Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

"Soldati delle paludi", il canto del ricordo dei crimini contro l'umanità

15 Janvier 2026 , Rédigé par Renato Publié dans #Resistenza europea

Soldati delle paludi.

Lontano all'infinito si estendono

grandi prati paludosi.

Non un uccello canta

sugli alberi secchi e cavi.

 O terra di afflizione

dove dobbiamo senza sosta zappare,

zappare!

In questo campo cupo e selvaggio,

circondato da mura di ferro,

ci sembra di vivere in gabbia

in mezzo a un grande deserto.

O terra di afflizione ...

Rumore di passi e rumore di armi,

sentinelle giorno e notte

e sangue, grida, lacrime,

la morte per chi fugge.

 O terra di afflizione ...

Ma un giorno della nostra vita

la primavera rifiorirà.

Libero allora, o Patria!

Dirò: sei mia.

 O terra infine libera

dove potremo rivivere, amare!

O terra infine libera

dove potremo rivivere, amare,

amare.

 

Il canto Soldati delle paludi fu composto nel 1934 in uno dei primi campi creati nelle paludi, alla frontiera tedesco-olandese, da un detenuto minatore, Johan Esser; fu messo in versi dal poeta Wolfgang Langhoff e musicato da Rudi Goguel, anch'essi prigionieri.

Soldati delle paludi fu cantato già nel 1936 in Spagna dalla Brigata internazionale.

Questo canto è diventato per i deportati di tutti gli altri Paesi l'inno della speranza e, in seguito, del ricordo dei crimini contro l'umanità.

Tratto da:

Qui non ci sono bambini. Un'infanzia ad Auschwitz di Thomas Geve - Einaudi 2011 Yad Vashem Publications.

 

Thomas Geve nasce a Stettino, sulle rive del Baltico, nel 1929. A cinque anni si trasferisce con la madre a Berlino presso i nonni, mentre il padre è costretto a emigrare in Inghilterra. Nel 1943, a poco più di tredici anni, viene deportato ad Auschwitz e in seguito a Gross-Rosen e Buchenwald, dove finalmente, nell'aprile del 1945, irrompe l'esercito alleato che libera gli internati. Geve chiede delle matite e dei fogli con cui fissa in 79 disegni il ricordo della prigionia. Riunitosi al padre, dopo la guerra si trasferisce prima a Londra e poi in Israele, dedicandosi alla carriera di ingegnere civile. Nel 1985 dona i suoi disegni al museo Yad Vashem, il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell'Olocausto, dove vengono raccolti, restaurati e conservati.

Da quei giorni del 1945 Thomas Geve non ha mai più disegnato.

 

Thomas-Geve-1945.jpg 

Thomas Geve, nel 1945, nel centro di convalescenza svizzero; ha quindici anni e sta scrivendo a suo padre.

Due dei disegni di  Thomas Geve:

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Un altro mondo – la porta di Birkenau.

È da questa porta del campo di Birkenau che passavano le vittime.

 

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La cultura ad Auschwitz.

Impiccagione di dodici polacchi, sospettati di aver tentato la fuga.

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1943 - 1946: dalla monarchia alla repubblica. Cronologia.

1 Janvier 2026 , Rédigé par Renato Publié dans #Resistenza italiana

I re sabaudi erano re d'Italia «per grazia di Dio e volontà della nazione»; nella repubblica il principio della sovranità risiede unicamente nel popolo.

 

«Vivere in repubblica è stato per i democratici e per i popolani del Risorgimento, quindi per le avanguardie radicali dell'Italia unita legate alla memoria e alla lezione di Garibaldi e di Mazzini o anche alla tradizione del socialismo rivoluzionario di Pisacane […] un ideale e un motivo di lotta di più generazioni. A quelle radici si raccorda la nascita della Repubblica italiana, nel 1946, quando le grandi organizzazioni popolari - i moderni partiti di massa e democratici - imposero pacificamente l'estromissione della monarchia al culmine di tutto un ciclo storico, nel momento in cui il prestigio della casa regnante, già coinvolto nel ventennale compromesso col regime fascista, era crollato nella sconfitta e nella non imprevedibile (e non imprevista) rovina del paese.»

 

Di seguito una cronologia di quel che è accaduto fra il 1943 e il 1946, un quadriennio di intensa vita collettiva e di una lotta politica molto vivace e ricca che isola volutamente il contesto della «questione istituzionale». Il problema della monarchia era il primo problema politico, di ordine generale, che si ripresentava alla coscienza nazionale al momento stesso della caduta del fascismo.

Lo scioglimento del nodo politico e ideale fra la dinastia sabauda e il popolo italiano si è verificato, nel '46, senza rilevanti residui (non ne è nata, ad esempio, una «questione monarchica»); e ciò sta anche a significare che l'avvento della repubblica, in fondo, era ormai divenuto funzionale alle istanze, alle esigenze di rinnovamento democratico e di progresso civile largamente prevalenti nel paese, dopo l’esperienza della dittatura fascista.

 

1943

marzo. Scioperi operai a Torino e Milano. La crisi del regime assume dimensioni di massa; le forze conservatrici prendono le distanze dal fascismo.

10 luglio. Sbarco anglo-americano in Sicilia.

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25 luglio. Mussolini esautorato dal Gran Consiglio; colpo di Stato monarchico; governo Badoglio. Ha inizio il periodo dei «quarantacinque giorni ».

22-25 agosto. Costituzione del Partito socialista italiano di unità proletaria (PSIUP).

5-7 settembre. Primo convegno nazionale del Partito d'Azione a Firenze: ne esce un programma repubblicano.

8 settembre. Annunzio dell'armistizio con gli Alleati.

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9 settembre. «Fuga di Pescara »: i Savoia e Badoglio abbandonano la capitale e si rifugiano a Brindisi. A Roma ha inizio la Resistenza e si forma il CLN.

23 settembre. Mussolini, sotto la protezione dei tedeschi, lancia la «Repubblica sociale», ultima metamorfosi del fascismo collaborazionista.

28 settembre. Comitato permanente d'azione fra PSIUP e PCI.

13 ottobre. Badoglio dichiara guerra alla Germania.

16 ottobre. IL CLN centrale (Roma) rivendica un governo straordinario dotato di poteri costituzionali. La questione istituzionale divide i partiti antifascisti.

30 ottobre. Impegno degli Alleati, alla conferenza di Mosca, sulla democratizzazione del governo italiano.

5 novembre. Ercoli (Togliatti) puntualizza da Radio Milano Libertà, la questione del re e pone l'obiettivo di un'Assemblea nazionale costituente.

17 novembre. Ricostituzione, a Brindisi, del governo Badoglio, con personale trasformista, militare e tecnico, sempre avversato dall'antifascismo militante.

8 dicembre. Il I Raggruppamento motorizzato «Savoia» entra in linea a Montelungo al fianco degli Alleati.

 

1944

21 gennaio. Sbarco alleato ad Anzio. L'obiettivo di una rapida avanzata su Roma fallisce.

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28-29 gennaio. Congresso di Bari dei CLN: rivendica l'abdicazione del re e forma una «giunta esecutiva».

31 gennaio. IL CLN centrale attribuisce al CLN di Milano poteri di «governo straordinario».

11 febbraio. Il governo Badoglio si trasferisce a Salerno; poco dopo il re, pur rifiutando l’abdicazione, acconsente segretamente al proprio ritiro.

22 febbraio. Dichiarazioni di Churchill al Comuni, in appoggio al governo Badoglio, e alla monarchia.

1-8 marzo. Scioperi di massa contro i nazifascisti nell'Italia settentrionale: consolidamento della Resistenza.

12 marzo. Comizio dei partiti di sinistra, a Napoli, contro le dichiarazioni di Churchill e la monarchia.

14 marzo. L'URSS riconosce il governo Badoglio.

1° aprile. Risoluzione dei Consiglio nazionale del PCI, riunito da Togliatti per un governo di unità nazionale e antifascista.

12 aprile. Dichiarazione di Vittorio Emanuele III: impegno ad istituire la luogotenenza nelle persona del figlio Umberto II all’atto della liberazione di Roma.

21 aprile. Si costituisce il governo Badoglio-CLN. Croce, Sforza, Togliatti, Mancini, Rodinò ministri senza portafoglio. È la «svolta di Salerno».

3 giugno.«Patto di Roma», fra comunisti, socialisti e cattolici: è posta la base dell'unità sindacale nella CGIL.

4 giugno. Le truppe alleate entrano a Roma. Viene attivata la luogotenenza e si forma il governo Bonomi.

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6 giugno. Sbarco anglo-americano in Francia. A Roma si costituisce il Partito democratico italiano, estraneo al CLN e dichiaratamente monarchico.

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9 giugno. Per iniziativa dei CLN, le formazioni partigiane sono inquadrate nel Corpo Volontari della libertà.

25 giugno. Primo decreto legislativo sulla convocazione della Costituente. Entra in funzione la «tregua istituzionale ».

12 agosto. Il generale Raffaele Cadorna è paracadutato nell'Italia, settentrionale; assumerà il comando del CLN.

5-7 novembre. Convegno dei triumvirati insurrezionali del PCI.

25 novembre. Crisi dei governo di unità nazionale, aperta dai liberali. Bonomi rassegna le dimissioni nelle mani del luogotenente.

7 dicembre. Secondo gabinetto Bonomi, formato da DC, PCI, PLI, Socialisti e azionisti su posizioni critiche.

27 dicembre. Esce a Roma il giornale L'uomo qualunque, che nel corso del '45 promuoverà un «partito dei senza partito».

 

1945

2-12 gennaio. Conferenza di Yalta (Roosevelt, Stalin, Churchill).

28 gennaio. Primo congresso della CGIL a Napoli.

31 marzo: Memoriale all'ONU dei separatisti siciliani.

12 aprile. Morte di Roosevelt. Gli succede Truman.

25 aprile. Insurrezione partigiana a Milano.

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28 aprile. Mussolini è fucilato per ordine del CLN.

29 aprile. Gli anglo-americani entrano in Milano.

5 maggio. Fine della guerra in Europa.

maggio. Trattative dei Comitato di liberazione Alta Italia a Roma («tutto il potere ai CLN»). .

30-31 maggio. Il Risorgimento liberale attacca i CLN; il Popolo reclama il disarmo dei partigiani.

20 giugno. Formazione del governo Parri. È il culmine dell'influenza e del prestigio dell'antifascismo.

26 giugno. Scoccimarro propone il cambio della moneta. La proposta non verrà attuata.

7 luglio. Dopo il successo delle sinistre in Francia (13 maggio), i laburisti vincono le elezioni in Gran Bretagna.

6 agosto. Gli USA sganciano su Hiroshima la bomba atomica.

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2 settembre. Resa del Giappone e fine della guerra

11 settembre. Negoziati per il trattato di pace dell'Italia.

25 settembre. Convocazione della Consulta nazionale.

27 settembre. Croce difende alla Consulta i regimi liberali del prefascismo criticati da Ferruccio Parri.

14 ottobre. Manifestazioni del PCI e PSIUP in tutta Italia per rivendicare e accelerare i tempi della Costituente.

22-28 ottobre. XIX Settimana sociale dei cattolici italiani su «Costituzione e Costituente». Messaggio di Pio XII.

17 novembre. La giunta esecutiva del PLI apre la crisi di governo d’accordo con la Democrazia cristiana.

10 dicembre. De Gasperi succede a Parri alla testa del governo. Nenni ministro per la Costituente.

29 dicembre. V Congresso del PCI; si pronuncia per una Costituente sovrana e per una Repubblica di lavoratori.

 

1946

16 febbraio. Nasce il partito dell’ Uomo qualunque.

21 febbraio. Crisi e scissione del Partito d'Azione, subito dopo il congresso di Roma.

25 febbraio. Pio XII condanna l'ideologia comunista.

26 febbraio. Accordo di governo sul referendum istituzionale e sulle elezioni per la Costituente.

5 marzo. Discorso di Churchill a Fulton, alla presenza di Truman. Teoria della «cortina di ferro» e rilancio della «guerra fredda».

10 marzo-7aprile. Si conclude il primo turno delle amministrative: nei centri in cui si vota con la proporzionale PCI e PSIUP toccano da soli il 47,8 per cento.

12 marzo. Convocazione dei comizi elettorali per il 2 giugno.

2 aprile. Si forma la moderata e tradizionalista Unione democratica nazionale (Croce, Orlando, Nitti, Bonomi).

11-17 aprile. Congresso del PSIUP a Firenze: sinistra e destra (Saragat) si equilibrano.

12 aprile. Sforza, dopo aver auspicato un raggruppamento democratico delle «forze medie del paese», aderisce al PRI.

13 aprile. I monarchici danno vita al Blocco nazionale della libertà.

17 aprile. Inizio della campagna elettorale politica.

26 aprile. Il congresso della DC si pronuncia a maggioranza per la repubblica (60%). Il 23% è per la monarchia e il 17% si astiene. De Gasperi sfugge però al dilemma.

3 maggio. Il congresso liberale si pronunzia a larga maggioranza per la monarchia.

9 maggio. Abdicazione di Vittorio Emanuele III, che rompe la tregua istituzionale. Umberto diventa re («Re di maggio» per i repubblicani).

10-11 maggio. Manifestazioni monarchiche a Roma contro Nenni e Togliatti e per le dimissioni del governo. Controdimostrazioni repubblicane.

16 maggio. La Commissione alleata di controllo respinge la richiesta della Unione monarchica di sospendere il referendum.

19 maggio. «Giornata di preghiera» dell'Azione cattolica per la Costituente, in appoggio alla Democrazia cristiana.

24 maggio. Comizio monarchico del generale Bencivegna e manifestazione al Quirinale.

2 giugno

2 giugno. Voto popolare sul referendum e per la Costituente.

10 giugno. La Corte di Cassazione proclama i risultati del referendum già comunicati dal governo (12.672.767 per la repubblica, 10.688.905 per la monarchia).

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Si apre la crisi fra governo e luogotenenza. Umberto rifiuta la trasmissione dei poteri. «Ricorso Selvaggi», di parte monarchica.

12 giugno. Il clima da colpo di Stato monarchico sfocia a Napoli nell'assalto alla federazione comunista, che viene sanguinosamente respinto.

13 giugno. Il governo assume i poteri luogotenenziali e Umberto di Savoia è costretto a lasciare il paese.

18 giugno. La Corte di Cassazione emette il verdetto definitivo sui risultati del referendum.

25 giugno. Convocazione dell'Assemblea costituente.

28 giugno. Enrico De Nicola viene eletto dalla Costituente come capo provvisorio dello Stato (396 voti su 504).

 

Bibliografia:

Enzo Santarelli Dalla monarchia alla Repubblica-1943·1946. La nascita della Costituzione italiana Nuova Iniziativa Editoriale 2007

 

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