varia
2 giugno: festa della Repubblica
/image%2F1186175%2F20250520%2Fob_37514e_una-repubblica-antifascista.jpg)
2 giugno 1946: il primo referendum che ha cambiato l´Italia. Monarchia o Repubblica?

Di fronte al quesito secco, due opzioni antitetiche, oltre 12 milioni di italiani scelsero di cambiare. E con un margine di due milioni di voti sui monarchici nacque la Repubblica Italiana.
|
|
Voti
|
%
|
|
MONARCHIA
|
10 718 502
|
45,70%
|
|
REPUBBLICA
|
12 718 641
|
54,30%
|
|
bianche/nulle
|
1 509 735
|
|
|
Totale voti validi
|
23 437 143
|
100%
|


Lissone 25 aprile 2026
Le celebrazioni a Lissone per l'81mo anniversario della Liberazione
manifesto delle celebrazioni
Intervento del Presidente dell'ANPI di Lissone Pierangelo Stucchi
La sera di sabato il gruppo musicale BARABAN, che da oltre 40 anni calca le scene nazionali e internazionali, ci ha offerto uno spettacolo dinamico e coinvolgente in occasione del 25 APRILE
SABATO 25 APRILE ORE 21.00 PALAZZO TERRAGNI - PIAZZA LIBERTÀ LISSONE
manifesto del concerto
Sestri Levante 12 aprile 2026
/image%2F1186175%2F20260407%2Fob_e36f60_sestri-12-04-2026.jpeg)
Anche quest’anno abbiamo accolto l’invito dell’ANPI di Sestri a partecipare a questa cerimonia a ricordo dei caduti nella guerra di Liberazione di questa vallata di Santa Vittoria e delle vicine frazioni: tra di loro il nostro concittadino Arturo Arosio fucilato con altri quattro partigiani poco distante da qui il 18 marzo 1945 ad opera delle Brigate Nere della Repubblica Sociale Italiana.
Mancava poco più di un mese alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Infatti il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Alta Italia proclamò l’insurrezione generale nel Nord Italia con l’ordine di attaccare i presidi nazifascisti e liberare città chiave come Milano, Torino, Genova prima dell’arrivo degli Alleati.
I giovani devono sapere che la Resistenza è stata fondamentale per combattere un male che si è dimostrato come assoluto e senza paragoni nella storia.
Le donne partigiane combattenti furono 35 mila, e 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della Donna. 4653 di loro furono arrestate e torturate, oltre 2750 vennero deportate in Germania, 2812 fucilate o impiccate. 1070 caddero in combattimento, 19 vennero, nel dopoguerra, decorate di Medaglia d'oro al valor militare.
E con il ritorno della libertà e della democrazia, 80 anni fa di questi giorni le donne ottennero il diritto di voto e di essere elette.
Nel marzo 1946 in diversi comuni, in maggioranza del Centro Nord, si svolsero le elezioni amministrative (negli altri comuni si tennero in settembre) circa duemila donne entrano nei Consigli comunali, 12 assumono l’incarico di sindaca in centri di diverse regioni.
Quest’anno ricorre l’80mo anniversario della Repubblica e del voto alle donne.
Infatti il 16 marzo 1946 il decreto luogotenenziale n° 99 stabiliva che «contemporaneamente alle elezioni per l'Assemblea Costituente» il popolo sarebbe stato chiamato a decidere, mediante «referendum», sulla forma istituzionale dello Stato (Repubblica o Monarchia). L'Assemblea Costituente aveva il compito di fissare e regolare la forma dello Stato con norme della Costituzione.
E Il 2 giugno 1946 il suffragio universale e l’esercizio dell’elettorato passivo portarono per la prima volta in Parlamento anche le donne. Si votò per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica e per eleggere l’Assemblea costituente che si riunì in prima seduta il 25 giugno 1946 nel palazzo Montecitorio.
Nell’Assemblea costituente, su un totale di 556 deputati furono elette 21 donne: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista, 2 del Partito socialista e 1 dell’Uomo qualunque.
Tra di loro, la più giovane Teresa Mattei di venticinque anni. Fiorentina, di famiglia antifascista, sceglie presto la lotta clandestina. Entra nella Resistenza con il nome di battaglia “Chicchi”. È staffetta con documenti spesso nascosti nell’orlo della gonna e notti passate a stampare volantini proibiti.
Contribuisce in modo decisivo nel coordinare le azioni partigiane di guerriglia. È attiva nei Gruppi di Difesa delle Donne.
A lei si deve la scelta della mimosa come fiore per la Festa della Donna dell’8 marzo. È un fiore semplice, modesto. Fiorisce proprio a marzo. All’apparenza è fragile, ma resiste: i rami si piegano ma non si spezzano. E i fiori, minuscoli, sono forti solo insieme.
La Costituzione repubblicana – giudicata il frutto più cospicuo della lotta antifascista – è promulgata il 27 dicembre 1947 da De Nicola.
La Costituzione è antifascista dall’inizio alla fine.
Nell’articolo 1 la Costituzione è antifascista quando dichiara che la Repubblica è democratica, dal momento che il fascismo negò la democrazia mettendo fuori legge tutti i partiti ad eccezione di quello fascista e riducendo così le elezioni a una tragica farsa.
E la Costituzione è antifascista all’articolo 11 quando ripudia la guerra di offesa agli altri popoli che invece il fascismo praticò già prima di allearsi con la Germania nazista.
La Costituzione è antifascista quando organizza le istituzioni secondo il fondamentale principio della divisione dei poteri. Solo se il Parlamento e la Magistratura, il Legislativo e il Giudiziario, sono davvero autonomi e indipendenti dal Governo, dall’Esecutivo, si evita quella concentrazione di potere nel Governo, quella onnipotenza del potere esecutivo che è la sostanza di tutti i dispotismi di ieri e di oggi.
Come nei referendum costituzionali del 2006 e del 2016 anche nell’ultimo del 22 e 23 marzo gli italiani hanno risposto NO alla modifica di sette articoli della Costituzione.
L'Anpi si era impegnata per il NO nella campagna referendaria. L’esperienza fascista ci ha insegnato che una costituzione democratica equilibrata si fonda, oltre che sul riconoscimento e sulla garanzia dei diritti dei cittadini, su istituzioni rappresentative e radicate nella società e su una chiara divisione dei poteri dello Stato.
E in quest’ora oscura della Storia in cui nel mondo sono in corso 56 conflitti armati, chiediamo che i nostri governanti promuovano la risoluzione non armata dei conflitti come vuole l’articolo 11 della nostra Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali …”
È stato calcolato che i Caduti nella Resistenza italiana (in combattimento o eliminati dopo essere finiti nelle mani dei nazifascisti), siano stati complessivamente circa 45mila; altri 21mila rimasero mutilati o invalidi. Tra partigiani e soldati italiani caddero combattendo almeno 40 mila uomini (10mila furono i militari della sola Divisione Acqui, Caduti a Cefalonia e Corfù). Altri 40mila gli IMI (Internati Militari Italiani), morirono nei Lager nazisti.
La Resistenza aveva dato il suo contributo alla sconfitta del fascismo e del nazismo.
Ha scritto il partigiano Enzo Biagi, nome di battaglia il Giornalista:
«... erano giovani che lasciarono le case e andarono sui monti. Videro la morte e uccisero, seppero la crudeltà e l'amore, la disperazione e la speranza. Offrirono i loro vent'anni per avere una certezza, una fede che li sollevasse. La trovarono in un nome: libertà».
E la cerimonia di oggi non è uno stanco rituale ma un sentito omaggio a coloro che hanno sacrificato la vita per ridare libertà e democrazia all’Italia.
Renato Pellizzoni
2026 22 e 23 marzo REFERENDUM Costituzione Giustizia
L’ ANPI di Lissone è impegnata a sostegno del NO
/image%2F1186175%2F20260324%2Fob_e01acf_logo.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260216%2Fob_51f58b_perche-votare-no.jpeg)
Iniziativa del Partito Democratico 16 febbraio 2026
/image%2F1186175%2F20260216%2Fob_842af2_iniziativa-pd.jpeg)
Inoltre a LISSONE;
Nel direttivo della Sezione ANPI di Lissone del 13 febbraio, si è discusso sulla possibilità di costituire il Comitato per il No a livello territoriale, come sollecitato dal Comitato provinciale di Monza e Brianza da poco formatosi per promuovere e sostenere il voto per il No nel Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Dopo un confronto tra i presenti e anche telefonicamente con Franchini, responsabile a livello provinciale, si decide di prendere contatti con associazioni e partiti lissonesi per procedere alla formazione di un Comitato Territoriale per il No a Lissone. Stucchi e Brusa contatteranno i responsabili dei vari gruppi per decidere un primo incontro organizzativo. Le indicazioni per la campagna referendaria sono di svolgere iniziative principalmente come Comitato per il No, non escludendo l’autonomia di programmazione per partiti e associazioni.
_______________________________________
Anche a Lissone nasce il Comitato “VOTIAMO NO” al Referendum Costituzionale Nella sede del Circolo PD Lissone di via Indipendenza, giovedì 19 febbraio si è costituito il Comitato di Lissone per promuovere e sostenere il VOTO No alle urne del Referendum sulla Giustizia del 22 e 23 Marzo 2026. Il comitato è nato da un accordo tra il Circolo PD Lissone, le liste civiche Il Listone e Vivi Lissone, ANPI Lissone, il Comitato per la difesa del territorio e la CGIL, ma l’elenco è in costante aggiornamento. “Quella per il NO è una battaglia importantissima, perché significa difendere la nostra democrazia e la sua Costituzione: una democrazia fondata sull’autonomia e l’indipendenza dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario”, dichiarano i referenti del Comitato, che aggiungono: “Questa riforma non incide minimamente sulla Giustizia, perché non riduce i tempi dei processi e non porta alcun miglioramento della qualità del lavoro di PM e magistrati giudicanti, anzi, i PM subiranno pressioni indirette e sarà la politica a dettare loro la priorità per quanto riguarda le indagini da avviare. Inoltre, il nuovo sistema avrà costi molto più alti per gli italiani: dividere le carriere significa dividere la formazione e i concorsi delle due categorie di magistrati e cambiare le sedi di lavoro dei due rispettivi CSM, assumendo nuovo personale amministrativo. In più, ci sarà da finanziare da zero un nuovo organismo che è l’Alta Corte Disciplinare.” Il Comitato avrà il compito di coordinare e organizzare banchetti, volantinaggi e iniziative nel Comune di Lissone per informare sull'importanza di votare No al Referendum e per fare chiarezza sulle vere implicazioni della riforma. “Il Ministro Nordio ha dichiarato apertamente che con questa riforma la politica riprende i suoi spazi e che farebbe comodo anche ai Governi del futuro. Queste dichiarazioni hanno fatto arrabbiare persino l’ex magistrata e deputata della Lega Simonetta Matone, che ha detto che Nordio sta involontariamente aiutando il fronte del NO perché confonde ciò che si può dire in privato da quello che si può dire pubblicamente. Ci rendiamo conto? Gli stessi partiti a favore della riforma ammettono che la nuova legge costituzionale serve solo alla politica, ma anche che bisogna convincere i cittadini a votarla praticamente ingannandoli.” Per questo, il Comitato rivolge un appello e un invito alle associazioni, ai movimenti, ai partiti, alle cittadine e ai cittadini ad aderire e ad affiancarli in questa battaglia, la cui priorità è quella innanzitutto di informare sui veri scenari che si aprirebbero per l’Italia qualora la legge venisse confermata.
Di seguito il testo del quesito referendario che troveremo sulla scheda di voto:
“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?'”.
/image%2F1186175%2F20260324%2Fob_ffe60f_feea9084fb642c009b0b165e73f84d22-u8637.jpg)
Di seguito gli articoli della COSTITUZIONE che, in caso di vittoria del sì, saranno oggetto di revisione:
L'articolo 87, decimo comma, della Costituzione italiana stabilisce che il Presidente della Repubblica "presiede il Consiglio superiore della magistratura" (CSM). Questa funzione garantisce l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, collegando l'organo di autogoverno al capo dello Stato, rappresentante dell'unità nazionale.
Il primo comma dell'articolo 102 della Costituzione italiana stabilisce che "La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario". Questo principio garantisce l'indipendenza della magistratura da altri poteri dello Stato e sancisce che la giustizia è amministrata da giudici imparziali, preesistenti alle controversie.
L'art. 104 della Costituzione italiana sancisce che la magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, garantendo l'indipendenza strutturale dei giudici. Istituisce il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) come organo di autogoverno, presieduto dal Presidente della Repubblica, composto per due terzi da magistrati eletti dai colleghi e per un terzo da membri laici (professori/avvocati) eletti dal Parlamento.
L'art. 105 della Costituzione italiana conferisce al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) la competenza esclusiva in materia di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari dei magistrati ordinari. Questa norma garantisce l'autonomia e l'indipendenza della magistratura dal potere esecutivo (Ministero della Giustizia).
L'art. 106, comma 3, della Costituzione italiana prevede la nomina di consiglieri di Cassazione per "meriti insigni", in deroga al concorso pubblico. Su designazione del Consiglio Superiore della Magistratura, possono essere nominati professori universitari ordinari in materie giuridiche e avvocati con 15 anni di esercizio iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.
L'art. 107, comma 1, della Costituzione italiana sancisce il principio dell'inamovibilità dei magistrati, stabilendo che non possono essere sospesi, dispensati dal servizio o destinati ad altre sedi/funzioni senza il loro consenso o una decisione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Tale norma tutela l'indipendenza dei giudici da pressioni esterne.
L'art. 110 della Costituzione italiana stabilisce che, fatte salve le competenze del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), spettano al Ministro della Giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. Questa norma separa la gestione amministrativa (potere esecutivo) dall'attività giurisdizionale (potere autonomo), garantendo l'indipendenza dei magistrati.
/image%2F1186175%2F20260324%2Fob_38651b_facebook-1774335125749-744210091527360.jpg)
/image%2F1186175%2F20260324%2Fob_18686f_facebook-1774358812752-744220026576430.jpg)
Giornate del tesseramento
Le giornate nazionali del tesseramento sono state programmate per il 28 e 1° marzo.
Quest’anno ricorre l’80° della Repubblica e del voto alle donne
/image%2F1186175%2F20260218%2Fob_d1d76b_notizione.jpg)
Nel direttivo della Sezione si è deciso quindi di aprire la campagna tesseramento sabato 28 febbraio e contemporaneamente di svolgere l’assemblea annuale nel pomeriggio dalle 15 alle 18 nella sede di Via Fiume.
la copertina della tessera ANPI 2026
/image%2F1186175%2F20260218%2Fob_cb9113_tessera-2026.jpg)
25 settembre: anniversario della nascita di Sandro Pertini
La nostra associazione, in un “Viaggio della Memoria” si è recata a Stella, in provincia di Savona, per visitare la casa natale di Pertini, oggi trasformata in un piccolo museo e ha depositato dei fiori sulla tomba dove il “partigiano Pert” è sepolto con la moglie Carla Voltolina.
Alessandro Pertini è nato a Stella (Savona) il 25 settembre 1896.
Laureato in giurisprudenza e in scienze politiche e sociali.
Coniugato con Carla Voltolina.
Ha partecipato alla prima guerra mondiale; ha intrapreso la professione forense e, dopo la prima condanna a otto mesi di carcere per la sua attività politica, nel 1926 è condannato a cinque anni di confino.
Sottrattosi alla cattura, si è rifugiato a Milano e successivamente in Francia, dove ha chiesto e ottenuto asilo politico, lavorando a Parigi.
Anche in Francia ha subito due processi per la sua attività politica.
Tornato in Italia nel 1929, è stato arrestato e nuovamente processato dal tribunale speciale per la difesa dello Stato e condannato a 11 anni di reclusione.
Scontati i primi sette, è stato assegnato per otto anni al confino: ha rifiutato di impetrare la grazia anche quando la domanda è stata firmata da sua madre.
Lettera di Pertini, scritta dal confino di Pianosa, il 23 febbraio 1933, in cui rinuncia alla domanda di grazia presentata dalla madre.

Tornato libero nell'agosto 1943, è entrato a far parte del primo esecutivo del Partito socialista. Catturato dalla SS, è stato condannato a morte.
La sentenza non ha luogo. Nel 1944 è evaso dal carcere assieme a Giuseppe Saragat, ed ha raggiunto Milano per assumere la carica di segretario del Partito Socialista nei territori occupati dal Tedeschi e poi dirigere la lotta partigiana: è stato insignito della Medaglia d'Oro.
Il discorso di Sandro Pertini, segretario del Partito Socialista nell'Italia occupata, pronunciato la sera del 27 aprile 1945 dal microfono di Radio Milano, liberata dalle formazioni “Matteotti”.

I Maggio 1945: Pertini parla a Milano per la prima festa del Lavoro nell'Italia libera
Conclusa la lotta armata, si è dedicato alla vita politica e al giornalismo.
E' stato eletto Segretario del Partito Socialista Italiano di unità proletaria nel 1945. E' stato eletto Deputato all'Assemblea Costituente.
E' stato eletto Senatore della Repubblica nel 1948 e presidente del relativo gruppo parlamentare.
Direttore dell'"Avanti" dal 1945 al 1946 e dal 1950 al 1952, nel 1947 ha assunto la direzione del quotidiano genovese "Il Lavoro".
E' stato eletto Deputato al Parlamento nel 1953, 1958, 1963, 1968, 1972, 1976.
E' stato eletto Vice-Presidente della Camera dei Deputati nel 1963.
E 'stato eletto Presidente della Camera dei Deputati nel 1968 e nel 1972.
Dopo il fallimento della riunificazione tra P.S.I. e P.S.D.I,. aveva rassegnato le dimissioni, respinte da tutti i gruppi parlamentari.
E' stato eletto Presidente della Repubblica l'8 luglio 1978 (al sedicesimo scrutinio con 832 voti su 995). Ha prestato giuramento il giorno successivo.
Ha rassegnato le dimissioni il 29 giugno 1985: è divenuto Senatore a vita quale ex Presidente della Repubblica. E' deceduto il 24 febbraio 1990.
Natale 2022
In occasione del Natale, la nostra Sezione è in piazza Libertà con la casetta di legno messa a disposizione dall'Amministrazione comunale per le associazioni, sabato 10 e domenica 18 dicembre. Per l’occasione troverete libri, magliette ed altri gadget, oltre all'amaro partigiano. Venite a trovarci. Sarà possibile fare nuove iscrizioni e prenotare la tessera 2023.
È una delle numerose iniziative previste per il Natale lissonese.
/image%2F1186175%2F20221208%2Fob_9f6ff7_logo-natale-2022.jpg)
Festa dell'ANPI provinciale di Monza e Brianza
/image%2F1186175%2F20220611%2Fob_62a06f_festa-provinciale.jpg)
per il programma della festa vedi: http://www.anpimonzabrianza.it/festa2022.html
/image%2F1186175%2F20140810%2Fob_e5a2c4_logo-anpi-copie.bmp)


/image%2F1186175%2F20260421%2Fob_4231db_manifesto-celebrazione-25-aprile.jpg)
/image%2F1186175%2F20260426%2Fob_444a9d_1.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260426%2Fob_87aedd_2.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260426%2Fob_6f1889_3.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260426%2Fob_554c06_4.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260426%2Fob_d48748_5.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260426%2Fob_60b2bd_6.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260426%2Fob_25eb44_8.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260426%2Fob_3db855_9.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260418%2Fob_675765_baraban-im.jpg)
/image%2F1186175%2F20260426%2Fob_fbbe81_baraban.jpg)
/image%2F1186175%2F20260421%2Fob_1f9bbd_foto-locandina.jpg)
/image%2F1186175%2F20260413%2Fob_086de4_6.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260413%2Fob_da4ddc_9.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260413%2Fob_ed0907_3.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260413%2Fob_16784c_10.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260413%2Fob_3d83ab_11.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260413%2Fob_15a7d9_1.jpeg)
/image%2F1186175%2F20260313%2Fob_a10bcf_img-20260311-wa0000.jpg)
/image%2F1186175%2F20230623%2Fob_807255_manifesto-festa-anpi-mb.jpg)