dedicata ai

 15 Lissonesi morti per la libertà

 

Che cosa ci offri, o Storia,

dalle tue gialle pagine?

Noi eravamo gente oscura,

uomini delle fabbriche e degli uffici.

Eravamo contadini con addosso

puzza di cipolla e di sudore

e sotto i baffi spioventi

imprecavamo contro la vita.

Ci sarà almeno riconosciuto

d’averti saziata d’eventi

e abbeverata con abbondanza

nel sangue di migliaia di morti?

Non vogliamo un premio per i nostri tormenti,

le nostre immagini mai giungeranno

sino ai tuoi massicci volumi

accumulati nei secoli.

Ma tu almeno racconta con parole semplici

alle genti di domani,

destinate a darci il cambio,

che valorosamente abbiamo lottato. 

Nicola Vapzarov  (poeta bulgaro, membro della Resistenza contro l’occupazione nazista del suo Paese,  fucilato all’età di 33 anni  il 23 luglio del 1942)

 

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viaggio della memoria

scriveva Primo Levi

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti».

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Ricercando negli archivi comunali, Renato Pellizzoni, appassionato studioso della storia del XX secolo, e Maurizio Parma, profondo conoscitore di storia locale, hanno visionato documenti riguardanti la scuola pubblica a Lissone, dai più antichi risalenti alla seconda metà del XIX secolo (1860 – 1900) fino a quelli del ventennio fascista (1922 - 1945).

Di particolare interesse, negli anni dal 1930 al 1945, sono le notizie contenute nel “Giornale della classe" (così era chiamato il registro), dove gli insegnanti riportavano la cronaca e le osservazioni sulla vita scolastica. Analizzando questi giornali classe, soprattutto delle quarte e quinte classi delle elementari, si constata come “la rivoluzione nasceva non sulle piazze, ma nelle aule delle scuole elementari, quando ai giovani veniva tolto il senso della libertà individuale e la prospettiva del loro futuro obbligatoriamente si allineava a quella del cittadino-soldato. Il fascismo coltivò la propria dottrina in modo massiccio tra i ragazzi tentando di creare una generazione di ‘italiani nuovi’ .

Il ventennio ha prodotto un proprio sistema pedagogico che ricalca e continua quello comune a tutti i regimi totalitari, in cui la scuola costituisce un mezzo importante per inculcare nei giovani gli ideali del regime.

L’istituzione scolastica diventò ben presto un potente veicolo di propaganda del fascismo, il più efficace strumento per l’organizzazione del consenso di massa.

È proprio la scuola elementare, infatti, il primo e più importante gradino del lungo processo di irreggimentazione e indottrinamento, il cui obiettivo primario era quello di costruire futuri soldati, uomini ciecamente pronti a “credere, obbedire e combattere(1)”.   


 

“Fondamentale nello sviluppo di questa operazione di ingabbiamento della gioventù fu l'adesione supina e consapevole dei maestri e delle maestre che non fecero mai opposizione. Il fascismo li blandì ed onorò la loro opera (2)”.



   

In un articolo sono pubblicate immagini di documenti della scuola pubblica di Lissone negli anni successivi all’Unità d’Italia fino alla fine dell’ottocento.

Per gli anni del fascismo, invece, sono state trascritte alcune pagine del “Giornale della classe”: la loro lettura consente di avere uno spaccato della vita non solo degli studenti e della scuola ma anche del paese e della nazione.

 

(1) Elena D'Ambrosio ricercatrice Istituto di Storia Contemporanea "P. A. Perretta" autrice di “A scuola col duce – l’istruzione primaria nel ventennio fascista”

(2) Ricciotti Lazzero nell’introduzione al libro di Elena D'Ambrosio “A scuola col duce – l’istruzione primaria nel ventennio fascista”

Vendredi 10 octobre 2014 5 10 /10 /Oct /2014 15:14
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