricordo dei crimini contro l'umanità

15 Janvier 2026 , Rédigé par Renato Publié dans #Resistenza europea

Soldati delle paludi.

Lontano all'infinito si estendono

grandi prati paludosi.

Non un uccello canta

sugli alberi secchi e cavi.

 O terra di afflizione

dove dobbiamo senza sosta zappare,

zappare!

In questo campo cupo e selvaggio,

circondato da mura di ferro,

ci sembra di vivere in gabbia

in mezzo a un grande deserto.

O terra di afflizione ...

Rumore di passi e rumore di armi,

sentinelle giorno e notte

e sangue, grida, lacrime,

la morte per chi fugge.

 O terra di afflizione ...

Ma un giorno della nostra vita

la primavera rifiorirà.

Libero allora, o Patria!

Dirò: sei mia.

 O terra infine libera

dove potremo rivivere, amare!

O terra infine libera

dove potremo rivivere, amare,

amare.

 

Il canto Soldati delle paludi fu composto nel 1934 in uno dei primi campi creati nelle paludi, alla frontiera tedesco-olandese, da un detenuto minatore, Johan Esser; fu messo in versi dal poeta Wolfgang Langhoff e musicato da Rudi Goguel, anch'essi prigionieri.

Soldati delle paludi fu cantato già nel 1936 in Spagna dalla Brigata internazionale.

Questo canto è diventato per i deportati di tutti gli altri Paesi l'inno della speranza e, in seguito, del ricordo dei crimini contro l'umanità.

Tratto da:

Qui non ci sono bambini. Un'infanzia ad Auschwitz di Thomas Geve - Einaudi 2011 Yad Vashem Publications.

 

Thomas Geve nasce a Stettino, sulle rive del Baltico, nel 1929. A cinque anni si trasferisce con la madre a Berlino presso i nonni, mentre il padre è costretto a emigrare in Inghilterra. Nel 1943, a poco più di tredici anni, viene deportato ad Auschwitz e in seguito a Gross-Rosen e Buchenwald, dove finalmente, nell'aprile del 1945, irrompe l'esercito alleato che libera gli internati. Geve chiede delle matite e dei fogli con cui fissa in 79 disegni il ricordo della prigionia. Riunitosi al padre, dopo la guerra si trasferisce prima a Londra e poi in Israele, dedicandosi alla carriera di ingegnere civile. Nel 1985 dona i suoi disegni al museo Yad Vashem, il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell'Olocausto, dove vengono raccolti, restaurati e conservati.

Da quei giorni del 1945 Thomas Geve non ha mai più disegnato.

 

Thomas-Geve-1945.jpg 

Thomas Geve, nel 1945, nel centro di convalescenza svizzero; ha quindici anni e sta scrivendo a suo padre.

Due dei disegni di  Thomas Geve:

la-porta-di-Birkenau.jpg 

Un altro mondo – la porta di Birkenau.

È da questa porta del campo di Birkenau che passavano le vittime.

 

La-cultura-ad-Auschwitz.jpg 

La cultura ad Auschwitz.

Impiccagione di dodici polacchi, sospettati di aver tentato la fuga.

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12 giugno 2020

15 Janvier 2026 , Rédigé par Renato Publié dans #la persecuzione degli ebrei

Amsterdam, 12 giugno 2020, casa di Anna Frank

Anna Frank: Annelies Marie Frank, era nata il 12 giugno 1929 a Francoforte sul Meno, città della Germania sud-occidentale, nello Stato federato dell’Assia (Länder). La sua famiglia ebraica era composta dalla madre Edith, dal padre Otto e dalla sorella di tre anni più grande, Margot.

Anne Frank ad Amsterdam nei primi anni quaranta World History Archive Agf

Nel 1933 i Frank, dopo l’ascesa dei nazionalsocialisti in Germania e l’acuirsi delle violenze contro gli ebrei e i loro beni, si trasferirono ad Amsterdam. Nella città olandese, Otto Frank dirigeva una fabbrica produttrice di aromi e pectina situata nel centro della città, e consentiva alla propria famiglia di vivere un tempo relativamente sereno fino all’arrivo dell’esercito nazista, che nell’arco di pochi giorni, nel maggio 1940, occupò i Paesi Bassi.

Nell’ambito del più ampio progetto di sterminio degli ebrei europei, i nazisti istituirono anche ad Amsterdam le modalità di oppressione, spoliazione e deportazione già sperimentate in tante altre città del Reich. I Frank, vistasi rifiutare la possibilità di emigrare negli Stati Uniti e impossibilitati a fuggire altrove, trovarono rifugio in una sezione non utilizzata della ditta di Otto Frank, in Prinsengracht 263, dove rimarranno per due anni interi. Con loro, la famiglia Van Pels (Hermann, Auguste e Peter) e poco tempo dopo il signor Fritz Pfeffer. Da fuori, nessuno doveva sospettare che in quell’edificio fossero nascosti ebrei: stracci contro i vetri delle finestre, spiragli ricoperti di cartone, buio. L’alloggio segreto, per Anna, rappresentava una chiusura contro l’esterno, una barriera che per metà si mostrava angosciante e per metà faceva assaporare la possibilità quotidiana di salvarsi, sfuggendo alla deportazione.

Circa tre settimane prima, per il suo tredicesimo compleanno, Anne aveva ricevuto in dono un diario. Le servirà per raccontare la clausura forzata che inizia il 12 giugno 1942 e termina il 1° agosto 1944, tre giorni prima dell’arresto.

pagina del diario nell Anne Frank Zentrum di Berlino Andreas Pein Laif Contrasto

Dal suo diario:

«In maggio del 1940 i bei tempi finirono: prima la guerra, poi la capitolazione, l’invasione tedesca e l’inizio delle sofferenze di noi ebrei. Le leggi antisemite si susseguivano all’infinito e la nostra libertà fu molto limitata». (20 giugno 1942)

«Così ci incamminammo sotto il diluvio, papà, mamma e io, ognuno con la sua cartella o borsa della spesa piena degli oggetti più svariati. Gli operai che andavano a lavorare di mattina presto ci guardavano pieni di compassione; dalle facce si capiva che erano dispiaciuti di non poterci offrire nessun mezzo di trasporto; l’appariscente stella gialla parlava da sé». (9 luglio 1942)

«L’alloggio segreto col nostro gruppo di rifugiati mi sembra uno squarcio di cielo azzurro attorniato da nubi nere cariche di pioggia. L’area rotonda e circoscritta su cui stiamo è ancora sicura, ma le nubi si avvicinano sempre di più». (8 novembre 1943)

«Ma guardavo anche fuori dalla finestra aperta, verso un bel pezzo di Amsterdam sopra a tutti i tetti, fino all’orizzonte che si tingeva di viola. Finché questo esiste, pensavo, e io posso viverlo, questo sole, quel cielo, senza una nuvola, finché esiste non posso essere triste». (23 febbraio 1944)

«Quassù mi sento tuttora più al sicuro che non sola in quella casa grande e silenziosa». (26 maggio 1944)

Venerdì 4 agosto la polizia tedesca fa irruzione nell’Alloggio Segreto, arrestando Anna Frank, la sua famiglia e gli altri clandestini. Tutti vengono deportati prima nel campo di concentramento di Westebork e successivamente ad Auschwitz.

Anna morirà di tifo e di stenti a Bergen Belsen nel marzo del 1945, tre settimane prima che le truppe alleate inglesi liberassero il campo di prigionia.

Disegno di Thomas Geve dal titolo “L’arrivo ad Auschwitz” Nel 1943, a poco più di tredici anni, viene deportato ad Auschwitz e in seguito a Gross-Rosen e Buchenwald, dove finalmente, nell'aprile del 1945, irrompe l'esercito alleato che libera gli internati. Geve chiede delle matite e dei fogli con cui fissa in 79 disegni il ricordo della prigionia.

Tratto da: Qui non ci sono bambini. Un'infanzia ad Auschwitz di Thomas Geve - Einaudi 2011 Yad Vashem Publications.

Thomas Geve, tredicenne ad Auschwitz

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1943 - 1946: dalla monarchia alla repubblica. Cronologia.

1 Janvier 2026 , Rédigé par Renato Publié dans #Resistenza italiana

I re sabaudi erano re d'Italia «per grazia di Dio e volontà della nazione»; nella repubblica il principio della sovranità risiede unicamente nel popolo.

 

«Vivere in repubblica è stato per i democratici e per i popolani del Risorgimento, quindi per le avanguardie radicali dell'Italia unita legate alla memoria e alla lezione di Garibaldi e di Mazzini o anche alla tradizione del socialismo rivoluzionario di Pisacane […] un ideale e un motivo di lotta di più generazioni. A quelle radici si raccorda la nascita della Repubblica italiana, nel 1946, quando le grandi organizzazioni popolari - i moderni partiti di massa e democratici - imposero pacificamente l'estromissione della monarchia al culmine di tutto un ciclo storico, nel momento in cui il prestigio della casa regnante, già coinvolto nel ventennale compromesso col regime fascista, era crollato nella sconfitta e nella non imprevedibile (e non imprevista) rovina del paese.»

 

Di seguito una cronologia di quel che è accaduto fra il 1943 e il 1946, un quadriennio di intensa vita collettiva e di una lotta politica molto vivace e ricca che isola volutamente il contesto della «questione istituzionale». Il problema della monarchia era il primo problema politico, di ordine generale, che si ripresentava alla coscienza nazionale al momento stesso della caduta del fascismo.

Lo scioglimento del nodo politico e ideale fra la dinastia sabauda e il popolo italiano si è verificato, nel '46, senza rilevanti residui (non ne è nata, ad esempio, una «questione monarchica»); e ciò sta anche a significare che l'avvento della repubblica, in fondo, era ormai divenuto funzionale alle istanze, alle esigenze di rinnovamento democratico e di progresso civile largamente prevalenti nel paese, dopo l’esperienza della dittatura fascista.

 

1943

marzo. Scioperi operai a Torino e Milano. La crisi del regime assume dimensioni di massa; le forze conservatrici prendono le distanze dal fascismo.

10 luglio. Sbarco anglo-americano in Sicilia.

 alleati-in-Sicilia.jpg

25 luglio. Mussolini esautorato dal Gran Consiglio; colpo di Stato monarchico; governo Badoglio. Ha inizio il periodo dei «quarantacinque giorni ».

22-25 agosto. Costituzione del Partito socialista italiano di unità proletaria (PSIUP).

5-7 settembre. Primo convegno nazionale del Partito d'Azione a Firenze: ne esce un programma repubblicano.

8 settembre. Annunzio dell'armistizio con gli Alleati.

annuncio-armistizio.jpg

9 settembre. «Fuga di Pescara »: i Savoia e Badoglio abbandonano la capitale e si rifugiano a Brindisi. A Roma ha inizio la Resistenza e si forma il CLN.

23 settembre. Mussolini, sotto la protezione dei tedeschi, lancia la «Repubblica sociale», ultima metamorfosi del fascismo collaborazionista.

28 settembre. Comitato permanente d'azione fra PSIUP e PCI.

13 ottobre. Badoglio dichiara guerra alla Germania.

16 ottobre. IL CLN centrale (Roma) rivendica un governo straordinario dotato di poteri costituzionali. La questione istituzionale divide i partiti antifascisti.

30 ottobre. Impegno degli Alleati, alla conferenza di Mosca, sulla democratizzazione del governo italiano.

5 novembre. Ercoli (Togliatti) puntualizza da Radio Milano Libertà, la questione del re e pone l'obiettivo di un'Assemblea nazionale costituente.

17 novembre. Ricostituzione, a Brindisi, del governo Badoglio, con personale trasformista, militare e tecnico, sempre avversato dall'antifascismo militante.

8 dicembre. Il I Raggruppamento motorizzato «Savoia» entra in linea a Montelungo al fianco degli Alleati.

 

1944

21 gennaio. Sbarco alleato ad Anzio. L'obiettivo di una rapida avanzata su Roma fallisce.

Anzio sbarco alleati1944-alleati-in-Anzio.jpg

28-29 gennaio. Congresso di Bari dei CLN: rivendica l'abdicazione del re e forma una «giunta esecutiva».

31 gennaio. IL CLN centrale attribuisce al CLN di Milano poteri di «governo straordinario».

11 febbraio. Il governo Badoglio si trasferisce a Salerno; poco dopo il re, pur rifiutando l’abdicazione, acconsente segretamente al proprio ritiro.

22 febbraio. Dichiarazioni di Churchill al Comuni, in appoggio al governo Badoglio, e alla monarchia.

1-8 marzo. Scioperi di massa contro i nazifascisti nell'Italia settentrionale: consolidamento della Resistenza.

12 marzo. Comizio dei partiti di sinistra, a Napoli, contro le dichiarazioni di Churchill e la monarchia.

14 marzo. L'URSS riconosce il governo Badoglio.

1° aprile. Risoluzione dei Consiglio nazionale del PCI, riunito da Togliatti per un governo di unità nazionale e antifascista.

12 aprile. Dichiarazione di Vittorio Emanuele III: impegno ad istituire la luogotenenza nelle persona del figlio Umberto II all’atto della liberazione di Roma.

21 aprile. Si costituisce il governo Badoglio-CLN. Croce, Sforza, Togliatti, Mancini, Rodinò ministri senza portafoglio. È la «svolta di Salerno».

3 giugno.«Patto di Roma», fra comunisti, socialisti e cattolici: è posta la base dell'unità sindacale nella CGIL.

4 giugno. Le truppe alleate entrano a Roma. Viene attivata la luogotenenza e si forma il governo Bonomi.

giugno-44-alleati-a-Roma.jpg 

6 giugno. Sbarco anglo-americano in Francia. A Roma si costituisce il Partito democratico italiano, estraneo al CLN e dichiaratamente monarchico.

Sbarco in Normandia 61943-alleati-Sicilia.jpg

9 giugno. Per iniziativa dei CLN, le formazioni partigiane sono inquadrate nel Corpo Volontari della libertà.

25 giugno. Primo decreto legislativo sulla convocazione della Costituente. Entra in funzione la «tregua istituzionale ».

12 agosto. Il generale Raffaele Cadorna è paracadutato nell'Italia, settentrionale; assumerà il comando del CLN.

5-7 novembre. Convegno dei triumvirati insurrezionali del PCI.

25 novembre. Crisi dei governo di unità nazionale, aperta dai liberali. Bonomi rassegna le dimissioni nelle mani del luogotenente.

7 dicembre. Secondo gabinetto Bonomi, formato da DC, PCI, PLI, Socialisti e azionisti su posizioni critiche.

27 dicembre. Esce a Roma il giornale L'uomo qualunque, che nel corso del '45 promuoverà un «partito dei senza partito».

 

1945

2-12 gennaio. Conferenza di Yalta (Roosevelt, Stalin, Churchill).

28 gennaio. Primo congresso della CGIL a Napoli.

31 marzo: Memoriale all'ONU dei separatisti siciliani.

12 aprile. Morte di Roosevelt. Gli succede Truman.

25 aprile. Insurrezione partigiana a Milano.

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28 aprile. Mussolini è fucilato per ordine del CLN.

29 aprile. Gli anglo-americani entrano in Milano.

5 maggio. Fine della guerra in Europa.

maggio. Trattative dei Comitato di liberazione Alta Italia a Roma («tutto il potere ai CLN»). .

30-31 maggio. Il Risorgimento liberale attacca i CLN; il Popolo reclama il disarmo dei partigiani.

20 giugno. Formazione del governo Parri. È il culmine dell'influenza e del prestigio dell'antifascismo.

26 giugno. Scoccimarro propone il cambio della moneta. La proposta non verrà attuata.

7 luglio. Dopo il successo delle sinistre in Francia (13 maggio), i laburisti vincono le elezioni in Gran Bretagna.

6 agosto. Gli USA sganciano su Hiroshima la bomba atomica.

bomba-atomica.jpg 

2 settembre. Resa del Giappone e fine della guerra

11 settembre. Negoziati per il trattato di pace dell'Italia.

25 settembre. Convocazione della Consulta nazionale.

27 settembre. Croce difende alla Consulta i regimi liberali del prefascismo criticati da Ferruccio Parri.

14 ottobre. Manifestazioni del PCI e PSIUP in tutta Italia per rivendicare e accelerare i tempi della Costituente.

22-28 ottobre. XIX Settimana sociale dei cattolici italiani su «Costituzione e Costituente». Messaggio di Pio XII.

17 novembre. La giunta esecutiva del PLI apre la crisi di governo d’accordo con la Democrazia cristiana.

10 dicembre. De Gasperi succede a Parri alla testa del governo. Nenni ministro per la Costituente.

29 dicembre. V Congresso del PCI; si pronuncia per una Costituente sovrana e per una Repubblica di lavoratori.

 

1946

16 febbraio. Nasce il partito dell’ Uomo qualunque.

21 febbraio. Crisi e scissione del Partito d'Azione, subito dopo il congresso di Roma.

25 febbraio. Pio XII condanna l'ideologia comunista.

26 febbraio. Accordo di governo sul referendum istituzionale e sulle elezioni per la Costituente.

5 marzo. Discorso di Churchill a Fulton, alla presenza di Truman. Teoria della «cortina di ferro» e rilancio della «guerra fredda».

10 marzo-7aprile. Si conclude il primo turno delle amministrative: nei centri in cui si vota con la proporzionale PCI e PSIUP toccano da soli il 47,8 per cento.

12 marzo. Convocazione dei comizi elettorali per il 2 giugno.

2 aprile. Si forma la moderata e tradizionalista Unione democratica nazionale (Croce, Orlando, Nitti, Bonomi).

11-17 aprile. Congresso del PSIUP a Firenze: sinistra e destra (Saragat) si equilibrano.

12 aprile. Sforza, dopo aver auspicato un raggruppamento democratico delle «forze medie del paese», aderisce al PRI.

13 aprile. I monarchici danno vita al Blocco nazionale della libertà.

17 aprile. Inizio della campagna elettorale politica.

26 aprile. Il congresso della DC si pronuncia a maggioranza per la repubblica (60%). Il 23% è per la monarchia e il 17% si astiene. De Gasperi sfugge però al dilemma.

3 maggio. Il congresso liberale si pronunzia a larga maggioranza per la monarchia.

9 maggio. Abdicazione di Vittorio Emanuele III, che rompe la tregua istituzionale. Umberto diventa re («Re di maggio» per i repubblicani).

10-11 maggio. Manifestazioni monarchiche a Roma contro Nenni e Togliatti e per le dimissioni del governo. Controdimostrazioni repubblicane.

16 maggio. La Commissione alleata di controllo respinge la richiesta della Unione monarchica di sospendere il referendum.

19 maggio. «Giornata di preghiera» dell'Azione cattolica per la Costituente, in appoggio alla Democrazia cristiana.

24 maggio. Comizio monarchico del generale Bencivegna e manifestazione al Quirinale.

2 giugno

2 giugno. Voto popolare sul referendum e per la Costituente.

10 giugno. La Corte di Cassazione proclama i risultati del referendum già comunicati dal governo (12.672.767 per la repubblica, 10.688.905 per la monarchia).

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Si apre la crisi fra governo e luogotenenza. Umberto rifiuta la trasmissione dei poteri. «Ricorso Selvaggi», di parte monarchica.

12 giugno. Il clima da colpo di Stato monarchico sfocia a Napoli nell'assalto alla federazione comunista, che viene sanguinosamente respinto.

13 giugno. Il governo assume i poteri luogotenenziali e Umberto di Savoia è costretto a lasciare il paese.

18 giugno. La Corte di Cassazione emette il verdetto definitivo sui risultati del referendum.

25 giugno. Convocazione dell'Assemblea costituente.

28 giugno. Enrico De Nicola viene eletto dalla Costituente come capo provvisorio dello Stato (396 voti su 504).

 

Bibliografia:

Enzo Santarelli Dalla monarchia alla Repubblica-1943·1946. La nascita della Costituzione italiana Nuova Iniziativa Editoriale 2007

 

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