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È morto Egeo Mantovani
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Figlio di braccianti agricoli, trasferitisi a Carpi e poi nell'Agro Pontino, a undici anni inizia a lavorare come bracciante e meccanico. Mobilitato durante la Seconda guerra mondiale, Mantovani fa parte della divisione Ariete, di stanza nell'Africa settentrionale, e partecipa anche alla battaglia di El Alamein. L'8 Settembre 1943 si trova a Bologna; la sua caserma è occupata dai nazisti, ma lui riesce a scappare. Si rifugia prima da una zia (che con altre donne aiutava i soldati sbandati, fornendo loro abiti e calzature borghesi), ma presto entra nelle formazioni partigiane che si vanno organizzando sulle montagne tosco-emiliane. Partecipa così a numerose azioni contro i nazifascisti e ha modo di salvare molti soldati inglesi. Mantovani, che è stato fra i protagonisti della liberazione della sua città, ha ricevuto dal comune di Carpi un riconoscimento ufficiale del contributo dato alla Resistenza. Entrato nel 1946 alla "Magneti Marelli", dal 1954 al 1970 è stato membro della commissione interna. rendendosi protagonista di numerose conquiste sindacali. In quegli stessi anni ha ricoperto numerosi incarichi, tra cui quello di presidente della Cooperativa "Carlo Cattaneo" di Monza, membro del direttivo provinciale della Fiom, segretario del Coordinamento nazionale della Magneti-Marelli. Per diversi anni è stato l'anima e il punto di riferimento dell'ANPI di Monza e della Brianza. Nel 2008 è stato eletto Presidente onorario della nuova ANPI provinciale di Monza-Brianza. Fu instancabile nella sua quotidiana attività di coordinatore e divulgatore dei principi dell'antifascismo.
Concorso "Sulle ALI della LIBERTÀ"
Donne e uomini che hanno dato la propria vita per la libertà.
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Presentazione dei video realizzati dagli studenti della classi quinte dell’indirizzo tecnico “Grafica e Comunicazione” dell’Istituto Meroni di Lissone in occasione del 77mo anniversario della Liberazione.
NO alla guerra
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Intervento dell’ANPI al presidio per la pace in Ucraina
La pace è un valore inestimabili per tutti i cittadini del mondo. Per tutti è la condizione di una vita degna: lavorare, studiare, curarsi, conoscere e conoscersi e più in generale una vita degna di essere vissuta diventano mete irraggiungibili in mezzo al frastuono delle armi.
Per noi dell’Anpi la pace è, più nello specifico, un irrinunciabile principio costituzionale: l’articolo 11 stabilisce che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. La Russia ha attaccato e invaso un Paese sovrano e sta utilizzando la guerra come strumento di offesa alla libertà di un altro popolo. Non ci possono essere dubbi, perciò, sulla condanna più ferma di questa scelta sciagurata. Bisogna aggiungere, per rimanere allo spirito e alla lettera dell’articolo 11 della Costituzione, che la guerra non può essere giustificata neppure come “mezzo di risoluzione” della controversia che da molti anni oppone Ucraina e Russia in merito allo statuto della Crimea e del Donbass.
Ma occorre anche aggiungere che la pace non è e un semplice atto di volontà, una pura proclamazione di principio. Essa è soprattutto una costruzione politica: la costruzione faticosa ma indispensabile di un ordine internazionale, di un equilibrio complessivo, sempre difficile e delicato, che riesca a mediare tra aspirazioni e interessi non semplici da comporre. Da questo punto di vista, la comunità internazionale tutta, e non solo Russia e Ucraina, è chiamata a un lavoro di mediazione la cui sola alternativa è, come drammaticamente vediamo in questi giorni, una guerra già devastante che rischia addirittura di allargarsi con conseguenze angoscianti e imprevedibili.
Ci preoccupano, perciò, quelle forme di solidarietà col popolo ucraino che di fatto spingono nella sola direzione di un sostegno militare, che di fatto significherebbe estendere il conflitto in corso a tutta l’Europa. Auspichiamo perciò che, insieme con le dure sanzioni economiche alla Russia, i governi dell’Unione Europea e gli organi dirigenti della Nato abbiano la saggezza di incoraggiare qualsiasi sforzo diplomatico volto a salvaguardare, insieme, l’indipendenza e la sovranità dell’Ucraina, i diritti delle popolazioni russofone dell’Ucraina stessa e la sicurezza russa.
Sappiamo bene che la Russia è un’autocrazia e che Putin utilizza strumentalmente l’argomento della sicurezza. Ma bisogna avere la lucidità politica di riconoscere anche che il problema del ruolo geopolitico di una gigantesca potenza nucleare si pone e si porrebbe comunque, a prescindere dall’assetto istituzionale di quel paese. L’ordinamento interno della Russia, come dimostra la sorte di molti dei coraggiosi cittadini russi che si stanno opponendo alla guerra, è lontanissimo dagli standard di una democrazia liberale decente. Ma le esperienze del passato recente ci dimostrano in abbondanza che una democrazia non si esporta.
Impegniamoci tutti, allora, a organizzare la nostra solidarietà concreta per i cittadini ucraini, in primis i profughi, a sostenere ogni forma di opposizione interna alla Russia putiniana e a incoraggiare i governi occidentali ad appoggiare ed anzi a promuovere tutti gli sforzi diplomatici indispensabili ad aprire un negoziato.
Per il Giorno della Memoria 2022
Due Pietre d’inciampo, realizzate in memoria dei lissonesi Gianfranco De Capitani da Vimercate e Giulio Colzani morti nei campi di concentramento nazisti, verranno posate a cura dell’Amministrazione comunale di Lissone (il Comune di Lissone è fra i promotori del Comitato di Monza e Brianza per le Pietre d’inciampo, costituitosi proprio allo scopo di mantenere viva la memoria di tutti i deportati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale).
La testimonianza della nipote di Giulio Colzani, Cinzia.
Giulio Colzani nacque a Lissone da Carlo e da Giulia Vismara il 12 febbraio 1911.
La sua è una storia che dimostra quello che gli storici hanno capito da tempo: che le forme di resistenza furono molteplici, e non si lasciano ridurre alla pur importantissima Resistenza armata.
Giulio Colzani era un artigiano lucidatore di mobili, celibe.
Nel settembre del 1943, non si trovava al fronte per motivi di salute in quanto, come tutta la famiglia, soffriva di vene varicose. Veniva curato dal Dottor Borello, ed era stato perciò esentato dalla partecipazione alla guerra. Era un gran lavoratore, un lucidatore che viveva ed aveva la sua bottega proprio qui in via Piave. Venne arrestato tra la fine del 1943 e l'inizio del 1944, dunque in un momento storico successivo all'8 settembre, quando i fascisti della Repubblica Sociale Italiana stanno provando a ricostruire uno Stato fascista, la Repubblica di Salò appunto, collaborando con la Germania nazista nella deportazione di ebrei, di oppositori politici e di tutta quell'umanità che la loro ideologia considerava indegna di vivere.
Un giorno tre uomini si presentano a casa Colzani per cercarlo, e i genitori lo mandano a chiamare dalla nipotina di 10 anni al famoso "CASERMACC" (ove si recava dopo il lavoro, e si incontrava con amici), un negozio di alimentari con annessa osteria sito in via Mazzini. Cercano un lucidatore, dicono, perché dovevano commissionargli del lavoro per una delle loro ville in Brianza, località Briosco. In realtà si tratta di agenti della Polizia venuti per arrestarlo. Lo zio in realtà era così stanco dalle ore di lavoro e dallo stato di salute precario, che la nipotina dovette insistere e trascinarlo verso casa, ove una volta giunto, viene trascinato dagli agenti su un'automobile direzione Monza – Villa Reale, in quegli anni sede della famigerata Guardia Nazionale Repubblicana. E lì conosce le sevizie dei fascisti. Fu addentato da cani aizzati dagli aguzzini, bastonato per ottenere una confessione. Vane furono le richieste del Dottor Borello e familiari, con tanto di certificati medici, che dimostravano il suo stato di salute. Poi viene deportato nel lager di Buchenwald dove trascorre 16 mesi fino all'aprile del 1945, e dove tra l'altro conosce due cittadini di Desio, che fortunatamente riusciranno a tornare e a raccontare le sue vicende.
La sua colpa? Quella di dare aiuto a due amici partigiani, costretti a vivere in clandestinità presso “Casa Irene” e perciò bisognosi di tutto il supporto materiale necessario in quelle circostanze estreme. E Giulio non si tirò indietro. Qualcuno, invece, aveva fatto la spia.
La lotta che in quei mesi drammatici si svolgeva nel Paese non potrebbe essere rappresentata meglio: da una parte l'Italia di Giulio, che in nome dei valori di umanità e di solidarietà sta gettando le basi di un Paese ricostruito materialmente ma anche moralmente e, dall'altra parte, l'Italia del Regime e delle spie che vede nella Germania di Hitler il "modello" del futuro.
Il campo viene liberato l'11 aprile, ma già dai primi di aprile i tedeschi organizzarono le famigerate marce della morte per evacuare il campo. Marce pesantissime per chiunque, ma a maggior ragione per Giulio, che soffriva di pesanti problemi per le vene varicose.
E durante la marcia, forse a pochi passi dalla libertà, il 24 aprile 1945, Giulio viene assassinato a colpi di mitra da una guardia tedesca.
Non ci fu modo di riavere neppure il suo cadavere, e Giulio venne dichiarato disperso in guerra all'età di 33 anni. Oggi questa pietra di inciampo ci consente almeno in un certo senso di ritrovarlo, di tributare a lui il riconoscimento per il suo sacrificio e di ricordare a noi che l'umanità, la giustizia e la democrazia sono beni preziosi ma fragili, che l'esempio di Giulio ci può aiutare a custodire.
Congresso ANPI Lissone 2021
Il Congresso di Sezione si è tenuto Sabato 20 Novembre dalle ore 15,00 presso la sala riunioni ( 1° piano ) di Villa Magatti in P.zzale S. Pertini,1 a Lissone
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L’accesso alla sala dove si teneva il Congresso era consentito solo con il GREENPASS
"La sezione lissonese dell' ANPI, riunita per celebrare il proprio congresso, apprende con sgomento delle inqualificabili espressioni con cui Fabio Meroni, consigliere comunale ed ex Sindaco leghista di Lissone, si è rivolto alla senatrice Liliana Segre. Chiamarla con il numero che la barbarie nazista le ha tatuato sul braccio è un gesto che si commenta da sé e che, come la stessa senatrice Segre ci ricorda, richiederebbe forse soltanto il silenzio.
Noi però vogliamo esprimerle tutta la nostra solidarietà ed anche la nostra immensa gratitudine per il coraggio della sua infaticabile testimonianza. Ci sentiamo di promettere alla senatrice Segre il nostro impegno, proprio nella città di Lissone, per tenere viva la sua lezione di resistenza e di democrazia".
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Direttivo eletto nel Congresso ANPI Lissone del 17/11/2021
incarichi decisi nel direttivo del 01/12/2021
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Stucchi |
Pierangelo |
Presidente |
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Ballabio |
Graziella |
Tesseramento |
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Brusa |
Mariuccia |
Verbali |
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Confalonieri |
Alberto |
Supporto organizzativo |
|
Fossati |
Cesare |
Supporto organizzativo |
|
Lissoni |
Cosetta |
Supporto organizzativo |
|
Martinengo |
Massimo |
Comunicazione |
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Missaglia |
Giovanni |
Vice Presidente |
|
Nappo |
Francesco |
Gestione informatica |
|
Pellizzoni |
Renato |
Sito Anpi |
|
Tremolada |
Luigi |
Supporto organizzativo |
|
Viganò |
Maria Rosa |
Supporto organizzativo |
6 giugno 2021: auguri ANPI
Domenica 6 giugno 2021 ricorre il 77mo anniversario della costituzione dell’ANPI.
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Per l’occasione, in mattinata, la nostra sezione lissonese rimarrà aperta per consentire il proseguimento del tesseramento.
Per le altre iniziative della giornata, vedere il sito dell’ANPI nazionale: anpi.it
25 aprile 2021
In ricordo dei partigiani, militari, civili e di tutti coloro che hanno contribuito, anche a sacrificio della vita, alla lotta contro l’oppressione nazifascista, per ridare libertà, pace e giustizia al nostro Paese.
Nella Giornata della festa della Liberazione, nel Parco della Resistenza di Via Don Minzoni, angolo via Dante, avverrà l'inaugurazione del monumento "La Pace regni nel mondo", realizzato dalla scultrice Virginia Frisoni, e donato alla Città di Lissone dalla sezione "Emilio Diligenti" dell'ANPI. L'opera rappresenta una colomba, simbolo universale di pace.
foto di G. Radaelli
Giornate del tesseramento ANPI 2021
Sabato 27 e domenica 28 febbraio si svolgeranno le giornate del tesseramento ANPI 2021.
In questa occasione la sede di Lissone (Villa Magatti, Piazzale S. Pertini) rimarrà aperta, rispettando tutte le norme di sicurezza,
Sabato 27/02 ore 15,00 – 17,30
Domenica 28/02 ore 10,00 – 12,00
vista la situazione sanitaria non possiamo garantire i tradizionali appuntamenti pubblici, pertanto vi invitiamo ad utilizzare questa ed eventuali altre aperture della sede.
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AUGURI 2021
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Nell’anno che si chiude anche noi dell’ANPI abbiamo dovuto rinunciare a molte attività a causa dell’emergenza sanitaria.
Questo non ci ha impedito di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile e, nel rispetto delle regole, alla campagna elettorale per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Avevamo dato indicazione di votare NO proprio in nome della difesa della democrazia e della Costituzione che sono la nostra stessa ragion d’essere.
Le circostanze drammatiche del 2020 ci hanno obbligato a vivere un nuovo significato della parola “resistenza”, che però in fondo vuol dire ancora una volta partecipare tutti insieme a uno sforzo collettivo in nome del bene comune.
Auguriamo a tutti i cittadini lissonesi di resistere con tenacia per arrivare quanto prima a una vita più normale.
Speriamo sia di buon auspicio il fatto che quest’anno riusciremo finalmente ad inaugurare il Monumento alla Pace che la professoressa Frisoni ha voluto offrire alla nostra comunità.
Buon anno a tutti!
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