Sito dell'A.N.P.I. di LISSONE - Sezione "Emilio Diligenti"

Ferdinando Cassanmagnago

9 Mars 2014 , Rédigé par anpi-lissone Publié dans #storie di lissonesi

Oggi ricordiamo:
Cassanmagnago Ferdinando, nato a Lissone il 2/06/1924 e morto a Dachau il 9/03/1945.

La sua mamma si chiamava Rivolta Maria; era nata a Lissone il 3/05/1896.


Ferdinando fu arrestato a San Remo (probabilmente nel marzo del 1944). Trascorse un periodo in vari carceri italiani per poi essere trasferito al campo di concentramento di Bolzano. Con un trasporto che partì il 5 ottobre 1944, con altri 490 deportati, giunse il 9 ottobre nel lager Dachau, nelle vicinanze di Monaco. Gli venne assegnata la matricola 113259.

Il campo di concentramento di Dachau è stato il primo istituito «ufficialmente» dal regime nazista, poche settimane dopo la presa del potere in Germania. Trattandosi di un campo a prevalente presenza di prigionieri politici, fu un "campo modello" nel quale furono sperimentate e messe a punto le più raffinate tecniche di annientamento fisico e psichico degli avversari politici. Il Lager fu sovraffollato al limite tale che tre persone dovevano dormire nello stesso letto, servirsi degli stessi impianti igienici, dividere il poco e pessimo cibo. I prigionieri venivano stroncati dalla fatica.

 

 

Nei primi tempi i prigionieri erano destinati alle opere di completamento delle installazioni del campo, in lavori stradali e di sistemazione del territorio intorno al campo. Poi essi furono distaccati presso varie imprese appaltatrici delle forniture di materiali per impiego bellico, che si erano nel frattempo installate nella zona.

 

 

A Dachau furono registrati a turno circa 200.000 deportati (di cui oltre 10.000 italiani). Il 29 aprile 1945 gli Americani che liberarono il campo contarono 31.432 persone, più altre 36.246 presenti nei sottocampi e distaccamenti. L'anagrafe del campo ha registrato circa 45.000 decessi, ma questa è sicuramente una cifra inferiore alla tragica realtà di Dachau. (fonte A.N.E.D.)

Ferdinando Cassanmagnago morì dopo cinque mesi dal suo arrivo nel lager di Dachau. Aveva solo vent'anni.
Non abbiamo una sua fotografia.


(fonte
A.N.E.D. Sesto San Giovanni)


"lo qui
chiusa da

filo spinato e lassù

la bianca bianca nuvola

che verso casa va

 

lo qui chiusa da

reticolati e poi

sarò una bianca nuvola

che a casa tornerà "

 

AUSCHWlTZ '45

(Ursuia-Budka Suilera- Traduz. L.Settimelli)

(Da “I canti dei Lager”: composizione scritta per "non dimenticare". È polacca e descrive i pensieri di una ragazzina di fronte al forno crematorio.)

 

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